lunedì 20 agosto 2018

#PagineCritiche - Gli insegnanti e le sfide della Pedagogia interculturale



Pedagogia interculturale, Teoria, metodologia, laboratori 
di Mariangela Giusti
Editori Laterza, 2004

pp. 188
€ 18 (cartaceo)



La sfida dell’interculturalità è da qualche anno diventata la necessità dell’interculturalità. Sono diversi i saggi che propongono un approccio alle diverse culture e vi è, più che mai, nella società odierna, l’esigenza di strutturare questi approcci in ambito normativo. Per quanto riguarda la pedagogia interculturale, strumento oggi essenziale per una didattica inclusiva, mi sono imbattuta nell’interessante saggio di Mariangela Giusti, professoressa associata presso l’Università Bicocca di Milano, che spiega in forma chiara, in una prima parte, quali sono temi e problemi che hanno indotto gli studiosi a tracciare le linee della pedagogia interculturale, in una seconda parte propone esempi utili di Laboratori di didattica e nella terza raccoglie esperienze dirette di immigrazione, raccolte dalla voce dei protagonisti.

domenica 19 agosto 2018

Perdersi in un gioco a bivio e non sposarsi mai? Impossibile (o quasi). Parola di Jane Austen e di Emma Campbell Webster

Lost in Austen
di Emma Campbell Webster
Traduzione di Giulia Ovrinati
Illustrazioni di Pénélope Bagieu
Hop Edizioni, 2012

pp. 381
€ 20,00 

Cara lettrice che ami Jane Austen e che conosci per filo e per segno ogni sua opera, che ne diresti di calarti nella parte di Elizabeth Bennet, eroina di Orgoglio e pregiudizio, e provare a concertare un matrimonio che soddisfi “pratica e grammatica” sia del cuore che dell’economia domestica? Il matrimonio, nel caso non lo avessi capito (ma certo che lo hai capito, non fare la gnorri!), è proprio il tuo, perché ovviamente è da quando sei venuta al mondo che hai in mente di contrarne uno… o non  vorrai forse farci credere di avere passato tutti questi anni a persuaderti del contrario?! In ogni caso, non ti preoccupare: qualunque siano i tuoi più sinceri e profondi desideri non dovrai imparare nessuna parte a memoria, non c’è nessun film o spettacolo teatrale da interpretare e nessuna prova trucco e costume da fare (anche se, giustappunto a questo proposito… beh, che peccato!). Per capire se convolerai o meno a nozze con il tuo amato (o almeno concupito), ma soprattutto per scoprire di che pasta “austeniana” sei fatta, non dovrai fare altro che procurarti Lost in Austen, il book-game di Emma Campbell Webster pubblicato da Hop! Edizioni che ti porterà laddove, per l’appunto, ti piace “perderti”, cioè tra le trame e gli intrecci dei libri della cara Jane. Prima, però, fatti due conti, e valuta un po’ come sei messa a “Qualità”, “Intelligenza”, “Autostima”, “Relazioni” e “Fortuna”: ti servirà saperlo, Signorina, e di conseguenza darne (o non darne) prova al bellimbusto dei tuoi desideri e all’invadente consorzio civile in cui, ti piaccia o no, vivete entrambi immersi come ciliegine nello cherry.

sabato 18 agosto 2018

Parlare di sé attraverso storie altrui: il saggio che pare un romanzo di Paolo Di Paolo

Vite che sono la tua. Il bello dei romanzi in 27 storie
di Paolo Di Paolo
Laterza, 2017

pp. 214
€ 16,00



Devo fare due considerazioni iniziali sul libro di Paolo Di Paolo. La prima è che l'ho preso in mano per la prima volta a gennaio e l'ho finito solo ora: presto vi dirò perché. La seconda è che dei ventisette romanzi promessi dal titolo, io – che ho solo pochi anni meno dell'autore – ne ho letti esattamente tredici, e qui subentra prepotentemente la spinosa questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Il motivo per cui ho indugiato tanto su queste pagine non è legato però al mio senso di inferiorità di fronte all'indice, o all'evidenza delle lacune da colmare nella mia vita da lettrice, quanto alla natura stessa dell'opera. 
A indicare la strada (il viaggio da compiere) pensa la prefazione, che si presenta come una bellissima, intima lettera a Ninni, figura cara all'autore, fondamentale per la sua educazione letteraria: una vecchia signora nel senso più pieno e nobile del termine; dalle righe emergono il suo legame con la tradizione, l'eleganza, il pudore, ma anche la delicatezza e l'affetto per un ragazzino con cui si condivide non il sangue, ma un'affinità elettiva; grazie agli incontri con questa donna che pare straordinaria, l'autore ha formato – coltivato, alimentato – il suo gusto per le parola e per le grandi storie. Ha capito cosa i romanzi possono dare, ha estrapolato insegnamenti positivi ed "istruzioni per l'uso sbagliate, a rovescio" (p. XI). Da ognuno di questi libri, dai dibattiti che hanno alimentato, ha portato con sé qualcosa. Grazie ad ognuno di essi, ha vissuto altre vite, trovando in ognuna qualcosa della propria, o facendo propria quella altrui:
I pregiudizi ricevevano colpi quasi mortali. Lo spazio davanti agli occhi si allargava incredibilmente, caricandosi di possibilità. Questo, è stato leggere. Questo è. Fare entrare nella propria vita molte più persone di quelle che davvero riusciamo a incontrare per strada. Intrattenersi con bambini, adolescenti, adulti, vecchi, animali, con il mistero di ciascun vivente. E con il mistero delle cose, anche. Lasciarsi toccare da ogni esperienza, lasciarla depositare in noi. Avere quasi sempre le vertigini, per come si spalanca – leggendo – non solo lo spazio, ma il tempo. (p. VIII).

venerdì 17 agosto 2018

#CriticaNera - "La colpa" di Higashino Keigo e la prospettiva inedita di un crimine

La colpa,
di Higashino Keigo
Traduzione di Anna Specchio
Atmosphere Libri, 2016

pp. 350
€ 17,00 (cartaceo)
€ 4,99 (ebook)



Higashino Keigo è considerato uno degli autori più prolifici della letteratura giapponese contemporanea, con più di settanta titoli all’attivo tra romanzi, raccolte di racconti e saggi, il conferimento di diversi premi letterari e il ruolo di presidente dell’Associazione di scrittori mistery del Giappone dal 2009. Pur essendo uno scrittore poliedrico e dall’ispirazione varia (che risente molto dell’influsso di Natsume Sōseki), infatti, è conosciuto in patria (ma anche all’estero) soprattutto per i suoi romanzi gialli e noir: le sue due serie di maggior successo sono Kaga Kyōichirō, che racconta di un ex insegnante che entra in polizia e decide di indagare sui casi di omicidio, e Galileo, nella quale a risolvere i casi non è il detective incaricato ma il suo più fidato amico, il professore di fisica Yukawa Manabu, così brillante da ricordare lo scienziato italiano padre della scienza moderna.

Cosa guardi, Catania?

Catania non guarda il mare 
di Daniele Zito 
Laterza, Contromano, 2018 

pp. 152 
€ 13 (cartaceo) 
€7,99 (ebook) 



Scrivere un libro su una città non è mai una cosa facile. Il rischio di infarcire la narrazione di stereotipi sull’identità del tessuto urbano e della sua comunità è sempre in agguato, quello di trovare qualche locale che dissenta da come si descrive la propria città assicurato. Daniele Zito – siracusano di nascita ma catanese di residenza, già autore dei romanzi La solitudine di un riporto (Hacca, 2013) e Robledo (Fazi, 2017) – sa che ha corso un rischio scrivendo su Catania, come dice lui stesso nei ringraziamenti alla fine del libro stesso. Catania non guarda il mare è uscito il 5 luglio per la collana Contromano di Laterza, un agile volumetto di 138 pagine con inserti fotografici, la maggior parte dei quali sono dell’autore. 
Da catanese – che da undici anni non vive stabilmente a Catania – ho sperato di trovare nel libro la lucidità e l’originalità necessarie per parlare finalmente in maniera un po’ diversa di Catania, specialmente se chi si cimenta con l’ardua impresa ha sia l’occhio esterno di chi non ha sempre vissuto qui che l’occhio allenato dello scrittore.

giovedì 16 agosto 2018

Ciò che il film non mi ha dato: "Storia di una ladra di libri" di Markus Zusak

Storia di una ladra di libri
(The Book Thief)
di Markus Zusak
Frassinelli, 2009

Traduzione di Gian M. Giughese

pp. 564
€ 16,90



Assunti iniziali. Primo: ci sono film che funzionano bene quanto i libri a cui sono ispirati, se non addirittura meglio. Secondo: il successo della resa non dipende necessariamente dalla fedeltà all’originale.  Si tratta di quella che Roman Jakobson avrebbe definito una traduzione “intersemiotica”, ovvero un passaggio da un linguaggio a un altro, che richiede aggiustamenti e riflessioni, spesso anche l’obbligo di discostarsi in maniera importante dal modello, per renderne una certa idea di fondo, uno spirito sottile. D’altronde già ai tempi del ginnasio ci veniva ripetuto, durante la versione di latino, che la traduzione letterale a un certo punto deve cedere il passo a quella “di gusto”, in grado di rendere lo stile dell’autore, coglierne la sostanza (che io sappia, nessuno di noi ci è mai riuscito: eravamo più esecutori che artisti). Così, nei film, non sempre quello che si cerca è l’adesione perfetta e assoluta al testo di riferimento. La traduzione non implica tradimento, se si rispetta l’essenza del modello, pur modificandone magari persino la trama. Il Canone inverso di Ricky Tognazzi ha davvero poco a che vedere con l’ipotesto di Paolo Maurensig, eppure convince, commuove, rimane impresso nella mente mentre del libro si dimenticano presto i dettagli.

mercoledì 15 agosto 2018

#RileggiamoConVoi - Cosa leggere a Ferragosto?

Buon Ferragosto!
Anche noi oggi ci concederemo la più classica delle pause, ma di certo non vi lasciamo senza letture! Abbiamo pensato di consigliarvi libri che si prestano molto bene alla giornata di oggi, per una pausa tra una grigliata e un cincin: oltre al link alle nostre recensioni e al consiglio, questa volta troverete anche una foto decisamente... mangereccia! 

A domani con nuove letture,
La Redazione

***

Alessandra consiglia: 
"Gli assalti alle panetterie" di Haruki Murakami (Einaudi)
Perché: è una lettura veloce e poco impegnativa, alleggerita dalle illustrazioni di Igort, ideale per i pomeriggi d'agosto che profumano di grigliata. Inoltre è sempre bello perdersi nelle frasi oniriche e nelle ambientazioni magiche dipinte dalle parole di Murakami, anche in pieno agosto.
A chi: cerca una lettura breve, originale, fuori dall'ordinario, senza dover necessariamente investire pazienza e concentrazione elevata per immergersi in un romanzo lungo. A chiunque piacciano le storie "straordinarie", dove per "straordinario" si intende una trama che va oltre la realtà e il possibile, senza mai sconfinare nella banalità di alcuni elementi tipici della fantascienza. A chi, anche in estate, sente la sete d'Oriente. 



"Solo bagaglio a mano" di Gabriele Romagnoli (Feltrinelli)
Perché: non esiste invito migliore se non quello ad essere più leggeri, sotto ogni punto di vista: dall'aspetto più pratico riguardante le valigie che ci portiamo dietro in viaggio, magari proprio durante le ferie d'agosto, all'aspetto più spirituale che vuole farci apprezzare l'essenzialità delle cose importanti, lasciando "a terra" tutte le pesantezze e le zavorre che a volte la nostra mente crea. E il sole è un autentico compagno fedele che consente a tutti di spiccare il volo, stando bene attenti però a non immedesimarsi in Icaro naturalmente. 
A chi: a tutti. Soprattutto a quelli che sentono addosso ancora il peso dell'inverno e della quotidiana quanto velenosa routine di tutti i giorni. A chiunque senta la necessità di un consiglio di un amico sincero, perché il titolo stesso del libro è un ottimo suggerimento da seguire.

martedì 14 agosto 2018

Gli oscuri collanti del cuore: "Lacci", di Domenico Starnone


                                                                       
    Lacci
    di Domenico Starnone
    Einaudi, 2014
    pp. 138
                                                                                                           
    € 12,00 (cartaceo)                                                                         
    € 6,99 (ebook)           

Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie. Lo so che questo una volta ti piaceva e adesso, all'improvviso, ti dà fastidio. Lo so che fai finta che non esisto e che non sono mai esistita perché non vuoi fare brutta figura con la gente molto colta che frequenti. Lo so che avere una vita ordinata, doverti ritirare a casa a ora di cena, dormire con me e non con chi ti pare, ti fa sentire cretino. Lo so che ti vergogni di dire: vedete, mi sono sposato l'11 ottobre del 1962, a ventidue anni; vedete, ho detto sí davanti al prete, in una chiesa del quartiere Stella, e l'ho fatto solo per amore, non dovevo mettere riparo a niente; vedete, ho delle responsabilità, e se non capite cosa significa avere delle responsabilità siete gente meschina. Lo so, lo so benissimo. Ma che tu lo voglia o no il dato di fatto è questo: io sono tua moglie e tu sei mio marito, siamo sposati da dodici anni - dodici anni a ottobre - e abbiamo due figli (p.5).
Con questo monologo, pregno di un dolore appuntito ma composto, si apre Lacci (recensito anche da Marco Caneschi), romanzo che Starnone dedica alla vicenda del tradimento e della successiva riconciliazione di una coppia, quella di Vanda e Aldo, e alle dirompenti forze che dapprima scuotono e poi ricompongono l’unità di una famiglia. Nel suo investigare la vita coniugale, Lacci si pone come ideale complemento di altre due precedenti opere di Starnone: Via Gemito (2000) e Autobiografia erotica di Aristide Gambia (2011). Tuttavia, tra queste permangono delle sostanziali differenze sia per i temi trattati, sia per i tempi di ambientazione. Infatti, mentre Via Gemito affronta il tema delle dinamiche famigliari nell’Italia post fascista così come queste vengono viste dagli occhi del figlio dei protagonisti, l’Autobiografia è più centrato sulla rappresentazione della sessualità e sulle trasformazioni subite dalla famiglia e dalla coppia nella seconda metà del secolo scorso.

lunedì 13 agosto 2018

Quel disperato bisogno d'amore (negato)

Eleanor Oliphant sta benissimo
di Gail Honeyman
Garzanti, 2018

pp. 344
€ 17,90 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Ha trent'anni, da nove anni fa la contabile in un'azienda di graphic design, occupa una scrivania come tanti altri. Non c'è niente di strano nella vita di Eleanor agli occhi dei suoi colleghi, se non quella brutta cicatrice che le deturpa una parte del viso. Ma loro ignorano tutte le cicatrici che Eleanor porta sotto i vestiti e soprattutto nel cuore: lei non lo dà a vedere, è la solita prevedibile, grigia, riservata se non asociale, anonima signorina Oliphant. Loro non sanno dei weekend ottenebrati dalla vodka, senza alcun programma o contatto sociale, non sanno neanche delle telefonate alla madre carcerata al mercoledì sera, puntuali nel portare frustrazione e delusione nel difficile equilibrio che Eleanor si è creata. Nessuno sa niente di lei, perché in fondo trincerarsi dietro l'anonimato è stato facile, dai tempi dell'incidente in poi. 
Eleanor si è concessa ben poco: ha dovuto imparare a cavarsela, passando da una famiglia affidataria a un'altra, senza sprecare l'occasione dell'università e del lavoro. Far valere i propri diritti è una parola, quando, come lei, si è convinti di non valere niente e di essere un rifiuto sociale. 

#PagineCritiche - Il pregiudizio universale: catalogo d'autore per imparare a pensare liberamente




Il pregiudizio universale
Un catalogo d'autore di pregiudizi e luoghi comuni
di Aa. Vv.
Laterza, 2016

pp. 393
€ 14 (cartaceo)



Nel 2016 Laterza pubblica per la prima volta Il pregiudizio universale. Il libro racchiude circa ottanta luoghi comuni, diffusissimi o insoliti, che vengono spiegati, e dunque demoliti, da un complesso di autori scelti tra intellettuali, giornalisti, economisti e personalità esperte nei vari settori. La prima cosa che si comprende attraverso questo libro, infatti, è che il pregiudizio è un’affezione trasversale: nessun settore della vita e del pensiero umani è esente dal contagio per una ragione semplicissima: i pre-giudizi, ovvero le idee preconcette che si assumono per valide senza un riscontro oggettivo, ci aiutano a semplificare la realtà, a ridurre la complessità del mondo e dunque a categorizzare e spiegare avvenimenti, persone e stranezze che incontriamo quotidianamente.

domenica 12 agosto 2018

"Eri già un artista": vita e opere di Michele Sapone, "il sarto di Picasso"

Il sarto di Picasso
di Luca Masia
Silvana Editoriale, 2012

pp. 319

€ 18 (brossura)


44.68–23.56.52–94.63.51–47: eccole qui, le misure di Pablo Picasso. Se mai vi venisse voglia di tagliare e cucire un abito che sarebbe andato a pennello a uno dei più grandi artisti del Novecento, avreste tutte le coordinate che vi occorrono. Difficilmente, però, sareste in grado di realizzare per lui – o meglio in suo ricordo – qualcosa che lo avrebbe accontentato come una delle creazioni di Michele Sapone, ovvero dell’uomo che, dall’inizio degli anni Cinquanta e fino alla morte del maestro, ne fu non solo il sarto di fiducia ma anche un amico intimo e uno squisito collezionista; un uomo partito dalla piccola Bellano, nella provincia campana, e approdato in cerca di fortuna a Nizza, in quella Costa Azzurra inondata di specialissima luce che già da tempo era residenza e crocevia per molti tra i principali pittori e scultori del modernismo. Luca Masia ha raccontato la storia di questo sodalizio nel libro Il sarto di Picasso, biografia romanzata di un autentico e sensibile homo faber e dei suoi incontri con personaggi straordinari.

sabato 11 agosto 2018

"Avrei voluto un’altra vita". Quando la parola apre porte altrimenti sbarrate

Sono anni che CriticaLetteraria segue con interesse le iniziative connesse al Premio Letterario Goliarda Sapienza (qui tutte le recensioni): le raccolte dei racconti che ne sono state tratte, i cortometraggi, il recente laboratorio di e-writing organizzato per i partecipanti, i continui e sempre nuovi tentativi di creare un dialogo tra la comunità che sta fuori e la comunità che sta dentro le mura carcerarie. Fattore comune a tutte queste iniziative è l’importanza attribuita alla parola come strumento di riscatto: nel raccontarsi (e nel leggere i racconti di altri) i detenuti hanno l’occasione di conoscersi meglio, di rielaborare il proprio vissuto, ma anche di accedere a realtà altre, di scoprire nuove dimensioni. La cultura adempie al suo compito primario: quello di formare la coscienza di individui e cittadini, di inserirli in maniera piena nel tessuto sociale – anche se, come in questo caso, partendo da un contesto più complesso, che richiede di colmare delle mancanze pregresse. 
Per comprendere meglio questo processo in atto, abbiamo deciso di contattare i vincitori dell’ultima edizione: in particolare, Eugenio Deidda, che con lo pseudonimo di Edmond (con cui fa riferimento esplicito al protagonista de Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas) ha ottenuto il primo premio grazie a “Sette pazzi”, ma che ha presentato anche un altro racconto ugualmente riuscito, in cui assume un inaspettato punto di vista femminile (“Non chiamatemi Guendalina”); Patrizia Durantini, autrice del racconto femminile più votato, “Ti ho ucciso”; e Salvatore Torre, alias “Arizona”, che ha concorso con due testi ( “Cose che capitano a Palermo” e “Allegoria di un’espiazione. Senza attenuanti”), qualificatisi ex aequo per il Premio Speciale Vatican News, assegnato tramite una votazione online da parte degli ascoltatori della radio. I tre intervistati sono stati lasciati liberi di rispondere alle domande nella misura in cui avessero preferito e le loro risposte sono state a tratti sorprendenti per ampiezza ed esaustività.

venerdì 10 agosto 2018

I ribelli della montagna

       

Alpi ribelli
di Enrico Camanni
Editori Laterza (Economica), 2018

pp. 237
€ 11 (cartaceo)



Che cosa accomuna Fra Dolcino e i No Tav? Reinhold Messner e Guido Rossa? Tina Merlin, i Valdesi, Tita Piaz e Alexander Langer? Semplice, il fatto di avere la montagna nel proprio Dna… montagna da vivere, da raccontare, da praticare, da difendere. Contro conformismi, sfruttamenti e cattive pratiche.

In questo bel libro, da poco uscito per l'edizione Economica di Laterza, Enrico Camanni delinea numerose figure di "ribelli" della montagna, personaggi che hanno rappresentato un modo diverso e, per l'appunto, "ribelle" di guardare ai territori montuosi. Contro il potere costituito, le convenzioni, la prona accettazione, le pratiche del turismo di massa, le modalità di sfruttamento scriteriate o non accuratamente pensate. E Camanni, il quale è uno che di montagna se ne intende (è lui stesso alpinista, oltre a essere un giornalista che di terre alte ha sempre parlato, nelle riviste che ha fondato e diretto, Alp e L'Alpe, sul quotidiano La Stampa e nei suoi numerosissimi libri) ci presenta persone e vicende con il ritmo della grande Storia.

Fiaba egiziana? No, tutto vero: "L'italiano più famoso del mondo" di Gaia Servadio


L'italiano più famoso del mondo
Vita e avventure di Giovanni Battista Belzoni
di Gaia Servadio
Bompiani, 2018

pp. 353
€ 16


Ci sono vite, nel corso ininterrotto della piccola come della grande Storia, che per intensità, vigore e numero di avventure trascorse, varrebbero come dieci, venti, forse trenta esistenze "normali". Questo è, sicuramente, il caso Giovanni Battista Belzoni, protagonista de L'italiano più famoso del mondo, monografia scritta in modo egregio da Gaia Servadio e pubblicato in una scintillante edizione a firma Bompiani. Va detto infatti subito, senza rischio di smentita, che la vita di Belzoni è stata, sotto tutti i punti di vista, eccezionale, e, appena si termina il libro, ci si chiede in maniera spontanea e sincera come un tale campione assoluto di "italianità" (qualsiasi cosa questa strana parola voglia dire) non sia ricordato in ogni istante dagli enti culturali del nostro Paese. Già perché Belzoni, per un lungo periodo, è stato, proprio come recita il titolo, l'italiano più famoso del mondo.

giovedì 9 agosto 2018

#CriticaNera - Il segreto di Palazzo Moresco: continuano le avventure del commissario Vittoria Troisi

Il segreto di Palazzo Moresco
di Irma Cantoni
DeA Planeta, 2018

pp. 347
€ 9,90 (cartaceo)
€ 4,99 (e-book)



Circa un anno fa Critica Letteraria intervistò per voi l'autrice de Il bosco di Mila, Irma Cantoni (questo il link), vincitrice del Premio Fai viaggiare la tua storia, che ritorna in libreria con Il segreto di Palazzo Moresco (libro/mania, 2018).
Protagonista de Il bosco di Mila era il commissario romano Vittoria Troisi, comparsa per la prima volta ne Il cartomante, e che ritroviamo ne Il segreto di Palazzo Moresco.

Il commissario è nuovamente nella città di Brescia, ed è rimasta in contatto con la piccola Mila Morlupo, ma stavolta è alle prese con l'omicidio di un ricco collezionista di opere d'arte, Lodovico Moro, che Vittoria ha avuto modo di conoscere durante una cena di gala e dal quale ha avuto subito un'impressione assai ambigua.
Quando Moro viene ritrovato morto all'interno del proprio palazzo il commissario, inizia la ricerca del colpevole, venendo a conoscenza delle oscure vicende e degli antichi rancori che costellano le vite dei membri della ricca famiglia bresciana dell'uomo.

S'ei piace, ei lice: "Pornage" di Barbara Costa

Pornage. Viaggio nei segreti e nelle ossessioni del sesso contemporaneo
di Barbara Costa

Il Saggiatore, 2018

pp. 307
€ 19,00

«Il porno vero non fa sconti a nessuno, fa tabula rasa di ogni maschera, protezione e barriera: solo in questo modo garantisce progresso e modernità. Il porno è felice e spudorata erotomania, è sentimento laico estraneo a ogni conformismo, non ha remore né paura di nulla, e non si ferma davanti a niente: trova sempre nuovi tabù da spezzare, nuove battaglie da vincere. Le combatte per noi pure se non vogliamo, le affronta anche a nostra insaputa. “We fuck together, we fight together” [...]»

Così la giornalista Barbara Costa nelle prime pagine del suo saggio Pornage, recentemente uscito per Il Saggiatore. Un viaggio veloce e intrigante nei meandri della pornografia ma anche dei diversi tipi di sessualità, con un focus particolare sulle ossessioni, le perversioni e le fantasie legate al sesso dell’epoca contemporanea.

Con l’avvento della tecnologia, strumento salvifico ma da saper padroneggiare, gli orizzonti della sessualità si sono potuti espandere fino a spalancarsi al riconoscimento di una molteplicità di orientamenti (da ritenersi superata la divisione soltanto fra etero e omo: sono più di settanta le identità sessuali riconosciute finora in sociologia) e di interessi, e alla vastità delle identità e degli interessi sessuali corrispondono molteplici strumenti per realizzarli. Proliferano le app di dating per mettere in contatto, ad esempio, feticisti della palestra (Gymder) e intellettuali (Sapio), donne che amano gli uomini con la barba (Bristlr) o persone alte (TallFriends), amanti della campagna e dei contadini (FarmersOnly) o del bacon (Sizzl). Proliferano i siti porno e le categorie al loro interno: Pornhub, la più grande piattaforma di video porno al mondo, ha ottanta milioni di visitatori giornalieri e i generi e sottogeneri del pornoweb sono oltre cinquanta.

mercoledì 8 agosto 2018

Della politica e altri tradimenti: "L'uomo in blu" nei palazzi del potere

L'uomo in blu
di Alessandro Mazzarelli
Elliot, 2018

pp. 185
€ 17,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Davvero qualcuno può credere che la politica non assomigli all'amore?

Amore e politica: ne L'uomo in blu, di Alessandro Mazzarelli, i due temi si incrociano continuamente. E non solo perché Valerio, protagonista del romanzo, intreccia la sua vita privata alle vicende come assistente di un deputato della Repubblica. Non è nemmeno perché il lavoro, l'assorbente occupazione di uomo semi-politico, influenza tutte le sue relazioni, interrompendo amicizie, mettendo in pausa fidanzamenti e tagliando cordoni ombelicali. Piuttosto perché per una certa politica, come per un certo amore, bisogna essere portati.
Conosciamo Valerio come un qualunque ragazzo tra i venti e i trent'anni, lusingato da un'inservibile laurea umanistica a pieni voti, che si barcamena nella vita un po' a casaccio, senza programmazione: vive con i suoi, si toglie qualche sfizio con le ripetizioni e frequenta Giulia senza troppa intenzione.
La maggior parte del suo tempo la spende da Giufà, con amici idealisti e sfaccendati come lui, a criticare a giorni alterni e con la stessa ingenua sfrontatezza la poesia moderna e la politica. Per lui gli uomini di Stato sono come alieni, visti al tg come in un film di fantascienza, tanto che il primo incontro con un deputato suscita in lui un misto di emozione e paura, dubbi e fascino.

Un romanzo come un (abbozzato) reportage di guerra: Pascal Manoukian sui jihadisti "di casa nostra"

Ciò che stringi nella mano destra ti appartiene
(Ce que tient ta man droite t’appartient)
di Pascal Manoukian
66th and 2nd, 2018

traduzione di Francesca Bononi

pp. 232
€ 16 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)


Nel 1929, lo scrittore ungherese Frigyes Karinthy ha elaborato la teoria delle “cinque strette di mano”, secondo cui ogni individuo sulla Terra è collegato a chiunque altro mediante una catena di conoscenze con altre cinque persone: un'ipotesi interessante, oggetto di approfondimenti successivi e di notevole attualità nell’era dei social network.

La teoria di Karinthy è il filo rosso che unisce i protagonisti, principali o secondari, di Ciò che stringi nella mano destra ti appartiene di Pascal Manoukian. Karim, giovane francese di origine algerina, vittima collaterale di un attentato terroristico, decide di infiltrarsi nelle fila dell’ISIS per contribuire, in qualche modo, alla lotta contro il Califfato e ai suoi tagliagole. Le procedure di arruolamento, possibili tramite la navigazione nel deep web, sono veloci e semplici quanto un banale acquisto online. Conclusa la fase di arruolamento, il giovane viene mandato in Siria, dove è testimone dei massacri operati da tutte le fazioni in conflitto e della condizione disperata delle vittime civili, che non hanno alcuna possibilità di sottrarsi alla carneficina operata sulla loro pelle e dalla quale nessuno dei protagonisti uscirà indenne.

martedì 7 agosto 2018

#PagineCritiche - Dall'affermarsi dell'empatia alla Dichiarazione universale dei diritti umani

La forza dell'empatia. Una storia dei diritti dell'uomo
di Lynn Hunt
Laterza Editori, 2018

1^ edizione originale: 2007
pp. 246
€ 18 (cartaceo)


Perché oggigiorno ci viene spontaneo provare orrore quando sentiamo di torture ancora praticate in alcuni Paesi? Perché deprechiamo le condizioni di schiavitù dei neri nelle piantagioni delle colonie? Sono passati anni da quando, nel 1948, è stata approvata la Dichiarazione universale dei diritti umani, ma il cammino che ci ha portati lì è lungo perlomeno centocinquant'anni ed è tutt'altro che lineare.
Nel saggio di Lynn Hunt, decisamente prezioso per la sua chiarezza oltre che per gli spunti d'approfondimento e la visione a trecentosessanta gradi, ci si avventura in questo viaggio che tocca il diritto, la politica, ma anche e soprattutto la società e l'etica

Il '68 nel cuore: "Rolling Star" di Paola Zannoner

Rolling Star. Come una stella che rotola
di Paola Zannoner
DeA, 2018

pp. 312
€ 16,00



È l'estate del 1968 e Massimo, diciassette anni, sta per partire per un viaggio che gli cambierà la vita. Tutto intorno a lui, più che sullo sfondo, vibra nell'aria una rivoluzione imminente, in alcuni "altrove" già in corso: c'è un'opposizione netta tra una "nuova" e una "vecchia" generazione, tra le leggi dei padri, vissute come stantie e superate, soffocanti e intollerabili, e i desideri dei figli, tra le istituzioni patriarcali ed educative che si sentono portatrici di valori superati e la necessità di nuovi insegnamenti, appresi direttamente dalla strada, dalla vita. Fin da subito il testo suggerisce questo conflitto attraverso le parole del narratore, in cui vengono messi in forte contrasto i pronomi di prima e seconda persona plurale: "voi", le "vostre" idee, contro "noi", la "nostra" libertà:
Io no, sono qualcosa che voi non siete mai stati. Appartengo a una nuova generazione nata nella pace, che non può seguire le vostre regole perché hanno seminato solo miseria e violenza. Voi avete diviso, noi invece ci uniamo. Noi stiamo ridisegnando il mondo. [...] Noi siamo un'onda poderosa, siamo fuoco che divampa, siamo rolling stones, pietre che rotolano e che nessuno può fermare. (pp. 10-11)
Per il suo viaggio, Massimo (che abbandonerà il suo nome "borghese" in favore di un più immediato Max) ha già scelto una compagna.