sabato 21 dicembre 2019

Il libro perfetto per il solstizio d'inverno? Quello che reinventa la stagione, a partire dal giardino

Giardini d’inverno.
Una stagione reinventata

di Cédric Pollet
traduzione di Ombretta Romei
L’ippocampo, 2017

pp. 224
€ 29,90 (cartaceo)



Troppo facile amare i giardini durante la primavera, l’estate e l’autunno: fatte le debite eccezioni – soggetti variamente allergici, pollici “neri” incalliti, sottoscriventi letterali di una poesia emblematica come I fiori di Aldo Palazzeschi – chi può resistere al richiamo vitale del verdeggiamento diffuso, della policromia dei boccioli novelli e profumati e del fascino malinconico del foliage? Più difficile, di contro, lasciarsi conquistare dai panorami invernali, perlomeno dalla versione consegnata all’immaginario collettivo dagli stereotipi da sussidiario dei terreni brulli e incolti e dei rami secchi e spogli. Le cose cambiano, però, se si ha la ventura di essere Cédric Pollet, avere una formazione da paesaggista e coltivare una passione preliminare per gli alberi e le loro cortecce al punto da decidere di dedicare loro la propria vita di fotografo botanico. Stando così le cose, non solo si faranno confluire queste predilezioni in un volume intermente dedicato alle scorze di tronchi e arbusti vari – Cortecce, viaggio nell’intimità degli alberi e del mondo, pubblicato da L’ippocampo nel 2012 – ma si vorranno omaggiare i mesi più freddi dell’anno con un lavoro nato per dimostrare quanta energia e quanta luce si celino in essi: il risultato, a quel punto, sarà un libro altrettanto incredibile come Giardini d’inverno, dato alle stampe ancora una volta dalla casa editrice milanese nel 2017.

Dopo una prima parte introduttiva che racconta l’origine della passione autoriale per la tipologia, e che ripercorre in breve la storia dei giardini d’inverno contestualizzandone la nascita relativamente recente e lo sviluppo in territorio europeo (soprattutto Inghilterra e Francia), il volume si articola in tre sezioni distinte: la prima, Quattro colpi di fulmine, è dedicata al “poker” di giardini che più hanno impressionato l’autore nel corso delle sue peregrinazioni (ovvero lo stagno di Launay, il Giardino del Bois Marquis, i Sir Harold Hillier Gardens e i Bressinghams Gardens); la seconda, Fonti di ispirazione, è invece una lunga e dinamica carrellata sui numerosi giardini visitati negli anni, ciascuno esaltato per le proprie distintive peculiarità; la terza, La tavolozza vegetale, offre invece al lettore una sorta di vademecum su come orientarsi nel caso in cui desiderasse dare vita a un proprio giardino d’inverno, motivo per cui Pollet inserisce schede più tecniche e consigli pratici circa la cura e la colorazione dello spazio esterno attraverso cortecce decorative, fioriture e fruttificazioni del periodo, piante architettoniche.

Betulle, aceri, cornioli, salici, rovi e bambù sono gli indiscussi protagonisti dell’apparato fotografico: un’alternanza di dettagli e campi lunghi e lunghissimi che restituiscono la piacevolezza di una passeggiata in luoghi di bellezza insospettabile, dove anche la neve, forte di luce propria e dei contrasti creati dal suo biancore, non nasconde bensì esalta la tavolozza circostante, mentre la nebbia perde ogni connotato di tristezza per sfumare tinte che sanno essere accese e violente come nei momenti più caldi dell’anno. E tuttavia, se è vero che quello di Cèdric Pollet è un libro che omaggia la natura in ogni pagina, il suo autore non è meno consapevole dell’importanza dell’apporto antropico per la perfetta riuscita di un giardino d’inverno. E non è un caso, dunque, che nei ringraziamenti finali ci sia una dedica speciale rivolta proprio agli artefici di questa autentica magia:
«un giardino è innanzitutto un giardiniere. Quel tripudio di variopinti fuochi d’artificio che tanto mi hanno emozionato, un inverno dopo l’altro, senza di loro non esisterebbe. Tutti questi uomini e donne appassionati e appassionanti, audaci e visionari, mi hanno aperto con generosità le porte del loro paradiso: li ringrazio dal profondo del cuore. Con quest’opera voglio rendere loro omaggio e offrire loro a mia volta emozioni intense e splendidi momenti d’evasione. Chissà, forse, grazie a questo libro riscopriranno il loro giardino attraverso gli occhi di un altro innamorato delle piante. Un pensiero particolare va a tre di loro, Christian Peyoron, Jean-Louis Dantec e Jérôme Gautier, che mi hanno ispirato e spalleggiato, contribuendo notevolmente al successo di questo progetto editoriale» (p. 224).
Giardini d’inverno è un libro che emoziona: ogni pagina porta con sé sorpresa, scoperta, incanto e meraviglia. Con una similitudine molto appropriata, si potrebbe dire che sfogliarlo equivale a una tonificante ventata di aria fresca e frizzante, di quelle che, proprio come fanno certi shock termici, mozzano il fiato e lasciano le bocche aperte per lo stupore. Ma si tratta, nondimeno, di un contributo concreto, tecnico, pratico, capace di soddisfare in uguale misura gli interessi di studiosi e professionisti di settore, di “pollici verdi” che non si arrendono alla dittatura del “floreale” a tutti i costi e di appassionati di viaggi alla ricerca di luoghi sempre nuovi da visitare che siano entusiasmanti anche dal punto di vista naturalistico (e difatti in coda al volume si trovano anche una Lista non esaustiva di vivai specializzati con sede in Francia e un elenco preciso dei Giardini che illustrano il libro tra Francia, Inghilterra, Scozia, Italia, Belgio e Stati Uniti). Quasi superfluo aggiungere che L’ippocampo ha deliziato i suoi lettori più fedeli con l’ennesima pubblicazione che testimonia amore e cura in ogni minimo dettaglio: non si poteva davvero fare di meglio per quella che, come da sottotitolo, resterà nella memoria del lettore come “una stagione reinventata”.

Cecilia Mariani


Visualizza questo post su Instagram

A un mese esatto dall'inizio dell'inverno è meglio godersi ancora le sfumature delle ultime foglie in caduta libera, perché presto ce ne saranno ben poche a scaldare il panorama. Meglio ancora se lo si fa in compagnia del confortante libro di un paesaggista e fotografo botanico come Cédric Pollet, che prepara lo sguardo alla stagione dalle temperature più rigide attraverso l'esplorazione di quei giardini che sono stati appositamente creati per sopravviverle tramite la scelta sapiente "di alberi dalle cortecce interessanti, di sempreverdi e di arbusti dai rami colorati, nonché di altre piante che fioriscono a dispetto del freddo". La recensione di Cecilia Mariani al volume pubblicato da L'ippocampo @ippocampoedizioni prossimamente sul nostro sito! 🌲🍁🍂🍃❄ #libro #book #instalibro #instabook #leggere #reading #igreads #bookstagram #bookworm #booklover #bookaddict #bookaholic #libridaleggere #librichepassione #libricheamo #criticaletteraria #recensione #review #recensire #recensireèmegliochecurare #cedricpollet #giardinidinverno #ippocampoedizioni #green #greenlife #giardino #garden #inverno #winter
Un post condiviso da CriticaLetteraria.org (@criticaletteraria) in data: