sabato 5 dicembre 2020

"Il gesto sacro. Una conversazione con Mario Botta" a cura di Sergio Massironi, Beatrice Basile

Il gesto sacro 
Una conversazione con Mario Botta 
a cura di Sergio Massironi, Beatrice Basile 
Electa, 2020 

pp. 132 
€ 22 (cartaceo)



Sergio Massironi, autore del libro, non intende scrivere un libro, il giorno in cui incontra Mario Botta. La sua intenzione è quella di intervistare l’architetto ticinese per “L’Osservatore Romano”, in occasione dell’assegnazione del premio Ratzinger 2018. I due si erano incontrati in occasione della proiezione a Mendrisio di “Oltre Lo spazio” - il documentario incentrato sulla vita ed opera di Mario Botta, presentato al festival del cinema di Locarno di quell’anno. 
Sergio Massironi non si aspetta di essere accolto da un uomo, che nonostante la notorietà mondiale, conquistata a pieno merito, ha preservato l’unicità di un carattere affabile, concreto e disponibile all’ascolto. Così nasce una conversazione, che va ben oltre le iniziali aspettative e che raccoglie, a più riprese, riflessioni e dettagli importanti sulla pratica dell’architettura ed il suo significato. 

Ritornare alla lingua del padre: poesia e malattia in “La lingua ritrovata. Storia di mio padre e del suo Alzheimer”, di Alberto Bertoni

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La lingua ritrovata. Storia di mio padre e del suo Alzheimer
di Alberto Bertoni
Marietti Editore, novembre 2020
Collana digitale: iRèfoli

pp. 40
€ 2,99 (ebook)


La riflessione riguardo il concetto di identità è una questione estremamente complessa. Si lega a categorie sociali, etnografiche, antropologiche, geografiche e politiche che si riflettono nell’appartenenza culturale, nella provenienza etnica, nella sessualità, nell’orientamento politico: la lista potrebbe, potenzialmente, non finire mai. Ma tra tutti questi fattori, la lingua che parliamo è, forse, uno degli aspetti che più ci caratterizzano dal momento in cui veniamo al mondo. E le risoluzioni linguistiche sono tanto diverse quanto diverse sono le identità che, con il tempo, vanno creandosi. Monolinguismo, bilinguismo, plurilinguismo, poliglottismo. Lingua ufficiale, lingua standard, lingua straniera. Dialetto, parlate locali, variazioni regionali. Slang. L’ipotesi di Sapir-Whorf, conosciuta anche come “ipotesi della relatività linguistica”, afferma, in estrema sintesi, che noi siamo quello che parliamo e che il mondo che vediamo dipende dalla lingua che struttura il nostro pensiero. 

venerdì 4 dicembre 2020

"Romulus", la saga di Luca Azzolini: riscrivere la storia di Roma all'insegna della suspense

Romulus I. Il sangue della lupa
di Luca Azzolini
HarperCollins, 29 ottobre 2020

pp. 334
€ 12 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)

Romulus II. La regina delle battaglie
di Luca Azzolini
HarperCollins, 26 novembre 2020

pp. 264
€ 18 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

Gli Dei conoscono la differenza fra chi uccide per necessità e chi, al contrario, lo fa per divertimento. (Romulus I, p. 44)

Raccontare l'inizio di Roma e in parte sfidare la leggenda, richiamandosi a fonti più antiche, all'epica e alla fantasia: è un'impresa coraggiosa, non c'è dubbio, quella che ha richiamato subito l'attenzione sulla saga di Romulus, scritta da Luca Azzolini e in corso di pubblicazione per HarperCollins (i primi due volumi sono in libreria, il terzo arriverà a gennaio). Ma che cosa cattura immediatamente noi lettori? 

Innanzitutto, siamo davanti a un doppio e appassionante racconto, che a tratti sa farsi addirittura triplice, per poi riannodarsi in un'unica vicenda. La storia è ambientata nell'VIII secolo a.C., nelle Terre dei Trenta: nelle primissime pagine, un'aspra siccità ha messo in ginocchio Alba e le altre città (tra cui cito almeno Gabi e Velia). Per quanto valoroso e onesto, Numitor, re di Alba, viene ritenuto colpevole per aver attirato l'ira degli dei, e, dunque, accetta di essere destituito e di subire una grave punizione, prima di essere mandato in esilio con la figlia Silvia. I gemelli Enitos e Yemos, nipoti di Numitor, sono i successori favoriti, ma c'è chi trama nell'ombra. Il potere, infatti, è in grado di accecare chiunque e presto i gemelli assisteranno al compiersi di una predizione nefasta: solo uno salirà al potere. Già, ma chi? Uno di loro due o qualcun altro? 

Una corsa intorno al mondo attraverso l'Arte con Flavio Caroli

libro di Flavio Caroli
La grande corsa dell'arte europea
di Flavio Caroli
Mondadori, 2020

pp. 214
€ 34 (cartaceo)
€ 16,99 (ebook)


Questo libro è un dialogo tra le opere più rappresentative del patrimonio europeo, che ci rivela il percorso dell'Arte e della Bellezza, in maniera inedita e accattivante.

Il viaggio parte da due opere, entrambe raffiguranti "Adamo ed Eva", una fiamminga e una italiana, la prima di Van Eyck e l'altra di Masaccio, perché proprio questo fu il tema di una lezione che lo stesso Flavio Caroli, storico dell'arte ed autore di questo piccolo gioiello letterario, ha seguito, da allievo del grande Roberto Longhi.

Con uno stile appassionato, poetico e nello stesso tempo divulgativo e comprensibile a tutti, il professor Caroli ci conduce alla scoperta delle opere, custodite nei musei più importanti o nei piccoli musei di provincia, di artisti conosciuti e amati, per dimostrarci come la lezione dei maestri, a partire proprio dal suo, sia qualcosa da tenere bene a mente, in tempi così precari da farci perdere la rotta.

giovedì 3 dicembre 2020

Il caleidoscopio delle vite umane nel romanzo incompiuto di Irene Brin, "Le perle di Jutta"

 

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Le perle di Jutta
di Irene Brin
Edizioni Clichy, 2020

pp. 158
€ 14,00 (cartaceo)
€ 6,99 (ebook)



A volte, frugando nei bauli abbandonati in soffitta, pieni di vite passate, capita di trovare perle... È esattamente quello che è successo a Vincent Torre, neurobiologo di fama della Sissa, la Scuola Internazionale di Studi Avanzati di Trieste. Torre, nella villa di famiglia, a Sasso di Bordighera, ritrovò, pochi anni fa, in un antico baule in pelle, un dattiloscritto inedito appartenente alla sua fantastica zia, Irene Brin, al secolo Maria Vittoria Rossi, sorella di sua madre. Un nome che, forse, a qualcuno, in particolare ai lettori più giovani, potrebbe dire poco perché questa grande giornalista è stata, a torto, un po' dimenticata.
Eppure, nell'Italia del dopoguerra, era una delle donne più influenti del tempo, almeno per un certo settore, quello del giornalismo, del galateo, del costume, dell'arte. Della moda. Fu la prima italiana a divenire collaboratrice della prestigiosa rivista Harper's Bazaar e tutto perché, mentre un giorno passeggiava per Park Avenue, fu notata da Diana Vreeland, allora potente caporedattrice della rivista, che la fermò e le chiese di quale sarto mai fosse quel tailleur che indossava (per la cronaca, era di Fabiani). Da lì a scrivere di moda sulla rivista americana, diventandone la prima firma italiana, il passo fu breve.

Dieci parole per raccontare infinite culture e un'unica specie: "Pensare altrimenti" di Marco Aime

Pensare altrimenti
di Marco Aime
add editore, 2020

pp. 128
€ 14,00 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)

 

La cultura non è l’esclusiva di una persona sola, ma il frutto di relazioni tra individui. È dal dialogo, dallo scambio, dall’incontro che nasce ogni cultura. (p. 15)

L’antropologia è una disciplina intrigante, almeno per il sottoscritto: usi, costumi e rituali consolidati vengono messi sotto la lente d’ingrandimento del metodo scientifico e ricondotti alle origini, a quella notte dei tempi nella quale mito e realtà spesso si confondono e che porta fin troppe volte a generare la convinzione che determinati comportamenti siano da considerare un assunto imperscrutabile, dato da sempre e per sempre. È una disciplina di decostruzione, che non risparmia nessun ambito della cultura umana, neanche la religione.

È però, l’antropologia, una disciplina complessa e ramificata, che getta il proprio sguardo ovunque possa. Aime la definisce «un poliedro con molte facce, ciascuna definita da un aggettivo (fisica, sociale, culturale, cognitiva, economica…), una sorta di fiume che si dirama in molti rigagnoli» (p. 11), nei quali è facile perdersi. Ecco dunque che l’autore, professore di antropologia culturale presso l’Università di Genova, viene in soccorso del lettore novizio e disarmato per darne una primissima lettura attraverso dieci parole ritenute indispensabili; dieci parole con cui è possibile leggere e parlare di antropologia: essere (umani), convivere, comunicare, dove e quando, crescere, specchiarsi, rappresentarsi, donare, credere, nutrirsi.

mercoledì 2 dicembre 2020

#CriticaNera - Un romanzo metà donna e metà pesce: "La morte di una sirena" di Thomas Rydahl e A.J. Kazinski

recensione

Morte di una sirena
di Thomas Rydahl, A. J. Kazinski
Neri Pozza, ottobre 2020

traduzione di Eva Kampmann

pp. 448
€ 18 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


«Questo libro è stato stampato col sole» avverte l’ultimissima pagina prendendo congedo dalle dita del lettore; eppure la morte e il seguito di miserabili cromie sono stati sempre lì a tenderci la mano. Solo una sirena nel suo sbiadito chiarore, quell’essere favoloso e affascinante della mitologia classica, quella seducente e dolce creatura in bronzo di Edvar Eriksen che osserva e accoglie malinconica i viaggiatori al porto di Copenaghen, sembra essere estranea ai fatti indicibili che la vedono coinvolta in una pericolosa ossessione, in una diabolica bramosia. 
La morte di una sirena scritto da Thomas Rydahl e A.J. Kazinski e pubblicato in Italia da Neri Pozza, non ammette vie di fuga.

Storie sinistre ed enigmatiche ambientate nei lontani anni del 1800 affollano la letteratura europea. Pensiamo a Mary Shelley con il suo Frankenstein o il Prometeo moderno, Dracula di Bram Stoker, Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde di R. L. Stevenson, per non parlare della nascita dei detective più disparati, tra i più famosi Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle. 
Probabilmente, consci della vasta scelta di quella che un tempo era definita letteratura gotica, i due autori delle fredde lande danesi se la sono cavati con una soluzione ingegnosa chiamata Hans Christian Andersen. Non vi sbagliate se state pensando al Brutto anatroccolo, alla Principessa sul pisello o proprio lei, La sirenetta, una delle fiabe più conosciute e amate da grandi e piccini. Il desiderio della fanciulla metà donna e metà pesce di nuotare dagli abissi fino alla superficie per guardare il mondo sopra il mare, viene reinterpretato e usato per la creazione di un’altra storia intrisa di puzzo e scelleratezza, dove il principe è un dissipatore e un libidinoso e dove l’amore è disperazione.

Donna vuol dire natura selvaggia: un romanzo-manifesto femminista, libero, selvaggio


Donna vuol dire natura selvaggia
di Abi Andrews
Atlantide, 2020

Traduzione di Clara Nubile

pp. 384
€ 26 (cartaceo) 


Non è un testo facile questo romanzo-saggio dal titolo molto evocativo Donna vuol dire natura selvaggia. Proprio nella sua complessità e stratificazione risiede l’identità stessa di quest’opera ibrida, ricchissima e talvolta per sua natura un po’ ostica e respingente, ma su cui vale assolutamente la pena concentrarsi, ritrovando l’importanza di una lettura impegnata, attenta, che richiede un certo sforzo al lettore. L’opera di esordio di Abi Andrews, originaria delle Midlands britanniche, in Italia ha trovato la sua collocazione ideale nel catalogo di Atlantide edizioni, nell’accurata traduzione di Clara Nubile. Un testo sorprendente e stratificato quindi, che mi ha lasciato qualche perplessità sul finale - che personalmente avrei anticipato a poche pagine prima - , non privo di difetti ma di sicuro ricchissimo di spunti e capace di suscitare un dibattito interessante.
Che cos’è quindi questo romanzo-saggio? Come si inserisce nel panorama editoriale contemporaneo e con quali testi dialoga? Chiarisco subito che cosa non è: non è la versione femminile di Nelle terre estreme o di Sulla strada, non è un romanzo canonico ma neanche un saggio puro. Non è diario, né pura invenzione letteraria. È romanzo d’avventura e di viaggio, Bildungsroman, ma anche saggio-manifesto femminista.

martedì 1 dicembre 2020

LIBRI SOTTO L'ALBERO 2020 - Quali romanzi regalare per questo strano Natale?

Buon dicembre, lettori! 

Come ogni anno tornano i consigli librari per i regali di Natale. Quest'anno abbiamo deciso di non aspettare l'Immacolata per iniziare a suggerirvi titoli, perché in tanti ci avete scritto sui social chiedendoci quale libro regalare. In questa prima puntata, ci concentriamo sui romanzi: troverete opere più o meno recenti e oltre al motivo per cui regalarle, indicheremo il lettore ideale a cui regalarle. Se i consigli vi stuzzicano e volete approfondire qualcosa, potete cliccare sui link che portano alle nostre recensioni o passare direttamente al link per l'acquisto. 
E ricordate... niente vieta di farsi anche un bell'auto-regalo! 

Buone letture, come sempre,
La redazione

***

Alessandra regalerà: 
"Il gatto venuto dal cielo" di Hiraide Takashi (Einaudi) 
Perché: il 2020 è stato ed è un anno particolarmente complesso per tutti, sia per quanto è accaduto che per quanto stiamo ancora vivendo in tutto il mondo. Il Natale, purtroppo, non farà eccezione tra nuove restrizioni, sobrietà imposta e forse, per alcuni, la scarsa voglia di festeggiare. Per ritrovare un po' di forza, energia e speranza allora un piccolo romanzo onirico, in pieno stile nipponico, lontano dalla nostra realtà, con quel pizzico di magia che soltanto le parole e perché no, anche i gatti (ma in generale gli animali) sanno donare, potrebbe rivelarsi quella luce necessaria di vaga spensieratezza. 
A chi regalarlo: a tutti i nostri cari che apprezzano la scrittura elegante e soave e a tutti quelli che amano gli animali in un modo magico, appunto. Ma soprattutto a chi, in un periodo delicato come questo, ha bisogno di distrarsi da una realtà dura e sfiancante e non trova soluzioni per tutti i nuovi problemi sorti come conseguenza. Il suddetto romanzo non suggerirà risoluzioni tra le pagine, ma garantirà attimi dolci e magici di sollievo e di estraniazione che potrebbero essere utili per ricaricare il lettore di positività.

"Il senso di una fine" di Julian Barnes: quando un autore vuole creare una voce fastidiosa, e ci riesce

 

Il senso di una fine
di Julian Barnes 
Einaudi, 2014

Traduzione di Susanna Basso

pp. 160
€ 11,00 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)


Confrontarsi con un romanzo uscito da tempo significa fare i conti non solo con le proprie aspettative, ma anche con le opinioni degli altri che, col tempo, si sono andate a sedimentare nel nostro inconscio; se il libro in questione ha anche vinto un Booker Prize, le aspettative salgono vertiginosamente. Eppure quando mi sono approcciata a Il senso di una fine di Julian Barnes non mi rendevo nemmeno conto di cosa mi aspettassi, ma, in cuor mio, sapevo che sarebbe stato un libro… Bello. Mi sbagliavo. Perché Il senso di una fine di Julian Barnes è il libro più fastidioso che io abbia mai letto, e l’ho divorato.

lunedì 30 novembre 2020

La rivoluzione inizia tra i banchi di scuola: "L'appello" di Alessandro D'Avenia

L’appello
di Alessandro D’Avenia
Mondadori, 2020

pp. 344
€ 20,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
 


La vita è un continuo appello, che ti chiama a essere presente, a te stesso e al mondo. Quello che ti porti dietro sono le lettere del tuo nome, che è indice di identità, di appartenenza. Solo quando qualcuno accetta di farsi carico di questo nome, e quindi della tua intera esistenza, il buio che avvolge il quotidiano si dirada in virtù di un amore che salva.
Nel suo nuovo romanzo, Alessandro D’Avenia vuole ricordarci proprio questo: che siamo chiamati alla pienezza, siamo chiamati alla bellezza, che non è altro se non “la quantità di vita che riusciamo a realizzare” (p. 291). Tutto ciò è ben chiaro al protagonista, Omero Romeo, professore di scienze alle scuole superiori. Da cinque anni, per quell’ironia tragica che fa riecheggiare nel nome un destino, ha perso la vista come l’antico aedo suo omonimo, e l’oscurità piombata sulle sue giornate ha rischiato di travolgere tutto, di farlo sprofondare in un abisso senza fondo. Sulla sua pelle, però, imparando a guardarsi con gli occhi di chi lo ama, l’uomo ha raggiunto una nuova consapevolezza e la vuole ora riportare nelle aule. Lo fa per sentirsi di nuovo vivo e perché sa che questo è possibile soltanto all’insegna della costruzione e del mantenimento di relazioni generative. Per questo non tentenna quando gli viene affidata la classe che nessuno vuole, quella dei disastrati, degli infelici, degli sventurati. Quella dei ripetenti, dei bellicosi, dei più fragili. Proprio per costoro, da tempo inascoltati, opportunamente ghettizzati, e tendenzialmente dimenticati se non nel bagno di sangue dei consigli di classe, infatti, è tanto più necessaria la novità introdotta dall’Appello. Per poterli vedere attraverso i sensi che gli sono rimasti, il professor Romeo chiede loro di alzarsi e farsi carico del proprio essere e della propria storia davanti agli altri, offrendo poi il volto alle sue mani delicate, per completare il ritratto laddove non arrivano le parole.

Il gotico contemporaneo de "I demoni di Wakenhyrts" di Michelle Paver

Michelle Paver Wakenhyrst
I demoni di Wakenhyrst
di Michelle Paver
Neri Pozza, 2020

Traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi
 
pp. 320
€ 18,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
 
Ho anche inspiegabilmente percepito una profonda riluttanza a passare vicino al pozzo. Provavo la stessa cosa da bambino ed evitavo di sbirciarvi dentro perché avevo paura di cogliere il mio riflesso nell'acqua. Per lo stesso motivo facevo di tutto per evitare di intravedermi negli specchi, soprattutto di notte, anche se la ragione non era esattamente la stessa. Nel caso degli specchi avevo la classica paura infantile di poter scorgere un mostro alle mie spalle. 
Nel caso del pozzo, invece, temevo che qualcosa spuntasse dalle acque nere e sporche e mi trascinasse giù. (p. 182)
È il 1966 quando una vecchia storia riemerge dai fanghi della palude. Il giornalista Patrick Ribbon, scavando e indagando, ha riesumato l'orrendo omicidio che si è consumato a Wakenhyrst, Suffolk, nel 1913 quando il rispettabile e integerrimo storico Edmund Stearne ha trafitto con un punteruolo per il ghiaccio l'occhio dell'aiuto giardiniere della tenuta, uccidendolo. L'unica rimasta ancora in vita che ricorda la vicenda è Maude, la figlia di Edmund, che all'epoca dei fatti aveva appena sedici anni. Il padre, rinchiuso poi fino alla morte in un manicomio, non ha mai smesso di dipingere demoni beffardi e osceni: quelle pitture che sembravano essere solo una degenerazione e un'ossessione della sua follia, sono determinanti per capire cos'è successo nel 1913. Perché la palude che circonda la tenuta di Wake's End non è solo rifugio per animali striscianti e uccelli canterini: intrappola nel fango vecchi orrori che sono pronti a uscire e a sconvolgere la mente anche del più retto e rigoroso dei signorotti.

domenica 29 novembre 2020

«Penso che si debba usare la nostra fantasia per uscire da questo periodo in cui non c'è nulla di epico, se non la ricerca di un vaccino»: incontro con Robert Harris, l'autore del thriller "V2"

V2
di Robert Harris
Mondadori, 2020

Traduzione a cura di A. Raffo

pp. 288
€ 20 (cartaceo)
€ 10,99 (ebook)
Audiolibro disponibile


Robert Harris (1957) è un noto scrittore inglese, la cui fama e lavoro si sono spesso legati al mondo del cinema: numerosi suoi libri,  successi editoriali, hanno ispirato film o serie TV BBC e HBO. Tra questi spicca la collaborazione con il regista Roman Polanski, nella trasposizione cinematografica del best seller Pompei, presentato a Cannes nel 2017, e la serie televisiva tratta da Archangel del 2005, in cui recita l’artista Daniel Craig, distribuita dalla BBC. Suo il celebre Enigma, soggetto del film omonimo. I libri di Harris, maestro della narrativa, hanno la peculiarità di risultare sempre estremamente leggibili e inoltre la sua carriera dagli esordi fino ad oggi è stata piacevolmente imprevedibile, muovendosi tra il mondo antico e il XX secolo, dalla politica all'alta finanza.

V2 è il secondo romanzo di  Harris ambientato durante la seconda guerra mondiale, in Fatherland (1992) si ipotizzava che Hitler fosse riuscito a sopravvivere alla guerra, mentre Archangel (1998) ha rappresentato lo spirito di Stalin reincarnato in un figlio. Monaco (2017) ha reinventato il periodo precedente alla guerra. Solo Enigma (1995), sui decifratori di codici Bletchley, si svolge nello stesso periodo di V2. Qui, Bletchley appare brevemente, durante il lasso di tempo in cui si svolgono le vicende, cinque giorni nel novembre 1944, quando le spaventose bombe missilistiche tedesche piovvero su Londra. I precedenti V1 potevano essere visti e ascoltati prima di scendere silenziosamente, dando il tempo di mettersi al riparo. Al contrario, Vengeance Weapon Two (V2) colpiva senza preavviso. Sessantacinque secondi dopo il decollo le sue scorte di carburante si interrompevano e la testata da una tonnellata si innescava.

«Fintanto che viene raccontata, una storia resta viva»: "Il morso della vipera", di Alice Basso


Il morso della vipera
di Alice Basso
Garzanti, luglio 2020

pp. 302
€ 16,90 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Avere vent'anni nella Torino del 1935: non è semplice, senza dubbio, soprattutto se sei donna e l'idea di sposarti e avere sei figli non ti attira così tanto. Se aggiungi che sei anche avvenente, le cose si complicano: Anita Bo non pensa neanche per un momento di aiutare nella tabaccheria di famiglia, ma un lavoro vorrebbe trovarlo. È pur sempre una valida scusa per vedere il mondo e ritardare il momento in cui diventerà la moglie di Corrado e dovrà calarsi nel ruolo di madre che tanto lui desidera. L'unico annuncio possibile, vista la carriera scolastica non proprio brillante (per usare un eufemismo) di Anita, riguarda un ruolo come dattilografa presso la rivista "Saturnalia", che propone perlopiù racconti gialli d'oltreoceano. E, dunque, come fa questa rivista a restare aperta in epoca fascista? Perché in ogni numero esce anche una puntata del commissario Bonomo, che impersona tutte le caratteristiche "migliori" del fascista perfetto. Queste storie vengono scritte dal redattore e nuovo capo di Anita, Sebastiano Satta, che lei chiama con disprezzo Satta "Coso", ma la verità non è tutta quella che si mostra sulla pagina, né quella che si mostra al regime.

sabato 28 novembre 2020

Quando la società conta più del singolo: le formiche tagliafoglie di Hölldobler e Wilson

Le formiche tagliafoglie. La conquista della civiltà attraverso l’istinto

di Bert Hölldobler e Edward O. Wilson
Adelphi, 2020

pp. 191 
€ 20,00 

Titolo originale: The Leafcutter Ants. Civilization by Instinct
Traduzione di Isabella C. Blum


Da lettrice profana di etologia animale e ricerche naturalistiche, trovo in questo nuovo volume della collana Animalia di Adelphi, peraltro sempre amatissima, diversi aspetti positivi: innanzitutto, rispetto ai precedenti (di cui potete leggere qui), la maggior compattezza, che lo rende più accessibile e meno intimorente per il fruitore inesperto; in secondo luogo la presenza di un fitto apparato iconografico, con immagini di alta qualità puntualmente commentate e distribuite attraverso il testo, a chiarirne di volta in volta gli argomenti trattati; infine la collocazione in coda di un glossario che aiuta a orientarsi in mezzo a un lessico spesso tecnico e di natura squisitamente scientifica. In realtà neppure tutto questo è sempre sufficiente a una piena comprensione, e quello dell’iperspecializzazione si conferma come uno dei rischi più grandi in cui potrebbe incorrere la collana nel suo procedere. Questo volume si colloca in un punto intermedio, alternando delle sezioni molto tecniche e più difficilmente avvicinabili per chi non padroneggia la materia ad altre invece estremamente godibili, che aprono una via d’accesso su un universo di grande fascino

Invito alla lettura: La (o le?) metamorfosi di Franz Kafka

 

Franz Kafka, La metamorfosi e altri racconti

La metamorfosi e tutti i racconti
di Franz Kafka
Newton Compton Editori, 2019

Traduzioni di Luigi Coppé e Giulio Raio

pp. 448
€ 9,90 



Franz Kafka scrive La metamorfosi, il suo più celebre racconto, presente in tutte le antologie di Letteratura  del ventesimo secolo, nel 1915 a trentadue anni. Si tratta dunque di un prodotto dell’età adulta che solleva ed espone agli occhi del lettore una molteplicità di temi caldi e questioni irrisolte su cui spesso i giovani adulti si interrogano una volta superata la boa dei trenta. Per questa ragione, mentre lo leggevo mi sono spesso domandata cosa può comprendere un adolescente, nella sua felice incompletezza, del dramma di Gregor Samsa: umano, familiare, e in definitiva soprattutto sociale.

Ecco che appare lampante l’utilità di leggere, o meglio rileggere, i classici in età adulta: andare alla ricerca dei vari livelli di lettura, scoprire le interpretazioni possibili, permette quasi di mettere ordine – a posteriori – in quella felice incompletezza adolescente che rischia di trasformarsi, in età adulta, in annaspante baratro, incertezza dolorosa.

venerdì 27 novembre 2020

#LectorInFabula - Se la verità viene dal futuro. "Quando mi troverai" di Rebecca Stead

Quando mi troverai

di Rebecca Stead
Feltrinelli Kids, 2010

pp. 191
€ 12,00 (cartaceo)
€ 6,99 (ebook)

Titolo originale: When You Reach Me
Traduzione di Flavio Santi


Che cosa si dovrebbe chiedere a un libro per ragazzi? Questa è la domanda che vortica nella testa di ogni insegnante ogni volta che va a caccia di romanzi con cui arricchire la lista dei titoli con cui avvicinare i propri studenti al piacere della lettura. Data la fortuna (e quindi il proliferare) di testi rivolti a un pubblico adolescente o preadolescente, il ventaglio delle possibilità si allarga esponenzialmente. Quando mi troverai di Rebecca Stead, che ha vinto nel 2010 il Newbery Medal ed è stato un caso editoriale negli Stati Uniti, presenta molte caratteristiche che lo rendono interessante a tale scopo: una trama avvincente e ben congegnata, articolata intorno al tema del viaggio nel tempo, declinato però in un’ottica di mistero; una prosa semplice e accessibile; una protagonista collocata in maniera credibile in uno specifico contesto socio-culturale. 

E se fossi un ibrido? Un libro di Tanis Helliwell sulla complessità della natura umana (e non del tutto umana)


Hybrids.
Pensi davvero di essere umano?
di Tanis Helliwell
traduzione di Mariavittoria Spina
Edizioni Spazio Interiore, 2020


pp. 184
€ 16,00 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)


«Spesso non mi sento al mio posto. Sono ipersensibile alla violenza. Sono profondamente impegnato per aiutare la Terra. Mi definirei un pensatore indipendente. Seguo la mia guida interiore riguardo a ciò che è giusto, anche se è fuori dalla norma». Dite la verità: vi riconoscete almeno un po’ in questo identikit? Pensateci bene, perché in caso di risposta affermativa sappiate che potreste scoprire di essere nientepopodimenoche un ibrido in piena regola. E non un ibrido a caso, s’intende, bensì uno tra i ventidue tipi individuati da Tanis Helliwell negli ultimi trent’anni dedicati allo studio dell’argomento. Questa psicoterapeuta con base in Canada, che ama definire se stessa “una mistica del mondo moderno” e che, oltre a diverse pubblicazioni, vanta esperienze di insegnamento seminariale in tutta Europa, si è difatti convinta della natura ibrida di alcuni tra gli esseri umani proprio grazie alla risposta terapeutica – ma meglio sarebbe dire alla non risposta – di alcuni suoi pazienti, i quali non sembravano trarre giovamento alcuno dagli approcci statisticamente più efficaci. Persuasa dell’esistenza di categorie ulteriori oltre a quelle specificamente e totalmente antropiche, Helliwell ha esplorato in lungo e in largo la sua tesi cercandone conferme o confutazioni sia attraverso i libri sia attraverso la sua pratica lavorativa, giungendo alla conclusione che l’ibridazione sia non solo possibile ma verificabile: in Hybrids. Pensi davvero di essere umano?, il suo primo libro disponibile in italiano pubblicato da Edizioni Spazio Interiore, spiega perché.

giovedì 26 novembre 2020

#PagineCritiche - Lev Tolstoj aveva intuito l'importanza della scuola per le generazioni future e quelle che dovranno ancora essere: "Per una scuola viva, per una scuola vera" di Lev Tolstoj

recensione tolstoj
Per una scuola viva, per una scuola vera
di Lev Tolstoj
Edizioni E/O, ottobre 2020

traduzione di Raffaella Setti Bevilacqua

pp. 208
€ 10 (cartaceo)


Mai come in questi tempi si è tanto discusso di come debba essere la scuola e quale sia la migliore istruzione da propinare alle nuove generazioni. Un coro di voci dissonanti si sovrappongono in DAD! DDI! Bisogna fare il PAI poi il PIA e in fine il PDP. Insomma, una scuola ridotta ad acronimi incomprensibili, finanche per noi del mestiere. Ma cos'è la scuola, chi sono gli studenti e chi è l'insegnante? Sono domande a cui è difficile rispondere in tempi normali, figurarsi ai tempi del Covid. 
Molti propongono soluzioni e metodologie didattiche, a partire dai pedagogisti fino agli pseudocompetenti in materia. Nonostante ciò, l'istruzione rimane un campo in attesa di essere arato con criterio, poiché è un terreno mutevole e incontrollabile, dove una paziente e costante ricerca è necessaria. 

Più di un secolo fa, Lev Tolstoj, uno dei più grandi narratori della letteratura russa e docente attento e appassionato, aveva intuito quanta importanza ha la scuola per le generazioni che saranno e quelle che dovranno ancora essere.

Il dominio della meritocrazia: "La classe" di Christina Dalcher

Christina Dalcher
La classe
di Christina Dalcher
Editrice Nord, 2020
 
Traduzione di Barbara Ronca
 
pp. 416
€ 18,60 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
 
 «Il punto cruciale, ciò che le persone devono comprendere, è che che non siamo affatto tutti uguali.» Madeleine ha fatto una pausa e ha alzato una mano quando il giornalista ha aperto bocca per intervenire. «Lo ripeto. Non siamo tutti uguali.» Ha rivolto di nuovo lo sguardo oltre lo schermo. «Ditemi, genitori, volete che vostro figlio sia in classe con studenti che hanno un'accentuata deviazione dallo standard? Con bambini che non hanno la capacità di comprendere le sfide e le difficoltà che il vostro cinquenne sta attraversando? Con insegnanti il cui tempo è frammentato in così tante direzioni che tutti tutti finiscono per rimanere indietro?» (p. 36)
In un futuro non troppo lontano, la scuola negli Stati Uniti è diventata perfettamente meritocratica. I bambini – così come gli insegnanti – vengono valutati e smistati in base al loro Q e tenuti sotto continuo esame per essere certi che il rendimento non cali. Ci sono le Scuole Argento, le Scuole Verdi a scendere e infine le Scuole Gialle, che prendono il nome e il colore dai vecchi autobus scassati che vengono a ritirare i ragazzi. Di queste ultime scuole non si sa molto, se non che funzionano come collegi. I ragazzi vengono portati via dalle famiglie e "seguiti" in modo più consono al loro Q. 
Elena Fairchild è sposata con Malcom, uomo di punta nell'attuazione del sistema, e ha due figlie. Anna, studentessa modello di una Scuola Argento e Freddie che, a seguito di un esame andato male, viene declassata. Ed è solo quando l'ingiustizia del sistema la tocca di persona che Elena decide di farsi spostare in una Scuola Gialla, pronta a indagare e fare di tutto per salvare sua figlia dal nebuloso destino che attende i ragazzi di questi "collegi".