mercoledì 17 luglio 2019

"Aiutateci a casa nostra": la risposta di Nicola Daniele Coniglio ai quesiti sull'impatto dei flussi migratori sul sistema economico italiano

Aiutateci a casa nostra. Perché l'Italia ha bisogno degli immigrati
di Nicola Daniele Coniglio
Laterza, giugno 2019

pp. 152
€ 14,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


È vero che gli immigrati ci rubano il lavoro e contribuiscono ad abbassare i salari degli italiani? È ragionevole sostenere che gli italiani pagano le tasse per mantenere gli immigrati? Qual è l'impatto dell'immigrazione sul welfare italiano? E ancora: è realistico affermare che regaliamo agli immigrati 35 euro al giorno? Erigere muri e blocchi navali risolverà il problema dell'immigrazione clandestina?

A questi e altri quesiti fornisce una risposta Nicola Daniele Coniglio, professore di Politica Economica presso l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro e direttore italiano del Master in Economics of Globalisation and European Integration, e lo fa, dati alla mano, lasciando fuori dalle pagine del suo libro, Aiutateci a casa nostra. Perché l'Italia ha bisogno degli immigrati, qualsiasi implicazione ideologica.

Un triangolo d'amore nell'Europa di fine Ottocento: il nuovo romanzo di William Boyd

L'amore è cieco
di William Boyd
Neri Pozza, 27 giugno 2019

Traduzione di L. Prandino

pp. 441
€ 18 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook) 



Ci sono romanzi di cui si rimane orfani, dopo averli terminati. L'ho pensato subito con L'amore è cieco di William Boyd, un libro che ci trasporta senza chiedere il permesso nell'Europa di fine Ottocento e ci fa attraversare, insieme ai confini degli stati, i sentimenti che vorremmo lasciare riposti dentro l'animo umano. I sentimenti eccessivi, quelli che vanno dalla passione irrefrenabile all'odio più violento, passando attraverso le aspirazioni lavorative e talvolta la loro delusione. 
Andiamo con ordine. Il ventiquattrenne accordatore di pianoforte Brodie Moncur ha molto talento: pur essendo cresciuto con continue frustrazioni per il cattivo rapporto col padre, lui ha un sogno: riuscire a trasformare l'azienda per cui lavora, la Channon & Co., in una realtà internazionale, sfondando anche nella tanto protetta Europa continentale. L'occasione ghiotta arriva poco dopo le prime pagine, quando ormai abbiamo compreso la routine di Brodie, tra pianoforti a cui ridare vita, incontri al casino locale, scontri in famiglia. L'occasione, dicevo, non si fa attendere: il protagonista può andare a Parigi e aprire lì un magazzino dei pianoforti Channon.

martedì 16 luglio 2019

Leonardo Iuffrida racconta una storia senza veli: quella del nudo maschile nella fotografia e nella moda

Il nudo maschile nella fotografia e nella moda
di Leonardo Iuffrida
Odoya, 2019

pp. 271
€ 18,00 (cartaceo)

In un certo senso, al netto del prevedibile gioco di parole, è proprio così: Il nudo maschile nella fotografia e nella moda è un libro che non solo si sfoglia ma “si spoglia” anche da solo. Elogio dell’anatomia di ogni figlio di Adamo, il lavoro di Leonardo Iuffrida pubblicato da Odoya Edizioni non si limita a fare l’evidente gioia degli estimatori del bel sembiante, ma si propone come contributo storico-critico utile a comprendere l’esposizione e la percezione del corpo virile in assenza di veli di sorta: e lo fa con un occhio al filtro mediale privilegiato dell’obiettivo e l’altro all’evoluzione del costume, in una prospettiva incrociata che tiene conto in eguale misura degli orizzonti culturali e artistici, storici e politici, psicologici e sessuali. Non solo muscoli definiti e guizzanti in bella mostra, dunque, anche perché, come si avrà modo di scoprire, le ipertrofie più stereotipate sono state non di rado messe al bando dai criteri di rappresentazione: ciò che più interessa l’autore, difatti, è utilizzare la nudità dell’uomo in quanto criterio per comprendere l’evoluzione dello sguardo occidentale a esso rivolto dal XIX secolo fino alla più recente contemporaneità. Un’analisi condotta oltre il recinto rassicurante e anestetizzante dell’arte – ovvero oltre la pittura e la scultura – e a confronto diretto con immagini desiderose di alludere a nient’altro che ai rispettivi referenti: «la storia della fotografia diventa così storia dell’uomo, del corpo maschile, dell’erotismo, della sessualità, dell’editoria, della moda, della liberalizzazione del nudo» (p. 9).

#CritiCOMICS: scoprirsi genitori, d'improvviso, addomesticando bestie feroci al suono di una risata

Due figlie e altri animali feroci
di Leo Ortolani
Bao Publishing, 2019

pp. 192
€ 18,00 (cartonato)
€ 6,36 (ebook)



Cosa ci si aspetta da un fumettista? Che sappia disegnare, certo, che crei sceneggiature brillanti dal plot accattivante nel caso curi anche la parte narrativa di un testo. E poi? Sembra sempre più facile chiedere a uno scrittore di romanzi, poesie o saggi di compiere una determinata operazione autoriale nel momento in cui consegna un’opera ai suoi lettori. È diverso nel caso di un testo della nona arte? Io ho sempre creduto di no, ma non riuscivo a spiegare con parole mie i motivi dietro a quest’affermazione (ammesso che ce ne fosse bisogno, ma nel mondo intellettuale c’è chi considera i fumetti, ancora, quei disegnetti di supereroi per bambini). Poi ho letto Due figlie e altri animali feroci di Leo Ortolani e ho avuto la risposta tra le mani.

lunedì 15 luglio 2019

Marina Café Noir: omaggio ai maggiori scrittori della casa editrice NNEditore con uno sguardo in più a Jenny Diski


Lia Careddu legge Jenny Diski
Foto di Alec Cani
La prima, ricca e lunga serata ufficiale di Marina Café Noir è interamente dedicata alla casa editrice NNEditore con tanti super ospiti della portata di James Anderson, Dan Chaon, Vinicio Marchioni e il gruppo King Howl.
L'evento di giovedì 20 giugno prende il via alle 18 con l'intrattenimento per bambini a cura di Francesco "Bugo" Lugas. Al termine dell'animazione, Piazza Garibaldi pullula di bimbi che si inseguono con il gelato in mano e cercano di salire sul palco eludendo la sorveglianza formata da staff e da volontari. Poi ci sono gli adulti che chi dalle panchine con una pizzetta al taglio butta un occhio distratto ai piccoli e chi in piedi, magari con una birra in mano, prova a star dietro ai propri figli. Infine gli anziani. Chi controlla a vista d'occhio e magari insegue i nipotini e chi, in libera uscita, con la propria compagnia è già seduto di fronte al palco, con tantissime ore d'anticipo per lo spettacolo che brama di seguire. 
Il clima che si respira a Cagliari per il festival di letterature applicate è gioioso, festivo, leggero e al tempo stesso "culturale": gruppi eterogenei di persone affollano da presto i palchi pur di non perdere lo spettacolo scelto.

Attaccarsi al mondo: "L'imprevedibile movimento dei sogni" di Sangalli e Bozzetti

L’imprevedibile movimento dei sogni
di Francesca Sangalli e Fabrizio Bozzetti
DeA Planeta, 2019

pp. 288
€ 17,00 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook) 


Isabella perde i sensi sul campo da tennis, nel vivo di un incontro importante. Quando viene ricoverata nel reparto di pediatria di un ospedale ormai in via di dismissione, isolato tra le montagne, la ragazza è un grumo irrisolto di rabbia e sentimenti contrastanti: non accetta in primis il fallimento, il cedimento imperdonabile di un corpo giovane, allenato, orientato alla vittoria. Non tollera di essere imprigionata in un ambiente claustrofobico, di doversi sottomettere a regole e direttive che non riconosce. Non ammette di non essere trattata come un'adulta benché manchino solo quattro mesi al compimento del suo diciottesimo anno. Detesta, dell'odio viscerale e immediato riservato al nemico durante il match, la dottoressa Villa, primaria del reparto. 
Rigida, inflessibile, abituata alla tensione di un agonismo inesausto, Isabella si ribella alle costrizioni – senza mai indugiare troppo col pensiero sui continui svenimenti, sulle palpitazioni, sulla debolezza che spesso l'hanno afflitta nell'ultimo periodo. Anche la sua compagna di stanza le è di disturbo: una ragazzina "pallida e minuta, liscia, mora, con grandi occhi neri e labbra blu" (p. 21), con "qualcosa di simile a un disegno, un essere animato, ma che appartiene a un mondo di favola, come un fumetto" (p. 28).

domenica 14 luglio 2019

#CritiCOMICS - Il ritorno del "demone di Transilvania" secondo Strukul e Mutti

Vlad. Neve e fuoco
di Matteo Strukul (testi) e Andrea Mutti (illustrazioni)
Feltrinelli Comics, 2019

pp. 64
€ 14,00 (cartaceo)


Vlad. Neve e fuoco arriva, attesissimo, dopo aver tenuto i lettori in sospeso per alcuni mesi, a chiedersi cosa sarebbe stato di Vlad Dracul, lasciato alle soglie di una guerra che già si immaginava cruenta. Il secondo volume della saga illustrata, dedicata al personaggio storico a cui Bram Stoker si ispirò per la creazione del suo famoso vampiro, inizia dove si concludeva il precedente (qui la recensione), conferendo un nuovo valore alla famigerata “sete di sangue” del suo protagonista. 
Il voivoda di Valacchia cala sulle armate dell'Impero Ottomano, violento e implacabile nel far strazio dell'avversario. Fin dalle prime pagine ritroviamo l'immagine di un uomo complesso, inquieto, perseguitato da una memoria che non gli lascia tregua. Il suo agire è sempre al tempo stesso nobile, cioè orientato alla liberazione della sua terra, e fortemente personale, mosso da istanze di vendetta. Anche per questo egli rifiuta di seguire le leggi dell'onore in combattimento e risulta tanto più terribile, nelle illustrazioni drammatiche di Andrea Mutti, mentre pasteggia solitario in mezzo ai cadaveri dei nemici.

sabato 13 luglio 2019

La principessa triste, la commoner e l'attrice americana, che fecero la rivoluzione nella monarchia inglese

Diana, Kate, Meghan. Le nuove principesse
illustrazioni di Nadia Sgaramella
testi di Lorenza Tonani
Hop Edizioni, 2019

€ 18,00 (cartaceo)


Ma come?! Decine e decine di pubblicazioni di successo (anche commerciale) hanno diffuso in tempi recenti e recentissimi il messaggio che una donna, per realizzarsi in quanto tale, non abbia bisogno né di un principe azzurro né di avere a propria volta una corona sulla testa, e la casa editrice Hop! che fa? Dedica l’ultimo volume della fortunata collana Per Aspera Ad Astra nientemeno che alla trinità muliebre della monarchia britannica al crocevia tra Ventesimo e Ventunesimo secolo: Diana Spencer, Kate Middleton e Meghan Markle. Possibile?! Possibile. Perché a pensarci bene, e tanto per cominciare, la vita di queste tre dame non è stata e non è tutta rose e fiori, e basterebbero i tormenti e gli scandali che hanno accompagnato la breve esistenza di Lady D, per non parlare della sua tragica scomparsa, a colmare la misura. Tuttavia, al di là degli ovvi clamori che di fatto aleggiano sempre sopra le genealogie reali, le biografie di questo trio hanno in realtà molte caratteristiche che le fanno rientrare nella categoria di quelle figure femminili che sono riuscite a cambiare la Storia e a farne parte a dispetto di ostacoli e difficoltà. Dunque, per l’appunto, hanno tutte le carte in regola perché le loro vicende vengano ancora una volta raccontate dalle parole sapienti di Lorenza Tonani e mostrate dalle tavole di un’illustratrice (qui al suo debutto in volume) come Nadia Sgaramella.

venerdì 12 luglio 2019

Vivere dopo la sua morte: "La verità sull'amore" sta tutta nella caparbia conservazione dei ricordi

La verità sull'amore
di Josephine Hart
Feltrinelli, 2012

Traduzione di V. Mantovani

pp. 204
€ 8 (cartaceo)
€ 6,99 (ebook)


Io, sono forse vivo nel vero senso della parola continuando a vivere dopo che ho perduto una parte così grande di me? (p. 94)
La verità sull'amore si apre in modo a dir poco sconvolgente: un ragazzo nel cortile di casa sta facendo un esperimento (o forse una bomba per l'Ira?), quando qualcosa va storto e l'esplosione lo mutila e lo lascia agonizzante sul prato, mentre la sorella Olivia accorre, in attesa dei soccorsi. Soccorsi inutili, manco a dirlo. Ma quel che rende tutto ancor più drammatico è che è il ragazzo stesso a raccontare, dal suo punto di vista, i suoi ultimi minuti di vita. 
Poi passiamo agli altri: la stessa tecnica di affidare la parola ora a questo ora a quel personaggio garantisce a Josephine Hart di aumentare il pathos senza darsi il tempo di cadere nel patetico. Il dramma è plurale e al tempo stesso plurimo nella famiglia O'Hara. Ogni personaggio soffre, ma reagisce in modo diverso: la madre Sissy, i cui nervi erano già stati messi alla prova dalla morte di una figlia, si chiude in un silenzio ostinato e patologico, ma non smette certo di riflettere, e il lettore assiste proprio a questi monologhi interiori, davanti a un mondo che non sembra capirla e che la sprona solo a parlare. Come se parlare potesse migliorare le cose: 
Sei ferita dappertutto dall'amore e dall'assenza della persona che amavi. Ecco che cos'è, una continua assenza. Lui è scomparso. (p. 102)

#VivaSheherazade - I racconti delle donne

I racconti delle donne
A cura di Annalena Benini
Einaudi, 2019


pp. 288
€ 19,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


[…] perché succede ancora che le scrittrici vengano paragonate tra di loro, ma che il grande romanzo letterario (diversamente, per esempio, dalla prosa lirica) continui a essere una categoria essenzialmente maschile. I libri delle donne non sono ancora discussi allo stesso modo di quelli degli uomini, e le donne ancora se la prendono. (Kathryn Chetkovich, “Invidia”, p. 181)
Questo è un libro di donne. Lo sono le autrici selezionate, lo sono le protagoniste delle storie, lo è la curatrice, la bravissima Annalena Benini. Questo, attenzione, non è un libro PER le donne, un’etichetta che personalmente ho sempre detestato: è una raccolta di storie, emozioni, parole, che trascendono genere, identità, spazio e tempo, tanto intensa è la bellezza. Un’antologia di venti voci straordinarie, scrittrici che nel racconto – o in una forma ibrida, fra racconto e saggio – hanno trovato la loro dimensione ideale e che Benini seleziona con cura, corredando ogni storia di una breve ma preziosa nota che aiuta a illuminare il racconto appena letto, svelarne il segreto, inquadrare meglio il contesto. Una selezione ragionata, che allinea uno dopo l’altro mostri sacri della narrativa breve mondiale, da Virginia Woolf ad Alice Munro, passando per Edna O’Brien, Valeria Parrella, Natalia Ginzburg e molte altre, da cui è impossibile non restare affascinati. Voci differenti, per tematiche e stile, provenienza e influenze, ognuna di loro però trova il suo posto ideale in questa raccolta che costruisce un canone contemporaneo in cui il femminile è il cuore pulsante. Venti storie per raccontare le donne in quel momento preciso la cui esistenza viene illuminata, nella ricerca di sé stesse, nei dubbi, negli angoli bui, nelle paure, nel punto di rottura. Innumerevoli i temi, gli spunti di lettura e riflessione, legati dal fil rouge dell’identità femminile su cui ogni scrittrice coinvolta getta il proprio personalissimo sguardo a illuminare ora un aspetto ora un altro dell’esistenza delle donne, dei dubbi che le accompagnano, dei desideri e delle passioni.

giovedì 11 luglio 2019

Conversazioni al telefono: tre sorelle e la loro vita



Avviso di chiamata
di Delia Ephron
Fazi editore 2019

Traduzione di Enrica Budetta

pp. 334
€ 15,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


«Tra noi sorelle va sempre così. Ore attaccate al telefono, vite aggrovigliate, ma quando ci troviamo davvero faccia a faccia ci tratteniamo». (p. 142).
È appena arrivato in libreria Avviso di chiamata Delia Ephron (qui la recensione del suo libro precedente Siracusa): si tratta del romanzo d’esordio dell'autrice, da cui è stato tratto l’omonimo film con Meg Ryan e Diane Keaton.
Eve Mozell, la voce narrante, ha quarantaquattro anni, vive a Los Angeles negli anni ‘90 e si occupa di organizzare eventi. Insieme alle sorelle Georgia e Maddy, proviene da una famiglia piuttosto bizzarra. La madre si è allontanata dal padre lasciandolo, con seri problemi di dipendenze, in balia delle figlie. 
Sarà proprio il doversi occupare del padre, della sua malattia, della sua vecchiaia, il filo conduttore delle conversazioni e delle riflessioni che si generano tra le sorelle. Georgia, la maggiore, brillante, energica ed estrosa è la direttrice di una importante rivista.
Maddy, attrice, si trova a dover gestire una gravidanza indesiderata che le costerà il ruolo in una soap opera che rappresentava il suo trampolino di lancio.

#LectorInFabula - Riscrivere la storia con i "se": il nuovo progetto firmato Disney

Disney – A Twisted Tale
Riflessi
Testo originale di Elizabeth Lim
Giunti, 2019

Traduzione di A. C. Forastieri

pp. 384
€ 12,00 (cartaceo)
€ 6,99 (ebook)


La Storia non si fa con i "se", ma le storie forse sì... o almeno questo è ciò che prova a fare Disney, attraverso la sua nuova collana dedicata ai "Twisted Tales". In ogni volume, una delle più celebri avventure di casa Disney viene ripresa e raccontata nuovamente, immaginando che, a causa dell'alterazione minima di un singolo evento, la trama abbia assunto una piega completamente diversa rispetto allo sviluppo noto. Il variare di un dettaglio in un momento saliente produce a cascata una serie di mutamenti che alterano il corso della vicenda. L'elemento di novità viene segnalato fin dal sottotitolo: "E se Aladdin non avesse tenuto la lampada?"; "E se Mulan dovesse viaggiare nel regno degli spiriti?". La narrazione comincia quindi nel punto della svolta, recuperando ciò che è avvenuto prima tramite flashback e brevi allusioni, per soffermarsi poi sulla nuova evoluzione della storia. Elemento di particolare interesse all'interno del progetto editoriale è il tentativo di ampliare e ridefinire il pubblico: se già i cartoni animati di Walt Disney si connotavano per la loro natura transgenerazionale, in questo caso destinatari primari non sono tanto i bambini, quanto i giovani adulti. Attraverso la ripresa di favole note, si esplorano tematiche fondamentali nel percorso di crescita, quali la natura del bene e del male, la condizione femminile, o la ricerca di sé. Nel farlo, non vengono comunque traditi i caratteri dei personaggi originari, che sono anzi indagati più in profondità e, grazie alle possibilità offerte dalla parola scritta, esplorati in sfaccettature che nella versione cartoon rimangono solo accennate.

mercoledì 10 luglio 2019

#VivaSheherazade - "Memorie di una donna medico": l'affrancamento emotivo dall'immaginario femminile islamico




Memorie di una donna medico
di Nawal Al-Sa’Dawi
Fandango libri, 2019

Traduzione di Stefania Dell'Anna

pp. 106
€ 14,00 (cartaceo)

Una lotta e una ricerca costante animano questo libro di memorie, scritto da Nawal Al-Sa’Dawi, donna forte e principale portavoce della condizione femminile nel mondo arabo. Nata in un piccolo villaggio del delta del Nilo, questa donna coraggiosa ha scritto il libro in lettura nel 1958, anche se  l'opera è stata tradotta in America solo nel 1980 e viene ora proposta in Italia da Fandango, con la traduzione dall’arabo di Stefania Dell’Anna. Il libro è concepito come una raccolta di pensieri, una sorta di diario che segue le vicende della protagonista, attraverso le fasi più importanti della sua vita. Non ci sono date a dare continuità agli eventi (l’unica è presente nella prefazione), né cesure nel pensiero di questa donna, che si concepisce da subito come uno spirito libero e ribelle. Nawal si ribella alle convenzioni, alla tradizione, alla sua stessa famiglia, pur di affermarsi come donna. Ma questo sarà solo uno dei vari stadi che dovrà raggiungere, prima di riconoscersi come individuo, e soprattutto prima di trovare il suo posto nel mondo.

Le amiche di Jane - L'opera di Jane Austen e il suo fascino senza tempo

Le amiche di Jane. Orgoglio e pregiudizio - Sopravvivere all'innamoramento
di Annalisa De Simone
Marsilio (Collana: PassaParola), 2019

pp. 137
€ 12 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)



È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un buon patrimonio debba necessariamente cercare una moglie.
Le righe di cui sopra appartengono a Orgoglio e pregiudizio (le proponiamo nella traduzione di Cecilia Montonati, edizione Giunti, 2011), il romanzo pubblicato nel 1813 dalla scrittrice inglese Jane Austen e il cui inizio è tra i più noti dell'intera letteratura:
Quello che ancora non sapevo, all'epoca, è che, insieme ad Anna Karenina, il secondo romanzo di Austen detiene il primato di incipit più celebre della letteratura moderna. Ne fui subito impressionata (p. 16).
Sono entrata in contatto con Jane Austen (per i suoi fans "zia" Jane) per la prima volta 14 anni fa, quando per caso vidi l'ultima versione cinematografica di Orgoglio e pregiudizio (con la regia di Joe Wright, 2005), e mi innamorai follemente del personaggio di Elizabeth Bennet interpretato da una giovane Keira Knightley. Spinta dall'entusiasmo, acquistai e lessi in pochissimi giorni il libro, e da allora il mio amore per la Austen non si è mai sopito, ma anzi mi ha convinta a scoprire tutti i suoi testi e a vedere ogni trasposizione ispirata alle sue opere.

martedì 9 luglio 2019

"Luce ovunque, si veda tutto": la prosa nuda di Jonathan Bazzi

Febbre
di Jonathan Bazzi
Fandango Libri, 2019

€ 18,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook) 

La febbre logora, consuma, riarde. La febbre confonde, indebolisce, disarma. La febbre arriva, in un giorno qualunque di gennaio, e non va più via. Da quel momento, la vita del protagonista cambia radicalmente, subisce un’inversione di senso; quel giorno è, per Jonathan, "il confine, lo spartiacque – tra quello che ero e quello che sono" (p. 9). Da quel momento inizia una ricerca, la ricerca delle cause, che si trascina in un crescendo progressivo di ansia, in un affastellarsi di ipotesi sempre più angoscianti e però sempre smentite, fino ad arrivare alla diagnosi della sieropositività, che paragonata alle supposizioni errate, alimentate da una consultazione compulsiva di blog e forum online, appare quasi rassicurante. 
Meglio l'HIV di altre patologie più inquietanti o potenzialmente letali, o così almeno si ripete – e ripete a tutti – il narratore, senza darsi il tempo di riflettere e assimilare un cambiamento definitivo di stato. L'assumere il ruolo del consolatore, di colui che deve ostentare sicurezza e serenità per tranquillizzare chi gli sta intorno, finisce per bruciare più della febbre, per scavare un solco sempre più profondo nella coscienza del protagonista che, senza accorgersene, vi scivola dentro e inizia ad affondare senza opporre resistenza.

#CriticaNera - Joe Clifford, "Lamentation": crimini e segreti nel gelo del New Hampshire

Lamentation
di Joe Clifford
Casa Sirio Editore, 2018
Collana I riottosi

traduzione di Alessandra Brunetti

pp. 320
€ 15 (cartaceo)
€ 4,99 (ebook)

Molto spesso le storie contengono frammenti di vita di chi le scrive, aspetto più o meno evidente e dichiarato a seconda delle intenzioni dell’autore; Jay Porter, il protagonista di Lamentation, pur non potendo definirsi un alter ego di Joe Clifford, il suo creatore, ne condivide più di un tratto caratteristico, per ammissione dello stesso scrittore.
Jay è un anonimo trentenne con un radioso futuro dietro le spalle ma fustigato da una vita difficile e relegato in un altrettanto anonimo buco da qualche parte nell’algido New Hampshire, che sopravvive lavorando per una piccola impresa di sgombero immobili. Malpagato, disilluso e solo, Jay deve farsi carico del fratello tossicodipendente sempre a corto di soldi e nei guai con la legge.
Proprio il fratello, Chris, sarà il perno della vicenda trattata in questo Lamentation, che costituisce il primo capitolo della Jay Porter series, che a oggi comprende altri quattro titoli.

lunedì 8 luglio 2019

#PagineCritiche: Quello che resta - una lettura della teoria freudiana

Freud – sette lezioni sulla psicoanalisi
di Vittorino Andreoli
Venezia, Marsilio, 2019

pp. 126
€15,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

Sette capitoli, sette lezioni, per un interessante viaggio all'interno della psicoanalisi, alla scoperta del primo pioniere dell'inconscio, Sigmund Freud. È universalmente riconosciuto che egli sia il padre della psicoanalisi e di ogni disciplina che abbia la psicologia come materia di indirizzo e studio e che il suo operato ha lasciato dietro di sé una scia indelebile, il cui riverbero è ancora oggi ben visibile, anche nella quotidianità. Sono infatti famosi i lapsus e gli atti mancati, per esempio, così come ormai è universalmente riconosciuta l'esistenza di una parte ignota, l'inconscio. Tuttavia, nel corso del tempo, agli studi di Freud, fondamentali per la definizione di un ambito di studi di matrice psicoanalitica, sono seguiti molti filoni di indagine, i quali hanno costituito un superamento delle sue teorie. Ad oggi, quindi, cosa resta delle teorie freudiane?
«Con queste lezioni intendo affrontare un tema molto affascinante relativo alla storia dell'uomo e al suo comportamento. Parlerò infatti di Sigmund Freud e del suo viaggio attraverso un'idea rivoluzionaria che ha condotto all'invenzione di una teoria: la psicoanalisi. […] Credo opportuno soffermarmi soltanto sulla figura e sulle idee di Freud, perché desidero chiarire cosa rimane oggi del suo pensiero.
Il riferimento, dunque, non sarà mai alla psicoanalisi tout court, ma alla teoria di Freud e, nello specifico, al tempo in cui egli stesso l'ha portata avanti.» (p. 11)

È una storia vera: "Dracul" di Dacre Stoker e J.D. Barker

Dracul
di Dacre Stoker e J.D. Barker
Editrice Nord, 2019

Traduzione di Francesco Graziosi

pp. 480
€ 18,60 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)




La tata era - è - nostra amica. La conosco da tutta la vita; e anche tu la conosci da una vita. Non ci ha mai fatto del male. Non ha mai fatto altro che badare a noi come fossimo figli suoi.» S'interruppe un istante, cercando le parole giuste. «Da come l'hai descritta, l'hai dipinta come un mostro. Una creatura da incubo, che ti piomba addosso in quel modo terrificante, e a che scopo?» (p. 101)

Il giovane Bram Stoker è un bambino cagionevole. Debole e costantemente allettato, sfiora più volte la morte. Non fosse per le cure della tata, Ellen Crone, di certo non sarebbe arrivato alla maggiore età forte, senza l'ombra di un malanno e con la curiosa capacità di rimarginare in maniera quasi immediata le proprie ferite. Ma le attenzioni che gli sono state somministrate da bambino sono oscure, empie e si ripresentano a distanza di anni per colpire i suoi cari. Risucchiati in un gorgo di leggende e maledizioni, Bram e la sua famiglia ingaggeranno una lotta contro un essere dai contorni leggendari: uno strigoi che risponde al nome di Dracul.

domenica 7 luglio 2019

L'afrore dei campi coltivati nell'ultimo romanzo di Giacomo Revelli


La lingua della terra
di Giacomo Revelli
Arkadia, 2019

pp. 200
€ 14 (cartaceo)

I Lüghéi furono i primi a parlare la lingua sconosciuta di quel ragazzo: non doveva esserle più straniero di un gatto selvatico arrivato dal bosco, o più estraneo di uno dei passeri che vengono a beccare le olive dimenticate dalla battitura. Ma il linguaggio della terra è lo stesso ovunque, sta scritto pochi centimetri sotto la sua superficie, basta un colpo di zappa per impararlo. (p. 89)

Lo straniero, ossia l’estraneo, l’esterno, qualcuno che non appartiene a un determinato luogo, a u determinato costume, a un determinato idioma: la sua apparizione nelle campagne liguri, a giudicare dall’immagine di copertina, dalla bandella di prima e dalla quarta di copertina, sembra essere ciò che mette in moto gli eventi del romanzo di Revelli e che sta al centro della sua narrazione. Dico “sembra” perché in realtà la vicenda che vede protagonisti Bedé e lo straniero è una delle due facce della stessa medaglia che, nel risvolto, trova un romanzo di formazione incentrato sui due figli di Bedé i quali, nel giro di un anno – e soprattutto di un’estate – scoprono l’amore o decidono il proprio destino universitario. Queste due storie scorrono quasi parallele, intrecciandosi ogni tanto nella figura del capofamiglia e nell’ambientazione rurale, per poi annodarsi in maniera indissolubile verso la fine, quando la “questione dello straniero” esplode, a mio avviso un po' in sordina.

Cinema, film, autori (e altro ancora) secondo Andrea Crozzoli: gli appunti "corsari" di "un uomo che guarda"

Appunti corsari.
Cinema, film, autori e altro ancora

di Andrea Crozzoli
Marsilio, 2019

pp. 206
€ 20,00 (cartaceo)



«La ricostruzione di questo libro è affidata al lettore. È lui che deve rimettere insieme i frammenti di un’opera dispersa e incompleta. È lui che deve ricongiungere passi lontani che però si integrano»: se non avete riconosciuto l’incipit della nota di Pier Paolo Pasolini ai suoi Scritti corsari (1975), significa che l’avete appena letto per la prima volta, e non a caso. Dal medesimo “non-principio” organizzativo parte difatti, ed esplicitamente, anche Andrea Crozzoli, che nei suoi quasi omonimi Appunti corsari, appena pubblicati da Marsilio, parla di Cinema, film, autori e altro ancora attraverso una miscellanea di contributi redatti a partire dal 1981 (e fino al 2018) tenuti insieme da affinità tematiche, rimandi, corrispondenze e suggestioni. Testi corsari, dunque, perché, come spiega lo stesso autore nelle Istruzioni per l’uso, «redatti sempre di corsa, costretti dalla vita a guardare costantemente l’orologio e a procedere spediti, perennemente incalzati dall’ansia delle scadenze. Ma anche corsari in quanto gettati all’arrembaggio sulla carta, con incombente urgenza e con il furore della passione». (p. 17)

#CriticARTe - La meraviglia creativa dell'arte: alla scoperta delle avanguardie artistiche con Flavio Caroli

Elogio della modernità – da Turner a Picasso
di Flavio Caroli
Milano, UTET, 2019

pp. 211
€ 9,99 (ebook)
€ 30,00 (cartaceo)


«L'arte moderna è grande perché affronta le facce del grande prisma della verità, cioè i misteri primari della vita. Ammetto però che il corpo a corpo con le facce della verità spesso è stato avviato proprio dalle avanguardie.» (p. 7)
Quindici capitoli e un indice delle illustrazioni, oltre che una preziosa nota biografica riguardo l'autore e un'appendice che riporta gli altri titoli pubblicati nel corso degli anni, costituiscono l'ossatura di questo libro, dentro al quale si snoda la grande storia mondiale dell'arte. Si parte dai romantici e, passando attraverso i più grandi movimenti che si sono succeduti nel corso del tempo – realismo francese, impressionismo, simbolismo, liberty, e così via – si arriva fino a quello che viene inserito nel testo come “Il quadro più bello della modernità”. Quale tela sarà stata scelta per fregiarsi di un titolo tanto importante? Non lo sveliamo qui, preferendo lasciare al lettore il gusto della scoperta.
Per la stesura si è scelto un approccio un pochino diverso rispetto al classico saggio in cui l'autore imposta quello che sostanzialmente è un monologo diviso in capitoli secondo un ordine deciso precedentemente (tematico, cronologico, e così via): la base su cui si innesta la spiegazione, infatti, è costituita da un dialogo tra zio e nipote. Il primo è voce narrante del libro e coincide giocoforza con l'autore delle spiegazioni.

sabato 6 luglio 2019

Marina Café Noir, a Cagliari, coniuga “Il contrario di uno” tra parole e swing


Paolo Fresu
Foto di Roberto Anedda
Marina Café Noir ha compiuto diciassette anni e quest'anno ha aperto le danze della festa letteraria martedì 18 giugno con un padrino d'eccezione: il jazzista Paolo Fresu. 
Grandi nomi si sono alternati sui palchi del festival di letterature applicate più longevo di Cagliari: lo scrittore americano James Anderson, l'attore Vinicio Marchioni, lo scrittore noir Dan Chaon, la pluripremiata Helena Janeczek, Michela Murgia, il collettivo Wu Ming (ma solo Wu Ming 2 e Wu Ming 4), Francesco Abate, il giornalista americano Gary Younge, il giovane regista e attore Marco Cassini, Neri Marcorè e il concerto di chiusura tenuto da Roy Paci Quartet. Più tutti, tutti i grandi esperti, docenti, musicisti, attori, varie eccellenze intervenuti/e insieme ai grandi ospiti. 

Questo libro accompagna ciascuno in un viaggio diverso del pensiero. Perché l'immaginazione è un fiore giallo, spunta, si affloscia e, annaffiato, si riprende. E stimola la mente.                                                                                                                         [Paolo Fresu]

#CritiCOMICS: "Dosei Mansion", il futuro distopico di una società cupa e ingiusta

Dosei Mansion Volume 1,
di Hisae Iwaoka
Bao Publishing, 2019

Traduzione di Christine Minutoli

pp. 192
€ 7,90 (cartaceo)



Dosei Mansion è la prima serie di Aiken, la nuovissima collana targata Bao Publishing completamente dedicata ai fumetti giapponesi. A differenza delle altre due uscite, Fiori di Biscotto e Henshin, due volumi auto conclusivi, Dosei Mansion è composto da 7 uscite con cadenza bimestrale, è la serie più lunga della mangaka Hisae Iwaoka e si è aggiudicato il Gran Premio Manga al Japan Media Arts Festival organizzato dall’Agenzia per gli affari culturali del Giappone e l’associazione CG-Arts, durante il quale si premiano manga, anime, siti web e videogiochi.

venerdì 5 luglio 2019

La Torino di Rol nel nuovo giallo di Enzo Orlando

L’ombra di Rol
di Enzo Orlando
Bonfirraro Editore, 2019

pp. 195 
€ 16,90



Al suo secondo romanzo, Enzo Orlando si conferma uno scrittore capace di tessere trame convincenti e intriganti. In questo giallo, il commissario Moretti si avventura nei misteri della Torino più esoterica, per cercare di trovare l’assassino di un libraio, ma anche nella storia della città sabauda, che ha tante luci quante ombre; tuttavia, la vicenda avrà un filo invisibile che la collega ai fatti dell’estate del 1861, tra i civili di Auletta e il Regio Esercito, in pieno Risorgimento, dove alcuni militari, in nome della lotta al brigantaggio fanno strage di innocenti; una scia di sangue che non si ferma al campo di battaglia, ma ci trascina sulla scena di alcuni omicidi misteriosi di giovani donne. 
Nell’androne un agente stava provando a calmare la portinaia, una donna di mezza età, alta e magra come un chiodo. Tremava come una foglia, aveva il volto sbiancato dalla paura e sussurrava parole indecifrabili facendosi ripetutamente il segno della croce. (p. 17)

In un circolo vizioso di ossessioni sempre più pericolose: "Il serpente" di Luigi Malerba

Il serpente
di Luigi Malerba
Oscar Mondadori, 2018

1^ edizione: 1968
Introduzione di Francesco Muzzioli

pp. 210
€ 12 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)



Per questo invito alla lettura, che non ha nessuna pretesa di esaustività ma spera di portarvi a leggere un bel classico del secondo Novecento, partirò da un ricordo personale. Al corso di Letteratura contemporanea, la docente ha ripetuto almeno una decina di volte che era assurdo (assurdo!, sento ancora distintamente la sua meraviglia) che un'opera come Il serpente di Malerba fosse ormai quasi introvabile. Mi sono appuntata il titolo in un angolo del quaderno, riproponendomi di passare dalla biblioteca ma, come spesso avviene, ci sono promemoria che passano paradossalmente nel dimenticatoio. E lì il mio è rimasto per anni, finché non mi sono imbattuta quasi per caso nella riedizione per gli Oscar Mondadori, con questa copertina di forte impatto. Subito, manco a dirlo, Il serpente mi ha seguita prima alla cassa della libreria e poi a casa.
Le aspettative, come potete immaginare, erano altissime, soprattutto conoscendo i gusti ben difficili da soddisfare della mia professoressa. Poi, il testo ha avuto la meglio, al di là di qualsiasi pregiudizio, e ha confermato le migliori speranze.

giovedì 4 luglio 2019

«Non sono i maestri a creare i discepoli, ma i discepoli a scovare i maestri»: cosa accade nel nostro presente?

Mai più senza maestri
di Gustavo Zagrebelsky
Il Mulino, maggio 2019

pp. 154
€ 14 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


La nostra contemporaneità tollera a stento i maestri, il più delle volte li emargina e li denigra: ma chi sono esattamente i maestri? Nel suo nuovo saggio, uscito da poco per Il Mulino, Gustavo Zagrebelsky disegna un identikit molto interessante, a partire dalla etimologia del "magister", che vorrebbe designare qualcuno che ne sa "di più". Con ciò, il maestro non guarda dall'alto gli allievi, ma è mosso da una sempre vigile voglia di imparare: lungo il difficile percorso in salita della conoscenza, precede provvisoriamente i discepoli, ben sapendo che un giorno loro potranno superarlo o cambiare strada, trovandone una più congeniale. Dunque, in una visione socratica dell'insegnamento, l'alunno non è un vaso da riempire; piuttosto, va svegliata in lui la sete di conoscenza. Questo segna la differenza tra la concezione della cultura come un'istruzione da impartire o come un'educazione da inculcare, per quanto nella pratica il discrimine sia molto più sottile, e gli esempi non manchino. In ogni caso, a uno spirito dogmatico è sempre preferibile uno spirito critico, in cui ricorra il dubbio: questo è da intendersi come dubbio euristico, «un omaggio alla verità» (p. 63) nell'esercizio del pensiero, non come uno scetticismo paralizzante; al contrario, è ciò che muove la ricerca del sapere. 

Gli ampi confini di "Jalna" di Mazo de la Roche

Jalna
di Mazo de la Roche
Fazi Editore, 2019

Traduzione di Sabina Terziani

pp. 398
€ 18 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)


Gli altri fratelli era seduti uno accanto all'altro sul lato del tavolo che guardava la finestra. Wakefield; Finch (a pranzo era sempre assente perché era a scuola in città); Piers, anch'egli somigliante al capitano, ma con meno dolcezza e più ostinazione nei tratti da adolescente; e per ultimo Eden, slanciato, biondo, con lo sguardo affascinante della madre, la graziosa governante. 
Dall'altra parte era seduti la nonna e i due zii. Ernest con il gatto Sasha sulla spalla, e Nicholas con Nip, lo Yorkshire terrier, sulle ginocchia. I due spaniel di Renny stavano accucciati a lato della sua sedia a capotavola. (p. 39)

Con le presentazioni fatte dalla stessa autrice, Mazo de la Roche, benvenuti in una nuova saga, con una nuova tenuta e una nuovo paese di ambientazione: sono i Whiteoak di Jalna, Canada.
La saga dei Whiteoak o, per meglio dire, di Jalna dal nome della tenuta teatro delle vicende della famiglia, è piuttosto corposa: conta sedici volumi che l'autrice, Mazo de la Roche, scrisse e pubblicò tra il 1927 e il 1958. Vincitrice di numerosi premi, successo editoriale già all'epoca della sua prima uscita, viene oggi riscoperta e pubblicata da Fazi che continua nel fortunato filone delle saghe familiari.

mercoledì 3 luglio 2019

#SpecialeSCUOLA - Un percorso guidato e illustrato dentro la Costituzione

Conoscere la Costituzione Italiana. Un percorso guidato
di Alberto Maritati
Tavole ill. Giancarlo Moscara
Laterza, 2019

pp. 371 
€ 20,00

Negli ultimi anni lo studio della Costituzione è ritornato in auge anche a scuola, luogo privilegiato di confronto ed esercizio del diritto-dovere, nelle sue prime fondamentali forme. Nella scuola Secondaria di Primo grado, ad esempio, lo studio certificato anche attraverso obiettivi specifici e voti, della ex Educazione Civica, ora Cittadinanza e Costituzione, è solo l’ultimo delle misure adottate per incentivarne la conoscenza e l’approfondimento. In questo senso, questo manuale di Maritati, con le bellissime illustrazioni di Moscara, può diventare un ottimo strumento di consultazione per docenti e discenti
La struttura del volume è di agile consultazione, proponendo spunti ed approfondimenti sugli articoli, che rendono anche accattivante la discussione in aula e che possono fornire un valido supporto nella preparazione all’esame di Terza Media, ormai strutturato per competenze, grazie alle cartine, agli schemi e agli spunti argomentativi presentati in ogni pagina delle 371 proposte. 

Riscrivere la storia per amore: "L'imperatore di Portugallia" di Selma Lagerlöf

L’imperatore di Portugallia
di Selma Lagerlöf
Iperborea, 2017

pp. 280  
€ 17,00 (cartaceo)

Titolo originale: Kejsarn av Portugallien (1914)
Traduzione e postfazione di Adamaria Terziani

Finché aspetta che la levatrice faccia il suo dovere, chiuso fuori casa, mentre la pioggia scroscia instancabile e nessuno pare ricordarsi della sua presenza, Jan Andersson inizia a sentirsi povero, solo e derelitto, ed è sinceramente convinto che la nascita di un figlio sia "la peggiore disgrazia che [gli] poteva capitare" (p. 9). Poi, però, quando arriva il momento di prendere effettivamente in braccio la sua creatura, all'uomo accade qualcosa di miracoloso e inaspettato: inizia ad avvertire una strana sensazione, un palpitare intimo, una scossa condivisa tra lui e la bambina appena nata. A cambiare per sempre l'esistenza di Jan Andersson, umile garzone, non è tanto il percepire il battito del cuore di sua figlia quanto, per la prima volta, il proprio. Jan nasce per la prima volta insieme alla sua "bimbetta", nasce uomo diventando padre
E nello stesso istante capì cos'era stato a far battere il suo cuore. E non soltanto questo: cominciò anche a intuire cosa gli era mancato per tutta la vita. Perché chi non sente battere il cuore nel dolore o nella gioia non può di certo essere considerato un vero essere umano. (p. 15)

martedì 2 luglio 2019

«Non ti stai perdendo niente, la vita vera non è adesso. È dopo»: il romanzo di formazione di Luca Mercadante, "Presunzione"

Presunzione
di Luca Mercadante
Minimum Fax, maggio 2019

pp. 270
€ 18 (cartaceo)
€ 6,99 (ebook)


È l'agosto del 1993 quando Bruno Guida si ritrova nudo, in fila con tanti altri coetanei a fare la visita di leva: non crede nelle forze dell'ordine, non vuole neanche parlare con i ragazzi attorno a lui; dovrebbe sentirli vicini e invece li disprezza. A dire il vero, Bruno disprezza un po' tutti: i suoi compagni di scuola, considerati molto modesti per intelligenza o viziati figli di papà; il suo paese nel casertano, piccolo covo della camorra; la sua famiglia. In particolare, non stima definitivamente più i genitori dalla scomparsa dello zio, Piero Guida: sconvolto, suo padre ha smesso di occuparsi dell'impresa edile di famiglia e ha cominciato un'utopica battaglia per ritrovare il suo cadavere, ma soprattutto per rendere giustizia al fratello, che crede essere stato ucciso dalla camorra. Piero, infatti, schieratosi sempre a favore dei più deboli, era rientrato dai suoi viaggi in Africa per battersi per il diritto dei musulmani di avere una moschea nel casertano. Forse, chissà, aveva dato fastidio a qualche camorrista?!... Quella che pare solo un'ipotesi diventa presto un'ossessione per il papà di Bruno, che si disinteressa a tutto ciò che non riguarda il caso del fratello, e pretendendo che suo figlio faccia lo stesso.

“Lolly Willowes” o dell’autodeterminazione femminile

Lolly Willowes o l’amoroso cacciatore
di Sylvia Townsend Warner
Adelphi, 2019

Traduzione di Grazia Gatti 
1^ edizione in lingua originale: 1926

pp. 176 
€ 11 (cartaceo) 
€ 6,99 (ebook)


Jane Austen e Sylvia Townsend Warner si incontrano dove descrivono la campagna inglese e certe famiglie, ma soprattutto quando riflettono sulla condizione delle donne, solo che mentre l’una continua per il sentiero con le suole sulla ghiaia, l’altra percorre radure più fantasiose. È stato questo uno dei primi pensieri durante la lettura di Lolly Willowes, il primo romanzo di Sylvia Townsend Warner; è ambientato negli anni ’20 del Novecento e racconta la storia di una donna che decide di non sposarsi, di non vivere con la sua famiglia, ma di ritirarsi in un piccolo villaggio di campagna ed essere una strega

La prima parte scorre placida al ritmo delle attività della famiglia Willowes, che l’autrice definisce conservatrice; eppure le piace raccontare al lettore le piccole tradizioni che si sono consolidate negli anni, perché sono un preludio all’evoluzione del personaggio: la vocazione di Laura alla stregoneria deriva proprio dalla sua famiglia. I Willowes vivono in una casa in mezzo alla campagna, gestiscono una fabbrica di birra, il che non si discosta dalla passione di Laura per «infusi e fermentazioni»: «Ora, per Laura la botanica e l’arte della fermentazione si combinavano in un unico interesse» assecondato dal padre (pag. 29), che le regala un alambicco; inoltre ha accesso ai ricettari di famiglia, che parlano ancora di un interesse atavico per le erbe e le piante medicinali. Persino il nome della famiglia rimanda alla botanica, quel salice piangente dalla notevole tradizione letteraria e antropologica.

lunedì 1 luglio 2019

#LibriSottoLOmbrellone - Luglio 2019

Villa Durazzo Pallavicini, Genova
(Foto di Debora Lambruschini)
Cari lettori,
eccoci arrivati a luglio, dopo una torrida fine di giugno! 
Anche voi avete sognato di rintanarvi all'aria del ventilatore o del condizionatore con il vostro romanzo preferito? Per i più fortunati, mare o montagna porteranno un po' di ristoro, ma - in ferie o meno - pensiamo che un libro sappia sempre come farci stare meglio. E dunque ecco i nostri consigli per il "Rileggiamo con voi", che nei mesi estivi si 'traveste' da "Libri Sotto L'Ombrellone"! 

Buona lettura,
La redazione

Alessandra consiglia: 
"Storia di Irene", di Erri De Luca (Feltrinelli) 
Perché: "Irene è poco più che una ragazzina; inconsapevolmente cresciuta troppo in fretta affronta già una gravidanza precoce. È una “donna di mare" che odora di sale e di ricci marini.", scrive Mariangela Lando. Ed è vero. Erri De Luca in questo romanzo è sublime, dosa bene la narrazione a ricordi intimi e remoti della sua vita, incastonando entrambi come diamanti nella descrizione di Irene. Lei esiste, vien da dire che è reale: è palpabile la sua natura, i suoi umori e i suoi gesti talmente è ben caratterizzata dallo scrittore. Si chiude il libro sapendo di aver conosciuto Irene. Poi c'è il mare, l'elemento naturale di Irene, altrettanto così ben raccontato che sembra di osservare, anziché leggere un libro, un'illustrazione. 
 A chi: vuole sentire l'odore del mare e leggere una delle tante storie che l'acqua salata può regalare, anche grazie al grande e navigato narratore Erri De Luca. A chi non ha ancora mai letto nulla di suo e a chi ha letto troppo poco. Oppure a chi ha scelto un testo che non era a propria dimensione e non ha saputo scorgere nel libro "sbagliato" la maestria dello scrittore partenopeo. 

"L'anno nuovo" di Juli Zeh: ognuno porta dentro di sé qualcosa che gli impedisce di lasciarsi andare alla felicità

L'anno nuovo,
di Juli Zeh
Fazi Editore, 2019

Trdauzione di Madeira Giacci

pp. 178
€ 18,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)



Da quel giorno LA COSA cominciò a fargli visita quando le pareva. Tutto inizia con un bruciore al diaframma, un miscuglio tra febbre della ribalta e paura di volare. Il cuore prende a battergli all’impazzata, poi incespica. Corpo e mente diventano incontrollabili. A volte LA COSA lo prende nel pieno della notte. Si sveglia di soprassalto, gli manca l’aria, deve correre al bagno, ha voglia di urlare o di sbattere la testa contro un muro ma lascia perdere per non svegliare nessuno. (p. 39)
 
Henning è sposato con Theresa con la quale ha due figli, Bibbi e Jonas. La famiglia sta trascorrendo le vacanze di Natale sull’isola di Lanzarote lontano dalle preoccupazioni quotidiane e dallo stress. Henning si ripete di essere un uomo fortunato: lavora part-time per una casa editrice per potersi dedicare attivamente all’educazione e alla crescita dei suoi bambini, vive in un bell’appartamento di Gottinga, ama la moglie. Ha quella che potrebbe essere definita una famiglia felice. Eppure qualcosa non va. Da circa due anni soffre di attacchi di panico che hanno minato la sua serenità e lo portano a litigare spesso con la moglie che lo esorta a comportarsi «come un uomo, un uomo che io possa amare» (p. 66). Il mattino dell’anno nuovo, il 2018, si sveglia con il proposito di iniziare una nuova vita, per scacciare il macigno che gli pesa sul cuore da troppo tempo. Così sale in sella alla bici presa a noleggio e inizia un’escursione, improvvisata ma carica di aspettative, fino a Femés. Proprio quando arriva all’apice del monte, LA COSA torna a fargli visita. L’uomo viene soccorso da Lisa, un’artista tedesca, che lo invita a casa sua. Ma quella casa non gli risulta nuova. Si fa strada in Henning un déjà-vu che lo lascia senza fiato. Nella sua mente, allora, i ricordi emergono con violenza. Da quel momento la storia vira nel passato, le cui memorie sono sconvolgenti, e due bambini che ricordano i personaggi dei romanzi di Stephen King diventano protagonisti di un incubo molto più grande di loro, troppo per i loro quattro e due anni.

domenica 30 giugno 2019

Tante piccole Itaca: "C'è di mezzo il mare" di Riccardo Finelli

C'è di mezzo il mare
Viaggio nelle micro-isole italiane
di Riccardo Finelli
Incontri Editrice, 2008

pp. 239
€ 15,00


Il concetto di isola ha del mistico. Poche cose come le isole evocano l'idea di viaggio, emigrazione, ritorno e nostalgia. Dalla petrosa Itaca di Odisseo all'arcipelago delle Faroe di Siri Ranva Hjelm Jacobsen, le isole sono un punto di arrivo e di partenza, hanno una capacità attrattiva da canto delle sirene
In aggiunta, l'isola porta che sé un'idea mitizzata del vivere in armonia con la natura che fa sospirare chi è costretto alla terraferma e chi, alzando lo sguardo dal proprio pc, non può spaziare sull'orizzonte azzurro.
In C'è di mezzo il mare di Riccardo Finelli si prendono in esame le micro-isole italiane: isole lontane dalla terraferma, isole poco collegate, isole con una forte connotazione culturale, isole che non si sono mai sentite nominare, cercando di rispondere alla domanda: come si vive al di là dell'acqua?

"L’opera di Berger è un invito a ri-immaginare; a vedere in modi diversi"

Paesaggi
di John Berger
a cura di Tom Overton
Edizione italiana e traduzione a cura di Maria Nadotti
Il Saggiatore, 2019

pp. 351
€ 39,00 (cartaceo)

Tanto vale dichiararlo subito: Paesaggi, la più completa raccolta di scritti di John Berger (1926-2017) su arte e letteratura, non parla di ciò che il suo titolo farebbe immaginare. O meglio, non ne parla nei termini convenzionali e prevedibili che sarebbe lecito aspettarsi da una simile dicitura. Nessuna trattazione sistematica, nessuna intenzione didattica, nessuna prospettiva accademica: se Tom Overton, curatore dell’edizione inglese, ha denominato Landscapes questa miscellanea è stato al fine di delimitare il terreno e offrire ai lettori uno spaccato della produzione più manifestamente teorica dell’autore, che qui – parallelamente a quella di pittore, critico, poeta, romanziere, sceneggiatore per il cinema e per il teatro – si mostra nella sua versione di saggista. Dunque, se di “topografie” e “geografie” pur sempre si tratta, anche queste non possono che essere sui generis, aperte come campi d’indagine esplorabili all’infinito, sempre un po’ più in rispetto a dove arrivano gli occhi; e del resto, come viene chiarito già nell’Introduzione (profetico il titolo: Abbasso gli steccati), «l’opera di Berger è un invito a ri-immaginare; a vedere in modi diversi» (p. 17). Soprattutto a vedere oltre i limiti, anche e specialmente quelli disciplinari.

sabato 29 giugno 2019

"Fa tu adonque alle tue teste li capegli scherzare insieme col finto vento intorno alli giovanili volti, e con diverse revolture graziosamente ornargli": la Scapiliata di Leonardo da Vinci

La fortuna della Scapiliata di Leonardo da Vinci
a cura di Pietro C. Marani e Simone Verde
Nomos Edizioni, 2019

pp. 174
€ 24,90 (cartaceo)



Ah, i capelli! Esistono pochi topos letterari evocativi come quelli riguardanti le folte chiome, capaci di concentrare in sé la quintessenza delle più memorabili suggestioni muliebri. Romanzi e poesie abbondano di esempi in tal senso, ma la storia dell’arte non è da meno: tanto spesso, difatti, la bravura di pittori e scultori si è misurata con la resa di belle e credibili capigliature. Elemento intrigante e insidioso al tempo stesso, lo studio della pettinatura porta con sé quello sul movimento, ed è per questo che il virtuosismo tecnico – analitico come sintetico – risulta tanto più apprezzabile quanto più riesce a restituire non solo l’impressione di un’acconciatura semplice o sofisticata, ma anche lo scuotimento del capo o il passaggio del vento tra le ciocche. Proprio come accade nella Testa di donna, detta La Scapiliata (1492-1501 circa) di Leonardo da Vinci, opera non abbastanza nota del genio del Rinascimento eppure estremamente significativa, attualmente al centro di una mostra curata da Simone Verde e Pietro C. Marani alla Galleria Nazionale di Parma, presso il Complesso Monumentale della Pilotta. Se è vero che i cinquecento anni dalla morte del Maestro sono occasione per celebrazioni e iniziative direttamente proporzionali all’importanza di un simile anniversario, quella parmense sceglie una via peculiare, per così dire sineddotica: sia perché si concentra su un dipinto per parlare della ricerca dell’artista intesa comunque nel suo complesso, sia perché isola concettualmente una parte di quello stesso dipinto per intrecciare i fili del discorso leonardesco con quelli dei suoi predecessori, contemporanei e successori. Mentre il catalogo, già pubblicato da Nomos Edizioni, si rivela il perfetto complemento di un’iniziativa culturale e scientifica rigorosa e affascinante.

#CritiCOMICS - "Il principe e la sarta", una favola dal mondo del cross-dressing


Il principe e la sarta
di Jen Wang
Bao Publishing, 2019

pp. 288
€ 21,00 (cartaceo)



L’amicizia tra l’adolescente principe del Belgio e una sarta parigina, nucleo fondamentale del graphic novel Il Principe e la Sarta, basterebbe a far parlare di favola: del resto, la copertina del romanzo grafico di Jen Wang lascia subito intendere che sia quella la dimensione in cui dobbiamo immedesimarci. Il resto però è assolutamente controintuitivo: il coloratissimo volume dalla copertina rosa non nasconde una riedizione a fumetti di Cenerentola, ma una storia lontana da ogni canone a cui siamo abituati.
Pubblicato in Italia da Bao Publishing, “Il Principe e la Sarta” ci porta nella vita di un cross-dresser: è il principe ereditario Sebastian che, al riparo dai pettegolezzi del palazzo reale, ama travestirsi da donna. Incantato dalle creazioni di Frances, una modesta ma talentosa cucitrice, la assume a tempo pieno per dar vita ad abiti favolosi.
Quando indossa le stravaganti creazioni di Frances, l’insicuro Sebastian, alias Lady Cristallia, si sente forte come un guerriero. E così il principe inizia una doppia vita: di giorno, erede al trono stretto tra un pranzo ufficiale e le tante candidate al matrimonio; di notte, affascinante influencer dai capelli rossi, richiestissima nei salotti più esclusivi di Parigi.

venerdì 28 giugno 2019

Il lirismo ieratico di "Gun love", l'ultimo romanzo di Jennifer Clement


Gun love
di Jennifer Clement
traduzione di Silvia Castoldi
Bompiani, 2019

pp. 264
€ 17 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

All’inizio rimasi zitta. E poi fui molto grata per il fatto che il mio cuore battesse da solo, perché sapevo che non sarei mai stata capace di farlo funzionare se fosse dipeso da me. I battiti indipendenti del mio cuore, che lavorava anche se succedevano cose terribili, mi riempirono di tenerezza per il mio corpo e la mia vita insignificante. (p. 136)

Due sono gli elementi che rendono la prosa di Clement altamente lirica, a tratti sconfinante nella poesia: il suo continuo attingere al repertorio biblico e  country da un lato e il frequente ricorso alle immagini.
Nel primo caso Clement riesce, attraverso l’uso di un repertorio comune e fortemente iconico, a imprimere nella mente del lettore i due sentimenti dominanti di Gun love, ossia la severità di una vita dominata dal dovere e la dolcezza dell’amore materno che con quella severità deve avere a che fare; elementi, questi due, che si intersecano e vivono all’interno di Margot, madre della piccola protagonista Pearl, un personaggio bellissimo e difficilmente dimenticabile, che lotta per mantenere un equilibrio sempre più precario fra i due piatti della bilancia perché è consapevole che una vita di soli doveri è vuota e triste, mentre una di solo amore rischia di rendere deboli e inadatti al mondo spietato che esiste là fuori – e per “là fuori” è da intendersi: senza di lei, senza la figura materna, unico punto di riferimento di una bambina cresciuta senza una famiglia, senza una casa che possa definirsi tale.

Noi allo specchio: tra Narciso e Vergogna

L’insostenibile bisogno di ammirazione
di Gustavo Pietropolli Charmet
Laterza, 2018

pp. 176
€ 16,00 (cartaceo)
€ 9,90 (ebook)





La psicologia di ciascuno di noi sta subendo una trasformazione nel rapporto con sé stessi e con gli altri, tanto che il senso di colpa sta via via scomparendo a favore di una vergogna causata dalle aspettative insoddisfacibili della nostra società. Il rimorso era un attestato di potere – quello di nuocere, di poter influenzare la vita altrui – che ci inseriva dentro una comunità. Ora che un generale senso di impotenza si diffonde, ciò che ci rimane è solo l’inadeguatezza di non esistere per gli altri, sentimento che scontiamo mettendoci in vetrina. La questione non è più se il mutamento è in corso, ma la sua precisa fisionomia: L’insostenibile bisogno di ammirazione prova a farne un ritratto.

giovedì 27 giugno 2019

#PagineCritiche - Michela la Sanguinaria ci spiega come diventare fascisti



Istruzioni per diventare fascisti
di Michela Murgia
Einaudi, 2018

pp. 100
€ 12 (cartaceo) 

Quelle che seguono sono quindi istruzioni di metodo e in particolare istruzioni di linguaggio, l'infrastruttura culturale più manipolabile che abbiamo. Perché mai uno dovrebbe rovesciare le istituzioni se per ottenerne il controllo gli basta cambiare di segno a una parola e metterla sulla bocca di tutti? Le parole generano comportamenti e chi controlla le parole controlla i comportamenti. È da lì, dai nomi che diamo alle cose e da come le raccontiamo, che il fascismo può affrontare la sfida di tornare contemporaneo. Se riusciamo a convincere un democratico al giorno a usare una parola che gli abbiamo dato noi, quella sfida possiamo vincerla. E vinceremo. 
Michela Murgia nel suo ultimo saggio gioca. Mette in pratica il pericoloso gioco di essere una “moderna fascista”, intenzionata a voler smascherare tutti i “falsi democratici”, partendo col prendersela con la democrazia. In questo gioco le regole sono spietate e la scrittrice prende in giro, sbeffeggia un po' tutti in maniera così seria ‒ ma solo in alcuni passaggi ‒ che a tratti potrebbe quasi sembrare drasticamente credibile e convinta. 
In alcune pagine il gioco si fa pesante, sembra quasi voglia convincere il lettore, con tutte le argomentazioni più contemporanee e d'attualità, che “essere fascista è meglio”. 
La scrittrice si impegna, ma il lettore che non è sprovveduto, saprà riconoscere la geniale sagacia e la sottile astuzia perpetuata da un capitolo all'altro. 
L'autenticità di questo “manuale” sta infatti nel riproporre concetti banali, beceri, imbarazzanti che quotidianamente sentiamo e leggiamo ovunque ‒ dalla televisione, ad alcuni quotidiani, persino al bar nei tavoli vicini‒ , spesso motivati e legittimati pure dall'autrice. Murgia ce li sbatte in faccia, ci costringe a leggerli, ci mette in allerta ‒ a ragion veduta ‒  da ciò che sta accadendo in Italia in questo periodo. E lo fa richiamando vecchi contenuti politici che di questi tempi, come l'Araba Fenice, sono “risorti” (anche se la scrittrice evidenzia che non sono mai “morti”) e con le ali sporche di naftalina e sangue stanno tornando in auge.