lunedì 25 maggio 2020

Avvolte nella nebbia, le "Storie parallele" di Nádas


Storie parallele. 
1- La regione muta
di Péter Nádas
Bompiani, 2019

Traduzione di Laura Sgarioto

pp. 544
€ 24 (cartaceo)
€ 14,99 (ebook)


“Non c’è bisogno di costruire un labirinto quando l’intero universo è un labirinto” (Jorge Luis Borges)

E un labirinto sono le Storie parallele dove ci conduce Péter Nádas, la regione muta che costituisce il primo volume di una monumentale trilogia, pubblicato da Bompiani e tradotto da Laura Sgarioto, che presumibilmente si concluderà nella primavera del 2021.
Nádas ci ha lavorato per diciotto anni e a dire il vero questa non rappresenta una novità assoluta perché l’autore ungherese non è nuovo a queste imprese letterarie se consideriamo che anche al precedente Libro di memorie ha dedicato ben undici anni della sua vita.
“Ancora nell’anno memorabile che vide il crollo del celebre Muro di Berlino, non lontano dalla statua di marmo ormai ingrigita della regina Luisa fu rinvenuto un cadavere. Questo accadde qualche giorno prima di Natale...”

domenica 24 maggio 2020

La figura femminile tra Asia ed Europa nei cartoni animati giapponesi

Da Heidi a Lady Oscar. Le eroine degli anime al femminile
di Enrico Cantino
Mimesis Edizioni, aprile 2015

pp. 64
€ 5,90 (cartaceo) 
€ 4,99 (ebook)



Avete mai fatto caso che le principali eroine dei cartoni animati giapponesi trasmessi in Italia a partire dalla metà degli '70 sono orfane?
Vi siete mai chiesti perché? 
A queste e ad altre piccole curiosità sul mondo degli shōjo anime (cartoni destinati ad un pubblico femminile che va dai 10 ai 18 anni) risponde agli appassionati Enrico Cantino con il suo breve e succulento saggio. 
Le fanciulle (“shōjo” significa “ragazza”) esaminate sono: Heidi, Candy Candy, Charlotte, Peline Story, Anna dai capelli rossi, Georgie e Lady Oscar. 
Le sette eroine hanno molto in comune tra loro, per esempio il canovaccio: salvo qualche micro divergenza, mostrano tra loro tre punti in comune. 
Il primo vede le protagoniste prese in esame essere tutte orfane, eccezion fatta per Lady Oscar che, come spiega l'autore, è come se lo fosse poiché, rinnegata dal padre come figlia femmina, è costretta a vestirsi, comportarsi e agire come un maschio. 
Il secondo prevede che tutte dovranno affrontare nella loro vita una quantità innumerevole di ostacoli (comprese, nella maggior parte dei casi, tante altre sfide tragiche, come se essere orfane di uno o di entrambi i genitori non fosse abbastanza!). 
Il terzo è lo scioglimento: spesso maschilista (un uomo sarà l'artefice del lieto fine), spesso tradizionalista (un qualche ricongiungimento con la famiglia rappresentato dal ritorno o comparsa di parenti lontani, ove possibile, oppure grosse scelte/sacrifici da parte della nostra eroina). Più rara è una moderna emancipazione in cui la ragazza scopre, attraverso l'agnizione finale di un misterioso personaggio a lei vicino, di essere divenuta ricca (è il caso di Peline Story, per chi ricordasse il cartone). 

sabato 23 maggio 2020

Parlare con una voce che sia la propria: la Cassandra di Christa Wolf

Cassandra
di Christa Wolf
edizioni e/o, 1990

Prezzo dell’edizione attuale: € 10,00
Traduzione e postfazione di Anita Raja

pp. 192
€ 10 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook)
Audiolibro disponibile 


In attesa sulla soglia della propria morte. Così incontriamo Cassandra, nelle prime pagine del breve romanzo di Christa Wolf. Si tratta, in questo caso, di soglia reale, oltre che metaforica: la donna si trova appena fuori dal palazzo di Micene, dove è stata condotta come trofeo di guerra da Agamennone e ora aspetta che si compia il suo destino per mano di Clitemnestra. La sua è un’attesa vigile, vibrante di sensi. Nonostante la paura, Cassandra vuole restare presente a se stessa, testimone fino alla fine. Nel tempo lungo dell’attesa, la veggente ritorna sui suoi passi, pungola la memoria, da cui riemergono ricordi frammentari, dislocati liberamente nel tempo e nello spazio del suo passato. Quello che ne emerge è il ritratto di un’infanzia trascorsa in una gabbia dorata, convinta di essere libera, e in realtà continuamente manipolata.

venerdì 22 maggio 2020

Il potere della lettura in una rossa chiave pulp secondo Haruki Murakami: "La strana biblioteca"

La strana biblioteca
di Murakami Haruki
Einaudi, 17 novembre 2015

Traduzione di Antonietta Pastore
Illustrato da Lorenzo Ceccotti 

pp. 73
€ 14,25 (cartaceo con copertina rigida) 
€ 9,99 (ebook, formato Kindle) 

Nella biblioteca regnava un silenzio assoluto, più profondo del solito. Mentre avanzavo sul linoleum grigio del pavimento, le mie scarpe di cuoio nuove di zecca scricchiolavano in maniera strana, non mi parevano neanche le mie. Ogni volta che metto delle scarpe nuove, mi ci vuole un po' di tempo per abituarmi al loro suono. Al banco dove si prendevano i libri in prestito era seduta una donna che non conoscevo, assorta nella lettura di un volume molto spesso. Spesso e largo. Dal movimento dei suoi occhi, sembrava che col sinistro leggesse la pagina di sinistra, col destro quella di destra. [Incipit di “La strana biblioteca” di Haruki Murakami]
Se fosse un film “La strana biblioteca” sarebbe diretto certamente da Quentin Tarantino.
Invece è un breve racconto pulp in cui semplici descrizioni tipiche di Haruki Murakami si fondono con il caratteristico stile onirico nipponico. E per collante, a stupire il lettore, si scopre quel strano tocco pulp americano degli anni '20, insaporito dalle magistrali illustrazioni di Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ. 

"Cuorebomba", il romanzo di formazione attraverso l'amore che racconta un quartiere e un giovane disgraziato

Cuorebomba
di Dario Levantino
Fazi Editore, 2019

pp. 266
€ 16,00 (cartaceo)
€ 7,99 (e-book)


La vita è questa cosa qui, questo insignificante segmento di tempo delimitato da due vertici: amore e non amore.
Rosario ha un padre in carcere che lo aveva abbandonato per crearsi un’altra famiglia con un’altra donna, una mamma flagellata dalla depressione, sedici anni e vive a Brancaccio. Tutti pezzi che costruirebbero senza difficoltà la trama di un romanzo di dolore, sofferenza e impotenza. È innegabile che in Cuorebomba (Fazi, 2019) questi elementi non manchino e che Dario Levantino torni nella sua Palermo e al suo Rosario già protagonista del suo precedente e primo romanzo, Di niente e di nessuno (Fazi, 2018), con una carica di sentimenti negativi a fare da sfondo alla vicenda di un adolescente disgraziato. Tuttavia Cuorebomba rapisce l’attenzione del lettore calandolo prima in una dimensione dolorosa e di insofferenza, ma seminando pagina dopo pagina piccoli germi di speranza e calore: del resto Rosario ha tutta la vita davanti a sé, come potrebbe essere altrimenti?

giovedì 21 maggio 2020

Ambienti da incubo: «Capitalocene» di Silvio Valpreda

Capitalocene
di Silvio Valpreda
add editore, 2020

pp. 144
€ 14,00 (cartaceo)

All’inizio mi sembrava che i luoghi si potessero classificare in base all’impatto che l’azione dell’uomo aveva avuto su di loro.
Questo non voleva dire esprimere un giudizio morale. La natura priva di contaminazione umana non era migliore o più pura, era solo qualcosa di diverso da un luogo fortemente antropizzato. (p. 16)
Come si legge nella bandella di sinistra, «Capitalocene è un termine coniato nel 2016 dal sociologo inglese Jason W. Moore per descrivere un’epoca in cui i parametri più rilevanti che regolano il pianeta Terra non sono più biologici, ma economici».
La scelta di Valpreda di optare per un libro illustrato per mostrare degli appunti sulla nuova era – così recita il sottotitolo in copertina – che noi tutti stiamo vivendo si rivela più che vincente: accompagnate a una narrazione leggera che si potrebbe definire aneddotica, le immagini oltrepassano l’elemento saggistico-descrittivo per arrivare a toccare le corde emotive del lettore. Sfogliando le pagine di Capitalocene, infatti, non stiamo parlando di qualcosa, bensì piuttosto la stiamo vivendo; siamo immersi nel qualcosa che, a sua volta, percepiamo ogni giorno intorno a noi.

Il violento silenzio di "Eredità" di Vigdis Hjorth

Eredità
di Vigdis Hjorth
Fazi Editore, 2020

Traduzione di Margherita Podestà Heir
€ 18,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
Da quanto avevo capito, il motivo del conflitto partiva da una valutazione degli immobili troppo bassa, ma i fraintendimenti, la diffidenza, uniti a problemi di comunicazione, erano sfociati in accuse e scatti emotivi e la questione si era ingigantita. Per trovare una soluzione, bisognava tornare al punto di partenza: la valutazione che era stata fatta delle case. Ma, prima di presentare la sua proposta, voleva commentare le affermazioni di Bård riguardanti i nostri genitori.
Nel momento in cui si inizia a parlare di soldi e di eredità, anche i membri delle famiglie più unite mostrano segni di avidità, riesumano vecchi rancori, lottano per avere la fetta che spetta a loro in virtù di azioni presenti e passate. 
La famiglia del romanzo Eredità di Vigdis Hjorth si mostra spaccata già da molto tempo: da una parte, le due sorelle minori Astrid e Åsa legate ai genitori e di supporto nella loro vecchiaia. Dall'altra Bård e Bergljot che da decenni hanno troncato ogni legame. In mezzo alle due fazioni, la divisione delle amate case di famiglia al mare, sulla punta del promontorio di Hvaler. Sembrerebbe legittimo lasciarle alle figlie più presenti, se non fosse che il taglio così netto tra Bård e Bergljot è dato da eventi dell'infanzia rimasti sempre sotto silenzio, sminuiti, non creduti. Le case al mare sembrerebbero una ben misera compensazione per tutto il dolore che da decenni avviluppa la vita della protagonista e voce narrante, Bergljot, primogenita e figlia favorita dal padre.

mercoledì 20 maggio 2020

L'uomo che non sceglie. L'antieroe de L'età dell'innocenza



L'età dell'innocenza
di Edith Wharton
BUR, 2008

1^ edizione in lingua originale: 1920

pp. 323
€ 9,50 (cartaceo)
€ 2,90 (ebook) - disponibile gratuitamente su Kindle Unlimited


«Che cosa sono io? Un genero..." pensò Archer.
Un uomo senza qualità, probabilmente, Newland Archer, un genero come lui stesso si definisce, raccogliendo in questa definizione tutte le buone qualità che la famiglia della moglie entusiasticamente gli attribuiva ai tempi del fidanzamento e dei primi anni di matrimonio: affidabilità, lealtà, pazienza, capacità di anteporre il bene della famiglia al piacere personale. La famiglia, in altri termini, è il primo anello di quel cerchio in ghisa che stritolerà l'anima di Archer e si inserisce in un anello più forte e stringente: la buona società della New York del XIX secolo.
Molti lettori si sono lamentati dell'inerzia di Archer, del fatto che egli non si accinga neppure a scendere in campo contro gli imperativi sociali e il "si fa e si dice" professato indefessamente dalla moglie May. Perfino la sua amata - e mai amante - Madame Olenska, nel momento in cui le dice che vuole andare al di là delle convenzioni e creare insieme un mondo in cui entrambi possano amarsi liberamente, gli dice che lui non è in grado di compiere questa azione.
«Per noi? Ma non esiste nessun noi in quel senso! Siamo vicini l'uno all'altra soltanto stando lontani. Così possiamo essere noi. Altrimenti siamo soltanto Newland Archer, il marito della cugina di Ellen Ollenska, ed Ellen Olenska, la cugina della moglie di Newland Archer, che cercano di essere felici alle spalle di quelli che confidano in loro».
«Ah, io sono al di là di questo» gemette lui.
«No, non lo sei! Non lo sei mai stato. Io sì».

#CriticaNera - Una nuova avventura per Sara, giustiziera in continua evoluzione


Una lettera per Sara
di Maurizio de Giovanni
Rizzoli, 19 maggio 2020

pp. 336
€ 19 (cartaceo)
€ 10,99 (ebook)


È arrivato ieri nelle librerie il nuovo romanzo della serie di Sara Morozzi, la protagonista di Maurizio de Giovanni che torna dopo Sara al tramonto e Le parole di Sara. Torna con i suoi capelli che consapevolmente intende lasciare grigi, con la sua capacità di arrivare di soppiatto e sorprendere, con il suo superpotere: quello di leggere le espressioni e i cuori delle persone. Torna ormai come protagonista affermata del noir italiano, il successo della sua serie – edita dall’unica collana italiana dedicata esclusivamente al genere, NeroRizzoli – è tale che Palomar ne ha acquistato i diritti televisivi. 
La donna invisibile questa volta deve vedersela con un caso che affonda le sue radici nel passato: il 14 maggio 1990 la giovane Ada Fusco esce dalla libreria dove lavora e non rientra mai più a casa. La vicenda è modellata su una tragica storia vera, quella di Graziella Campagna, a cui de Giovanni dedica il libro. Campagna era una diciassettenne uccisa dalla mafia in provincia di Messina nel 1985, colpevole di aver trovato trovato un biglietto che non avrebbe dovuto leggere in un paio di pantaloni nella lavanderia dove lavorava.

martedì 19 maggio 2020

«Non c'era sopravvivenza in terra. I versi, tutt'al più, forniscono una labile consolazione»: l'anziano Petrarca si racconta ne "Il copista" di Marco Santagata

Il copista. Un venerdì di Francesco Petrarca
di Marco Santagata
Guanda, 2020

pp. 144
€ 16 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)


Se avete paura di sconfessare i vostri miti letterari, tenetevi lontani da questo romanzo. Se invece siete disposti a mettere tutto in gioco, a lasciarvi divertire dalla capacità di uno studioso come Marco Santagata di romanzare gli ultimi giorni di Francesco Petrarca, allora avvicinatevi a Il copista, che è uscito in questi giorni in una nuova edizione per Guanda (che riproduce, con alcune varianti, il testo già uscito anni prima per Sellerio). 
Non c'è spazio per l'illusione, in questo romanzo: il Petrarca qui rappresentato è anziano e disincantato, affetto da più problemi fisici, resi in tutta la loro squallida concretezza.
Rimasto solo, con l'unica compagnia della donna di servizio, Petrarca riflette sul recente abbandono del suo incarico da parte di Malpaghini, il suo prezioso copista, a cui era legato quasi come a un figlio. Comporre poesie costa fatica, mentre occuparsi di lettere che saranno presto pubbliche e lette dagli intellettuali dell'epoca è piuttosto facile: l'ispirazione è sostituita da una certa facilità di penna («Era la sua specialità apparire coinvolto mentre era più lontano e disinteressato»), frutto dell'esperienza e della capacità scrivere per un suo pubblico ormai consolidato,  o da un labor limae continuo, indefesso («Riscriveva e riscriveva... Ma quel ruminio era un sostituto della creatività un vizio che lo lasciava insoddisfatto», p. 19). Perché Petrarca sapeva bene che ormai, qualsiasi suo scritto, anche una lettera rivolta a un semi-sconosciuto, sarebbe stata «esibita, commentata, riprodotta in tante copie e fatta circolare per mezza Europa [...]: ne andava della sua reputazione» (p. 32).

Di corpi, incontri e seconde possibilità: «La parte del fuoco» di Marco Rovelli

La parte del fuoco
di Marco Rovelli
Terrarossa, 2020

pp. 161
€ 15,00 (cartaceo)
Se Dio vuole che moriamo, moriremo; se Dio vuole che viviamo, vivremo. I morti possono essere il veicolo della Sua volontà, questo avete pensato. E la Sua volontà era che vi salvaste: i morti hanno chiamato i morti, sono stati loro a guidarvi. Tu sei vivo, adesso, grazie ai morti. (p. 42)
Se mi ritrovassi a scrivere la quarta di copertina del libro di Rovelli, probabilmente la scriverei così: “Questa è una storia di corpi, incontri e seconde possibilità”.
La parte del fuoco è una storia di corpi perché nel fuoco ci sono i corpi di Karim ed Elsa. Mi si obietterà che tutte le storie hanno al centro dei corpi, in quanto questi fungono da sineddoche per i personaggi le cui vicende vengono narrate. In questo caso parlare di corpi è però essenziale: è attraverso di loro che la storia prosegue, perché senza questa presenza fisica, quasi materica, la narrazione non avrebbe la stessa capacità espressiva. Senza il fascio di luce gettato sul corpo di Karim, piagato dalla fame prima e spezzato dalla fatica poi, sarebbe difficile sentire emotivamente il suo viaggio dalla Tunisia alle coste italiane, e da queste all’entroterra nostrano, che è luogo meno selvaggio, sì, ma non per questo più sicuro per chi vive vite clandestine. Allo stesso modo, senza il primo piano sui tagli di Elsa, non sarebbe possibile comprendere il disagio di una ragazza che si autoflagella per richiedere un minimo di attenzione a quei genitori che sembrano affrontare l’esistenza della figlia come una sospensione dalla realtà. Nei loro corpi pieni di materia, pur contusi, emaciati, mutilati, ritroviamo la pienezza di due vite che altrimenti sarebbe arduo raccontare.

lunedì 18 maggio 2020

«E di cosa hai bisogno per trovare la pace?» «Di raccontare»: un'inedita visione di Elena di Sparta

Elena di Sparta
di Loreta Minutilli
Baldini+Castoldi, 2019

€ 17 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
Audiolibro disponibile su Audible

Forse non valeva la pena di distruggere il mondo per la tua altra metà della vita? 
Capita di incappare in un audiolibro per vari motivi: a me è successo di trovare Elena di Sparta di Loreta Minutilli in un periodo, qualche settimana fa, in cui ci eravamo occupate di riscritture omeriche per una diretta Instagram e quasi in automatico il mio dito ha cliccato sulla copertina così intrigante, e in pochi minuti ho capito che avrei impiegato molto volentieri le cinque ore e mezzo di registrazione per scoprire una Elena di Sparta diversa. Molto diversa. 
Premessa: ho sempre timore quando mi imbatto in riscritture di grandi classici, perché bisogna davvero avere una grande idea per stravolgere in modo convincente la vulgata o per gettare nuove luci su un personaggio diventato paradigmatico, nel caso di Elena, della bellezza e della seduzione. Piccola anticipazione: l'autrice Loreta Minutilli crea un'opera a dir poco convincente, e ora vediamo perché. 

Una danza di fantasmi incastrati dentro al mondo: "Ballata per le nostre anime" di Mauro Garofalo

Ballata per le nostre anime
di Mauro Garofalo
Mondadori, 2020

pp. 348
€ 19,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Schioppettate in aria. È lui che li uccide. Sette colpi. Un attimo appena nel fugace perdurare dell’estate. Il vento tiene memoria. Così tutto scompare, permane, si affievolisce, ritorna. È l’anticipata stagione degli abbagli. Le parole segrete di chi può riconoscere. Il mormorio del bosco racchiude la storia d’ogni vita. Chi ha rubato il vento? Gli uccelli. Per donarlo. (p. 311)

Ballata per le nostre anime di Mauro Garofalo ricorda un illustre precedente letterario: l'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. La ricorda per la libertà del ritmo e per l'incrocio delle voci, per quel tentativo di catturare la vita umana descrivendo le vicende di un microcosmo, lì una piccola cittadina rurale americana, qui uno sperduto paesino nel cuore della Val Brembana. 
Una "ballata", dichiara subito il titolo, una danza di fantasmi, aggiungeremmo noi. L'autore dà voce alle anime protagoniste di una vicenda accaduta oltre un secolo fa tra i monti del Bergamasco.
La mattina del 13 luglio 1914 Simone Pianetti, uomo tranquillo, onesto lavoratore, padre di famiglia, uccise sette abitanti del suo paese, cinque uomini e due donne. Dopo aver compiuto il folle gesto, sparì sui monti e non venne più trovato; tutt'oggi il Pianetti è un ricercato per la legge italiana.
Un esercito di carabinieri venne dispiegato per cercarlo e una taglia venne posta sulla sua testa, la leggenda dice che la popolazione lo aiutò a nascondersi riconoscendo il valore del suo gesto rivoluzionario. 
Perché quella mattina d'estate Simone Pianetti imbracciò il fucile da caccia? Passato alla storia come il "Vendicatore della Val Bremabana", nella sua azione si celava la volontà di riparare a un torto, di avere riscatto. Non a caso, ancora oggi gli abitanti della zona dicono "Ci vorrebbe il Pianetti" quando si trovano impotenti di fronte a un torto.

domenica 17 maggio 2020

Una giovane donna che corre nei boschi: "Il romanzo di Artemide" di Murielle Szac

Il romanzo di Artemide
di Murielle Szac

Illustrazioni di Olivia Sautreuil
Traduzione di Fabrizio Ascari

L’ippocampo, 2019
pp. 303
€ 19,90 


Nel prendere in mano Il racconto di Artemide di Murielle Szac, edito da Ippocampo nella preziosa edizione con le illustrazioni di Olivia Sautreuil, il lettore adulto si chiede subito perché proprio Artemide. Pur appartenendo a tutti gli effetti al novero delle divinità olimpiche, questa rimane infatti (ma, si scoprirà, solo apparentemente) una figura un po’ marginale nell’ambito delle vicende mitologiche, così come delle riscritture odierne e attualizzanti. Sicuramente messa in ombra dal fratello Apollo, abbagliante della luce solare a cui è associato, ma anche dalle altre dee dalla presenza o il carattere più dirompenti (la rancorosa Era, la seducente Afrodite, la saggia Minerva), di lei si ricorda solitamente che è giovane, vergine, dedita alla caccia. Adesso, Murielle Szac ci mostra quanto siamo stati ciechi, poco accorti: perché nella sua narrazione, che riprende la struttura episodica del romanzo d’appendice (o, più direttamente, delle serie TV, a cui il pubblico giovane a cui l’opera è rivolta è sicuramente più avvezzo), si recuperano la complessità, la poliedricità, le sfaccettature complesse di una dea che è anche però, per quanto contraddittorio questo possa sembrare, giovane donna.

sabato 16 maggio 2020

Mettetevi comodi, preparate un invitante caffè e divorate il delizioso mignon di carta!

La caffettiera
di Théophile Gautier
Tabula fati, ottobre 1999

Traduzione di Giuliana Cutore

pp. 32
€ 3,00 (cartaceo) 

L'anno scorso venni invitato, insieme a due miei compagni di studio, Arrigo Cohic e Pedrino Borgnioli, a trascorrere qualche giorno in una tenuta nel cuore della Normandia. Il tempo, che alla nostra partenza prometteva di essere superbo, pensò bene di mutare all'improvviso, e cadde così tanta pioggia che le strade incassate sulle quali camminavamo erano come il letto di un torrente. Sprofondavamo nel fango sino alle ginocchia, uno spesso strato di terra grassa si era attaccato alle suole dei nostri stivali, e il suo peso rallentava talmente i nostri passi, che arrivammo a destinazione soltanto un'ora dopo il tramonto del sole. 
L'incipit del racconto fantastico La Caffettiera di Théophile Gautier è coinvolgente, rapisce nell'immediato il lettore catapultandolo nella realtà che il protagonista sta vivendo: una gita fuori porta con due amici, l'imprevisto del tempo e un ritardo nelle aspettative d'arrivo. Ma è solo l'inizio, in tutti i sensi. 

venerdì 15 maggio 2020

Biloxi: di imperfezioni e umanissima fragilità

Biloxi
di Mary Miller
Edizioni Black Coffee, maggio 2020

Traduzione di Leonardo Taiuti

pp. 304
€ 15 (cartaceo)
€ 5,99 (ebook)


C’è una storia semplice che ho letto in questi giorni e che, come le cose migliori, semplice lo è solo in apparenza, per quell’immediatezza che cela appena sotto la superficie sentimenti e spunti più complessi di quanto riveli in apparenza. Ed è anche una di quelle storie che ricorderò dei giorni strani che stiamo vivendo, quando le parole e il tempo hanno avuto una sostanza diversa da prima.
Biloxi, di Mary Miller, scrittrice americana originaria di Jackson, Mississippi, è un romanzo che commuove e fa sorridere allo stesso tempo, racconta la solitudine e le distanze, le parole che mancano o non sono mai quelle giuste, le incomprensioni all’interno di una famiglia, la depressione. Questa è la parte buia, commovente. Ma ce n’è un’altra, intrinsecamente legata alla prima, che è scoperta, affetto, speranza e umanità. E questa è la parte della storia in cui Louis, il protagonista e narratore, incontra Layla, una cagnolina meticcia un po’ sovrappeso. Non un prima e un dopo, non in senso tradizionale almeno, ma un po’ dell’una e dell’altra parte che si mescolano e confondono, tra cadute e nuove aspettative.

Il lusso nel Medioevo? Si paga caro: Maria Giuseppina Muzzarelli ci porta tra sete, broccati, gioielli e... leggi

Le regole del lusso. Apparenza e vita quotidiana dal Medioevo all'età moderna
di Maria Giuseppina Muzzarelli
Il Mulino, 2020

pp. 300 
€ 24 (cartaceo)
€ 11,82 (ebook)


Sapete che se nel Medioevo si faceva sfoggio di abiti lussuosi, si poteva essere multati? Vere e proprie leggi, le leggi suntuarie, erano state approntate per mettere un freno al lusso fin troppo esibito, e i divieti erano all'ordine del giorno; lodevole era invece una sorta di aurea mediocritas che rispondeva ai dettami della Chiesa di moderazione ed equilibrio, sfuggendo così al peccato di vanità. 
Se vi state chiedendo perché, sfogliando il bel volume Le regole del lusso appaiano di tanto in tanto le riproduzioni di abiti a dir poco sontuosi, la risposta è semplice: perché le leggi c'erano, sì, ma pagare una contravvenzione per il lusso era quasi una coccarda da affiggere al proprio status sociale, oltre al fatto che Maria Giuseppina Muzzarelli conferma fin dalle prime pagine l'enorme distanza che esiste tra la creazione delle leggi e la loro reale applicazione.

giovedì 14 maggio 2020

#CritiCOMICS. George Orwell: un ritratto sfaccettato.

Orwell.
Etoniano, poliziotto, proletario, dandy, miliziano, giornalista, ribelle, romanziere, eccentrico, socialista, patriota, giardiniere, eremita, visionario

di Pierre Christin e Sébastien Verdier 

Con la partecipazione di André Juillard, Olivier Balez, Manu Larcenet, Blutch, Juanjo Guarnido e Enki Bilal


Traduzione di Fabrizio Ascari

L’ippocampo, 2020
p. 160
€ 19,90 



Sin dalla copertina, su cui campeggiano un nome, un volto dai tratti decisi e una lunga serie di attributi associati a quel volto, a quel nome, si capisce che la vita di Orwell sfugge a ogni tentativo definitorio. Pur essendo morto decisamente troppo giovane, infatti, Eric Blair ha avuto un’esistenza ricca e sfaccettata, assolutamente inimmaginabile per chi abbia conosciuto l’autore magari soltanto grazie ai suoi romanzi più noti, La fattoria degli animali e 1984.
Stratificata e composita risulta peraltro anche l’opera, in cui le illustrazioni di Sébastien Verdier, a tratti illuminate dai tocchi di colore di Philippe Ravon, sono alternate a tavole realizzate, con stili, tratti e cromatismi diversi, da altri disegnatori, allo scopo di rendere possibile un accesso più completo, poliedrico, all’opera e alla personalità dello scrittore britannico. La sua stessa voce del resto viene restituita da Pierre Christin, che sceglie di riportare, evidenziandoli con caratteri dattiloscritti, ampi stralci derivati dagli interventi di carattere autobiografico di Orwell stesso. L’ampio formato del volume permette una totale immedesimazione, una piena fruizione del dettaglio delle singole immagini, mentre il lettore accompagna il giovane Eric dalle piccole incongruenze della sua infanzia ai tormenti del collegio in Inghilterra, dal periodo degli studi alla scelta spiazzante di entrare nella Polizia Birmana e tornare in Oriente, seguendo le orme paterne e ritornando sulle tracce delle proprie stesse origini.

"Forme di lontananza": Edurne Portela racconta l'amore che toglie ogni certezza

Forme di lontananza
di Edurne Portela
Lindau, 2020

Traduzione di Thais Siciliano

pp. 294
€ 20 (cartaceo)
€ 13,99 (ebook)



Dopo avermi piacevolmente sconvolta con Meglio l'assenza lo scorso anno (qui la recensione), Edurne Portela torna in libreria con un romanzo in cui ritroviamo alcuni dei temi a lei cari, ma portati avanti con una scrittura ancor più sorvegliata e magnetica. 
Questa volta, la questione basca viene guardata obliquamente, perché la materia centrale è invece la vita di chi, dalla Spagna, se n'è andata, per un dottorato negli Stati Uniti: nelle prime pagine facciamo al conoscenza della protagonista, Alicia, che fatica a sbarcare il lunario e per questo la troviamo avvolta in più coperte per evitare di alzare il riscaldamento che non sa come pagare, mentre la sua casa è presa d'assalto dai topi. Una situazione decadente, certo, ma la sua preoccupazione più grande è chiudere per bene i catenacci e assicurarsi che lui, Matty, non possa entrare nella sua stanza. Come è arrivata a tanto? A piangere nell'armadio e a rinunciare a tutto ciò che aveva, comprese le sue due amatissime gatte, e ad avere il terrore di suo marito?

mercoledì 13 maggio 2020

#EditoriInAscolto - Il "piccolo volo" che separa il fumetto dall'arte: Kleiner Flug

Non posso negare che, da insegnante, il mio primo incontro con la realtà di Kleiner Flug sia avvenuto all’insegna dell’interesse didattico: in tempo di Covid-19 e reclusione forzata, noi docenti siamo andati forsennatamente a caccia di idee e proposte nuove che ci consentissero di inventarci da zero una didattica a distanza convincente, ma soprattutto attrattiva per i ragazzi, in mancanza di quel quid in più che offre inevitabilmente la lezione frontale. Mi sono così imbattuta in questa piccola casa editrice toscana, che nell’ottica della “solidarietà digitale” ha messo a disposizione del pubblico molti dei suoi prodotti editoriali, dedicati alla trasposizione fumettistica di grandi personaggi della storia o della letteratura, ma anche di momenti epocali o di luoghi celebri. È bastato però sfogliare alcuni dei loro albi, a partire da quelli più attinenti al programma (come Dante Alighieri o Francesco Petrarca, Leonardo da Vinci o Galileo Galilei, per citarne solo alcuni), per capire che il progetto che sta alla base degli albi è molto più ambizioso. Dissimili per taglio e stile rappresentativo, i singoli volumi sono accomunati dal desiderio di fornire una lettura propria, personale, del soggetto rappresentato, privilegiando narrazioni non lineari, o punti di vista anomali. Così la figura di Dante è descritta attraverso gli occhi di Beatrice, che accompagnano il poeta ragazzino e poi adulto innamorato e pieno di dubbi, infine disperso nella selva oscura del peccato, da dove solo uno sguardo amorevole e attento può salvarlo. La storia di Petrarca viene rievocata attraverso gli spunti offerti da un rocambolesco viaggio in carrozza alla volta di Roma, pieno di incontri e di occasioni per verseggiare. Anche gli adattamenti di singoli testi si rivelano originali, pur mantenendosi più fedeli al testo di provenienza, come avviene per il Rosso Malpelo tratto da Verga, dove si enfatizzano in toni toccanti la solitudine del ragazzino e l’incomprensione di chi lo circonda. Affascinata dalla linea editoriale e dalla sua coerenza, ho voluto fare qualche domanda al responsabile e fondatore, Alessio D’Uva, per conoscere meglio il lavoro della sua squadra.