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Curie, Chanel, Piaf, Germain, Héburterne: una schiera di parigine sulle barricate della Storia. La raccolta di racconti "Parigine ribelli"

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Parigine ribelli racconti


Parigine ribelli
di AA. VV., a cura di Elena Rossi
Neos edizioni, novembre 2025
 
pp. 232
€ 20,00 (cartaceo)

Donne note o dimenticate, o anche sconosciute, che con la loro vita e le loro scelte hanno dimostrato autonomia di pensiero e di azione, pagando a volte un prezzo molto elevato in cambio della propria indipendenza. Donne che, con gesti piccoli o clamorosi, hanno scosso convenzioni, sfidato pregiudizi, infranto stereotipi, oltrepassato confini invisibili e aperto sentieri nuovi. (p. 7)

Trenta autrici e autori italiani hanno composto un catalogo di parigine che, nel corso dei secoli, hanno segnato la Storia. Con brevi racconti che prendono spunto da specifici momenti della vita di queste donne straordinarie, mescolandoli a ricordi personali e più ampie ricostruzioni storiche, Parigine ribelli dà voce a figure note – Chanel, Piaf, Curie, solo per citare una triade famosa – ad altre meno note e alcune, almeno per me, del tutto sconosciute fino a questo momento. Questa raccolta di racconti brevi si inserisce nel filone delle donne ribelli di varie città: già all'attivo ci sono le Torinesi, le Genovesi, le Veneziane e con le Parigine si fa il primo salto in terra d'oltralpe scegliendo però autori e autrici italiane che hanno forti legami con la Francia, vuoi per lavoro, vuoi per scelte di vita personali, vuoi per la famiglia. 

Le miscellanee di racconti sono come una compilation musicale: ritmi e stili diversi concorrono alla realizzazione del progetto, con pezzi più e pezzi meno riusciti, e sono individuabili delle linee guida. Le Parigine di questa raccolta, quale che sia la loro epoca di appartenenza, ci accompagnano nelle vite di donne che hanno scritto il loro nome nella storia solo a patto di sotterfugi, rischi, prigionia e ostracismo
Il sotterfugio più comune è quello di fingersi uomo per poter avere l'attenzione e il rispetto dei propri pari. È il caso di Sophie Germain, figura che ha ispirato il racconto I libri vietati di Elisabetta Rava Granozio. Sophie Germain fu studiosa di filosofia e matematica nella Francia del Terrore e solo firmandosi come Monsieur Le Blanc poté intrattenere una fitta corrispondenza con Joseph-Louise Lagrange e Carl Gauss. I due matematici, quando scoprirono la vera identità di M. Le Blanc, continuarono il rapporto di stima e scambio intellettuale, ma di certo questo non sarebbe mai nato se la studiosa non avesse utilizzato lo stratagemma. 
Lo stesso vale per Jeanne Barret, figura che ha ispirato il racconto Tout est dans le nom di Patrizia D'Antonio e Raffaella Gambardella. Dimenticata per lungo tempo, questa avventurosa botanica si finse uomo per potersi imbarcare in una spedizione di circumnavigazione del globo che partì nel 1766. Spacciandosi per valletto del medico-botanico Philibert Commerson, studiò e catalogò specie botaniche: il riconoscimento è arrivato nel 2012, quando le fu dedicata la Solanum baretiae, una solanacea dalle sfumature lilla che cresce in America Latina.
I rischi, per le donne che desiderano affermare il proprio pensiero e la propria autonomia e libertà d'azione, non mancano mai, in nessuna epoca. I rischi, se si ha fortuna, possono esprimersi in pettegolezzo velenoso e accuse di scandalo come avviene per Berthe Morisot, figura che ha ispirato il racconto Il giorno più bello di Berthe di Franca Rizzi Martini: Morisot, pittrice tra le fondatrici dell'Impressionismo, non può avere una sua mostra personale.

Vedo i grandi cappelli delle signore dondolare in segno di disapprovazione intorno al mio vecchio maestro. Perché non si dedica alla casa e alla famiglia come noi? Che cosa le è saltato in testa di intraprendere una professione da uomo? Questi tempi moderni ci porteranno allo sfacelo. (p. 81)

Se si ha meno fortuna, affermare sé stessa può voler dire essere abbandonate dalla famiglia. È il caso di Jeanne Hébuterne, protagonista del racconto Io non sono un fiore di Giovanna Troisi Spagnoli. Hébuterne, pittrice e compagna e modella di Modigliani, si vide rifiutata dalla famiglia a causa della relazione con il pittore: la giovane donna si suicidò, incinta al nono mese del secondo figlio, pochi giorni dopo la morte del compagno.
Se si è ancora meno fortunate, i rischi possono essere di violenza che si moltiplica quando si mescola l'attivismo politico e ogni forma di resistenza. Perché essere donna prevede una resistenza costante, un avanzare tra i ghiacci per poter creare nuovi percorsi e gli aiuti dall'esterno sono sempre troppo pochi, troppo deboli. 
Queste parigine parlano a donne di altre epoche. È il caso di Simone de Beauvoir, che ha influenzato la vita e le sue scelte per Chiara Mezzalama, autrice del racconto a lei dedicato, Simone. O Simone Veil, che porta l'autrice Vittoria Rampollo di Tindaro in un sogno in cui le racconta le grandi imprese e conquiste, lei ministra della Salute e prima donna Presidente al Parlamento Europeo.

Dal XIV secolo ai giorni nostri, ogni racconto si completa con una breve biografia della figura trattata nel racconto. Dal punto di vista più strettamente letterario, i racconti – complice anche la giovane età di alcuni autori e autrici e, per alcuni di loro, il fatto di essere alla prima esperienza narrativa – non esplorano soluzioni narrative particolari. Con poche eccezioni, sono usati gli espedienti della lettera, dell'intervista, del racconto a un'altra persona, del ricordo in prima persona della protagonista: tecniche messe al servizio della necessità di fare una panoramica della vita della parigina tanto che viene da chiedersi se, forse, la scelta di una forma di biografia divulgativa – come nel caso del racconto ispirato a Kiki de Montparnasse Pappagalli, gazzelle e violini di Gaspare Dori – non sarebbe stata la scelta più funzionale. 
Da segnalare la collaborazione con l'Università di Torino, che ha ospitato il progetto della casa editrice per la realizzazione anche di un apparato iconografico e altri racconti non inseriti nel cartaceo che sono fruibili tramite il QR code alla fine del volume.

Per tornare all'idea della compilation, Parigine ribelli si legge con la curiosità di scoprire nuove tracce e melodie, pezzi di cultura che, se non si fa un lavoro di recupero e memoria, rischiano di perdersi. Una pubblicazione che riporta in alto nomi di donne che, da adesso in poi, non rischieranno più di essere soffocate dal peso della Storia scritta dagli uomini.

Giulia Pretta