martedì 24 aprile 2018

"Casinò Hormonal": non si è mai troppo grandi per il porno

Casinò Hormonal
di Gianluca Mercadante
Introduzione di Luigi Carrozzo
Las Vegas Edizioni, 2018

€ 13,00
pag. 164

La critica di settore mi ha ribattezzato "il geyser della bassa piemuntèisa". Ai festival di genere, per orgoglio di appartenenza, per retaggio culturale, raddrizzo sempre la pronuncia "piemuntèisa" in colore che a bella posta citano questa curiosa quanto sintomatica definizione, nata un po' per gioco, un po' per caso, un po' perché, in effetti, il gentleman da me interpretato nei nostri film è solito annaffiare i primi piani delle sottomesse co-protagoniste con generose emissioni spermatiche. Da qui, l'azzeccata etichetta. 

Si è soliti dire "nomen omen" quando un nome calza con la professione svolta: quando uno si chiama Diego Paloalto, che lavoro potrà mai fare nella vita? Lui e il suo amico Sandrino sono nati e cresciuti in una piccola ed eccezionalmente tranquilla città del Piemonte, Vercelli: compagni quasi fraterni, da ragazzini avevano l'appuntamento fisso del pomeriggio per guardare Holly e Benji, ma un giorno Sandrino scopre la collezione di riviste del padre: il glorioso fotoromanzo erotico SuperSex che racconta le avventure di un superoeroe che, contrariamente a Superman, non si limita ad amare una sola donna. Tutti gli adolescenti rimangono ipnotizzati dalla pornografia, con conseguenti attività ludico-solitarie, ma in quanti trasformano questa passione in un lavoro? Sandrino e Diego si proiettano così nel mondo del porno, partendo da prime lavorazioni casalinghe (come non aver visto La Glabra Bernarda?) fino a grandi produzioni dagli alti richiami cinematografici (Ian Fleming ringrazia per la rivisitazione del suo agente segreto); i due giovani diventano dei grandi del settore. Ma un giorno qualcosa si inceppa: se uno diventa famoso con il nome di "gayser", la mancanza di pressione e consistenza può portare all'afflosciarsi di una carriera di successo.

La maternità nel libro di esordio di Laura Martinetti e Manuela Perugini

Nient'altro al mondo
di Laura Martinetti e Manuela Perugini
Garzanti, 2018

pp. 228
€ 16,90 (cartaceo)



Due autrici, due protagoniste, due vite, due storie, due esiti opposti nel momento in cui entrambe restano incinte.
Le due protagoniste, Alma e Maria, si alternano nei capitoli, e in questo modo veniamo coinvolti nelle loro vite prima, durante e dopo la gravidanza. Le due personalità, molto diversi e per certi versi complementari, emergono chiaramente sia nel modo di scrivere sia nelle parole usate, ma anche e soprattutto a livello narrativo nelle reazioni ai vari eventi che si susseguono.
La prima metà del testo risulta più interessante e vivace rispetto alla seconda, per due motivi connessi. Il primo è che all'inizio si dà molto più spazio alle vite delle protagoniste e ai loro pensieri relativi anche ad altri aspetti temi di rilievo, mentre nella seconda metà del romanzo tutto ruota intorno ai problemi relativi alla gravidanza di Alma; le ultime venti o trenta pagine rischiano a tratti di risultare ripetitive, anche se alla fine assistiamo alla chiusura del cerchio delle due donne, che escono dai rispettivi percorsi cambiate ed evolute.

lunedì 23 aprile 2018

#CriticaNera - Sara, che ha perso tutto, tranne il suo talento

Sara al tramonto
di Maurizio De Giovanni
Rizzoli, 10 aprile 2018

pp. 360
€ 19 (cartaceo)
€ 10,99 (ebook)


Sara non era un'investigatrice, era un'interprete. Non ricostruiva fatti ma conversazioni. Poteva intercettare uno stato d'animo, non penetrare le maglie di un articolato complotto. (pp. 319-320)

Cambiare personaggio e farlo quando si era ormai certi di incontrare il favore del pubblico: tutt'altro che semplice. Come anche la scelta di assumere per nuova protagonista una donna (fatto già raro in un noir), pensionata, anonima, di una bellezza mai esibita, facilmente trascurabile perché volutamente non appariscente. Quel che la gente non vede, in lei, è il rovello interiore per la morte dell'uomo che amava e di suo figlio, che ha lasciato sola la compagna incinta. La gente ignora anche un'altra cosa: Sara riesce a leggere il labiale, ma soprattutto a interpretare sorprendentemente bene i gesti, le parole e i non-detti delle persone, anche a distanza. Lo ha fatto per una vita, con la sua attività di intercettazioni spesso segrete perché non autorizzate: ora è in pensione, ma certe abitudini sono dure a morire. 

Raccontare la peste (e molto altro): "Annus Mirabilis", l'esordio di Geraldine Brooks

Annus Mirabilis
(Year of Wonders)
di Geraldine Brooks

trad. italiana di Francesca Diano

Neri Pozza, 2003

pp. 336

€ 11,90 (cartaceo)
€ 6,99 (ebook)


George Viccars, sarto girovago stabilitosi da pochi mesi a Eyam, un piccolo villaggio del Derbyshire, riceve un giorno un carico di preziosi tessuti. Da un giorno all'altro, cade in preda alla febbre e gli compare sul collo un bubbone: è la peste. Sul letto di morte, Viccars prega i suoi clienti e la sua padrona di casa, la giovanissima vedova Anna Frith, di bruciare i vestiti che ha cucito da quella partita di tessuto. Nessuno lo ascolta. Tutti portano a casa i vestiti che avevano ordinato (e pagato), ed è così che comincia un'epidemia destinata a dimezzare la popolazione locale.
Così hanno inizio gli eventi narrati in Year of Wonders, romanzo d'esordio pubblicato nel 2001 dalla giornalista australiana Geraldine Brooks e tradotto in italiano con il titolo Annus Mirabilis. Questa espressione latina è ormai usata da secoli per indicare un anno in cui si verificano eventi prodigiosi. Pare che il primo a usare quest'espressione sia stato il poeta inglese John Dryden per descrivere il 1666, un anno in cui in effetti ebbero luogo eventi capitali, come il grande incendio che distrusse la città di Londra, la scoperta della gravità di Isaac Newton, e l'epidemia di peste bubbonica che afflisse l'Inghilterra narrata da questo romanzo.

domenica 22 aprile 2018

#IlSalotto - Il narcisismo? Un elemento di disturbo che si insinua tra una persona e la sua voglia di scrivere.


Lo spirito della scrittura
di Francesco Serino
Editore Area51 Publishing

€ 2,99 (ebook)




Lo Spirito della scrittura di Francesco Serino è un vademecum tascabile per ogni aspirante scrittore, una piacevole lettura ricca di consigli per l’approfondimento della materia, nonchè spunto di riflessione sul mondo della cultura, intimamente intesa. Piccole perle di saggezza disseminate lungo le pagine di un breve ma intenso e-book, il cui unico difetto è forse quello dell’impaginazione, perchè il desiderio di poter prendere appunti, cibandosi del testo fino a consumarlo, è veramente forte.
La passione di Francesco Serino, libraio da circa 15 anni, esonda in modo palpabile, divenendo contagiosa, riuscendo a restituire quell’aura di prezioso sapere ad una professione, quella dello scrittore, talvolta erroneamente sottovalutata.
Scrivere richiede talento ed il talento va ammaestrato. Lo scrittore mette al servizio dell’utente la sua competenza in campo editoriale, per tracciare quelle linee guida, che possono essere d’aiuto a diverse figure professionali, così come a tutti coloro, che amano conoscere l’essenza delle cose.  
Per approfondire alcuni dei temi trattati nell'opera, abbiamo posto alcune domande all'autore. 

Viaggio nel corpo di un innamorato: "Il cervello in amore" di Grazia Attili


Il cervello in amore. Le donne e gli uomini ai tempi delle neuroscienze
di Grazia Attili
Il Mulino, 2017

pp. 232
€ 16,00 (cartaceo)

Ma è davvero il cuore la parte del corpo più coinvolta quando si ama? È il cuore che determina le emozioni e le azioni degli innamorati? In realtà, dalle ricerche più recenti emerge che è il cervello, con le componenti chimiche che scatena, l’organo che suscita quella mescolanza di stati emotivi che caratterizzano le nostre storie d’amore. […] Esistono, infatti, profonde ragioni biologiche legate al nostro funzionamento cerebrale che possono dar conto di quello che accade nella nostra psiche e nel nostro corpo, quando amiamo. La poesia dell’amore è ben ancorata alla biologia! (p. 11)
Di questo legame tra emozioni e biologia ci parla il libro di Grazia Attili, docente di Psicologia Sociale alla Sapienza, accompagnandoci in un viaggio inconsueto alla scoperta delle reazioni fisiologiche che avvengono nel nostro corpo dal primo istante dell’innamoramento fino al momento della rottura del legame e della conseguente separazione. Lo stile agile e scorrevole, insolito per argomentazioni di tipo tecnico, consente al lettore, soprattutto a quello non esperto, di entrare subito in confidenza con i temi trattati e di comprendere con immediatezza concetti anche complessi. Come avviene, per esempio, con la descrizione del processo di innamoramento:
In questa fase iniziale, la persona che vi attrae costituisce un segnale potente che fa attivare tutto il vostro organismo e produce un’eccitazione che è mediata da alcuni neurotrasmettitori, da sostanze chimiche quali l’epinefrina, la norepinefrina, la feniletilamina e la dopamina […] La feniletilamina, che tra queste sostanze è quella che ha un maggior impatto sulle vostre reazioni, è una sostanza affine all’adrenalina. Viene sintetizzata e rilasciata dal sistema nervoso centrale quando si sperimentano situazioni piacevoli e raggiunge altissimi livelli durante l’attrazione e l’innamoramento (p. 45).
In queste fasi, dunque, la sostanza in questione, ostile nel nome ma non negli effetti che scatena, sarebbe all’origine un’iperproduzione di dopamina, generando nell’innamorato/a uno stato di euforia generale, con relativa iperattività e riduzione dell’appetito, e una maggiore tolleranza della fatica fisica… ciò spiegherebbe la capacità degli innamorati di sostenere lunghe notti di incontri amorosi.
E se il fato è avverso e non si riusce a trovare una persona di cui innamorarvi non bisogna scoraggiarsi! Esiste, infatti, un rimedio efficace e a basso costo: il cioccolato! Basterà infatti fare una buona scorta di cioccolato e nel corpo umano inizieranno a scorrere fiumi di feniletilamina, riproducendo “artificialmente” l’incantesimo sensoriale dell’innamoramento.

sabato 21 aprile 2018

#IlSalotto - “Vi presento Sara, la mia nuova protagonista che odia i tacchi e le ipocrisie”

Una foto dell'incontro dall'account Twitter @Rizzolilibri

Sara al tramonto, l’ultimo romanzo di Maurizio De Giovanni, è uscito il 10 aprile ed è subito diventato uno dei libri più venduti in Italia. Diversi redattori di CriticaLetteraria lo stanno leggendo e siamo tutti concordi sul fatto che è un libro su cui c’è tanto da dire, interessante, da consigliare. Per questo siamo stati molto felici di ricevere l’invito da parte della casa editrice Rizzoli ad andare martedì 17 aprile a un incontro con l’autore e con altri blogger, che si è tenuto presso Palazzo Mondadori a Milano. E io molto felice di avere l’opportunità di fare delle domande a Maurizio De Giovanni. 

Eravamo in dieci, tutti seduti attorno all’autore, ci presentiamo e lui subito entra nel vivo del dibattito – “Bella la copertina alla Hopper, vero?” – e ci racconta di come è nata la sua protagonista Sara. Anzi di come l’ha conosciuta, perché “è stata Sara a venire con forza da me” ci dice, “in un incontro notturno: io ero arrivato sotto casa col mio scooter, era l’una di notte di un sabato e pioveva. Ho visto Sara dentro un’auto, con i suoi capelli grigi, senza trucco, non stava facendo niente, non stava guardando niente”. E allora De Giovanni non ha resistito, si è interrogato su questa donna misteriosa, si è dato delle risposte e ci ha scritto un romanzo. Lasciando da parte tutto il resto perché, ci dice, lui lavora su una storia alla volta e questa la doveva scrivere immediatamente, l’ha praticamente fatto sotto dettatura di quella suggestione, quasi fosse una necessità. “Non è un libro scritto a tavolino” –  tiene a ribadire – “e io non stavo cercando un altro personaggio”.

#CritiCOMICS - Perché, quando diventiamo genitori, possiamo fare solo del nostro meglio

Il nostro meglio
di Thi Bui
Mondadori, 2018

Traduzione di Veronica Raimo

pp. 336
€ 26 (cartaceo)


De Il nostro meglio se è tanto sentito parlare negli Stati Uniti per tutto il 2017. Non solo perché è stato tra i graphic novel più venduti su Amazon USA (e con il colosso di Seattle tocca oramai fare i conti per decifrare i gusti dei lettori di tutto il mondo), ma anche perché Bill Gates lo ha inserito tra le sue migliori letture dell’anno insieme a Vaclav Smil e Viet Thanh Nguyen
Che non si venga a dire che questa recensione sarà viziata dal giudizio di uno degli uomini più ricchi del mondo (e di sempre) che tuttavia non passerà alla storia per le sue conoscenze letterarie. Fatto è, però, che se un'opera appartentente a un genere poco diffuso come quello del fumetto arriva ad essere annoverata tra le migliori dell’anno, c’è da approcciarsi alla sua lettura con l’animo gonfio di aspettative. E le premesse ci sono tutte.

venerdì 20 aprile 2018

PagineCritiche - Un santo, un uomo: l'"altro" Francesco di Chiara Mercuri

Francesco d’Assisi. La storia negata
di Chiara Mercuri
Laterza, 2018

pp. 216
€ 11,00

Alla fine dell'Ottocento il pastore calvinista Paul Sabatier si mette alla ricerca di un manoscritto perduto, in grado di rivelare la verità sulla figura storica di Francesco d'Assisi, una verità testimoniata dai compagni a lui più vicini, "quelli che furono con lui", e troppo a lungo tacitata. Attraverso uno studio dalla perfetta struttura circolare, che parte da questa ricerca e con questa ricerca si conclude, Chiara Mercuri sostiene con determinazione una tesi forte: che il Francesco che noi conosciamo, quello del catechismo e dell'aneddotica popolare, non rende neanche vagamente conto della complessità del personaggio reale. E che questo abbia una causa precisa, da identificarsi in Bonaventura da Bagnoregio, che inventò la storia di "un altro" Francesco, "imponendo [...] un'immagine del fondatore che rispecchiasse in pieno la sua visione dell'Ordine e dell'impronta che intendeva conferirgli" (p. 175).

Quando si inizia e si finisce di essere madre?

Tanti piccoli fuochi
di Celeste Ng
Bollati Boringhieri, 2018

Traduzione di Manuela Faimali

pp. 374
€ 18 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

Da piccola le avevano insegnato a rispettare le regole, a credere che il buon funzionamento del mondo dipendesse dalla loro osservanza, e lei le rispettava - e lo credeva. (p. 84)
Quando entriamo a Shaker Heights nelle prime pagine del libro, l'ordinatissimo e irreprensibile quartiere è sconvolto da tanti piccoli fuochi che stanno bruciando la casa dei Richardson. La padrona di casa, ferma a osservare lo scempio della sua realtà e della sua rispettabilità, si stringe nella sua vestaglia; attorno, i figli: la modaiola e rampante Lexie, il più assennato e posato Moody, il rubacuori Trip, sportivo e frivolo quanto si addice al figlio di una famiglia decisamente agiata. Dove si trova la piccola Izzy? Non si vede, ma Mrs. Richardson è certa che la ragazzina sia salva da qualche parte, a godersi lo spettacolo della casa che lei stessa ha incendiato. In fondo, sarebbe solo la più grave delle tante bravate con cui provoca continuamente la famiglia. 

giovedì 19 aprile 2018

Il "cazzeggio"? Oltre al dolce far niente c'è di più: un libro del neuropsichiatra Srini Pillay spiega come e perché

Il potere del cazzeggio.
Perché la distrazione ci rende più intelligenti
di Srini Pillay
Centauria, 2017

Traduzione di Rachele Salerno

pp. 284
Euro 17,00

A scorrere il titolo dell’ultimo lavoro di Srini Pillay – Il potere del cazzeggio, pubblicato lo scorso anno da Centauria con la traduzione italiana di Rachele Salerno – qualche lettore potrebbe correre il rischio di mancare la misura, sottovalutandone oppure sopravvalutandone il contenuto. Sebbene il suo autore sia un neuropsichiatra di fama mondiale con tanto di docenza ad Harvard, alcuni potrebbero considerare ozioso uno studio incentrato proprio sulle virtù del dolce far niente, date per ovvie e universalmente assodate. Altri, invece, potrebbero crederlo un libro-cuccagna e acquistarlo d’istinto, nella speranza di far fruttare la propria incorreggibile indolenza con la stessa malfidata convinzione che seminare monete d’oro faccia crescere i rispettivi alberelli. Entrambe le categorie avrebbero ragione, ed entrambe, allo stesso modo, torto, dal momento che la natura del volume è rivelata al meglio solo dal suo sottotitolo: Perché la distrazione ci rende più intelligenti. Bando dunque agli equivoci derivanti dall’espressione gergale stampigliata sul frontespizio: perché la “distrazione” di cui, con tutta evidenza, si andrà a parlare, implicherà il suo contraltare – la (nostra) “concentrazione”, per l’appunto, sebbene opportunamente “smitizzata” dall’autore –, e questo per uno scopo ben preciso e non poco ambizioso, ovvero aiutarci a essere (a essere di nuovo, ma anche a diventare) la versione più “efficace” (ed efficiente!) di noi stessi.

Un segreto che sa di mare e di caffè

La prima ora del giorno
di Anna Martellato
Giunti, 2018


pp. 298

€ 18,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Sgombriamo subito il campo: questo è un romanzo di genere. Di genere femminile, intendo. Un libro scritto da una donna (va da sé che non è questo che fa sì che un romanzo si definisca «femminile») e pieno di donne. Figure forti, decise, determinanti, a partire dalle quali si sviluppa il punto di vista sul mondo, sui rapporti e sulle relazioni, che siano d'amore, di famiglia e di lavoro, sulla maternità.
In primis Zoe, giovane organizzatrice di eventi in carriera, e sua nonna Anna, che condividono il ruolo di protagoniste dei due tempi paralleli in cui si sviluppa la storia: da una parte il presente occupato da Zoe, dal suo lavoro, dalla sua storia d'amore un po' stiracchiata e dal suo «problema» (ha appena scoperto di essere incinta). In questo spazio si muovono anche Virginia, il capo, con cui Zoe deve fare i conti, e Iris, la pasticciera chef che si affida a Zoe per l'inaugurazione del suo negozio. Dall'altra parte invece il passato che rivive attraverso i racconti della nonna vissuta sull'isola di Rodi. E qui prendono la scena la nonna Anna da piccola e sua sorella Angela, la loro nonna, la governante Merope, che aveva dedicato la sua vita alla famiglia presso la quale lavorava, e infine la mamma, donna bellissima, altera, ma un po' anaffettiva.

mercoledì 18 aprile 2018

Una ragazza affidabile e i disguidi del possibile

Una ragazza affidabile 
di Silena Santoni
Giunti, 2018

pp. 276
€ 18


«Forse il tempo aggiusterà le tessere degli accadimenti fino a formare un quadro intellegibile, ma nel presente tutto è frammentario, inesplicabile.»
Agnese e Micaela sono sorelle ma non si vedono da molti anni. Come spesso accade, una vicissitudine familiare, in questo caso l'eredità di una casa, le costringe non soltanto a rincontrarsi a Firenze, la città in cui hanno vissuto insieme infanzia e gioventù e dove solo Micaela è rimasta, ma anche a riaprire il vaso di Pandora dei ricordi.

"Un padre e una figlia eccoli lì" in un saggio di Maria Serena Sapegno

Figlie del Padre
Passione e autorità nella letteratura occidentale
di Maria Serena Sapegno 
Feltrinelli, 2018

pp. 256 
€ 20 (cartaceo)
€ 19,99 (eBook)

"Un padre e una figlia eccoli lì: lui biondo, bello, sorridente, lei goffa, lentigginosa, spaventata. Lui elegante e trasandato, con le calze ciondolanti, la parrucca infilata di traverso, lei chiusa dentro un corsetto amaranto che mette in risalto la carnagione cerea". Con queste parole inizia La lunga vita di Marianna Ucrìa di Dacia Maraini, la storia di una figlia che non parla, legatissima al padre e con una madre disinteressata e abbandonata ai suoi languori che, fin dall’incipit, non c’è. E come Marianna Ucrìa sono tanti i personaggi femminili della tradizione letteraria le cui storie, di emancipazione o oppressione, si sviluppano in relazione al rapporto col padre. In un arduo lavoro li ha elencati e esaminati Maria Serena Sapegno, docente di Letteratura italiana e Studi di genere all’Università di Roma La Sapienza, nel suo ultimo libro, che è uscito a febbraio e si intitola Figlie del padre. Passione e autorità nella letteratura occidentale. Un titolo impegnativo che delimita subito due poli – le figlie e il padre, la passione e l’autorità – in un contesto enorme, la letteratura occidentale.

martedì 17 aprile 2018

Sciabordio di parole e musica: Indifesa di Giuseppe Cesaro


Indifesa
di Giuseppe Cesaro
La Nave di Teseo, 2018

pp. 295
€ 16

Come fare per raccontare una storia di ambiguità e sfumature sessuali non ben definite, anzi completamente fuse assieme, dove l’identità non è mai una ma, sulla scia delle onde solcate da Odisseo, è sempre molteplice e multiforme? Sono principalmente due le strade: o ci si innalza sopra l’oceano del non definito con la leggerezza di un fantastico manga come Ramna ½ oppure, ed è il caso di Indifesa di  Giuseppe Cesaro, uscito in questi giorni per La Nave di Teseo usare la pesantezza del temo come testa d'ariete per abbattere le resistenze del pubblico. Indifesa infatti racconta l’indicibile, un uomo che diventa donna e una donna che diventa uomo senza un perché e senza un per come, ma semplicemente accade, con la soave leggerezza delle parole. 

PagineCritiche - Sacks e il fascino inesausto della ricerca nel suo ultimo libro

Il fiume della coscienza
di Oliver Sacks
Adelphi, 2018

Traduzione di Isabella C. Blum
pp. 213
€ 19 (cartaceo)
€ 10,99 (ebook)


In questi momenti, mentre sto scrivendo, i pensieri sembrano organizzarsi da soli in una successione spontanea, vestendosi all'istante con le parole appropriate. Sento di poter aggirare o trascendere gran parte della mia stessa personalità e delle mie nevrosi. Da un lato questo non sono io, ma allo stesso tempo è la parte più intima di me, e di sicuro la migliore. (da «Il sé creativo», p. 132)
Varietà d'interessi, sguardo aperto sulla realtà ed entusiasmo per gli studi: tre sono le caratteristiche che emergono evidentissime da Il fiume della coscienza, l'ultimo libro di Oliver Sacks, che esce oggi in libreria per Adelphi, nella traduzione accurata di Isabella C. Blum. Il libro non è una pubblicazione postuma senza la volontà dell'autore: fino a due settimane prima della sua morte, avvenuta nell'agosto del 2015, Oliver Sacks ha avuto le bozze di questo lavoro sulla sua scrivania, con l'intenzione di pubblicare gli interventi dedicandoli al suo editor Robert "Bob" Silvers. Ora, finalmente il proposito è realizzato e anche noi lettori possiamo ancora una volta apprezzare la plurivocità di interessi di Sacks, che è stato medico, chimico, scrittore e accademico, ma anche fine letterato e cultore delle arti. 

lunedì 16 aprile 2018

"Fai piano quando torni". L'esordio narrativo di Silvia Truzzi

Fai piano quando torni
di Silvia Truzzi
Longanesi, 2018

pp. 272
€ 16,40  (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

Bologna, una stanza di ospedale. Margherita è orfana di tante cose: del padre, buono e amatissimo, morto otto anni prima; di Francesco, compagno di vita per cinque anni, che l'ha lasciata improvvisamente; è orfana della salute, in seguito a un terribile incidente che l'ha quasi uccisa e che il dottor Iodice, lo psichiatra che la segue, sembra considerare una conseguenza diretta del suo stato depressivo; è orfana soprattutto di stabilità e fiducia in se stessa. Ha trentaquattro anni, sta per compierne trentacinque, e sente che non si riprenderà mai più.  
Anna invece di anni ne ha settantasei. Nonostante il femore rotto, balzella allegramente in giro per i corridoi dell'ospedale, è corpulenta, indossa bigodini e vestaglie rosa ed è tutto ciò che Margherita detesta; si ostina nel chiamarla "bambina mia", ottenendo in cambio risposte al limite dell'educazione ("Intanto non sono una bambina e non sono sua. E nemmeno sono disperata. Lei in compenso è una donna testarda e invadente.").

Insieme, a salvare ciò che possiamo

Salvare le ossa
di Jesmyn Ward
NN editore, 2018

Traduzione di Monica Pareschi
Titolo originale: Salvage the Bones [2011]

pp. 313
€ 19 (cartaceo)


Katrina è la madre che ricorderemo finché non arriverà un'altra madre dalle grandi mani spietate, sanguinarie (p. 304).
C'è uragano e uragano. Quello che spazza la Fossa, zona paludosa del Mississippi, è ben più violento di Katrina, o perlomeno lo anticipa con una forza parimenti distruttiva e creatrice: la famiglia della protagonista Esch è alle prese con i preparativi, certo, ma ha ben altro da fare per rafforzare la propria casa, che è poco più di una catapecchia in una baraccopoli disagiata. Deve provare a tenere salde le proprie mura, quelle che hanno permesso a Esch e ai suoi tre fratelli di resistere alla forza rovinosa della morte della madre, squarciata dalla nascita dell'ultimo figlio. Ma non solo devono resistere ai fantasmi del passato, che sono ovunque e si cibano di ogni riserva di energia e di speranza: devono evitare che nuovi fantasmi arrivino nelle loro vite. La miseria è all'ordine del giorno e anzi la famiglia non sembra più farci caso: la sporcizia fa parte della Fossa, tutti vivono di espedienti, di cibo a basso costo e di furterelli, e anche l'acqua disponibile in cui fare il bagno è argillosa. Ma, se si guarda bene, ogni tanto per la Fossa sfreccia un lampo bianco: è China, il pitbull bianco che il fratello Sketaah tiene come se fosse una fidanzata, risorsa economica per i combattimenti tra cani di grossa taglia, ma soprattutto risorsa d'amore.

domenica 15 aprile 2018

#CritiCOMICS - Coco Chanel: la vita, il mito, l'amore.

Coco
di Lorenza Tonani (testi) ed Elena Triolo (illustrazioni)
Pavia, Hop! edizioni, 2018

pp. 88
€ 18,00 (cartaceo)

«Sono sempre stata orgogliosa. Ho odiato abbassarmi, curvare la schiena, umiliarmi, mascherare il mio pensiero, sottomettermi, non fare di testa mia… L'orgoglio è la chiave del mio cattivo carattere, della mia indipendenza di zingara, della mia insocievolezza; è anche il segreto della mia forza e della mia riuscita; è il filo d'Arianna che mi consente di ritrovarmi sempre…» (p. 69)

Coco Chanel è oggi un mito, una donna che ha saputo imporsi sulle difficoltà che la vita le ha riservato, riuscendo a diventare un'icona immortale, perfetta e luminosa, nemmeno in un sol punto scalfita dallo scorrere incessante del tempo. Ancora oggi il suo nome è sinonimo di eleganza, garbo e raffinatezza e il suo stile, sobrio e mai volgare, ha fatto scuola. Non tutti, però, conoscono la vera storia della stilista francese, il cui vero nome era Gabrielle Bonheur Chasnel, poiché ella stessa ha costruito una biografia immaginaria, ad uso e consumo del pubblico, totalmente priva degli stenti e delle sofferenze che ha dovuto patire.
La vita di Coco Chanel inizia un giorno d'agosto del 1883 a Saumur, ma le sue radici affondano in un terreno molto più antico e lontano. Siamo a Ponteils, un piccolo villaggio del sud della Francia, la cui economia è basata sul commercio di castagne. In questo piccolo borgo dell'Occitania vive il bisnonno della futura stilista, Joseph Chanel, il quale fa incidere, in maniera a dir poco profetica, la doppia iniziale del suo cognome: due lettere che, successivamente intrecciate, saranno secoli dopo uno dei marchi più prestigiosi del mondo. La storia di Coco inizia qui, tra venditori ambulanti e commercianti, artigiani e donnaioli.

sabato 14 aprile 2018

#PagineCritiche - Organizzare una crociata: un difficile gioco di... squilibri!

Come organizzare una crociata
di Christopher Tyerman
UTET Libri, 2018

Traduzione di Luisa Agnese Dalla Fontana

pp. 540
€ 26 (cartaceo, copertina rigida)
€ 9,99 (ebook)


Quando abbiamo studiato le crociate a scuola, c'è stato un momento in cui abbiamo pensato: che caos! L'elenco di date difficili da ricordare e che coprono più secoli, i tanti papi e sovrani che si sono avvicendati, i generali ricordati per le loro gesta eroiche e/o spietate (ché le due cose sono più spesso connesse di quanto potremmo sperare),... Ma ci siamo mai davvero chiesti cosa sia costato, e non solo in termini economici, organizzare una crociata? 
In Come organizzare una crociata, studio vibrante per passione e precisione, Christopher Tyerman, uno dei massimi studiosi delle crociate, ribalta parecchi luoghi comuni su guerre di religione che, come sappiamo, hanno anche ben altri moventi politici ed economici alla loro base. 
Intanto, Tyerman premette come l'uso della ragione, nel Medioevo, andasse di pari passo con pratiche che potrebbero sembrarci in piena contraddizione, come magia e predizioni: «La razionalità era ammessa per la sua utilità, ma non elevata a divinità secolare. Affioravano limiti oltre i quali speculazione e ricerca non potevano arrivare» (p. 44). Per convincere la gente a partire per la crociata, nuovamente, si fa ricorso a due stratagemmi: da un lato si cerca di «incanalare la violenza diffusa [...] verso il bene comune», dall'altro si promette la «salvezza personale» (p. 49), attraverso la redenzione dei peccati fino ad allora commessi e la salvezza dell'anima.