martedì 22 agosto 2017

Alle origini del Califfato: La mezzaluna e la svastica di David G. Dalin, John F. Rothmann

La mezzaluna e la svastica. I segreti dell'alleanza tra il nazismo e l’Islām radicale 
di David G. Dalin e John F. Rothmann
Edizioni Lindau

€ 25


Partiamo da un presupposto: pubblicare libri difficili o scomodi, per plurime ragioni, è sempre un dato di coraggio a cui plaudire senza se e senza, specie nel mercato editoriale odierno che si muove più per certezze e "reboot" vari che per arditezza e novità. Ecco perché bisogna essere grati a Edizioni Lindau per aver dato alle stampe questo La mezzaluna e la svastica. I segreti dell'alleanza tra il nazismo e l’Islām radicale  di David G. Dalin e John F. Rothmann. Come si evince dal titolo questo non è affatto un volume facile tanto che, piccola pillola personale, già solo consultarlo in treno, fa guadagnare una serie di occhiate perplesse e preoccupate da parte di tutti i passeggeri. Ma detto questo La mezzaluna e la svastica, seppur con qualche lacuna, è un testo di notevole interesse, soprattutto perché svela e fa chiarezza su una parte della Storia contemporanea davvero molto poco conosciuta. 

lunedì 21 agosto 2017

#ilSalotto: Giulia Caminito, tra memoria del colonialismo italiano e memoria personale

La grande A
di Giulia Caminito
Giunti, 2016 

pp. 288
€ 14,00 (cartaceo)
€ 1,99 (ebook)


Negli ultimi anni l’interesse degli autori italiani per le tematiche connesse a colonialismo e postcolonialismo è sempre maggiore. Ai titoli di Igiaba Scego, Cristina Ubah Ali Farah, Gabriella Ghermandi (per fare qualche nome di scrittori – in realtà quasi sempre scrittrici - nati nelle ex-colonie italiane in Africa, o comunque culturalmente legati a quei territori) e a quelli di Carlo Lucarelli, Wu Ming, Nicola Labanca (per fare qualche nome di scrittori che invece non lo sono) si sono aggiunti tra il 2016 e il 2017 almeno altri due libri, che sono anche due opere prime: I Fantasmi dell’Impero di Marco Consentino, Domenico Dodaro e Luigi Panella (Sellerio, 2017), e La Grande A di Giulia Caminito, edito da Giunti. Il primo è un romanzo di denuncia vero e proprio, in cui la ricostruzione storica è il vero epicentro della trama. Nel secondo, invece, gli eventi storici sono il contesto (imprescindibile ma non protagonista) della storia di una giovane donna, Giada, alle prese con una madre con molta personalità, un marito con molta poca e un figlio da crescere.

La terra promessa? A pochi passi dall'imperfetta perfezione, e a nessuno dall'addio

Terre promesse
di Milena Agus
Nottetempo, 2017

pp. 201
€ 15,50 (cartaceo)


«Ma come si fa a vivere in un posto come questo?»

Certo che magari, “un dì, se non andassero sempre fuggendo di gente in gente”, i protagonisti di Terre promesse potrebbero aspirare al raggiungimento della felicità. Invece fanno fatica, anche perché il poeta “padrino” di questo ultimo romanzo di Milena Agus appena edito da Nottetempo non è Ugo Foscolo, bensì – con tutto ciò che filosoficamente ne consegue – Giacomo Leopardi. Dunque, genericamente e, per l’appunto, leopardianamente, sono tutti egualmente condannati dalla propria umanissima natura alla pena di un desiderio inesaudibile e perpetuo. Per citare un altro scrittore ancora, ma stavolta sardo, lo specifico del loro dramma – il dramma di Ester, poi di sua figlia Felicita e poi di suo nipote Gregorio (figlio di Felicita) – è che vanno cercando pane migliore di quello di grano, senza rendersi conto di averlo già sulla propria mensa (salvo poi stupirsi o annichilirsi al cospetto di epifanie tardive e atroci delusioni). E la cercano per un intero secolo, questa manna miracolosa e risolutiva: dall’immediato secondo dopoguerra agli anni clou del boom economico, da quelli delle rivoluzioni culturali e politiche a quelli ancora successivi dell’imborghesimento generale e della presupposta ricchezza comune. Lo cercano immaginando mete e varcando mari, migrando dalla Sardegna più arretrata verso le avanguardistiche Genova e Milano, tornando poi a Cagliari e infine lasciando l’Europa direttamente per l’America, per quegli Stati Uniti in cui ogni uomo è homo faber, specialmente a New York, la metropoli-Eldorado per antonomasia. Avranno fatto bene? Avrebbero potuto fare altrimenti?

domenica 20 agosto 2017

Giuseppe Pontiggia, "Dentro la sera. Conversazioni sullo scrivere"

Dentro la sera
Conversazioni sullo scrivere
di Giuseppe Pontiggia
Belleville Editore, 2016

pp. 309
€ 21 (cartaceo con CD audio)




Dentro la sera è la trascrizione di un ciclo di venticinque trasmissioni radiofoniche, sul tema dello scrivere, che Giuseppe Pontiggia tenne nella primavera del 1994; venticinque "conversazioni", puntualmente riportate in questo libro prezioso, in cui Pontiggia illustra, con toni semplici e diretti, mai dottorali o didascalici, l'attività di scrittore, partendo dalla sua esperienza personale per poi ampliare il discorso verso una prospettiva più ampia e generale.

Il testo è ricchissimo di esempi e di citazioni sempre perfettamente organiche al contenuto, non c'è mai il peso dell'autoreferenzialità presente in altri autori preoccupati di citare solo se stessi; al contrario, Pontiggia richiama brani, particolari tecnici e concetti da Omero fino a Hemingway, Joyce, Stendhal, Dostoevskij, Gadda, Contini e a tantissimi altri; non solo scrittori ma anche filosofi, artisti, psicanalisti: uno per tutti Freud, che Pontiggia considera anche uno straodinario scrittore (e che non è il caso di definire psicanalista in quanto della psicanalisi fu il padre, lo stesso Pontiggia precisa).

#PilloleDiAutore - Sete di verismo

Novelle rusticane
Giovanni Verga
Simplicissimus Book Farm, 2011

0,00 (e-book)
4,96 (cartaceo)

Quando uno è fatto così, vuol dire che è fatto per la roba.
Ed anche la roba era fatta per lui, che pareva ci avesse la calamita, perché la roba vuol stare con chi sa tenerla, e non la sciupa come quel barone che prima era stato il padrone di Mazzarò, e l'aveva raccolto per carità nudo e crudo ne' suoi campi, ed era stato il padrone di tutti quei prati, e di tutti quei boschi, e di tutte quelle vigne e tutti quegli armenti, che quando veniva nelle sue terre a cavallo coi campieri dietro, pareva il re, e gli preparavano anche l'alloggio e il pranzo, al minchione, sicché ognuno sapeva l'ora e il momento in cui doveva arrivare, e non si faceva sorprendere colle mani nel sacco. - Costui vuol essere rubato per forza! diceva Mazzarò, e schiattava dalle risa quando il barone gli dava dei calci nel di dietro, e si fregava la schiena colle mani, borbottando: "Chi è minchione se ne stia a casa", - "la roba non è di chi l'ha, ma di chi la sa fare".

Dodici novelle pregne di verismo e a tratti pessimismo, come vuole la migliore produzione di Giovanni Verga. Una full immersion nella Sicilia della fine dell'Ottocento dove non filtra alcuna luce di speranza. Parola chiave delle dodici novelle è “la roba”, ossia la terra, un bene materiale che plasma le vite e la qualità di esse a seconda di quanto si possiede. La prima novella ad esempio riguarda un prete divenuto tale soltanto per affrancarsi dalla povertà della famiglia d'origine e guarda, una volta divenuto Reverendo, con miseria la condizione dei suoi fratelli e delle sue sorelle. Tutti in paese sono al corrente che l'uomo non abbia mai sentito “la chiamata” e spesso le comari cadono in errore parlando male di lui, salvo poi andare a confessare all'uomo stesso i loro peccati di lingua.

sabato 19 agosto 2017

#PagineCritiche - Etica dell'erotica. Il labirinto degli antichi per Roberto Luca

Labirinti dell'Eros. Da Omero a Platone
di Roberto Luca
Marsilio, 2017 (prima ed.)

pp. 242
€ 23,00


Sia d’esordio una citazione al terzo dei saggi sulla Storia della Sessualità, La cura di sé, a firma di Michel Foucault, le cui analisi risultano per ogni epoca, dove non completamente esaustive, almeno illuminate.
Conviene invece distinguere tre cose: l'atteggiamento individualistico [...], la valorizzazione della vita privata, vale a dire l'importanza riconosciuta ai rapporti familiari, alle forme dell'attività domestica [...]; infine, l'intensità dei rapporti con sè.
Proprio il testo foucaultiano può essere d’aiuto per tenere insieme la cultura dei contemporanei insieme con quella degli antichi. Nell’indagine che prende quale principio l’opera onirotica (scienza dell'intepretazione dei sogni) del greco Artemidoro e la eleva a interlocutrice dell’analisi d’un soggetto che abbia di sè cura e cultura, si delineano, neppure troppo acquattate, le direttrici per un’indagine sull'etica e sulla morale. Ancora in Foucault può esser letto il proposito di una storia della questione sessuale che si privi della pur interessante analisi sulla contingenza dell’amplesso e preferisca indagarne le costituzioni sociali dentro l’ordine del discorso sociale. Dispiace per il lettore poco avveduto nella lettura delle quarte di copertina.

#CriticaNera - Ombre dal passato: "Le bambine dimenticate" di Sara Blædel

Le bambine dimenticate
di Sara Blædel
Fazi, 2017

pp. 288

€  6,99 (ebook)

Titolo originale: De Glemte Piger (2011)

Traduzione di Alessandro Storti


Le bambine dimenticate è un avvincente thriller di ambientazione scandinava, composto dall'apprezzata autrice danese Sara Blædel, ancora relativamente poco conosciuta in Italia (tra i suoi molti romanzi è stato tradotto solo Mai più libera, sempre da Fazi, nel 2012). Presentato in molte recensioni come il primo libro di una trilogia, questo volume è in realtà il settimo episodio di una fortunata serie che ha come protagonista la volitiva detective Louise Rick e che ha riscosso in patria grandissimo successo. Si può quindi avere l'impressione, leggendolo, che manchi qualche tassello riguardante i trascorsi della protagonista, i fantasmi che la angosciano, il rapporto conflittuale con un passato che tende a riemergere. La scrittrice è tuttavia abile nel far emergere dall'intreccio le informazioni determinanti, nel far combaciare i pezzi del puzzle, creando una trama che bilancia bene i piani dell'indagine a quelli della vita privata dei personaggi.

venerdì 18 agosto 2017

La storia antica è sempre attuale: Assiria. La preistoria dell'imperialismo di Mario Liverani

Assiria. La preistoria dell'imperialismo
di Mario Liverani
Editori Laterza, 2017
383 pp.
€ 22

Diciamolo pure in modo chiaro: chi di voi, a parte docenti universitari e/o addetti ai lavori, si sarebbe mai e poi mai sognato che un libro rigidamente incentrato sulla Storia Antica, segnatamente del Vicino Oriente Antico, risultasse tanto contemporaneo ed anche utile per capire il tempo presente? Il merito di questa sorte di prodigio è interamente ascrivibile a Mario Liverani che in Assiria. La preistoria dell'imperialismo, uscito per Editori Laterza, riesce a realizzare un libro interessante, abbastanza pop da essere alla portata di tutti e al contempo molto rigoroso e nella selezione delle fonti e nella citazione degli storici sia antichi che contemporanei. Ne viene fuori un discorso coeso e omogeneo che cattura il lettore in una narrazione pure con notevoli picchi stilistici. Già, Assiria è già di diritto uno dei grandi saggi storici di quest'anno.

Quando il sole splende a Mezzogiorno. Al Sud cambiare si può

A me piace il Sud
di Alessandro Cannavale e Andrea Leccese
Armando Editore

pp. 127
€ 12.00

Si parla di questione meridionale e si pensa immediatamente a figure gigantesche nel campo della storiografia, da Pasquale Villari a Benedetto Croce, da Gaetano Salvemini ad Antonio Gramsci. O, più recentemente, da Rosario Romeo a Paolo Sylos Labini.
Il fatto che esista tuttora un divario economico, occupazionale e infrastrutturale tra Nord e Sud del Paese è inconfutabile. Come d'altra parte evidenti sono gli importanti passi in avanti compiuti dal nostro Mezzogiorno. E allora, ha ancora senso parlare di «questione meridionale» al giorno d'oggi? E in quali termini? Il libro A me piace il Sud è la risposta che hanno cercato di dare due giovani studiosi. Meridionali ed esperti di Meridione. L'uno, Alessandro Cannavale, ingegnere e ricercatore universitario, da vari anni, attraverso un blog collegato a ilfattoquotidiano.it, si occupa anche di percezione del Mezzogiorno (sfatando i troppi luoghi comuni che circolano sul Sud d'Italia). L'altro, Andrea Leccese, scrittore di materie civili, esperto di mafie, nel 2009 ha vinto il Premio nazionale Paolo Borsellino. La risposta dei due autori è sì, perché
la questione meridionale è, oggi più che mai, questione nazionale.

giovedì 17 agosto 2017

In viaggio, senza arrendersi al tempo che passa

Romanzo per signora
di Piersandro Pallavicini
Feltrinelli, 2013

pp. 267
€ 9 (cartaceo - Economica Feltrinelli)




Sul retro del romanzo, una delle migliori sinossi lette negli ultimi anni. Sarà che l'ha scritta l'autore, che non si è lasciato ingannare dal caratterino decisamente particolare dei suoi personaggi, ma è riuscito a mantenere la giusta obiettività per raccontare il suo romanzo. Esordisce così: 
«Ho preso dalla provincia lombarda cinque anziani signori - due coppie e un vedovo, tutti afflitti da malanni più o meno disastrosi - e li ho portati in vacanza a Nizza. In Jaguar. In un hotel a quattro stelle, con in mano un elenco di ristoranti lussuosi e in tasca un'American Express a credito illimitato». 

A bocca chiusa non si vedono i pensieri. Nel mondo di Ginny: l'autismo non è un ostacolo alle emozioni

A bocca chiusa non si vedono i pensieri
di Benjamin Ludwig
HarperCollins, 2017

Traduzione di Claudia Lionetti
pp. 429

18 euro

A bocca chiusa non si vedono i pensieri è il primo romanzo di Benjamin Ludwig, insegnante di letteratura e scrittura creativa nel New Hampshire.
Nella sua prima prova narrativa, Ludwig si è cimentato con un tema e una forma stilistica assolutamente innovative: si tratta infatti di un romanzo scritto in prima persona, dove l’io narrante è Ginny, quattordicenne dal passato travagliato, fatto di abusi, violenze e trascuratezza, adottata da qualche tempo da una nuova famiglia. Come se non bastasse il già pesante fardello che la ragazzina si porta appresso, Ginny è anche autistica, una condizione esistenziale (non una malattia) che le fa guardare il mondo da una prospettiva differente rispetto a quella da tutti considerata “normale” e “giusta”.

mercoledì 16 agosto 2017

#CritiComics - I "tesori" della nuova collana Bao Publishing dedicata ai titoli cinesi

Reverie,
di Gholo Zao
Traduzione di Elisabetta Bellizio
Bao Publishing, 2017

€ 19,00
pp. 232


I racconti dei vicoletti,
di Nie Jun
Traduzione (dal francese) di Francesco Savino
 Bao Publishing, 2017

Cartonato, €18,00
pp. 128


Băo 宝 in cinese si può tradurre letteralmente con tesoro e in effetti in più di un’occasione (per la verità tutte tranne qualche rara eccezione di mediocrità) la Bao Publishing ha consegnato al pubblico di appassionati lettori di fumetti tesori di bellezza grafica e narrativa di ineguagliabile valore, a dimostrazione dello stato di buona salute del mondo della nona arte italiana. Ma non solo, in quanto da tempo ha inserito in catalogo titoli stranieri, continuando, dallo scorso giugno, il progetto di crescita con una nuova collana di titoli di autori cinesi contemporanei. Una scelta in linea con l’originalità espressa spesso dalla casa editrice milanese, puntando sulla qualità di testi dai messaggi profondi e dalle qualità artistiche innovative pur nel rispetto di una tradizione di qualità elevata. I primi due titoli della collana sono Reverie di Gholo Zao e I racconti dei vicoletti di Nie Jun che pur apparendo completamente diversi dal punto di vista estetico e a una prima lettura contenutistica, sono caratterizzati da un comune denominatore, figlio probabilmente della sensibilità orientale così diversa dall nostra e che rende così affascinanti i testi di questa cultura lontana.

Noia e squallore tra "Gli Indifferenti"

Gli indifferenti
di Alberto Moravia
Bompiani, 2016

pp. 324

9,35 (cartaceo)
6,99 (e-book)


Gli indifferenti sono in tutto cinque: Mariagrazia, Leo, Carla, Michele e Lisa. Gli ambienti descritti sono pochi, claustrofobici, scarni, limitati e limitanti, spesso chiusi come stanze da letto o salotti, poche e rare volte i protagonisti si ritrovano in strada. Eppure Mariagrazia, vedova e madre di Carla e di Michele, amica di Lisa e infine, amante di Leo, vive in una villa circondata da un parco. La borghesia media, pratica di feste e di inviti, di riunioni in salotto e di feste da ballo, presto rischierà di non vedere più Mariagrazia e la sua famiglia Ardengo, vittima di un crollo finanziario, costretta di lì a poco a vendere la villa: a basso prezzo se la donna l'affida all'amante Leo Merumeci, uno tra i più meschini dei personaggi, il quale potrà trarre grossi vantaggi a discapito degli Ardengo per ingenuità (o esplicitamente stupidità) di Mariagrazia, accecata di amore e di gelosia per quest'uomo; ad un prezzo onesto se la donna darà retta a suo figlio Michele, mettendo la casa all'asta e riuscendo a ricavare qualche soldo anche per campare successivamente. Questo crollo finanziario, l'angoscia di Mariagrazia di perdere la villa è il fulcro della prima parte del romanzo. Mariagrazia è preoccupata, è ossessionata dal pensiero di perdere tutti i privilegi avuti sino a quel momento facendo parte della borghesia, mentre i suoi figli sono pedantemente annoiati, privi di iniziativa, privi di qualsiasi stimolo degno di un qualsiasi ventenne al loro posto.

martedì 15 agosto 2017

#CriticARTe - L'arte di Takashi Murakami in mostra a Capri

Takashi Murakami, definito da Time il più influente rappresentante della cultura nipponica, sbarca a Capri




La galleria Andrea Ingenito Contemporary Art ospita la mostra “Murakami. Jap Pop in Capri” dell’artista giapponese, definito da Time nel 2008 il più influente rappresentante della cultura nipponica, nonché una delle 100 persone più influenti del pianeta.
La Pop Art rimane dunque protagonista alla galleria AICA che, dopo il successo ottenuto nel 2016 con la mostra “Andy Warhol. Summer Pop Capri”, quest’anno sceglie di puntare su Murakami.

Venti serigrafie circa raccontano il percorso creativo di Takashi Murakami, artista eclettico, le cui creazioni non sono destinate unicamente a Musei o Gallerie, ma entrano anche nel campo della moda e del marketing; numerose le collaborazioni di spicco con noti personaggi del jet set internazionale: nel 2003, con lo stilista Marc Jacobs disegna per Louis Vuitton la borsa Cherry Blossom; nel 2007 ha realizzato la copertina dell’album Graduation di Kanye West, citata come una delle cinque migliori del 2007 da Rolling Stone; nel 2008 lavora con Pharrel Williams all’opera The Simple Things; nel 2009 cura la produzione di un video musicale con Kirsten Dunst. Takashi Murakami si fa autorevole portavoce di una fusione artistica tra la pittura giapponese tradizionale e la cultura pop dei manga, compenetrandoli al fenomeno Otaku – il mito tutto nipponico dell’adolescenza – e la sua personale estetica Superflat. 


Completa e contestualizza la mostra un nucleo di opere di giovani esponenti del pop giapponese il cui stile si ispira a quello del maestro nipponico.



#SpecialeFerragosto - Estate: ipse dixit



Buon Ferragosto! 
Quanti di voi si dedicheranno a una lettura dopo la classica grigliata con gli amici e la famiglia? Noi abbiamo pensato di regalarvi le citazioni sull'estate che ci hanno conquistato quest'anno, raccontandovi che cosa rappresenta per noi la stagione forse più amata da tutti, a dispetto o a causa delle alte temperature! 

Buona lettura, oggi e sempre! 
La redazione

***

lunedì 14 agosto 2017

Sempre diffidare di loro: le donne, votate al peccato per la loro debolezza intrinseca. Una lettura della figura femminile nel Medioevo.

I peccati delle donne nel Medioevo
di Georges Duby
"Economica" Laterza, 2015

1^ edizione originale: 1996
Traduzione di Giorgia Viano Marogna

pp. 150
€ 9 (cartaceo)


Oggetto di perdizione, prova del demonio sulla Terra, debole per la sua stessa natura volta alle passioni fisiche, instabile nell'umore e nelle intenzioni, tentatrice (paradossalmente) passiva, incantatrice grazie a pozioni e altri intrugli... La donna nel Medioevo è innanzitutto colei che porta l'uomo a peccare: anche quando è moglie e madre, la sua capacità di sobillare o di avvelenare il marito e di uccidere il frutto del suo ventre per vendette anche di poco conto trasformano la donna in una creatura da cui guardarsi. Eppure, è nel XII secolo che qualcosa cambia: la Chiesa inizia a preoccuparsi di parlare anche alle donne, di raggiungerle e di guidare il loro percorso di fede, per allontanarle dai vizi che sembrano loro congeniti. 
Nel saggio di Georges Duby si ripercorre proprio questo mutamento d'intenzioni, attraverso i tanti penitenziali, i sermoni e le lettere che affrontano la questione femminile con la medesima preoccupazione, ma con uno sguardo critico sempre più attento a raggiungere l'uditorio. Il primo capitolo è dedicato ai "Peccati delle donne", stigmatizzati in una serie di domande spesso assurde alle nostre orecchie contemporanee, ma assolutamente da fare secondo i penitenziali dell'epoca. La donna infatti ha tre difetti fondamentali, secondo il vescovo Stefano di Fougères: nel suo Livre des manières (tra 1174-1178) la donna si oppone alle intenzioni divine con la stregoneria, incantesimi e malefici; inoltre è indocile verso la tutela maschile, del padre prima e del marito poi; infine è dedita alla lussuria. Non meraviglia che molte delle domande rivolte alla donna (o al marito, perché in alcuni periodi era l'uomo a essere responsabile anche del comportamento della consorte) siano proprio a proposito della sessualità. 

Recensioni ante litteram: la Biblioteca di Fozio

Biblioteca
di Fozio

a cura di Nigel Wilson
Traduzione italiana di Claudio Bevegni
Biblioteca Adelphi
1992, 2ª ediz., pp. 461
28€ (cartaceo)





e





Biblioteca
di Fozio

introduzione di Luciano Canfora,
a cura di Nunzio Bianchi e Claudio Schiano

Edizioni Scuola Normale Superiore di Pisa
2016, pp. 1394
120€ (cartaceo)


Immaginate che all'improvviso buona parte della letteratura mondiale scomparisse. Che, così di punto in bianco, su Amazon, IBS, nelle librerie e nelle biblioteche il numero dei libri disponibili si dimezzasse per un qualsivoglia cataclisma, guerra, censura o errore umano. Un'evenienza non nuova, dato che ogni epoca ha pagato il suo tributo in libri ad incuria e fatalità, ma sicuramente remota in questi tempi di pace, tolleranza e grande sviluppo tecnologico. Ammessa, però, una tale circostanza, questi testi non potrebbero scomparire senza lasciar alcuna traccia della propria esistenza: pur non avendo tra le mani il testo originale, filologi e studiosi di un futuro così infausto potrebbero ricavare tantissime informazioni da antologie scolastiche, studi e recensioni su riviste e siti specializzati. Ed è proprio grazie a delle "recensioni" compilate dal patriarca Fozio nel IX secolo dopo Cristo che abbiamo oggi la fortuna di poter ricostruire parte del patrimonio testuale perduto del mondo antico e bizantino.

domenica 13 agosto 2017

Un diario di viaggio dal Midwest: "Motel Chronicles" di Sam Shepard

Motel Chronicles
di Sam Shepard

trad. Cristina Vezzoli

Il Saggiatore, 2016
(I ed. Feltrinelli, 1985)

pp. 201
€16,15 (cartaceo)
€8,99 (ebook)


Stasera
Stanno innaffiando il cimitero di Cody, Wyoming
Un vento secco soffia sulle Tribune del Rodeo
L'Inno Nazionale fluttua sulla prateria
Cantato senza convinzione
Cantato per amor di convenzione
Motel Chronicles è un singolare diario di viaggio che contiene ricordi d'infanzia, racconti brevi e altrettanto brevi poesie, attraverso cui Sam Shepard dispiega il proprio percorso sulle strade dell'America remota ma, proprio per questo, più autentica nella sua drammaticità. Frammenti di narrazioni risalenti al periodo fra il 1978 e il 1981, raccolti in questo volume pubblicato in America l'anno successivo, e giunto in Italia nel 1985, peraltro uno dei pochi titoli di questo autore apparsi sul mercato del nostro Paese.
Il libro è una specie di mosaico in cui i frammenti autobiografici, le poesie e i racconti si susseguono senza apparente successione logica; c'è tuttavia un elemento agglomerante che restituisce al tutto un senso, che paradossalmente risiede proprio nell'eterogeneità delle singole tessere del mosaico: insomma, una sorta di "ordine nel disordine", in cui il comune denominatore è costituito dai diversi tratti che caratterizzano una certa visione dell'America, contemporaneamente mitizzata e demitizzata, secondo una prospettiva critica e disillusa ma allo stesso tempo conscia dell'imprescindibilità del mito, i cui effetti vanno da Cormac McCarthy a Edward Hopper, da Aaron Copland a Steve Fitch, solo per citarne alcuni.

#PilloleDiAutore - L'elogio dell'essenzialità

Solo bagaglio a mano
Gabriele Romagnoli
Universale Economica Feltrinelli, aprile 2017

8,50

Sono stato al mio funerale e ho imparato qualcosa sulla vita. Poche cose, ma quando sono tornato al mondo, facendone tesoro, ho campato meglio.
La cerimonia ha avuto luogo a Naju, nel Sud della Corea del Sud, una mattina di fine novembre. Si è conclusa con le parole: “Hai avuto una vita faticosa, è ora che ti riposi”. Poi hanno chiuso la mia bara con quattro colpi di martello sui chiodi, gettato una manciata di terra sul coperchio e se ne sono andati. Sono rimasto lì, nel buio del tempo, pensando a tutto quel che era stato, a quel che non sarebbe stato più, accettandolo come accettavo di essere finito, davvero finito, lì.

Tutto ha inizio con un funerale. E' il funerale di Gabriele Romagnoli che si è svolto al sud della Corea del Sud. Romagnoli è tuttavia vivo e subisce la sua sepoltura come protagonista, ossia da dentro la cassa di legno. Avverte la terra che viene poggiata sopra la sua bara e riflette. Si tratta di una pratica molto in voga in Oriente, il cui intento è quello di dissuadere la popolazione a tentare il suicidio e nella maggior parte dei casi a dare un altro valore alla propria vita. In una situazione estrema come può essere quella del proprio funerale, dovremo in sintesi essere folgorati da una qualche illuminazione sul senso della vita (la nostra) e sul suo valore. Questo è l'incipit di Solo bagaglio a mano e Romagnoli ci racconta quali impressioni e quali illuminazioni hanno folgorato la sua bizzarra esperienza. Tutto sta nel dare importanza all'essenziale. Attraverso un percorso fondato sul minimalismo, sotto più aspetti e categorie, Romagnoli ci guida in un cammino filosofico (ma non solo) volto a farci capire e apprezzare che “less is more”. Un bagaglio a mano, non soltanto in un viaggio, ma anche nella vita può essere abbastanza, può essere tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Quindi ci invita ad essere dei “bersagli mobili” e per poterlo essere, dobbiamo viaggiare -sotto tutti i profili- leggeri.

sabato 12 agosto 2017

#CriticArte - la Galerie Templon compie 50 anni

 

Daniel Templon

Una storia di Arte Contemporanea
La Galleria Templon compie 50 anni


A Parigi, da oltre 50 anni la Galerie Templon, una delle più longeve realtà del settore, regala emozioni ed interessanti spunti d'ispirazione, che hanno scritto pagine di storia dell'arte contemporanea. Oltre 500 mostre organizzate e più di 300 artisti rappresentati all'interno delle 3 sedi espositive, rispettivamente a Parigi e Bruxelles.

Per celebrare lo speciale anniversario nella lunga storia della galleria, sono stati pubblicati due libri: "Daniel Templon, un histoire d'art contemporain" (Daniel Templon, una storia dell'arte contemporanea) e "Galerie Templon - 50 Years", una grande edizione con prefazione bi-linguale e articoli da stampa.  




#BenniDay - Stefano Benni nelle nostre vite...

Foto da Aratak blog 


Buongiorno lettori!
Oggi sono arrivati i primi 70 anni di un grande scrittore italiano, amato da moltissimi giovani e meno giovani. Incontrato sui banchi di scuola, a teatro, per un regalo azzeccato di un parente, avvistato in libreria... Come avete letto il vostro primo libro di Stefano Benni?
Per festeggiare questa bellissima giornata, abbiamo pensato di condividere come abbiamo... "diffuso" Stefano Benni! Leggete sotto e capirete in che senso...

Tanti auguri e ai prossimi 70!
La redazione

"Per aspera ad astra": la Callas di Hop! edizioni

La Callas
di Amalia Mora
Hop!, 2017

€ 18.00
pp. 88


È la più moderna delle donne, tuttavia vive in lei una creatura strana, misteriosa, arcana, che nasconde terribili conflitti interiori. (P.P. Pasolini)

Sono molti, nell'ultimo periodo, i volumi che si propongono di celebrare le grandi donne della storia, di portare all'attenzione dei giovanissimi figure femminili che possono diventate modelli e punti di riferimento e che, in un mondo non ancora libero da maschilismi, continuano a essere dimenticate o non giustamente considerate. È il caso per esempio delle Storie della buonanotte per bambine ribelli, recentemente edite da Mondadori. La stessa operazione, ma in maniera più democratica (rivolgendosi quindi non solo alle ragazze, ma a tutti, con un più generico 12+), si propone la casa editrice Hop! con la collana "Per aspera ad astra. La forza delle donne", dedicata a raccontare le vite di personaggi significativi e complessi, emersi per lo più in ambito artistico (da Madonna ad Audrey Hepburn, da Virginia Woolf a Frida Kahlo).

venerdì 11 agosto 2017

Avere "stoffa" da vendere: dove, se non in Italia?

La stoffa dell’Italia.
Storia e cultura della moda dal 1945 a oggi
di Emanuela Scarpellini

Laterza, 2017

pp. 250
Euro 20,00

Alla fine viene proprio da fare caso a come si è vestiti, mentre si legge La stoffa dell’Italia di Emanuela Scarpellini. Esattamente come succede a Andy, la protagonista di Il diavolo veste Prada, film culto del 2006 diretto da David Frankel tratto dall’omonimo romanzo di Lauren Weisberger: anche la persona più convinta d’essere indifferente alla “fenomenologia dell’abbigliamento” finirà con l’ammettere di non poter esistere al di là delle categorie della moda. Certo, in questo caso si tratta di un’“epifania” dolce, che si compie allo sfogliare delle pagine, mentre la povera Anne Hathaway lo scopriva traumaticamente in seguito a un’avvilente ramanzina pubblica da parte della luciferina Miranda Priestly, direttrice della rivista «Runway» (una «Vogue» del grande schermo), interpretata da un’insuperabile Meryl Streep. Ma mutatis mutandis il senso ultimo non cambia: perché la moda è un sistema complesso in cui coesistono economia e filosofia, “pratica e grammatica”, elementi materici e simbolici, e l’uomo o la donna che si dichiarino impermeabili ai suoi umori non ne sono meno fradici di chiunque altro inventi da sé il proprio stile o preferisca conformarsi alle tendenze del momento. Anche e soprattutto nel Bel Paese, la cui Storia e cultura della moda dal 1945 a oggi, come da sottotitolo di questo volume appena pubblicato da Laterza, è una vicenda complessa e appassionante, carismatica pure se si cercasse di coprirla di stracci, altrettanto bella e perfetta nelle sue imperfezioni anche se ammirata nella sua nudità evenemenziale.

Riscoprendo le opere della dimenticata Maria Messina


Alla deriva
di Maria Messina
pp 132, Euro 14,90


Le pause della vita
di Maria Messina
pp.168, Euro 14,90

Edizione Croce, 2017






La letteratura è piena di maestri e di allievi, indissolubilmente legati, spesso a torto, da un debito di riconoscenza, da un filo di gratitudine, da una parvenza di fama, che come un’ombra che non li fa risplendere, tarpa le ali a chi segue la strada nel solco dell’esempio. Questa è stata la sorte di una scrittrice complessa e fragile come Maria Messina, autodidatta, con una vita senza radici e segnata dalla malattia, legata alle fortune di un maestro come Verga, che ne riconobbe il merito e, suo malgrado, ne adombrò, col suo sigillo di allieva, le sorti. 

Nella letteratura di inizio Novecento la sua figura brilla di flebile luce, poi diventa fulgido astro per scomparire infine, dimenticata del tutto. Maria Messina, palermitana di nascita (sebbene non esista un atto di nascita) e costretta a peregrinare per l’Italia per il lavoro del padre - Messina, Umbria, Toscana e Napoli le tappe di questo continuo spostamento - morirà a Pistoia nel 1944, a 57 anni, sola, dimenticata e malata. In seguito le sue spoglie verranno portate a Mistretta dove la scrittrice visse a 15 anni tra il 1903 e il 1909 e dove tuttora riposano, e in cui ogni anno si tiene un premio in suo onore. 

giovedì 10 agosto 2017

Si può «rianimare l'amore nell'assenza»?

La biografa
di David Constantine
Nutrimenti, 2017

Traduzione di Nicola Manuppelli
pp. 256
€ 17 (cartaceo)



Ho letto le sue lettere, dice Katrin, soprattutto quelle che ha ricevuto cinquant'anni fa. Non mi ha mai detto di non farlo. Non mi ha mai detto di bruciarle senza leggerle. E sto parlando con il suo migliore amico, che lo conosceva a quei tempi, e tutto quello che mi dice mi fa pensare che la mia seconda paura, la peggiore, sia ragionevole. - E non può smettere di indagare sul passato di Eric? - No, non ora. - Nemmeno se le fa male? - No, non riesco a smettere ora. E non sono sicura che mi stia facendo male. Mi sento viva solo quando scopro nuove cose su Eric. (p. 64)
Ventidue anni insieme: una vita condivisa, una casa con angoli dedicati alla lettura e al rito della sigaretta, uno studio a testa, dove dedicarsi alla propria attività. Anche la casa, quando arriva la malattia, subisce cambiamenti, resta avvolta dall'aura del dolore, della sofferenza, dell'addio. Il tutto cullato dalle letture a voce alta che i due coniugi si sono scambiati fino all'ultimo giorno. Katrin sapeva bene la gravità del tumore del marito Eric, eppure non si è mai davvero preparati all'addio. Sola, nella grande casa ormai silenziosa, piena d'assenza, Katrin ritrova delle vecchie lettere in soffitta: erano sempre state lì, non c'erano misteri, come d'altra parte la donna non aveva mai sentito l'esigenza di violare la privacy di Eric. Non ancora, almeno. Nel silenzio assordante del suo lutto, Katrin non può fare a meno che sciogliere i nastri che legano i pacchi di lettere della giovinezza del marito, provare a catalogare tutto, dalle foto ai biglietti dei treni, dalle lettere ai documenti vari, con l'obiettivo di fare ciò che a cui ha dedicato la vita: scrivere una biografia del giovane Eric.

#CritiMusica - Dalla parte del Rock: «Rock Therapy», di Massimo Cotto

Rock Therapy. Rimedi in forma di canzone per ogni malanno o situazione
di Massimo Cotto
Marsilio, 2017

pp. 492
€ 16,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Tenetevi forte, perché una volta che avrete aperto Rock therapy, di Massimo Cotto, non vorrete far altro che prendere le vostre cuffie, sprofondare sul divano e ascoltare le canzoni che vi vengono qui suggerite, mentre sfogliate avidamente le pagine del libro.
L'idea è sfiziosa, lo svolgimento è geniale: «rimedi in forma di canzone per ogni malanno o situazione» (come recita il sottotitolo). L'intento dell'autore, Massimo Cotto, che ogni mattina, assieme a Maurizio Faulisi, dà il buongiorno all'Italia con il programma Buongiorno dr. Feelgood e Mr. Cotto, sulle onde di Virgin Radio, è quello di proporre per ogni acciacco o circostanza la colonna sonora giusta, perché la musica possa effondere il proprio effetto lenitivo sulle pene fisiche o su malesseri esistenziali.
Rock Therapy nasce, senza prendersi troppo sul serio, con questo intento: suggerire in prima battuta alcune pillole di rock da ingerire a seconda delle circostanze e dei malesseri (o malumori o malanni). E poiché una sola canzone a volte non basta per guarire, propongo una terapia completa, associando più brani fino a formare un percorso, sapendo che comunque, se non dovesse funzionare si può sempre buttare tutto nel cestino e cambiare medico, o seguire la brillante alternativa dell'autoprescrizione. Il bello di queste canzoni curative è che non esistono controindicazioni e non si accompagnano al terribile bugiardino. (pp. 11-12)
Credetemi, una volta chiuso il libro vi troverete in men che non si dica a ricreare nel vostro lettore mp3 le playlist con le canzoni suggerite da Cotto, in questo appassionante viaggio lungo la storia del rock, da Elvis agli Oasis, dai Beatles ai Kings of Leon, da Chuck Berry agli AC/DC.

mercoledì 9 agosto 2017

Occhio per occhio...Dente per dente!

Dente per Dente
Francesco Muzzopappa
Fazi Editore, 2017

pp. 218
12,75 (cartaceo)
7,99 (e-book)

Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all'altro; frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente.
Levitico, Antico Testamento

Dente per dente è la storia di una clamorosa vendetta attuata in dieci punti, anzi in dieci comandamenti. Il giovane Leonardo, ventottenne della provincia di Varese con la particolarità di avere soltanto otto dita, è fidanzato con Andrea, una brillante ragazza di successo, figlia di un imprenditore, alquanto credente e devota a Dio (o almeno si professa tale). Andrea infatti, pur non essendo più vergine e avendo trascorso un'adolescenza movimentata, da adulta non fa sesso prematrimoniale, o almeno così crede il povero fidanzato Leonardo, il quale è così tanto innamorato da scegliere persino una fedina per chiederle la mano.

Sarà tutto un dirsi "ti ricordi i Chironi?","ti ricordi di te?"...


I Chironi
di Marcello Fois
Einaudi, 2017

pp. 772
Euro 19,00



Solo adesso. Solo adesso che Stirpe (2009), Nel tempo di mezzo (2012) e Luce perfetta (2015) sono stati riuniti in un unico volume che sfiora le ottocento pagine è possibile misurare a dovere l’estensione generazionale e simbolica della saga della famiglia Chironi raccontata da Marcello Fois con una gestazione editoriale prossima al decennio. Solo adesso che un viso di bambino ci osserva attonito da questa copertina che è “una e trina”, mentre afferra due mani (di uomo? di donna?) tese sopra le sue spalle, allungate verso di noi in un gesto di elemosina o di eucarestia, possiamo fare i conti con un secolo di vicende private che pur nella loro eccezionalità potrebbero benissimo ergersi a paradigma. Poco importa che quello ritratto sia il primo o l’ultimo esponente dei Chironi, che sia il demone o l’angelo nuovo della loro travagliata discendenza: il suo sguardo minorenne, tutt’altro che raddolcito dal privilegio anagrafico, è, insieme, una richiesta muta di perdono e una condanna senza appello, e certamente un esorcismo alla dimenticanza. Perché si possa dire, e a lungo, «ti ricordi i Chironi?». Meglio ancora: «ti ricordi di te?».

martedì 8 agosto 2017

Siria, un diario in tempo di pace

Siria, un diario in tempo di pace
di Marco Dominici
Delos Digital, collana Versante Est, 2017

pp.127   
e-book euro 3,99 




Marco Dominici ha vissuto in Siria dal 2002 al 2006, lavorando come insegnante di italiano presso l’Istituto Italiano di Cultura di Damasco e poi presso il Dipartimento di Italianistica dell’Università. Il suo è un diario che ci racconta com'era tra il 2003 e il 2006 la realtà quotidiana di un Paese stretto tra la guerra in Iraq e le prime avvisaglie di un malcontento popolare, che poi sfocerà nella cosiddetta “primavera araba”, L'intento è quello di descrivere "il Medio Oriente narrato attraverso la filigrana delle mode, delle trasmissioni televisive, le canzoni e le voci dei siriani stessi, con cui l’autore ha avuto uno stretto rapporto di amicizia". 
Ne viene fuori un racconto di viaggio che ci svela i retroscena della guerra in Siria, e confrontando i ricordi con quello che il panorama attuale ci offre, ovvero morte, distruzione, interessi in campo in una guerra tra fazioni senza un fronte definito, quasi di quartiere, che da diversi anni ormai devasta lo splendido stato siriano, viene da pensare a quanto l'umanità abbia perso in termini di bellezza e di conoscenza. 
Oltre ogni stereotipo, spesso superficiale, il racconto che ci offre questo resoconto di viaggio ci presenta una realtà mediorientale composita ed eterogenea.  

Armonie e dissonanze. "Gustav Sonata" di Rose Tremain

Gustav Sonata
di Rose Tremain
66thand2nd, 2017

pp. 289  
€ 18,00

Traduzione di Fiorenza Conte




1947, la guerra è finita da poco e il piccolo Gustav vive in Svizzera, nella minuscola Matzlingen. La madre, vedova stanca e depressa, lo educa severamente, nella speranza di regalargli una "vita come si deve", ma il bambino non capisce e si accontenta di piccole cose, trovando la felicità in una quotidianità umile, ma dignitosa: 
Si chiese se la "vita come si deve" non stesse nelle cose che solo lui riusciva a vedere - cose che stavano sotto una grata o sotto a qualcos'altro, che la maggior parte della gente calpestava senza accorgersene. (18)
È all'asilo che incontra Anton, fragile e insicuro, dalla lacrima facile. Gustav non lo capisce, la madre gli ha ripetuto troppe volte che "bisogna essere padroni di se stessi", ciononostante - o forse proprio per questo - "qualcosa [gli] fece sentire [...] che avrebbe dovuto proteggerlo" (24). Anton è ebreo, ma per Gustav questo non ha alcun significato, alcuna implicazione.

lunedì 7 agosto 2017

#CriticaNera - Manzini prima di Schiavone: "La giostra dei criceti"

La giostra dei criceti
di Antonio Manzini
Sellerio editore, 2017
(I ed. Einaudi, 2007)

pp. 224
€ 14 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)



Una banda di rapinatori e una rapina in banca che finisce male. Un impiegato dell’INPS frustrato e il suo dirigente che barcolla tra carrierismo e sensi di colpa. La criminalità organizzata romana, tra soldati che sono carne da cannone e boss senza scrupoli. Una periferia che sembra eterna almeno quanto la città di Roma che la ospita. Questi sono gli ingredienti de La giostra dei criceti, romanzo d’esordio di Antonio Manzini, pubblicato per la prima volta nel 2007 da Einaudi e ora riproposto da Sellerio.

Siamo nell’era pre-Schiavone della storia di Manzini, e si vede. La narrazione è un puzzle schizofrenico che sposta l’obiettivo da una situazione all’altra creando nel lettore un certo spaesamento che, però, l’abile prosa di Manzini gestisce alla perfezione e riconduce su un sentiero sicuro. Come un maestro al suo telaio, l’autore intreccia e riordina i fili della trama fino a comporre un tessuto (che con testo condivide la radice) omogeneo e saldo, il cui ultimo punto viene dato nel finale.

L'incorreggibile, patologica e drammaticamente ridicola «figomania» di Portnoy

Lamento di Portnoy
di Philip Roth
Einaudi ET, 2014

1^ edizione: 1967
Traduzione di Roberto C. Sonaglia

pp. 220
€ 11,50 (cartaceo)
€ 6,99 (ebook)

Dottore, forse gli altri pazienti sognano le  cose... a me capitano tutte. Ho una vita senza contenuti latenti. (p. 206)
Ogni volta che mi avvicino a un romanzo di Philip Roth (cosa che accade almeno una volta all'anno), provo una concentrazione religiosamente pronta alla dissacrazione. Perché? Fin dalle prime pagine Roth ha il potere di sconvolgere gli equilibri, tirando il lettore nella psicologia dei suoi personaggi (spesso nevrotici, ossessivi, con tarli mentali e comportamenti socialmente discutibili). È accaduto questo anche con Lamento di Portnoy, un libro che dal 1967, anno della sua pubblicazione, non smette di avere un potere eversivo. Complice l'escamotage di un io-narrante che parla a ruota libera al suo terapeuta (rigidamente in silenzio), la personalità del protagonista è invadente fin dalle prime pagine: senza porre freno alla libertà di aprire parentesi, a mano a mano che si sviluppa il racconto della vita adulta, si fanno frequenti i ripescaggi di episodi dell'infanzia. D'altra parte, le ossessioni di Portnoy sono nate lì, lo capiamo bene pur senza essere psicanalisti: infatti, Alexander era il classico bravo bambino ebreo, devoto alla madre oltre ogni limite, innamorato di lei e desideroso delle sue attenzioni; il padre, al contrario, è sempre stato distante, concentrato sui suoi problemi di stipsi (concreti e affettivi, se vogliamo azzardare un'interpretazione), mai in grado di contrastare o di confrontarsi con la presenza invece ingombrante della moglie. In risposta alle attenzioni di Alex, la madre è spesso coercitiva e opprimente (come dimenticare, ad esempio, la sera in cui per una sciocchezza ha puntato un coltello contro il bambino?), con una palese mania del controllo che esercita il più possibile sui figli. 

domenica 6 agosto 2017

Cannone da gulasch o carne da cannone? Viaggio tra le ombre della Prima Guerra Mondiale


Gulaschkanone
di Paolo Rumiz
e-book ZOOM Wide (Feltrinelli), 2017

2,99 €



Gulaschkanone, titolo curioso per questo nuovo e, come sempre, prezioso libro di Paolo Rumiz. Che a ben guardare, proprio libro non è. Intanto perché ne esiste soltanto la versione digitale (nel catalogo ZOOM Wide di Feltrinelli, che raccoglie romanzi, racconti, saggi e interventi solo digitali) e poi, e soprattutto, perché si tratta del canovaccio scenico di una pièce teatrale, tratta dal lavoro precedente di Rumiz, Come cavalli che dormono in piedi, contributo al ricordo della Prima Guerra Mondiale nell'ambito dei vari centenari che si susseguono dal 2014 al 2018. Contributo assolutamente originale, in pieno stile Rumiz. E quindi aneddoti, testimonianze, racconti, viaggi, oralità, paesaggi, treni, voci, canti.
Ma che cos'è questo Gulaschkanone? È la cucina da campo che seguiva i soldati, un marchingegno che stava a metà tra una piccola locomotiva e un cannone. E non sparava palle, ma pezzi di gulasch, il rancio dei soldati. I quali, a loro volta, nel massacro di massa della Grande Guerra, diventavano Kanonengulasch, ossia carne da cannone.

sabato 5 agosto 2017

#CriticARTe - "WOMEN IN BALI" di Bruna Rotunno



"Women in Bali"

di Bruna Rotunno


Il MAO di Torino inaugura la mostra fotografica di Bruna Rotunno "Women in Bali", a cura di Gigliola Foschi. 

Dedicato all'isola di Bali ed alle donne che la abitano, il progetto fotografico, rappresenta la conclusione di un lavoro durato 8 anni, periodo durante il quale l'autrice ha costruito un racconto per immagini in bilico tra reportage ed arte, dove ogni gesto e ogni personaggio diventano esaltazione e simbolo di una delicata, ma costante armonia tra l'uomo e la natura. 

#CriticaLibera - Incontri caldi a Lanzarote: la casa-museo di José Saramago

Saramago a Lanzarote (ph. Carolina Pernigo)
Per chi ne conosce e ama l’opera, la visita alla casa di José Saramago è un’esperienza inclusiva e totalizzante, di soddisfazione inimmaginabile. Scoperta quasi per caso (la guida non la nominava nemmeno, per fortuna tramite l’etere arrivavano le indicazioni più precise di un’amica appassionata), l’abitazione si nasconde in mezzo alle altre, anonime, nelle periferie di Tías, un piccolo comune sonnacchioso di provincia, annidato nel cuore delle Canarie. Quando ci siamo approdati, io e il mio compagno di viaggio eravamo già innamorati di Lanzarote: il paesaggio aspro, la salsedine nell’aria, le sinestesie e gli ossimori cromatici di una terra fatta poesia vivente ci avevano conquistato. Come noi, lo scrittore portoghese era convinto che passeggiare in quelle distese desolate, arrampicarsi sulle pendici di un vulcano, respirare il profumo del mare, potesse essere qualcosa di simile alla felicità più piena. Trasferitosi sull’isola insieme alla moglie Pilar, in seguito alle critiche e alle censure incontrate in patria dopo la pubblicazione del Vangelo secondo Gesù Cristo, vi è poi rimasto fino alla morte, avvenuta nel suo letto il 18 giugno 2010, alla fine di una lunga malattia. Pur essendo stata trasformata in un museo, la sua residenza rimane primariamente “A Casa”, “la casa”, vissuta, amata, immaginata in ogni dettaglio, specchio perfetto dei suoi abitanti, non sacrario, bensì spazio intimo e accogliente, in cui condividere la quotidianità con le persone più care. 

venerdì 4 agosto 2017

Donne di fronte alla guerra

Donne di fronte alla guerra - Pace, diritti e democrazia.
di Stefania Bartoloni
Editori Laterza (Quadrante)

pp. 256

€ 24 (cartaceo)
€ 13,99 (e-book)



Donne di fronte alla guerra è un testo di Stefania Bartoloni, Professoressa di Storia contemporanea e Storia delle donne e di genere in età contemporanea presso l'Università degli Studi Roma Tre. Il volume raccoglie saggi, studi e testimonianze del periodo che va dalla fine degli anni '70 del XIX secolo fino alla conclusione del primo conflitto mondiale.
Inizio col dire che personalmente non sono riuscita a capire quale fosse il taglio che si è voluto dare a questo scritto: se a prima vista pare un testo teso alla divulgazione, pian piano ne emerge una natura piuttosto tecnica, che lo fa apparire come un ibrido.
Obiettivo dichiarato dall'autrice fin nell'Introduzione è quello di
"analizzare le componenti che diedero vita all'universo pacifista, i caratteri più emblematici e i momenti più significativi di un percorso di definizione teorica e pratica a cui contribuirono sia gli uomini che le donne".

Il male assoluto contro eroi vecchio stampo: "Il sale della terra" di James Lee Burke

 Il sale della terra
di James Lee Burke
Unorosso, 2017

Traduzione di Daniela Di Falco

pp. 608
€ 15,00
David Robicheaux, agente della polizia della Louisiana, è in vacanza con la famiglia e il fidato partner, Clete Purcel, tra le colline e le praterie del Montana. Però anche in mezzo alla maestosa natura del luogo, il male non è mai lontano. Quando la figlia Alafair viene quasi uccisa da una freccia vagante, nella vita di Dave si ripresenta l'ombra gigantesca del male: il male più profondo, perverso e terrificante che si possa immaginare, incarnato dal serial killer Asa Surrette, da tutti creduto morto. Ancora una volta, Dave e i suoi si ritroveranno catapultati in un'indagine che è una caccia alla malvagità e a incubi così grandi da sfibrarli nel profondo.

giovedì 3 agosto 2017

Chiaroscuro di Danilo Chirico: luci e ombre di un'Italia che vive

Chiaroscuro
di Danilo Chirico
Bompiani, 2017

458 pp.
€ 18,00



Andate a piazza dell'Immacolata a Roma e chiedete qualche grammo d'erba; poi dirigetevi a Tor Bella Monaca e chiedete un po' di cocaina. Vi renderete subito conto di quanto è semplice comprare la droga a Roma. Nelle piazze e nelle strade dei quartieri giovanili come San Lorenzo, così come nelle ville bene dei Parioli, basta voltare l'angolo per trovare il proprio pusher di fiducia.
Ma questa non è ancora mafia.
Andate sulla Cristoforo Colombo, a Rebibbia vicino la metro, o ancora sul Lungotevere dell'Acqua Acetosa, vicino al bowling Brunswick. Accostatevi con la macchina e abbassate il finestrino: tempo due secondi e si avvicinerà una ragazza est europea o africana dai vestiti succinti che vi proporrà un preziario dei servizi.
Ma questa non è ancora mafia.
Andate a Ostia, scegliete uno stabilimento, affittate un ombrellone e qualche lettino. Fate qualche domanda in giro e vi accorgerete che il litorale appartiene quasi interamente a poche famiglie. Andate a piazza Anco Marzio per un gelato dopo il bagno e fate qualche nome. Vi diranno che no, certe cose non si posso chiedere. Che loro non pagano qualcuno per evitare di trovarsi le vetrine fracassate, i bossoli di proiettile sotto casa, la clientela spaventata e costretta alla fuga.