mercoledì 13 settembre 2017

#SpecialeSCUOLA - Cari prof, avete già letto questi saggi?


Buongiorno, lettori! 
L'anno scolastico è cominciato in molte regioni, non solo per i ragazzi, ma anche per gli insegnanti. Quest'anno abbiamo pensato di dedicare uno #SpecialeSCUOLA ai tanti saggi che ci hanno colpito e che riteniamo possano aiutare a tenersi aggiornati. Avete presente, cari prof, la famosa auto-formazione o auto-aggiornamento che dir si voglia, richiesto dalla Buona Scuola?! Ecco alcuni consigli per spendere bene il "bonus" e soprattutto le vostre energie. 

Buona lettura! 
La Redazione

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Carolina consiglia... 
"Il veleno di Auschwitz" di Primo Levi
A chi: agli insegnanti di storia e lettere, o a chiunque cerchi uno spunto diverso ed efficace per la giornata della memoria.
Perché: questo volumetto edito da Laterza, oltre ai brevi saggi che descrivono la storia dell'autore e delle sue opere e illustrano sommariamente i tratti del suo pensiero, è accompagnato da un dvd che contiene alcune interviste televisive a Primo Levi estremamente interessanti a livello di contenuti e tonalità espressive; si tratta di uno strumento didattico di grande utilità, per far riflettere gli studenti (partendo dalla viva voce di uno scrittore versatile ed eticamente motivato) su un periodo storico determinante, su una personalità sfaccettata e complessa, sui diversi modi in cui si può reagire a un trauma che segna in modo definitivo. E anche gli insegnanti si troveranno costretti a stupirsi per il contrasto tra l'immagine di Primo Levi che le biografie manualistiche ci hanno abituato a recepire e quella reale dell'uomo e pensatore.

"La mia dislessia" di Philip Schultz
A chi: a tutti gli insegnanti che vogliano scoprire una nuova prospettiva su una questione delicata che nelle aule scolastiche è all'ordine del giorno. 
Perché: la visione di Philip Schultz, premio Pulitzer per la poesia e dislessico in anni in cui dei disturbi specifici di apprendimento non si sentiva ancora parlare, è intima e personalissima, ma estremamente incisiva; la sua descrizione della dislessia vissuta in prima persona e il suo senso di ribellione rispetto alle etichette che gli venivano imposte dall'esterno sono utili per comprendere una situazione molto frequente non soltanto in termini clinici, ma umani e creativi: quello che da molti è considerato solo un limite, per quest'uomo straordinario è diventato risorsa ed elemento qualificante e distintivo. La lettura del breve volume Donzelli aiuta inoltre ad indagare in modo più consapevole l'insicurezza che spesso si accompagna ai problemi di apprendimento, suggerendo in termini testimoniali e mai invasivi le vie per affrontarla e trasformarla in un punto di forza.  

"Con parole precise. Breviario di scrittura civile" di Gianrico Carofiglio 
A chi: agli insegnanti di lettere, diritto ed educazione civica.
Perché uno dei messaggi più importanti che si possono passare agli studenti è che la cura con cui si fanno le cose e la precisione con cui si usano le parole sono importanti strumenti etici, di azione sulla società. Carofiglio, perfettamente coerente con l'idea che vuole trasmettere, esprime tale pensiero con un linguaggio chiaro e scorrevole, ricco di esempi accattivanti facilmente riutilizzabili in aula. 

"Stranieri alle porte" di Zygmunt Bauman 
A chi: agli insegnanti di lettere e storia, o a chiunque voglia aprire in classe una parentesi di riflessione su un importante tema di attualità.
Perché: Bauman è uno dei più importanti sociologi del nostro tempo e riesce a comunicare contenuti di grande densità concettuale rendendoli semplici e trasparenti. La sua interpretazione del fenomeno dilagante della "paura dello straniero" è estremamente concreta e affonda le radici in una lettura attenta della società e delle sue inquietudini. Il saggio, pubblicato postumo, offre ottimi spunti di riflessione e continui agganci con la cronaca recente. 

Cecilia consiglia...
"Arte in TV. Forme di divulgazione" a cura di Aldo Grasso e Vincenzo Trione
A chi: agli insegnanti di Storia dell'Arte
Perché: perché è vero che dipinti, sculture, installazioni e monumenti vanno prima di tutto esperiti in prima persona e in loco, e dunque è fondamentale accompagnare gli studenti nei musei e nelle città d'arte, ma anche la televisione (prima ancora che la rete) può rivelarsi un validissimo alleato per appassionare le proprie classi alle arti visive, e questo libro è un utile vademecum per orientarsi nel mare magnum dei palinsesti dedicati all'argomento.

"Leonardo. Genio senza pace" di Antonio Forcellino
A chi: agli insegnanti di Storia dell'Arte (ma anche a quelli più "estrosi" di Scienze, Matematica, Geometria...)
Perché: perché è la più recente e aggiornata biografia di Leonardo Da Vinci, scritta da uno dei suoi più importanti studiosi (e restauratori), e perché è scritta per appassionare alla vita del più esemplare uomo d'ingegno mai esistito, conosciuto e celebrato in tutto il mondo e ancora insuperato; perché nell'inquietudine conoscitiva del personaggio si cela la lezione più utile per gli studenti di ogni tempo, cioè quella delle curiosità come regola di vita prima ancora che di studio.

"Pirandello. L'impossibile finaledi Beatrice Alfonzetti
A chi: ai docenti di Letteratura Italiana con un debole per la drammaturgia (e, perché, no, a quelli di Filosofia).
Perché: perché i 150 anni dalla nascita dello scrittore Premio Nobel sono un pretesto in più per approfondire al meglio, e anche per intero, la sua produzione per il teatro: sebbene concepito principalmente come corso monografico universitario, questo saggio (o anche capitoli sciolti di esso) può offrire spunti originali di approfondimento anche alle classi dell'ultimo anno, e in più è un ottimo "invito a teatro" per gli studenti (da soli o accompagnati dagli insegnanti).

Elena consiglia...
"L'ora di lezione" di Massimo Recalcati 
A chi: a insegnanti di ogni disciplina e agli alunni delle scuole superiori.
Perché: perché insegnare e imparare sono due attività bellissime e profonde, e in questo saggio Recalcati ci ricorda che l'ora di lezione è un'ora di amore.

Francesca Romana consiglia...
"Bianca, rosa e nera" di Eddy Anselmi
A chi: a quei docenti che, oltre alle nozioni, vogliono insegnare ai loro alunni a leggere il presente e la storia, e a interpretarne il racconto.
Perché: perché è una enciclopedia dei più noti casi di cronaca (quelli che spesso si ricordano ancora oggi, da Alfredino a Lady D.). L'autore analizza il racconto mediatico del Novecento e le sue storture, in particolare gli eccessi di sensazionalismo. Uno strumento utile per invogliare i più giovani a informarsi dai giornali e, ciò che più conta, a leggerli con spirito critico.

Gloria consiglia...
"Passato prossimo" di Eva Cantarella
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A chi: agli insegnanti di storia e di diritto e ai loro studenti
Perché: con uno stile accattivante e semplice, Eva Cantarella propone storie esemplari di donne romani di diversa estrazione sociale, occupazione, cultura. Di pagina in pagina si delineano ora il coraggio ora i valori ora i vizi ora semplicemente le abitudini di tante donne che hanno dovuto sottostare al volere dei loro uomini di casa, almeno fino alla progressiva conquista della libertà (inevitabilmente collegata al patrimonio)... 

"A che servono i greci e i romani" di Maurizio Bettini
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e "Il presente non basta" di Ivano Dionigi
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A chi: agli insegnanti di latino e di greco
Perché: capita sempre che uno studente o un genitore ponga la fatidica domanda: perché studiare lingue che non si parlano più? Ogni insegnante si è dato e dà delle risposte, ma le argomentazioni di Bettini e di Dionigi sono estremamente efficaci e sono un'ottima risorsa a cui attingere, anche solo per riconfermare la propria predilezione.

"I peccati delle donne nel Medioevo" di Georges Duby
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A chi: agli insegnanti di letteratura, di storia e di religione
Perché: Negli studi storici, ha sempre più importanza la storia delle donne, indagata da saggi recenti che offrono ottimi percorsi. Questo saggio di Duby, per quanto un po' magmatico, ha il merito di presentare molte fonti che testimoniano la difficile esistenza delle donne nel Medioevo, i peccati di cui venivano tacciate, la diffidenza e le colpe (assurde, diremmo oggi) a loro attribuite. Uno sguardo utile per aprire le giovani menti e far comprendere come ogni diritto femminile sia stato acquisito in secoli e secoli di cammino.


Sabrina consiglia...
"Ridere nell'antica Roma" di Mary Beard
A chi: ai docenti di latino e greco che, grazie a questo piacevole saggio, hanno l'opportunità di intervallare le complicate (e poco apprezzate dagli studenti) lezioni sull'aoristo o sulla consecutio temporum con storielle divertenti e freddure che facevano ridere i Greci e i Romani.
Perché: ridere è una cosa seria. Perché, come diceva Charlie Chaplin, un giorno senza un sorriso è un giorno perso. E questo valeva anche nei tempi antichi. E perché in questo modo i Greci e i Romani escono dalla fissità dei libri di storia per entrare nella quotidianità, avvicinandosi un poco di più agli studenti. Che, magari, tra una risata e l'altra imparano più volentieri anche l'aoristo cappatico.

Samantha consiglia...
"Lettere sugli scritti e il carattere di Jean-Jacques Rousseau - Riflessioni sul suicidio" di Madame de Staël 
A chi: ai docenti di Storia e Filosofia che intendono approfondire alcuni aspetti di questa importante figura, spesso solo marginalmente studiata per la sua importanza in ambito letterario.

Perché: perché c'è un pregiudizio sulle figure femminili e il loro ruolo nella Storia, per la modernità del pensiero di questa donna e per l'esempio coraggioso che diede, tenendo testa a figure importantissime della sua epoca. Inoltre, dal punto di vista filosofico, è un libro che offre anche uno spunto importante per un percorso tematico sul suicidio, oltre che fornire un inedito punto di vista femminile sulla figura spesso ambivalente, soprattutto nei giudizi dei suoi contemporanei e detrattori, di Rousseau.

Valentina consiglia...
"Le donne silenziose - 1946, il coraggio di vivere" di Claudio Repek
A chi: ai docenti di storia che vogliono aggiungere allo studio dei fatti della seconda guerra mondiale una prospettiva nuova, centrata sulla cruda realtà del quotidiano, mostrando loro cosa volesse dire essere donna nel 1946.
Perché: le storie qui raccontate sono quelle di donne i cui nomi non sono entrati nei libri di scuola ma che meritano di essere ricordate perché le loro azioni hanno contribuito a cambiare il volto dell'Italia. Da proporre per mostrare un frammento meno conosciuto della storia italiana e per ricordare sempre a chi dobbiamo la nostra libertà. 

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