domenica 22 dicembre 2019

#CritiCOMICS - Gettare ponti tra passato e presente con i Feltrinelli Comics

Vlad. Il tempo del sacrificio
di Matteo Strukul e Andrea Mutti 
Feltrinelli Comics, 2019

pp. 64
€ 14,00




Mi sono trovata a leggere, di recente, alcuni graphic novel profondamente diversi tra loro (di uno, Nuvole nere, che trae spunto dall’inquietante realtà dei villaggi neonazisti, ho già parlato qui). Elemento comune a tutti è il marchio Feltrinelli Comics e uno spiccato interesse per la storia, con uno sguardo particolare al contemporaneo in un'ottica etica e sociale, o al passato se questo ha un impatto sul presente.

È uscito da poco, a tal proposito, il terzo volume della saga di Vlad, Il tempo del sacrificio. Già nei primi due episodi della saga (recensiti qui e qui) si poteva riconoscere nitido il tentativo degli autori di ricostruire la verità nascosta dietro il mito, indagando la complessità di una figura storica ambigua, demonizzata, eppure profondamente umana. Il voivoda di Valacchia veniva letto in una chiave profondamente moderna, come un uomo intimamente lacerato, che agiva nel nome del suo paese, ma anche di una violenta pulsionalità. Il suo dramma risultava quindi individuale e collettivo al tempo stesso e la sua tragedia, che Strukul e Mutti rappresentavano con intensità tanto nei testi quanto nelle immagini, finiva per ripercuotersi non solo su di lui, ma anche su chi gli stava accanto.
Questo aspetto appare ancora più evidente nel volume conclusivo della serie, dove la tensione drammatica raggiunge il suo culmine nel momento della sconfitta dell’eroe, che proprio nella resa, nel suo sacrificio orgoglioso, nella vendetta che promette al nemico traditore, finisce per rivelare la sua grandezza. La storia di Vlad, nell’avvincerci come un romanzo, ci consente al tempo stesso di riflettere sui delicati rapporti tra Oriente e Occidente, sul concetto di Europa e sulla labilità dei suoi confini, sulle vie traverse con cui la storia incide sulla letteratura e la letteratura è in grado di plasmare la memoria storica, a tratti anche di sostituirla con una versione differente e più mainstream. Risulta interessante, in merito a questo, il modo in cui Strukul e Mutti tematizzano nel loro affresco storico gli elementi fondanti del mito letterario di Dracula (il castello transilvano, i pipistrelli, la sete di sangue...).

L’ora X. Una storia di Lotta Continua
di Erri De Luca, Paolo Castaldi
e Cosimo Damiano Damato
Feltrinelli Comics 2019

pp. 112
€ 16,00
Ci riporta invece a un’epoca completamente diversa, a un modo differente di rappresentare graficamente i fatti storici, L’ora X, firmata da Erri De Luca, Paolo Castaldi e Cosimo Damiano Damato. Se Strukul e Mutti cercavano l’effetto, il colpo di scena, anche attraverso un cromatismo vivido e intenso, questo volume, con la malinconia inquieta dei suoi acquarelli e il dilagare delle sue sfumature di grigio, ci catapulta alle soglie degli anni di Piombo. Il sottotitolo ci spiega fin da subito che si tratta di “una storia di Lotta Continua”, ed è fondamentale tale premessa per una piena comprensione degli eventi. Lo scritto, seppur autoconclusivo, richiede qualche precognizione sul periodo storico, sulla storia della formazione politica così come del quotidiano omonimo che ne ha accompagnato la crescita. Non basta, per valorizzare il fumetto, seguire le storie di Sebastiano e Sara, due giovani innamorati che si impegnano attivamente per difendere e diffondere i propri ideali, mentre la classe operaia di Taranto (e non solo) combatte contro gli abusi e i soprusi dello stabilimento siderurgico Italsider. Anche in questo caso, la narrazione getta ponti sul presente a noi più vicino (stavolta espliciti, portandoci fuori dai cancelli dell’Ilva, di fronte a schiere di manifestanti).

Nel leggere in un breve lasso di tempo Vlad e L’ora X, mi sono trovata a constatare nuovamente le infinite potenzialità dei graphic novels come veicolo di informazione e di conoscenza relativo a fatti storici poco noti. Non è certo una novità la riscrittura a fumetti di eventi significativi (si pensi solo a quei capolavori che sono Maus e Persepolis, ma anche il Kobane Calling di Zerocalcare), è interessante però la scelta di Feltrinelli Comics di investire in questa direzione, promuovendo anche testi dedicati ad argomenti meno conosciuti, ma degni di interesse per le loro implicazioni etiche o sociali.

Per il lettore il fumetto diventa sempre meno un luogo di puro intrattenimento, e sempre più un’occasione di scoperta e di indagine, un trampolino verso approfondimenti che da un lato risultano necessari per un pieno apprezzamento del prodotto grafico ed editoriale, dall’altro danno soddisfazione in quanto veicoli di una più piena cognizione.

Carolina Pernigo



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Cos’hanno in comune questi due graphic novel, a parte il marchio #feltrinellicomics? Una profonda passione per la storia, passata e presente, vista come una chiave per interpretare la contemporaneità. @quinquilia ha letto i due volumi a breve distanza l’uno dall’altro, ed è rimasta colpita, al di là delle differenze, da una visione di fondo che ha una base etica condivisa. Nel suo #criticomics di oggi ci propone quindi una rilettura delle due storie (quelle di Vlad, voivoda di Valacchia che ha dato origine al mito di Dracula, e quella del movimento di Lotta Continua alle soglie degli anni ‘70) cercando un filo conduttore. Se siete curiosi, trovate la recensione sul sito! #instabook #instalibro #bookstagram #bookoftheday #bookish #igreads #igbooks #readingnow #newbook #bookaddict #booklover #cover #errideluca #matteostrukul #andreamutti #bookcover #inlettura #cosebelle @lafeltrinelli
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