domenica 14 febbraio 2016

#RileggiamoConVoi - Non tutti gli amori sono scontati. Cosa leggere a San Valentino?

Vi aspettiamo su Instagram!
Buon San Valentino, lettori!,
che siate romanticamente abbracciati a chi amate, ma anche se se vi limitate a sognare l'altra metà della mela o se sbirciate dalla serratura della fantasia chi vorreste accanto... 
Ma anche se siete completamente detrattivi verso una "festa troppo commerciale" o nascondete tanta amarezza per una storia finita... Sappiate che c'è un amore che non passa mai: quello per la lettura! 
Ed è proprio questo, l'amore che vogliamo festeggiare oggi, consigliandovi qualche titolo dal presente o dal passato che racconti un amore poco scontato... 

Come sempre, con un click potete leggere i nostri articoli e vedere se il nostro consiglio fa davvero per voi! 

Buona passione,
La Redazione

***

venerdì 12 febbraio 2016

Droga, guerra, l'odio come karma: "Il cartello" di Don Winslow

Il Cartello (The Cartel)
di Don Winslow

Einaudi, 2015

Traduzione di Alfredo Colitto

pp. 882
€ 22

E siamo al sequel de “Il potere del cane”, quel western grandioso di cui, per chi non lo avesse letto – e ha fatto molto male – riporto la trama ridotta all’osso: sullo sfondo della lotta al narcotraffico, un poliziotto onesto viene sequestrato, torturato e infine ucciso da una banda di signori della coca. L’amico di quel poliziotto trascorre il resto della sua carriera e della vita a cercare di ottenere vendetta: si chiama Art Keller ed è agente della DEA. Un giorno dimostra doti di boxeur: è un ottimo incassatore, ovvero il tipo di pugile che i messicani prediligono. Ma lo fa dinanzi alle persone che gli sovvertiranno l’esistenza: i fratelli Adàn e Raul Barrera, nipoti dell’insospettabile Miguel Angel. I boss intoccables di quella che loro stessi hanno contribuito a creare: la Federacion. Ogni pizzico di coca proveniente dalla Colombia e diretto al mercato statunitense è tassato dai Barrera che accumulano giorno dopo giorno una ricchezza impressionante.

giovedì 11 febbraio 2016

"Carne Sacra" di Valentina Calista


Carne Sacra 
di Valentina Calista
Edizioni Ensemble, 2015


pp. 74
€ 12,00



Valentina Calista, giovane poetessa di origini romane, consolida il suo spazio nell’attuale panorama della poesia italiana e giunge alla sua seconda prova letteraria con Carne Sacra, una raccolta di cinquanta poesie edita da Edizioni Ensemble. È un libro che porta con sé il segno del suo antecedente, La vertigine dell’andatura, e dei temi lì ricorrenti – il tempo, il divino, le mani e le rughe – che qui sono traccia per nuove riflessioni che mostrano la crescita poetica della Calista e la maggiore maturità acquisita dalla sua parola. 
Ora il tempo diventa riflessione sull’origine, che è nome che radica alla provenienza (da qui il titolo della prima sezione L’origine e il nome), ma che è anche movimento, quello “dall’etere all’utero/dall’utero all’umano”, o quello di un “treno dissennato”, o una danza della carne e dell’anima: 
Carne sacra ai vapori dell’anima, siamo
costellazioni simultanee di preludi alla vita,
eternamente danzanti sulle tracce di un Bene.

L'eterna presente: la fuga verso e dall'amore

Adesso
di Chiara Gamberale
Feltrinelli, 2016

pp.
€ 16 (cartaceo)

Ha ragione Chiara Gamberale: prima o poi è accaduto a tutti di incontrare l'Occasione, il punto di non ritorno che ha tracciato un divario tra chi eravamo e chi siamo. E, sempre, non abbiamo potuto tirarci indietro: perché l'adesso trionfa sempre, ci coglie alla sprovvista, è pronto a diventare prima, poi ieri, poi a stratificarsi nei nostri ricordi e in chi eravamo. Provare a ribellarsi non serve: il tempo sa benissimo come prendersi gioco di noi, intrecciare i fili degli incontri e delle sorti, fino a farci perdere nell'illusione eterna di poter scegliere. Scegliere, ad esempio, per chi sentire quella straordinaria "pallina" nello stomaco che si forma quando ci si innamora. Si può lottare contro l'innamoramento? E contro l'adesso?, pare chiedersi coraggiosamente questo romanzo. 

mercoledì 10 febbraio 2016

Il coraggio della novità: il Priamo inedito di David Malouf

Io sono Achille
di David Malouf
Frassinelli, 2010
 

pp. 218
€ 17,50

Titolo originale: Ransom
Traduzione di Francesca Pe’


Addentrarsi nell’opera di David Malouf non è semplice: lo stile è lirico e complesso, l’inizio volutamente lento. Quello che l’autore propone al lettore è un percorso graduale che lo accompagni all’interno di un mondo epico ed eroico, lontano nel tempo, ma portatore di valori universali e sempre attuali.

"Partire, lavorare, ritornare... forse". L'emigrazione femminile nella Sardegna del secondo dopoguerra

Le ragazze sono partite
di Giacomo Mameli
Postfazione di Martina Giuffrè
Cuec, 2015

pp. 131

Euro 15,00

«Voglio essere serva come te,
anch’io mangiata e dormita nella casa del mio padrone continentale».

Pietrina sta per partire. Clelia vorrebbe tanto. Maretta è partita, ha fatto “carriera”, e dopo anni è ritornata in paese. Erminia è via già da un po’. Nilva, invece, andrà ancora più lontano delle altre. L’obiettivo, però, a Roma o a Milano come in Svizzera, sarà sempre lo stesso: il lavoro. Perché a casa ci sono, sì, gli affetti e le abitudini rassicuranti della vita di provincia, ma manca la cosa più importante per dare un senso alla propria esistenza, ovvero la possibilità di guadagnare quel tanto che basta per rendersi autonome e indipendenti, e magari aiutare anche la famiglia. Potrebbero essere storie di oggi: storie di emigrazione femminile dettate dal bisogno, dall’indigenza, quando non dalla mera disperazione. Sono semplicemente storie di sempre. E se è vero che il desiderio di felicità e benessere alberga spontaneamente nell’animo umano, questa aspirazione aveva fatto il nido anche nella mente e nel cuore di tutte quelle donne sarde, spesso poco più che ragazzine, che nei durissimi anni intorno al secondo dopoguerra decidevano di mettere le loro poche cose in una federa bianca e di andare, letteralmente, a servire in casa d’altri. Cameriere. Badanti. Governanti. Fantesche. Cuoche. In una parola – o meglio nella sua variante foghesina, ovvero nel dialetto di Perdasdefogu, luogo d’origine delle emigranti di cui Giacomo Mameli racconta in Le ragazze sono partite (Cuec, 2015) – seraccas. Serve, appunto. Né più, né meno.

martedì 9 febbraio 2016

La valle dell’Eden: ritorno all’epica

La valle dell’Eden
di John Steinbeck
Bompiani, 2014

pp.  762
€ 15,00


Nel XX secolo solo la Salinas Valley poteva essere scenario per la grande impresa che Steinbeck si preparava a scrivere da tutta la vita: terra desolata e fertile, covo di desideri inespressi e speranze celate nelle vecchie stalle, la valle racchiude tutto l’universo pensabile tra le sue colline e in un caldo abbraccio californiano si fa teatro per forze in eterna contrapposizione.
Il Bene e il Male si combattono con disperazione e profonda riflessione in ogni pagina del romanzo, rivelando una realtà sempre in bilico tra la sfolgorante modernità degli anni ’50 (bellissime le pagine dedicate al funzionamento dei primi modelli della Ford) e l’immutabile staticità dei comportamenti umani. Proprio qui sta la genialità di uno scrittore che contrappone il Tempo – immobile – dell’epica, il tempo che si muove restando fermo, che propone personaggi bloccati nella loro staticità, mai corruttibili da ciò che li circonda, a un tempo che si muove invece continuamente verso il progresso, verso il miglioramento; l’eterna lotta tra la tradizione letteraria classica e le forze motrici degli Stati Uniti del secondo dopoguerra.

lunedì 8 febbraio 2016

Quando le rovine sono i ruderi del nostro animo

Le rovine in attesa
di Alfonso Cernelli
Alter Ego, 2015

232 pagine
14,00 €

Si dice che la lettura abbia quel magico potere di far viaggiare i lettori su mezzi di locomozione speciali, in cavalcate fantasiose verso luoghi e tempi lontani. Le rovine in attesa offre la possibilità di un viaggio, così come qualunque altro libro di narrativa, eppure offre il vantaggio dell’indeterminatezza. Sebbene sia chiaro, infatti, che la realtà storica sia lontana da quella contemporanea, il testo non possiede le coordinate temporali per collocare la storia (e anche un po’ se stessi) in un momento specifico. Ciò che si respira è un’atmosfera lontana, impolverata e rarefatta che affascina ma al tempo stesso estrania. 

domenica 7 febbraio 2016

Pillole d’autore | Le quartine (Robâ’iyyât) di Omar Khayyâm

103*
O cuore, fa’ conto di avere tutte le cose del mondo,
fa’ conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde,
e tu su quell’erba verde fa’ conto di essere rugiada,
gocciata colà nella notte e al sorgere dell’alba svanita.


Chi era Omar Khayyâm? Alcuni dicono fosse un astronomo, altri un matematico e un filosofo. Di certo era un poeta. Khayyâm, letteralmente ‘fabbricatore di tende’, nacque a Nisciâpûr, nella Persia nord-orientale, dove morì intorno al 520 (1126). Non si ha nessuna notizia certa sulla sua vita, tuttavia, è indubbiamente il poeta più noto della letteratura persiana, che non smette di sedurre da quasi un millennio con i suoi versi, in particolare con l’immediatezza delle quartine, brevi e dirette, nel loro razionalismo pessimistico, quasi contemporaneo e privo di confini geografici.

Robâ’iyyât (‘Quartine’) ha attirato l’attenzione di filologi e studiosi, che si sono interrogati sull’attribuzione, i temi e l’identità stessa dell’autore, essendo moltissime quartine attribuite anche ad altri poeti, è assai difficile distinguere le autentiche dalle spurie. Circa 100 furono tradotte in inglese da Edward Fitzgerald nel 1859, che ne diede (volutamente) un’interpretazione molto libera e in chiave edonistica; più attenta e fedele quella di Jean Baptiste Nicolas; traduzione molto apprezzata è quella dell'italiano Alessandro Bausani ─ a cui faccio riferimento ─ che si pone come via di mezzo tra una «filologicamente impeccabile» e una traduzione troppo libera e infedele. 

sabato 6 febbraio 2016

#CritiComics | Il pasto pantagruelico di "B Comics"

B Comics. Fucilate a strisce. Gnam!
a cura di Maurizio Ceccato

Ifix, 2015

152 pp.
€ 22,00


Difficile capire dalla copertina di B Comics - Fucilate a strisce. Gnam! se il nostro punto di vista è quello di chi sta mangiando o di chi è già stato divorato. E così mentre ci si chiede se è possibile cominciare a masticare o se quel pizzicorio che sento è già l'effetto dei succhi gastrici, l'unica certezza a cui possiamo aggrapparci è che oltre l'ugola c'è un mondo da esplorare. Per fortuna a guidarci in questo safari gastronomico troviamo Maurizio Ceccato, esploratore, mad doctor e curatore di B Comics.

Questo secondo volume, che arriva a un anno da B Comics - Fucilate a strisce. Crack!, porta sulle spalle la pesante eredità del suo predecessore, contenitore di storie di grande qualità e di autori che di lì a poco sono letteralmente esplosi, come la coppia Taddei e Angelini (autori di Anubi, il miglior graphic novel italiano dello scorso anno) e Martoz, che col suo Remi Tot in stunt ha fatto più di un botto (in attesa poi del fumetto di Fabio Tonetto edito da Eris Edizioni). Ma questo in fondo non ci interessa. Ora ci interessano le storie di questo B Comics - Fucilate a strisce. Gnam!.

venerdì 5 febbraio 2016

Quando succede Il Peggio, non resta che unire le forze...

Piccoli combattenti
di Raquel Robles
Guanda, 2016

pp. 160
€ 15 (cartaceo)



«Perché ci succede tutto questo?» Non sapevo cosa rispondergli, ma gli promisi che prima o poi sarebbe finito. Non so se mi credette, anche se lui mi credeva sempre. Forse mi mancò un po' di convinzione. (p. 136)
Argentina, anni Settanta. Ai due fratellini protagonisti, "piccoli combattenti", è successo Il Peggio: i genitori sono tra le vittime della Rivoluzione, ma nessuno ha il coraggio di ammettere che la loro lunga sparizione non lascia più speranza. Molto meglio armarsi e imparare a combattere, ma sempre di nascosto dalle attenzioni stravaganti e autoritarie delle due nonne (diversissime tra loro, ma coalizzate in fatto di educazione) e degli zii. 
Cosa può fare un esercito di... due bambini? Innanzitutto, immaginare: un'evoluzione positiva della Rivoluzione, una svolta finalmente e forse il ritorno di mamma e papà («Servendosi delle mie invenzioni, nessuna Rivoluzione al mondo sarebbe stata sconfitta», p. 58). Ma anche la nostalgia e la mancanza vengono ammesse timidamente, più con pianti rabbiosi che con malinconia. D'altra parte, tutti cercano di andare avanti, di stare vicini a questi piccoli orfani che si fanno sempre più forza a vicenda, in una simbiosi che non smetterà di intenerire e, a tratti, divertire il lettore. Le trovate per appoggiare la Rivoluzione sono, infatti, fantasiose e inaspettate, come l'ingenua fiducia nella propria utilità alla società argentina. 

Il Tempo, grande scultore




Il Tempo, grande scultore 
di Marguerite Yourcenar
Einaudi editore, 2005

pp. 216
€10,00


 "L'anima adora nuotare"
(Henri Michaux)




Inattuale… Quale aggettivo migliore per salutare questo gioiello letterario? Se il tempo in persona ci offrisse il privilegio di poterne visitare la mente, intenta a meditare la propria intima natura, ci ritroveremmo tra le pagine di questo libro. L’autrice ha distillato le pagine dai temi più amati, in una prosa dall’ineguagliata eleganza cui è possibile accostargli nel ‘900 soltanto gli scritti di Cristina Campo, Virginia Woolf e Gottfried Benn.
 Le radici affondate nel suolo, i rami tutelari dei giochi dello scoiattolo, del nido e dei cinguettii degli uccelli, l'ombra concessa alle bestie e agli uomini, la cima che si leva nel cielo. Conosci una maniera più saggia di esistere?

giovedì 4 febbraio 2016

Il Salotto - Intervista a Simone Laudiero del collettivo "La Buoncostume" : il romanzo delle partite IVA


I La Buoncostume sono il gruppo di autori, tutti rigorosamente italiani e trentenni, da qualche tempo a questa parte "sulla bocca di tutti". Reduci dal successo come “Miglior web series” al Roma Web Fest 2015" per Klondike , la serie sui trentenni creativi alle prese con le traversie (leggasi sfighe) del mondo del lavoro e delle partite IVA, questo gruppo di giovani autori è una ventata d'aria fresca in un panorama, come quello italiano, troppe volte, imbolsito e sclerotizzato. Inoltre i La Buoncostume si sono approcciati anche al grande pubblico scrivendo più di cento puntate di Camera Café e realizzando, nel 2014, Il Candidato, la serie inserita all'interno di Ballarò con protagonista un Filippo Timi uomo politico "a sua insaputa. CriticaLetteraria non poteva certo farsi scappare la possibilità di un'intervista con uno di loro: ecco Simone Laudiero dei La Buoncostume.

La semplice vita straordinaria di un jazzista bianco




La leggenda del trombettista bianco
di Dorothy Baker
Fazi Editore, 2015

Traduzione di Stefano Tummolini
pp. 234, € 16,00


Era inevitabile che Rick diventasse ciò che diventò. Jeff Williams gli insegnò a suonare il piano; Art Hazard lo aiutò a scegliere una tromba quand’ebbe messo insieme il denaro, e già che c’era gli insegnò anche a suonarla. Il resto fu l’effetto di un istinto che lo costringeva a lavorare senza sosta. A suonare il piano, a suonare la tromba, a fare musica.
Dell’epoca del jazz abbiamo ben precise immagini in mente: locali sotterranei e in penombra dove il Volstead Act non sembra essere arrivato. Giovani "flapper" con arditi tagli di capelli e lunghe collane; orchestre di musicisti che suonano, improvvisano e cantano questi ritmi a volte sincopati e a volte rilassanti, ma sempre così tanto in rottura con la musica del passato. 
Questi musicisti, vere e proprie rockstar del Proibizionismo, sono tutti neri. Perchè si tratta della musica della loro gente, l’hanno tirata fuori quando ancora raccoglievano cotone nei campi del sud e, di sicuro, un bianco non può fare bene quanto loro. Sacrosanta opinione, almeno fino a quando sulla scena non compare Rick Martin.

mercoledì 3 febbraio 2016

Vestire alla "felliniana": quando il regista è anche stilista

Fellini e la moda.
Percorsi di stile da Casanova a Lady Gaga

di Gianluca Lo Vetro
Bruno Mondadori, 2015

pp. 142

Euro 18,00

Provate a pensare per un attimo a Federico Fellini. Che ritratto ve ne viene in mente? Probabilmente quello più iconico, legato agli anni della piena maturità: cappello, occhiali da vista, impermeabile beige e lunga sciarpa rossa attorno al collo, magari tirata su a coprire la metà inferiore del volto. Direste mai che questa mise così riconoscibile – stylish, si direbbe oggi, o meglio ancora shabby – sia il risultato di un sostanziale disinteresse per il proprio aspetto da parte dell’artista? Eppure il cineasta di Rimini era attentissimo alla moda, specialmente nel suo lavoro, consapevole com’era, per esempio, del valore simbolico di un accessorio, o di quello massimamente seduttivo di un taglio e di un tessuto. In più, sebbene non fosse un modaiolo, Fellini amava la maglieria di Missoni tanto quanto le fisicità giunoniche, e apprezzava la valigeria di Fendi quanto le righe clownesche e marinare. È stato anche uno dei pochissimi registi (oltre a Hitchcock, Zeffirelli, Kurosawa e Scorsese) chiamato a curare un numero esclusivo della rivista “Vogue France”, che nel Natale del 1972 uscì con il titolo di “Vogue Fellini”. Come si vede, dunque, un certo legame tra il più onirico dei registi e la più transitoria tra le discipline non solo esiste, ma va oltre il già giustamente esplorato ambito della costumistica di scena. A mettere ordine tra i molteplici spunti offerti dall’argomento ha provato Gianluca Lo Vetro, giornalista nonché felliniano incallito: Fellini e la moda. Percorsi di stile da Casanova a Lady Gaga (Bruno Mondadori, 2015) è il resoconto di un’avventura conoscitiva tra bozzetti a colori e scatti “dietro le quinte”, guardaroba privati e sartorie teatrali, nastrini e tartan, paillettes e pellicce, negligé e piume (di pollo e di gallina comprese).

Bustine di Minerva? No grazie, meglio i maritozzi: "Gli amori finiscono non preoccupatevi" di Enrico Vaime

Gli amori finiscono non preoccupatevi
di Enrico Vaime

Alberti Compagnia Editoriale, novembre 2015

pp. 254
 10


"No, un altro libro di aforismi no" qualcuno di voi potrebbe pensare. Eppure questo Gli amori finiscono non preoccupatevi uscito per i tipi di Aliberti compagnia editoriale, non è il classico libro di aforismi che ormai affollano gli scaffali delle librerie di mezzo mondo. Questo libro è scritto da Enrico Vaime, ovvero da "sua Maestà, televisione", uno degli inventori del varietà televisivo italiano nonché grande autore radiofonico e teatrale. "E questo -  sempre quel qualcuno di voi potrebbe pensarlo - cosa c'entra con lo scrivere aforismi?". C'entra, c'entra, dato che come la televisione dovrebbe essere il regno "dell'intrattenere facile, intrattenere bene" allo stesso modo la forma letteraria aforisma può essere spiegata facilmente: "Dire molto senza scrivere tanto, esseri profondi senza essere spessi". Enrico Vaime, quasi ontologicamente, è tutto questo.

Ma lasciamoli parlare questi aforismi, così diversi eppure così eguali tra loro, frutto, lo si intuisce dal modo quasi "da confidente" con i quali Vaime ce li dona, di anni e anni di conversazioni, colloquio, vis - à - vis intessuti nel tempo con i grandi uomini. Non si diventa amici di Ennio Flaiano tanto così, per "simpatia".

martedì 2 febbraio 2016

E il Friuli di Flavio Santi si tinge di giallo

La primavera tarda ad arrivare
di Flavio Santi
Mondadori, 2016

pp.  312
€ 18.50 (cartaceo)

«Beato chi ha una provincia da raccontare», diceva Balzac, e non a caso è una delle epigrafi di La primavera tarda ad arrivare, prima indagine dell'ispettore Furlan e prima prova giallistica di Flavio Santi, già noto poeta, traduttore, saggista. Una scelta insolita, direte; non tanto, perché Santi ha già raccontato il suo Friuli in prosa e in poesia; mancava l'idea di una narrativa finzionale, giocosa, che trasmettesse al meglio l'idea di una vita friuliana. 
Senza dubbio, l'ispettore Drago Furlan porta con sé tratti tipici e ben riconoscibili: un cognome inevitabilmente e certamente friulano; e un nome stravagante, che risente delle passioni calcistiche paterne. A Furlan, casi particolari non accadevano da anni: la massima preoccupazione era curare l'orto e compilare le scartoffie d'ufficio, in attesa dei manicaretti culinari della madre, che imperdirebbero la digestione a chiunque, ma non a lui, temprato e allenato a certe polente, ben accompagnate da bicchieri di vino friulano. 

#LectorInFabula | Tutte le fiabe



Tutte le fiabe 
di Jacob e Wilhelm Grimm
Donzelli, 2015 

Prima edizione integrale 1812-1815
pp. 670
€35,00








“È certo che le fiabe hanno molte cose più permanenti e fondamentali di cui parlare”
(J.R.R. Tolkien)

Perché leggere fiabe oggi? Tra le molteplici risposte, eccone una… in una società dove l’esercizio del politicamente corretto, persino presso istituzioni prestigiose, comincia ad influenzare l’approccio dei lettori all’arte letteraria, frequentarle è un prezioso antidoto. Incontaminate dal sentimentalismo sono guardate con sospetto da ogni ordinamento sociale e quelle classiche, che i fanciulli continuano ad amare senza riserve, sono certamente tra le più “pericolose”. Non si può dunque, non salutare con gioia questa edizione integrale, di quelle raccolte da Jacob e Wilhelm Grimm, ennesimo tassello del brillante lavoro svolto dall’editore Donzelli e dalla collana "Fiabe e storie" diretta da Bianca Lazzaro, depositaria ideale, per vitalità e rigore critico, del progetto sulla fiaba avviato negli anni ’60 da Italo Calvino presso Einaudi.

lunedì 1 febbraio 2016

CritiCinema: Suffragette. I'd rather be a rebel than a slave



The woman wanderer goes forth to seek the Land of Freedom.
“How am I to get there?” Reason answers: “here is one way, and one only. Down the banks of Labour, through the water of suffering. There is no other.”
The woman cries out: “For what do I go to this far land which no one has ever reached? Oh, I am alone! I am utterly alone!”
But soon she hears the sounds of feet, ‘a thousand times ten thousand and thousands of thousands, and they beat this way!’
“They are the feet of those who shall follow you. Lead on.”
[da Three Dreams in the Desert, Olive Schreiner, recitato nel film dalla voce fuoricampo di Maud]

La scorsa edizione dei premi Oscar è rimasta nella memoria collettiva soprattutto per aver portato l'attenzione, anche nell'elegante serata al Dolby Theatre di Los Angeles, sulla causa contro il gender pay gap, una problematica che coinvolge perfino il mondo dorato di Hollywood. Quest’anno, già durante le nomination dei candidati in gara, la polemica sembra invece concentrarsi sul sospetto di discriminazione razziale e l’accusa contro questa edizione (ma in generale tutta la lunga tradizione dei premi cinematografici) per l’esclusione di artisti di colore dalla gara, tanto da convincere molti di loro a boicottare la serata (come annunciato per esempio da Spike Lee) e farsi portavoce, insieme ad altri colleghi indignati per la situazione, di un acceso dibattito contro questi #OscarSoWhite , come l'hashtag relativo che si è diffuso in rete. Accanto al dibattito circa le nomination e l’assegnazione dei premi, che naturalmente interessa il pubblico (in cui il tormentone da moltissimi anni ormai è: sarà la volta buona per Di Caprio?), da qualche tempo quindi il Dolby Theatre è diventato anche il palcoscenico ideale per promuovere messaggi senza dubbio più interessanti rispetto ai soliti discorsi di ringraziamento e portare l'attenzione su problematiche d'attualità non solo nel mondo del cinema e dell'arte, ma più in generale della politica e del sistema sociale americano e qualche volta mondiale. L'edizione dello scorso anno per esempio va ricordata anche per il sentito discorso di denuncia da parte della vincitrice per il premio come miglior attrice non protagonista, Patricia Arquette, nei confronti della disparità di compensi tra uomini e donne nell'industria cinematografica, cui ha risposto dal pubblico una partecipe Meryl Streep.
Non posso che concordare con il desiderio di mettere in discussione leggi non scritte volte a discriminare, per qualsiasi ragione, una categoria di individui.

#CriticaNera. Un noir tra la letteratura e la vita: "Irène" di Pierre Lemaitre

Irène
di Pierre Lemaitre
Mondadori

Traduzione italiana di Stefania Ricciardi

pp. 360
€ 15

Camille è un poliziotto alto un metro e quaranticinque, “una pallida copia di Tolouse-Lautrec, solo meno deforme”. Il caso che si trova ad affrontare sembra uscito da un incubo: sono stati ritrovati i cadaveri smembrati di due donne; la testa staccata, gli occhi bruciacchiati, i corpi martoriati. Il medico legale confermerà con dettagli scioccanti ciò che è evidente si dall'inizio: tortura spietata, orrore ed una follia più tremenda della morte. Sul muro, una scritta di sangue: “Sono tornato”.