lunedì 22 maggio 2017

Quando l'amore sfida il tempo (e anche i palati dei lettori ormai lontani dal genere)

Il giorno che aspettiamo
di Jill Santopolo
Nord, 2017

Traduzione di Barbara Ronca
pp. 398
€ 17,60 (cartaceo)



Il primo amore non si scorda mai: un proverbio, per essere tale, deve nascondere un fondo di verità, se non un doppio fondo, magari amarognolo, che sa di momenti idealizzati proprio perché non ritorneranno, misti a un vago sentore di "se solo..." seguito da innumerevoli alternative che il nostro presente non ha mai visto, se non in sogno. Il giorno che aspettiamo, sorprendente esordio narrativo di Jill Santopolo, è in corso di traduzione in 30 Paesi e Editrice Nord è il primo editore straniero a farlo uscire, proprio oggi qui in Italia. Ma cosa ha di speciale questo romanzo d'amore, in grado di tener svegli una notte intera fino alla chiusura dell'ultima pagina (parlo per esperienza)? 

La vita a sedici anni: il felice esordio di Alice Ranucci.

In silenzio nel tuo cuore
di Alice Ranucci
Milano, Garzanti, 2015

pp. 168
€ 13,90 (cartaceo)
€ 2,99 (ebook)


«Le stelle si intravedevano appena, sperdute tra le luci abbaglianti della città. Ecco io assomigliavo a loro. A quelle stelle. Confuse, smarrite, irrintracciabili in un cielo occupato da luci taroccate. Come me».
Quello di Alice Ranucci è un libro pieno di vita quotidiana, verità, sofferenza e speranza. È un libro da regalare all'amica del cuore che si sta allontanando, da consigliare a chi sta perdendo la strada, da diffondere, per sapere cosa si rischia a mettere la propria anima in mano alle persone sbagliate. Claudia ha sedici anni e vive a Roma. È una ragazza come tante, sbocciata d'un tratto, fragile, insicura. Stenta a riconoscersi nel suo nuovo corpo di donna, che, tuttavia, le piace, e molto. Innamorata del belloccio della scuola, Rodrigo, e circondata da un gruppetto di ragazzotti dalla condotta tutt'altro che esemplare, Claudia si lascia pian piano adulare dalle serate in discoteca, dalle feste e dalle facili avventure. Intanto in casa, il rapporto con sua madre si sgretola sempre di più: la donna, incapace di riconoscere la propria figlia, cerca di riportarla sui binari giusti, lontana dalle false amicizie e dalle cattive compagnie. Per farlo decide di costringerla a fare volontariato in un centro per immigrati, Civico Zero, per provare a cambiare le sue prospettive.

domenica 21 maggio 2017

Nulla dura, nulla è finito, nulla è perfetto: la filosofia Wabi-Sabi

Wabi-Sabi per artisti, designer, poeti e filosofi
di Leonard Koren
Ponte alle Grazie, 2015

Traduzione di Guido Calza

1^edizione: marzo 2002

pp. 92
13,50 (cartaceo)

Wabi-Sabi è la bellezza delle cose imperfette, temporanee e incompiute. E' la bellezza delle cose umili e modeste. E' la bellezza delle cose insolite.

Spiegare la filosofia Wabi-Sabi è un impresa complessa anche per l'autore del libro Leonard Koren. I giapponesi stessi formulano affermazioni nebulose non appena viene posta loro la domanda su che cosa venga inteso esattamente con i due caratteri che ne identificano la corrente filosofica. La nebulosità appartiene al Wabi-Sabi stesso, elogio dell'imperfezione, dell'inafferrabilità e della decadenza naturale. Un fiore che appassisce dopo pochissimi giorni incarna la bellezza Wabi-Sabi, il fenomeno dell'hanami, ossia la rinomata osservazione della fioritura dei fiori di ciliegio -sakura- è per eccellenza un fenomeno di questa corrente o ancora l'arte del tè e la creazione di un vaso che nasce con una crepa. O ancora, un esempio di wabi-sabi spontaneo: il particolare della facciata del Bombay Cafè e dell'emporio Okura (Daikanyama, Tokio), fatta con legni trasportati dal mare, lamiere riciclate e gesso. Sono solo alcuni esempi pratici di una filosofia assai complessa e ricercata, tipicamente orientale, che trova fondamento nell'antica pratica buddista zen. Leonard Koren nel manuale preso in esame si sforza di spiegarla e di farla comprendere a noi “occidentali”, ma soltanto chi ha già un'infarinatura iniziale è in grado di seguire i concetti e gli aneddoti narrati tra le pagine scritte con il carattere informatico definito a livello mondiale il più brutto di sempre, il Comic Sans. Certamente una scelta voluta e ricercata. Anch'essa si deduce, possa rientrare appieno nel quadro della filosofia qui analizzata.
Certi critici giapponesi ritengono che il wabi-sabi debba mantenere le sue qualità misteriose, sfuggenti, difficilmente definibili perché l'ineffabilità è una sua caratteristica peculiare. […] Da questo punto di vista, la conoscenza mancante o indefinibile è soltanto un altro aspetto dell'”incompiutezza” intrinseca del wabi-sabi.

sabato 20 maggio 2017

Se è vero che il mare non bagna la Sardegna: in viaggio con Marcello Fois nello specifico barbaricino

In Sardegna non c’è il mare.
Viaggio nello specifico barbaricino
di Marcello Fois
Laterza, 2008

pp. 129
9,00 euro

È possibile riferirsi alla Sardegna senza pensare al mare? Ovviamente no, se è vero che almeno dal secondo dopoguerra l’isola al centro del Mediterraneo è divenuta sinonimo di grandiosa bellezza costiera e agognato turismo balneare. E ovviamente si, se è altrettanto vero che la sua dote di spiagge, calette e grotte è pur sempre la frastagliata cornice di un quadro più interno, non meno profondo degli abissi circostanti, fatto di roccia e di montagna. Stando così le cose, quello di Marcello Fois non è un paradosso: In Sardegna non c’è il mare. Ma anche se nella Sardegna “di dentro”, e più precisamente in quella Barbagia di cui lui stesso è originario, non ci sono il ritmo dell’onda e della risacca, il cuore “di pietra” di questa regione d’Italia ha battuto a lungo, e forse ancora a sua volta batte, al ritmo ipnotico di altri stereotipi.

venerdì 19 maggio 2017

Bianco e nero. Bene e male. Gli scacchi

Teoria delle ombre
di Paolo Maurensig
Adelphi, 2015


pp. 200
€ 18



Non ritengo casuale che Paolo Maurensig sia entrato nel catalogo Adelphi. Credo che un raffinato goriziano, nato del cuore della seconda guerra mondiale, di mestiere scrittore, ne debba far parte vista l’attenzione che la casa editrice milanese dedica alla mitteleuropa, alla letteratura russa ed ebraico-europea. Se potessimo divertirci a creare ipotetici rimandi letterari fra Paolo Maurensig e altri autori apprezzati da Roberto Calasso, mi verrebbero in mente, a bruciapelo, Joseph Roth e Sándor Márai.
“Teoria delle ombre” è un romanzo intrigante con due protagonisti: il primo è Alexandre Alekhine, campione del mondo di scacchi che la mattina del 24 marzo 1946 viene trovato morto su una poltrona, con un cappotto addosso, in una stanza dell’Hotel do Parque, a Estoril, dal cameriere incaricato di portargli la colazione. Il cameriere è un ragazzino portoghese. Il secondo protagonista sono proprio gli scacchi, un gioco che non fa prigionieri perché è l’esatta imitazione della guerra. «Lo sport più violento che esista» a giudizio di Garri Kasparov, non uno qualsiasi.
Il medico legale liquida la morte di Alekhine come causata da asfissia. Ma Maurensig non crede a questa versione e così s’inventa un personaggio, anch’egli scacchista, che decide di riaprire il caso. Lo aiuterà a svelare il mistero, incidentalmente, il cameriere oramai anziano e in pensione nella sua Lisbona, che nel corso della vita ha imparato a leggere i particolari e a cogliere l’importanza del non detto, del sussurro, delle mezze parole.

giovedì 18 maggio 2017

Suite francese - Quando il nemico è un nostro simile

Suite francese (audiolibro)
di Irène Némirovsky
Emons, 2017

Letto da: Anna Bonaiuto
Regia: Flavia Gentili
Durata: 15h 50m
Traduzione: Laura Frausin Guarino
Edizione testo: 2005, Adelphi Edizioni

€ 18,90 (cd)
€ 11,34 (mp3 zip)


Ci sono storie che entrano di diritto a far parte dei classici un po' per le tematiche che trattano, un po' per il modo in cui sono scritte, un po' per i personaggi che ci regalano.

Suite francese è divenuto un libro senza tempo per tutti e tre questi motivi, ma anche e soprattutto per la straordinaria capacità di Irène Némirovsky di far penetrare il lettore in quel mondo straordinario che è stato il suo e che, a mano a mano che ci addentriamo tra le fila della narrazione, diventa anche il nostro.
"Vogliono farci credere che siamo in un'epoca comunitaria in cui l'individuo deve soccombere affinché viva la società, e non vogliamo vedere che quella che soccombe è la società affinché vivano i tiranni".

"Corto - Sulle rotte del disincanto prattiano" : Boris Battaglia ci introduce alla fenomenologia dell'opera più nota di Hugo Pratt

Corto - Sulle rotte del disincanto prattiano
di Boris Battaglia
Armillaria edizioni (collana I Cardinali), maggio 2017

pp. 200

€12.00 (cartaceo)
€ 4.99 (Ebook)


Corto Maltese, la famosa serie dedicata a uno dei personaggi cult del miglior comic europeo, compie cinquant'anni: nel 1967 apparivano infatti, per la prima volta, le tavole su cui veniva presentato il leggendario marinaio maltese capace di mettere in crisi, una volta per tutte, lo statuto di eroe-protagonista di storie d'avventura così come il fumetto italiano lo aveva fino ad allora inteso. A renderlo possibile fu l'iniziativa dell'editore Fiorenzo Ivaldi che mise a disposizione dell'arguta matita di Hugo Pratt le pagine della sua nuova rivista, Sgt. Kirk: nasceva così Una ballata del mare salato, primo capitolo della saga che, inizialmente e nelle intenzioni dell'autore, doveva restare uno e unico, tutt'oggi considerato uno dei capolavori del disegnatore veneziano.
" È il luglio del 1967 e in tutte le edicole italiane compare una rivista che ha, come il nuovo disco dei Beatles, un sergente in copertina."
 Così Boris Battaglia, nel suo denso saggio Corto. Sulle rotte del disincanto prattiano, edito da Armillaria, ci introduce a quell'importantissimo anno – da lui considerato il primo dei mitici Settanta, il decennio più lungo di quel “secolo breve” che ci siamo da poco lasciati alle spalle – che vede la nascita dell'opera più significativa ai fini della definizione di un'estetica prattiana. La giovane casa editrice celebra il cinquantesimo compleanno del noto gentiluomo di fortuna con una pubblicazione che ci offre un'analisi della saga al contempo diacronica e sincronica, la cui proposta ermeneutica si avvale di un approccio semiotico nonché di solide basi teoriche – “quelle travi rovesce” atte a sostenerne tanto le argomentazioni quanto a dare notizia delle fonti prese in considerazione – enumerate nella folta bibliografia che, in coda al volume, l'autore mette a disposizione del lettore.

mercoledì 17 maggio 2017

L'arte di raccontare vite e luoghi

Terre promesse
di Milena Agus
nottetempo, 2017

pp. 201
€ 15.50 (cartaceo)



La verità è che nessuna terra promessa è all'altezza della sua fama. (p. 165)
Quanto siamo in grado, oggi, di identificarci davvero con la nostra terra d'origine? Quante volte vorremmo partire, lasciandoci dietro una città di strade, odori, colori, rumori che non sentiamo nostra o che, al contrario, avvertiamo scomodamente invadente nell'irrompere nella nostra identità?
Il nuovo romanzo di Milena Agus, Terre promesse, uscito da pochi giorni per Nottetempo, si interroga su questi temi ancestrali, che si rincorrono lungo tre generazioni. Inevitabilmente, il tempo modifica la percezione di "terra promessa" che portano con sé i protagonisti: se all'inizio Ester sogna il "Continente" come una fuga dalla sua realtà sarda, che avverte come opprimente, presto si accorgerà che la soluzione non è racchiusa nel suo matrimonio nel trasferimento a Genova, né con il rientro a Cagliari; anche la figlia, Felicita, esplora tutte le pieghe della sua vocazione amorosa, pur sapendosi difficilmente riamata, a suo parere per i chili di troppo; e Gregorio, figlio di Felicita, nonché nipote di Ester, misura il proprio talento pianistico con la complessa realtà di riuscire ad affermarsi e New York diventa ben più di una meta. 

Fra la notte e l'alba: "Delia è di nessuno" di Ilaria Milandri

Delia è di nessuno
di Ilaria Milandri

Laurana Editore, 2016

pp. 405
14,02 €



Di Delia, protagonista del romanzo di Ilaria Milandri, ricorderò l'uscire mattutino, l'aprirsi a un'aurora, dopo la notte, alla ricerca di quella «specie di bellezza in quel che resta di un'atrocità». Personaggio cinico e nichilista, prostituta per ripicca contro la vita "onorata e rispettabile" che il padre aveva voluto imporre a lei e alla madre, seguendo il suo narcisismo da studioso e la sua fama da intellettuale.
Si chiamava Delia Elena San Marco perché suo padre, Antonio, aveva amato Borges più di quanto non avesse amato lei e se ne era fregato se mettendole un nome del genere le avrebbe potuto causare non pochi problemi, ma se ne era fregato sempre di un sacco di cose, suo padre, e così l'aveva chiamata Delia Elena San Marco. Di cognome faceva Bruno.


Ce la presenta così, con un linguaggio diretto e talora spigoloso, come la sua protagonista. Delia è piena di odio verso il padre e verso la madre, più di tutti verso se stessa, probabilmente. Di una bellezza eclatante, impegnata a progettare suicidi ma poi tirata dentro i preparativi del funerale di suo padre. L'aurora che cerca la trova in Adamo, un anziano vedovo che la mattina presto porta il cane al parco, in attesa che apra il cimitero. Adamo è l'unico essere che scalfisce l'indifferenza di Delia, che si mostra subito curiosa di conoscerlo, di sapere qualcosa di lui, di comprendere il senso della dedizione verso la moglie che nemmeno la morte ha interrotto. Verso Adamo, Delia ha immediatamente (e noi lettori ci sorprendiamo almeno quanto la protagonista) attenzioni tenere, un tipo di osservazione diversa da quella che riserva al resto degli uomini: 
Era vestito troppo leggero per la temperatura di quei giorni, pensò mentre lo vedeva sparire dietro un enorme cespuglio di un sempreverde.

martedì 16 maggio 2017

Quando l'extra-ordinario diventa ilare

Vite brevi di idioti
di Ermanno Cavazzoni
Guanda, 2017

1^ edizione: Feltrinelli, 2009
pp. 176

€ 15 (cartaceo)


Ricominciare a ridere: come farlo, quando ormai siamo abituati al sorriso a denti stretti sui social network? La letteratura italiana ha una tradizione di tutto rispetto: si pensi anche solo a Flaiano, Longanesi, Guareschi o, in tempi molto più recenti, Benni. A questi nomi dobbiamo assolutamente aggiungere Ermanno Cavazzoni, che nei suoi brevi e fulminanti racconti, veri e propri squarci d'ilarità nel tessuto grigio del quotidiano, si misura con la tradizione. Sono quadri che ribaltano la routine o, al contrario, l'estremizzano, portando il lettore tanto all'avvertimento quanto al sentimento del contrario, per dirla con Pirandello. Infatti, anche Vite brevi di idioti, di recente riedito da Guanda, è un'iperbolica sfilata di "idioti" o, perlomeno, personaggi non allineati alla società, che con la loro stramberia risultano indimenticabili. Così, se il calcolatore o il piromaniaco totalizzano un certo record di sfortuna, altri personaggi identificano la loro ossessione con una vera e propria ansia persecutoria. Ma è poi vero che le circostanze si accaniscono contro di loro? A volte viene spontaneo chiederselo, tra un sorriso e l'altro. 

Guardare oltre, guardare attraverso: la Sardegna per "viaggiatori" di Michela Murgia

Viaggio in Sardegna.
Undici percorsi nell’isola che non si vede
di Michela Murgia
Einaudi, 2008

pp. 198

Euro 12,50

«Basterebbe ricordarsi, ogni volta che si legge della Sardegna,
che niente sull’isola è mai soltanto un luogo».


Due avvertenze preliminari agli aspiranti lettori di Viaggio in Sardegna di Michela Murgia, edito da Einaudi nel 2008. La prima: impossibile non tenere conto della sua collocazione all’interno della collana ET Geografie, comprensiva di peculiari guide di viaggio compilate da ciceroni “scelti” (tra gli altri, Fernando Pessoa che parla di Lisbona, Roberto Bertinetti che descrive Londra e Danilo Manera che racconta Cuba). Seconda avvertenza: impossibile affrontare questi Undici percorsi nell’isola che non si vede senza tenere conto del fatto che chi li tracciò una decina di anni or sono sarebbe di lì a poco diventata una delle più note scrittrici sarde contemporanee, conosciuta, oltre che per le sue opere, anche per i toni tutt’altro che accomodanti e anzi ironici e polemici in eguale misura, principalmente (ma non solo) quando l'argomento in questione è la sua regione d’origine. Chi dunque vada cercando un comodo prontuario di itinerari turistici sui “Caraibi del Mediterraneo” potrà prudentemente ignorare questo libro, e magari cercare con più profitto tra le molte, e spesso patinatissime, guide in circolazione. Oppure potrà correre il rischio di lasciarsi comunque condurre dall’autrice, che con fare ospitale lo porterà proprio dove non si aspetta; vale a dire, non alla scoperta dei soliti paradisi balneari, talvolta non meno artificiali di certe stupefacenti allucinazioni.

lunedì 15 maggio 2017

Le tredici ragioni di Hannah Baker

Tredici
di Jay Asher
Mondadori, 2017

pp. 229 
€ 17,00 (Ebook € 6.99)

Titolo originale: Thirteen Reasons Why
Traduzione di Lorenzo Borgotallo  e Maria Carla Dallavalle


Uscito nel 2007 ed esploso come caso mediatico dopo il successo della serie Netflix ad esso dedicata, Tredici (nell’originale, ben più significativo, Thirteen Reasons Why), offre abbondante materiale su cui riflettere. 
Il romanzo di Jay Asher racconta la storia di Hannah, le tredici ragioni per cui, a diciassette anni, ha deciso di togliersi la vita. È lei stessa ad esporle in prima persona, attraverso una serie di registrazioni lasciate all’ascolto di coloro che ritiene in qualche modo responsabili. Un modo estremo di fare chiarezza, per se stessa prima del gesto estremo, e per chi rimane e non si è reso conto della propria responsabilità, o se ne è reso conto e per qualche istante ha pensato di farla franca.

Un inno alla fantasia creativa: "Gli aspetti irrilevanti" di Paolo Sorrentino

Gli aspetti irrilevanti
di Paolo Sorrentino
Fotografie di Jacopo Benassi
Mondadori, 2016

pp. 274
€ 22

La premessa de Gli aspetti irrilevanti è curiosa: partendo da alcuni scatti del fotografo Jacopo Benassi (collaboratore di numerose testate tra le quali Rolling Stone, GQ, Wired Italia e Le Figaro) ed ignorando chi siano in realtà le persone immortalate, Paolo Sorrentino ne immagina nome e cognome e costruisce per loro strani ritratti, fatti di episodi, curiosità, epifanie fulminanti, pensieri scomposti e motti perentori. Nella fantasia dello scrittore-regista, sono tutti uomini e donne qualsiasi, senza particolari meriti per i quali essere ricordati. Eppure le loro storie valgono tutte la pena di essere lette.
La trovata alla base del libro fa emergere la vena comica di Sorrentino, presente dall'inizio e sempre più dominante con lo scorrere delle pagine; una comicità talvolta sommessa e talvolta aperta (esilarante la scenetta del latitante che tradisce la moglie con una pornostar, e non sveliamo in cosa consiste il divertissement finale, con la foto di Settimio Valori). I suoi buffi personaggi conservano però anche il marchio di fabbrica del creatore di Tony Pagoda, ovvero la capacità di parlarci della vita, questa inestricabile somma di tic, stranezze (la signora che avrebbe seguito ovunque Fred Bongusto e che però lo ama come uomo e lo detesta come cantante), gioie e dolori. Ma soprattutto di dignità. Come il pianista di piano bar protagonista di uno dei capitoli: abbandonato dalla moglie che gli ha lasciato un figlio con problemi mentali, affronta ogni giorno l'illusione della notte e le promesse spezzate dell'alba. Una storia davvero commovente.

domenica 14 maggio 2017

#PilloleDiAutore - «Il pensiero più bello è che la verità è dubbio».

La foresta dell'amore in noi
di Adonis
Guanda, 2017

Traduzione di F. Al Delmi

pp. 158
€ 12,50 (cartaceo)
€ 4,99 (ebook)



Una raccolta di emozioni: ecco come potrebbe figurare la recente La foresta dell'amore in noi di Adonis, forse il poeta arabo più conosciuto anche in Occidente. Una poesia dello spazio bianco, tra strofe talvolta monoversali che lasciano all'io la sua centralità. Ma non esiste io senza "tu": interlocutore perenne, donna amata eppure mai chiamata per nome. D'altra parte è superfluo chiamarsi per nome, quando si condivide un'intimità ben più profonda, fatta di "ferite" condivise (parola-chiave), che si sono profondamente ricomposte solo nel corpo dell'altro. Questa mutua rispondenza di pronomi è lo specchio di uno scambio più profondo, che rimanda alla passione carnale, ben presente e profondamente intrisa di natura: le simbologie, talvolta martellanti, inseriscono gli amanti in un contesto decisamente ovidiano, se osiamo accostare la tradizione latina alla poesia araba di Adonis. 
E proprio per questa estasi dell'uno che si completa nell'altro, non servono neanche aggettivi ridondanti o onnipresenti: basta qualche qualificativo a definire un dettaglio, ma domina ovunque l'evocativo, che il lettore può colmare con la propria sensibilità. 
Accanto alle liriche amorose, senza dubbio preponderanti, che sempre coinvolgono l'identità mutevole del soggetto lirico, poesie meta-poetiche che riflettono, a fronte di una lunga esperienza poetica, della propria posizione nell'universo letterario e, soprattutto, si interrogano sulla funzione prima del poetare. 

Se la raccolta pare talvolta lontana dalla letteratura occidentale e, per questo, complessa nella sua solo apparente semplicità, una lettura attenta e aperta alla libera interpretazione non farà che farci sentire più vicino Adonis, così come quando, a #TempodiLibri, ha declamato in arabo alcune delle sue liriche. E tutta l'armonia della poesia è fluita. 

GMGhioni

sabato 13 maggio 2017

#CritiComics. "Vivi e vegeta": il lato oscuro nel mondo delle piante

Vivi e vegeta. Un noir vegetariano
di Francesco Savino e Stefano Simeone

Bao Publishing, 2017
€ 17,00









Nel Distretto dei Fiori, dove si fugge dal mondo degli umani e molto spesso piove, l'atmosfera non è festante. Il cimitero di vasi rovesciati si arricchisce sempre di più: nei giorni di sole, i fiori spariscono senza lasciare traccia, rapiti dai perfidi girasoli Anthos ed Elios. Nessuno sa cosa succeda loro, solo che vengono portati verso la Serra. Carl il Cactus arriva in città in un giorno di pioggia, le spine fradice e il cuore pesante, alla ricerca di Nora, la sua fidanzata che rientra nella lista degli scomparsi. Mentre nel mondo delle piante e dei fiori si diffonde sempre più l'eco pauroso della parola "vegani", Carl dovrà fare luce su un terribile mistero.

venerdì 12 maggio 2017

#SpecialeSCUOLA - Come raccontiamo l'evoluzione della donna romana?

Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia
di Eva Cantarella
Feltrinelli, 2015

pp. 187
€ 9 (cartaceo)



Quando ho parlato della dea Tacita Muta in classe, per la prima volta, i ragazzi sono scoppiati a ridere. Certo, nel 2017 ha dell'incredibile pensare a una dea infera che veniva adorata dalle matrone romane perché rendesse le donne silenziose e docili. E, inutile aggiungerlo, quando ho ripetuto il detto di Sofocle secondo il quale "alla donna il silenzio reca grazia", un'altra risata è scoppiata sonora e accompagnata da piccole gomitate. Poi, invece, è arrivato l'amore per la figura di Tanaquil, moglie di Tarquinio Prisco, ma soprattutto donna piena di velleità, con ambizioni accese e mai paghe, esperta di prodigi e quasi mitica, nella ricostruzione romana. Invece, le donne sabine e la vicenda della ragazza di Ardea hanno lasciato quasi indifferenti gli studenti di oggi, nonostante le prime (forse 683?) fossero state rapite per il matrimonio e la seconda fosse al centro di una contesa tra un pretendente patrizio e un plebeo e per lei fosse scoppiata una guerra. Molto più interessanti le amazzoni italiche, come Camilla e Clelia, anche loro sottoposte a riti di passaggio come gli uomini! 

Oltre ciò che si vede, tra scrittura e pittura: "Picta" di Marcello Fois

Picta
di Marcello Fois
Frassinelli, 2003
(prima edizione Marcos y Marcos, 1992)

pp. 234
11,00 euro

Vincitore del Premio Calvino nel 1992, pubblicato una prima volta da Marcos y Marcos e poi edito nuovamente da Frassinelli nel 2003, Picta di Marcello Fois è il risultato di un incontro virtuoso tra scrittura e pittura. Ma se tutto trae origine dall’ammirazione dell’autore nei confronti di capolavori e maestri particolarmente amati, già l’Indice fa intuire come si vada ben oltre l’ovvietà della descrizione, del commento o della narrazione biografica. Articolato in tre sezioni, incentrate ora sugli artisti ora sui dipinti, Picta è un susseguirsi di mini-racconti che prendono vita in virtù di interpretazioni, ipotesi, vagheggiamenti e invenzioni.

giovedì 11 maggio 2017

Quello che resta: "Le notti blu" di Chiara Marchelli

Le notti blu
di Chiara Marchelli
Roma, Giulio Perrone editore, 2017

pp. 223
€ 15,00 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)




Il libro di Chiara Marchelli - ad oggi semifinalista al Premio Strega 2017 - è un'opera intensa, forte, che lascia un'impronta duratura nell'anima di chi lo legge. La vicenda comincia con un anniversario, una ricorrenza infelice: il 31 dicembre, la data della morte del figlio di Larissa e Michele. E così, nel 2009, mentre tutto il mondo celebrava l'inizio di un nuovo anno, portando nel cuore desideri inespressi, loro due piangevano Mirko, suicidatosi proprio quella sera. La moglie, Caterina, non sa dare loro notizie precise riguardo i motivi che l'avrebbero spinto a questo gesto, e nello sconvolgimento che segue il ritrovamento del corpo, le voci si alzano, le lacrime si fanno copiose, le mani corrono a nascondere il volto stravolto dal dolore. Quello di Mirko è un gesto che a coloro che restano immobili a constatare ciò che è successo, resta incomprensibile: nessuno l'avrebbe creduto possibile.
Chiara Marchelli ci racconta con delicatezza ed efficacia i giorni successivi al fatto, delineando la tragedia che si è compiuta: i giorni del dolore, la febbrile ricerca di un segnale, un indizio, un qualcosa che potesse far presentire il progetto di Mirko.
Pian piano Michele e Larissa continuano a camminare sul filo delle loro esistenze, anche se con passo più incerto e col cuore fermo al 31 dicembre 2009. Nel momento in cui la narrazione comincia sono trascorsi ormai cinque anni dalla di Mirko e proprio ora arriva nelle loro vite, apparentemente ricomposte, una notizia destinata a confondere nuovamente le acque e gettare una nuova luce su quanto successo: tramite la lettera di una avvocato, si viene a scoprire che Mirko avrebbe avuto un figlio – di cui nessuno sapeva nulla – da un'altra donna, residente a Courmayeur. Un nuovo shock si abbatte sulle vite di Larissa, Michele e Caterina. Quest'ultima, in particolar modo, si chiede la vera identità dell'uomo che credeva compagno di vita e si domanda come può non essersi accorta di nulla. Ma soprattutto, Mirko era a conoscenza del bambino? L'aveva riconosciuto?

Il "vento traverso" di Anna Pavone che soffia poesia


Vento traverso
di Anna Pavone
Le Farfalle, 2017

€ 12,00 (cartaceo)



In una scena di Mary Poppins entrata nell'immaginario di molte generazioni una folata impetuosa di vento - "vento dell'est" - spazza via le aspiranti baby-sitter in attesa del colloquio di lavoro con l'austero Mr. Banks. A questo punto devo confessare che tale reminiscenza cinematografica mi si è presentata, con un'evidente associazione libera di idee, durante la lettura di Vento traverso di Anna Pavone, edito per i tipi de Le Farfalle del poeta-editore Angelo Scandurra rinomato per le attenzioni e la cura artistica che pone alle sue creature editoriali. Associazione arbitraria, si diceva dunque, dato che il volume della Pavone non ha niente a che vedere con baby-sitter, bambini vivaci, banchieri della City da salvare; il "vento" che attraversa le pagine di questo libro così atipico è invece il medium che spalanca al lettore porte e finestre di un mondo parallelo (e molto spesso invisibile) situato sulla 'linea d'ombra' che separa la cosiddetta ragione dall'altrettanto cosiddetta follia.

mercoledì 10 maggio 2017

#CritiCINEMA - Un cerchio che non si chiude: "The Circle" tra libro e film

Sono andata all'anteprima di The Circle nutrendo delle aspettative.
Il romanzo di Dave Eggers, bestseller internazionale pubblicato nel 2013, racconta di una tentacolare Tech Company che da San Vincenzo, California, influenza le menti gestendo la totalità delle informazioni web. Grazie a TruYou l'identità di ogni persona viene del tutto tracciata e integrata in un'unica piattaforma accessibile da qualsiasi device: le amicizie, le reti di contatti, le carte di credito, il conto in banca, la partecipazione politica, il lavoro, le cause sociali, gli hobby. Immaginiamo l'unione di Facebook, Google, Amazon, Apple in un unico sistema. Non proprio inconcepibile, direte. 

Nutrivo aspettative perché quando ho letto il libro ho pensato che - pur nella tendenza a scivolare a tratti nel didascalico - fosse in potenza uno dei più cinematografici tra quelli letti negli ultimi anni. Immaginavo gli open space con fiori, piante, monitor sempre accesi e il sole della California che filtra dalle pareti di vetro. A The Circle, si sa, hanno un'ossessione per la trasparenza. 
Ho immaginato Mae Holland e la sua casa di provincia nella baia di San Francisco, dove un attimo c'è il sole e quello dopo arriva la nebbia. Più di tutto ho immaginato come sullo schermo avrebbe potuto prendere forma l'ossessione di un sistema dove tutto è (quasi) perfetto. Così perfetto da fare paura.

Sete di birra, sete di vita: l'esordio narrativo di Roberto Marri

Sete
di Roberto Marri
Prospero editore, 2017

pp. 170

cartaceo € 9,90
e-book € 4,99

Romanzo d’esordio snello, ma sorprendentemente efficace, Sete si presenta come un’opera legata a un contesto socio-culturale molto specifico: la vita giovane, non più giovanissima, di un quartiere di periferia in una città del nord Italia, che rimane imprecisata per dare alla vicenda un valore quasi universale. Microcosmo concluso e bastante a se stesso, da cui i personaggi non escono quasi mai, il rione è popolato da un’umanità variegata, che si muove in costante equilibrio tra la tipizzazione e la caratterizzazione individuale. I due protagonisti, Rico e Sanchez, sono due piccoli antieroi del quotidiano, apparentemente sfaccendati, eppure sempre impegnati in qualche attività che per loro riveste la massima importanza; apparentemente superficiali, eppure dotati di una propria etica, che governa tutto ciò che per loro ha qualche valore, si tratti delle partite a calcetto, della costruzione di una casetta abusiva in un terreno pubblico, o dell’allestimento di un “albero della birra”, che tintinna al “tocco delle lattine” vuote e balugina di notte, massima concessione alla poesia in un ambiente fortemente connotato in senso popolare.

martedì 9 maggio 2017

Vita di Alessandro Kokocinski: Tiziana Gazzini racconta un artista (meglio: un "artigiano-colto") straordinario

Kokocinski.
Vita straordinaria di un artista
di Tiziana Gazzini
Edizioni Clichy, 2017

pp. 196
18,00 euro

Appena pubblicato dalle Edizioni Clichy a firma di Tiziana Gazzini, Kokocinski. Vita straordinaria di un artista è un libro che mantiene le promesse del suo pericolosissimo titolo. Tante, troppe volte, difatti, l’attributo “straordinario” viene applicato alle biografie di personaggi di ogni epoca e settore senza che ve ne siano i reali presupposti di eccezionalità e singolarità. Ma non è questo, per fortuna, un ennesimo caso di aggettivazione ad effetto: la vicenda esistenziale ed estetica di Alessandro Kokocinski, intensa e in perenne evoluzione, ha tutte le caratteristiche della straordinarietà vera, quella capace di definire e di far riconoscere un uomo e un artista in modo unico e irripetibile. 

Il suo nome è Jim, Lord Jim: l'uomo senza cognome di Conrad

Lord Jim
di Joseph Conrad
Nuovi Oscar Classici Mondadori, 2003

pp. 416

€ 8 (cartaceo)
€ 1,99 (ebook)


Chi è Lord Jim? Jim è un antieroe, un bravo ragazzo, figlio del parroco di un piccolo paese che sin dalla tenera età si protegge con lo scudo della fantasia, immaginando avventure mozzafiato, luoghi mai visitati e intrepidi imprevisti da cui difendersi e, manco a dirlo, uscirne vincitore. Jim cresce così, orgoglio di suo padre, fra numerosi fratelli e sorelle. Appena completa gli studi si imbarca come marinaio e un giorno riesce a dare un valido motivo di fierezza a suo padre: prende l'ambito brevetto di ufficiale. Diviene così motivo anche di enorme vanto per il suo vecchio. Jim, sempre tenuto in piedi dalle sue elevate fantasie, salpa nella Patna come primo ufficiale di bordo. Nella nave si imbarcano ad ogni viaggio un ingente numero di fedeli diretti a La Mecca. Finché una notte scoppia una tempesta in conseguenza della quale la nave incorre in un incidente. Jim vede il capitano e altri uomini di bordo abbandonare l'imbarcazione con una scialuppa e trafitto dal dubbio sino all'ultimo secondo, alla fine salta e scappa con loro. Lasciano a bordo più di ottocento uomini. La nave la mattina seguente è ancora nello stesso punto, con gli stessi pellegrini: non è affondata. Jim è sotto processo; tutti gli altri, compreso il capitano, non subiranno il processo perché fuggiti, di nuovo. Giudicato colpevole e macchiato di codardia, Jim attraverso la revoca perde il brevetto di ufficiale.

lunedì 8 maggio 2017

È davvero sempre bene sapere la verità?

Anna sta mentendo...
di Federico Baccomo
Giunti, 2017

pp. 283
€ 17 (cartaceo)


Bugie per convenzione, bugie per quieto vivere, bugie che nascondevano segreti sgradevoli, bugie per sentirsi un po' più amati.
E poi c'erano le bugie di Anna.
(p. 184)

Cosa fareste se una sera come tante, al posto della solita icona verde di Whatsapp installaste per sbaglio Whatstrue? All'inizio Riccardo pensa che si tratti di un virus, un trojan o qualche altra app parassita; poi, con sgomento, si accorge che quando chatta con la ragazza che sta frequentando, la sua collega Anna, al posto della solita didascalia "Anna sta scrivendo..." appare l'inquietante "Anna sta mentendo...". Senza dubbio una trovata pubblicitaria, o il gioco di qualche piccolo nerd in erba; certo che l'algoritmo è molto preciso e sa sempre quando il messaggio può essere vero o falso... E se avesse ragione? 

Una donna insolita: un ritratto feroce di editori e intellettuali


Una donna insolita
di Rose Macaulay
Astoria Edizioni, 2016

Traduzione di Simona Garavelli

pp. 246
17 euro



Satira: genere letterario che ritrae con intenti critici e morali personaggi e ambienti della realtà e dell’attualità, in toni che vanno dalla pacata ironia alla denuncia, all’invettiva più acre.

Dissacrazione: L’azione e l’effetto del contestare il carattere sacro, religioso o comunque tradizionale di un’istituzione, di una consuetudine, di una posizione di privilegio, attraverso il chiarimento della sua formazione storica, o proponendone un’interpretazione più realistica.

Per scrivere di Una donna insolita, romanzo di Rose Macaulay del 1926, si deve necessariamente prendere le mosse da queste due definizioni che ben accolgono al loro interno questo libro particolare, differente, originale.
La giovane Denham Dobie, già orfana di madre, è costretta a lasciare la famiglia e la sua terra d’origine, l’Andorra, per trasferirsi a Londra, insieme a parenti materni, quando anche il padre viene a mancare. La nuova cornice cittadina offre alla protagonista la possibilità di entrare a far parte di un contesto borghese e intellettuale, fatto di editori e scrittori, che si autoalimenta di scandali, pettegolezzi, eventi sociali, dibattiti vivaci e, all’apparenza, colti.

domenica 7 maggio 2017

Killer e bastardo: il poeta innamorato secondo Davide Rondoni

La natura del bastardo
di Davide Rondoni
Mondadori, 2016
(collana Lo Specchio)

pp. 142
€ 18,00 (cartaceo)



Devi essere pronto a uscire dalla tua ‘cameretta-porto’ per confrontarti, corpo a corpo, come un pugile suonato che le prende e le dà in eguale misura, con ciò che la realtà ti mette davanti agli occhi, nella sua bellezza e crudezza, nella sua miseria e nel suo splendore. In altre parole, devi mettere il tuo ‘io’ al servizio di una potenza più grande, demone o altro, proprio come fa Dante nella Commedia, perché sia possibile fare esperienza viva di ciò che Luzi chiamava 'maestà del mondo'. Questo è quanto ha sempre perseguito la poesia di Davide Rondoni, incapace, per sua “natura”, di compromessi à la page, rasentando sempre l’abisso, la caduta, il fallimento, perché la sua scrittura non conosce altri modi, altre forme di traboccare da- e in questo amore che si pone al confine della parola. "Sei un amore perché sei / un racconto" si legge quasi a conclusione de La natura del bastardo (Mondadori, 2016), l’ultima pubblicazione del poeta forlivese che non viene meno a questa sua ‘vocazione’ e in cui, già dal titolo, la messa a fuoco del reale non fa sconti a un lettore magari avvezzo alla levigata ed esteticamente riuscita politeness di tanta recente poesia nostrana.

Il Salotto: intervista a Lisa Hilton

Foto di ©Luca Del Pia
Lisa Hilton sembra nata per abbattere stereotipi e pregiudizi. Bellissima, estremamente intelligente e curiosa, paga lo scotto di essere una donna interessante dal punto di vista intellettuale quanto estetico, in un mondo in cui ancora, purtroppo, sembra che le due cose difficilmente possano coesistere. Per dirla senza mezzi termini: non si può essere - molto - belle e anche intelligenti. E lei che per di più è diventata celebre al pubblico con un thriller erotico molto discusso, Maestra, dimostra che non solo è possibile ma, soprattutto, non c'è niente di male. Il pregiudizio è solo nella mentalità ristretta degli altri.
Da poco in libreria con Domina, secondo volume della trilogia, ci ha dedicato un po' del suo tempo per un'intervista esclusiva. Un intenso dialogo sugli aspetti più controversi del nuovo romanzo, i pregiudizi che pervadono la società contemporanea, le scelte narrative e i modelli letterari che hanno ispirato Judith, la protagonista della storia.

Prima di Maestra lei aveva scritto biografie di nobili e personaggi storici: in termini di metodo come è cambiato il suo approccio alla scrittura?
Personalmente non ho trovato poi così diverso, dal punto di vista del metodo, scrivere biografie storiche o romanzi. In entrambi i casi sono necessarie molte ricerche e non c'è una grande differenza tecnica. Scrivere romanzi, tuttavia, è per certi versi più facile, perché diversamente dalla non fiction, basata sui fatti, la narrativa si appoggia all'immaginazione.

sabato 6 maggio 2017

#PagineCritiche - Il fascino antico e moderno dei giardini secondo Grimal

L'arte dei giardini
Una breve storia
di Pierre Grimal
Feltrinelli, 2014


Trad. italiana di Marina Magi


pp. 107
€ 10

Il giardino è per eccellenza il regno dell'illusione teatrale, delle leggi accuratamente calcolate. Ma geometria e ragione non sono fine a loro stesse: sono solamente al servizio di un'arte il cui scopo rimangono la fantasia e il fantastico.

Più che una breve storia, un saggio. Un saggio che risulta poco prolisso per essere un manuale di architettura e troppo tecnico per essere una semplice “breve storia”. Tuttavia si tratta dell'unica opera esistente interamente dedicata al culto e allo studio dei giardini dall'antichità all'Ottocento.
Colui che si è addentrato in questa sfida letteraria -vinta- è Pierre Grimal, un filologo francese che accettò di far tradurre il manuale, pubblicato nella sua lingua madre nel 1987, anche in lingua italiana. A proporglielo fu ai tempi una neolaureata in architettura, Marina Magi, che si occupò interamente della traduzione, stampa e diffusione del manuale. E si può certamente dire che anche lei abbia vinto la sua ambiziosa quanto pregiata sfida.
“Grimal non era uno storico dell'arte, né un architetto, né un botanico, bensì un archeologo, un filologo, uno studioso erudito ma brillante e vivace, attento ai piccoli segni che portano ai grandi cambiamenti.Scoprii così, consultando le bibliografie, anche questo libro che risaliva agli anni della sua laurea.”  (Marina Magi)

venerdì 5 maggio 2017

#CriticaNera - Alessio Viola, "Vivere e morire a levante"

Vivere e morire a levante
di Alessio Viola
Besa Editrice, 2017


pp. 281
€ 18,00







La caratteristica principale che emerge dalla lettura dei romanzi di Alessio Viola è la perfetta fusione dell'oggettività giornalistica con la poetica narrativa. Uno stile crudo, diretto, senza orpelli retorici, che si compenetra con la dimensione “umana” delle storie, dei protagonisti, del sentire dell'autore stesso, facendo della lettura un'esperienza ai limiti della fisicità.
Aspetto già rilevato dalla lettura di Fidati di me, fratello [qui la recensione], in questo Vivere e morire a levante, romanzo di più ampio respiro e consistenza, il “doppio registro” diventa una modalità narrativa perfettamente strutturata, in grado di scatenare nel lettore tutta l'emotività che una storia di amore viscerale e di morte può smuovere, tenendolo tuttavia entro i binari della realtà più assoluta e più crudele possibile.

La Francia in chiaroscuro: "I selvaggi", di Sabri Louatah

I selvaggi
(Les Sauvages)
di Sabri Louatah
Mondadori, 2017 (2012)

Traduzione di Francesca Mazzurana

228 pp.
19,00 €

«Siamo con il sedere tra due sedie. Là non siamo a casa, qui non siamo a casa! Dove siamo a casa?»

Benvenuti in Francia, molto prima degli attentati.
La prima parte de I selvaggi, saga in quattro volumi di Sabri Louatah, arriva in Italia. Pubblicato nel 2012, il libro accosta le vicende di una famiglia cabila residente a Saint-Etienne a quelle di un'improbabile corsa elettorale: a sfidare Sarkò al ballottaggio per le presidenziali è Idder Chaouch, il candidato anti-sistema di origini algerine.
Il romanzo si apre in un contesto frenetico: è la vigilia dell'election day. Mentre Krim, il protagonista, affronta il matrimonio del cugino, il Paese corre verso un ballottaggio estremamamente divisivo. Il punto non è se schierarsi con il conservatore o l'innovatore; il vero dubbio è se ci si può fidare o no: degli altri, che potrebbero votare in massa per Sarkozy; di Chaouch, che alla fine potrebbe rivelarsi molto più allineato di quanto voglia dare a vedere; della stessa correttezza del sistema elettorale e politico, che mai tollererebbe un presidente non francese.
«Che cosa credi, che i francesi si diranno: ah ecco, abbiamo un presidente arabo, okay, perché no? Ma dai, smettila di sognare...».

giovedì 4 maggio 2017

La scabra poesia del quotidiano in un quartiere di Palermo

Borgo vecchio
di Giosuè Calaciura
Sellerio, 2017

pp. 134
€ 14 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Immaginate che a presentarvi un quartiere di Palermo come ce ne sono tanti, tra violenze quotidiane e incredibili poesie del quotidiano, ci siano personaggi indimenticabili, incandescenti a furia di frizionare la propria pelle contro le asperità della vita. Immaginate che siano proprio loro ad aprire le finestre delle proprie case per farvi spiare e, da lì, ascoltare cosa sta succedendo attorno. Non c'è alcun impero delle luci nel nuovo Borgo Vecchio di Giosuè Calaciura, ma le ombre che si nascondono nella vita solo apparentemente privata dei protagonisti. 

Incontri con uomini straordinari: l'incredibile quotidianità di un mistico

Incontri con uomini straordinari
di Georges I. Gurdjieff
Adelphi, 1977


traduzione di Gisèle Bartoli



13,00 euro

Un eccentrico, un santone, un religioso, uno scrittore, un mistico, un danzatore: l’armeno Georges Ivanovič Gurdjieff è stato tutte queste cose e chissà quante altre. I suoi proseliti sono stati e sono tuttora tanti e in ogni parte del mondo, al pari dei suoi detrattori.
Padre greco e madre armena, divise la sua infanzia tra le città di Alexandropol (nell’Armenia russa) e la turca Kars. Consacrò la vita alla ricerca di ciò che davvero gli interessava: la verità. Una volta appresa, Gurdjieff dedicò la maturità e la vecchiaia all’insegnamento, fatto di prestiti religiosi, filosofia, mistica islamica e yoga. Ha disseminato le sue convinzioni filosofico-religiose fondando l’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo nel castello del Prieuré, presso Fontainebleau. Ha scritto libri e rilasciato interviste volte a indicare la sua via per il risveglio.

mercoledì 3 maggio 2017

Altro che chiacchiere fumose da caffè! Pregi e virtù del tabacco nella Francia di primo Ottocento di Théodose Burette

Fisiologia del fumatore
di Théodose Burette
a cura e con traduzione di Mara Bevilacqua
Armillaria, 2015

pp. 176

Cartaceo euro 12,00
E-book euro 4,99 

Non importa che apparteniate alla categoria dei fumatori incalliti o a quella degli anti-tabagisti convinti: leggetelo lo stesso, Fisiologia del fumatore, il volumetto a firma del francese Théodose Burette – professore, storico, scrittore, saggista e traduttore di classici latini quali Ovidio e Orazio, vissuto tra il 1804 e il 1847 – pubblicato da Armillaria nel 2015 con la cura e la traduzione dall’originale di Mara Bevilacqua. Leggetelo perché non solo vi illuminerà sulle abitudini e consuetudini a proposito del fumo nella Francia di primo Ottocento, ma perché, in apparente contraddizione con il suo oggetto, sarà proprio il genere in questione – la “fisiologia”, appunto – a rivelarsi come una vera e propria boccata d’aria fresca.

#PagineCritiche - A lezione di storia da Sergio Romano

Guerre, debiti e democrazia
Breve storia da Bismarck a oggi
di Sergio Romano

con una prefazione di Fabrizio Saccomanni

Laterza, 2017


pp. 118
€ 14 cartaceo
€ 8,99 ebook


Che Sergio Romano fosse una grande penna non è una novità. Ciò che stupisce è l'estrema lucidità ed accuratezza con cui, nonostante la veneranda età, regala ai suoi lettori una disamina attenta e godibilissima di oltre un secolo di storia occidentale, attraverso le lenti di economia e politica. Guerre, debiti e democrazia - breve storia da Bismarck a oggi, opus parvum tra i lavori di Romano, è un pamphlet utilissimo non solo per comprendere a pieno l'attuale situazione politica internazionale ma anche per intuirne i possibili sviluppi. Cardine della trattazione è il principio secondo il quale al termine di una guerra è cosa saggia non infierire sugli sconfitti con indennità eccessive e clausole vessatorie, a maggior ragione se la loro posizione nello scacchiere internazionale richiede una nazione economicamente forte e se le stesse dimostrano di aver voltato pagina con un cambio di governo. Il principio appena enunciato fu disatteso al termine della prima guerra mondiale essenzialmente per scarsa lungimiranza, avidità ed incompetenza, finendo per generare veri e propri disastri. Non tutti i partecipanti alla conferenza di pace di Versailles nel 1919, però, furono d'accordo con le decisioni prese. Ad interpretare allora il ruolo di Cassandra fu l'economista John Maynard Keynes, presente in qualità di delegato del ministero del tesoro britannico. Keynes non solo invitò le nazioni vincitrici a chiedere alla Germania una somma non superiore a 2 miliardi di marchi oro (quella poi stabilita fu di 132 miliardi!) ma anche a cancellare i debiti inter-alleati: sarebbe stato molto più facile per la Francia e per gli altri paesi europei rinunciare alle indennità da parte della Germania, se a loro volta non avessero dovuto onorare i debiti contratti, in primis nei confronti degli Stati Uniti. Le proposte dell'economista britannico vennero però ignorate e si perse effettivamente una grande occasione.

martedì 2 maggio 2017

"Domina": il ritorno di Judith, bellissima e crudele

Domina
di Lisa Hilton
Longanesi, aprile 2017

Traduzione di Sara Caraffini

pp. 416
€ 16.90


Mi credevo impegnata in un gioco di cui avevo fissato io le regole e invece mi sono addentrata in un altro, iniziato molto tempo prima e di cui non sono riuscita neppure a intravederle, le regole.
Lisa Hilton e la dark lady protagonista dei suoi thriller erotici sono tornate, pronte ancora una volta a destabilizzare i lettori con una storia di desiderio, potere, omicidi ed intrighi, in un avvincente viaggio per l’Europa fra trafficanti d’armi e meravigliose collezioni d’arte. Domina, secondo volume della trilogia iniziata lo scorso anno con il discusso Maestra è, ancora una volta, un thriller avvincente in cui non mancano spunti di lettura interessanti, ma che non convince fino in fondo, a partire dalla trama stessa: senza dubbio molto cinematografica – facile immaginare una futura trasposizione dei romanzi di Hilton – in un susseguirsi caotico di location suggestive in giro per l’Europa tra Venezia, Ibiza, Belgrado e una tensione narrativa crescente abilmente costruita, personaggi ambigui, ricatti, trafficanti d’armi, droga e sesso, rancori, fantasmi dal passato e nuovi pericolosi giochi di potere in cui Judith, bella e spregiudicata, si trova coinvolta, consapevolmente o meno. Gli omicidi, naturalmente, il “vizio” segreto di Judith, e la passione bruciante per l’arte, che è pura bellezza e devozione, questa volta intorno al genio di Caravaggio.

Tempeste in Cornovaglia: il secondo episodio della saga di Poldark

Demelza. Un romanzo della Cornovaglia (1788-1790)
di Winston Graham
Sonzogno, 2017

pp. 496
cartaceo € 19,00 

e-book € 9,99

Traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini



È cosa universalmente nota che vedere l'adattamento televisivo/cinematografico di un libro letto e amato può essere fonte di grandi nervosismi e amare delusioni. Anche il processo contrario, tuttavia, non è libero da rischi. Il film – in questo caso il serial, suggestivo e ben diretto, intitolato Poldark – vincola in modo forte la fantasia dello spettatore, la ancora a determinati scenari, a personaggi caratterizzati in modo univoco, a precise successioni di eventi, a un certo ritmo nello svolgimento della trama. Quando l'approdo al libro è secondario, il lettore è costretto a decostruire le idee precostituite grazie alle immagini imposte dal regista. Abituati alla rossa e rifulgente bellezza di Eleanor Tomlinson, appena iniziato il secondo volume della Saga di Cornovaglia (del primo si è occupata meravigliosamente Laura qui) ci si scontra con un sovvertimento delle aspettative: Demelza ha capelli e occhi scuri, un primo spiazzamento che porta a chiedersi quanti ne seguiranno.

lunedì 1 maggio 2017

Libera Resistenza - L'intreccio della Storia.

Libera Resistenza
di Luca Attanasio
Mincione Edizioni, 2017 (Collana: Vita Vitae)

pp. 128
cartaceo: € 12

Pochi giorni fa il nostro Paese ha celebrato il settantaduesimo anniversario della liberazione d'Italia, festa in cui si ricorda la vittoria della Resistenza italiana sui nazifascisti.

Nel corso degli anni sono state composte molte opere per ricordare gli anni bui della guerra, ma anche il coraggio dei partigiani e della gente semplice che si oppose con piccole grandi azioni al predominio degli invasori sulla nostra terra.

Libera Resistenza, l'ultimo libro scritto dal giornalista Luca Attanasio, si propone di analizzare quegli eventi attraverso una prospettiva inedita: l'intreccio tra le vicende della partigiana Terza, eroina e figura di spicco della Resistenza in Emilia Romagna, e quelle della giovane Biba, una ragazza venuta al mondo durante la strage di Bologna del 2 agosto 1980.
"Il fascismo ha sempre avuto questo incredibile merito: fa uscire dagli oppositori i sentimenti migliori. Chi resiste ne viene fuori migliorato".

«La felicità è qualcosa che si cerca, lungo le vie del mondo come nel profondo del nostro cuore. Ed ognuno di noi ha la sua». L'urgenza di vita di Francesco Grandis in «Sulla strada giusta».

Sulla strada giusta
di Francesco Grandis
Milano, Rizzoli, 2017

prima edizione (autopubblicata): 2015
pp. 350

€ 18,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

«Quanti di noi si sono sentiti stanchi e stressati dal lavoro, sentendo il tempo passare senza lasciare traccia, e avendo la sensazione di perderlo? Quanti hanno desiderato essere felici?» (p. 314)
Questa è la storia di una rinascita. Un libro che parla alla parte più profonda di noi, che si rivolge alle nostre paure, a quei dubbi che quasi tutti almeno una volta hanno avuto ma che molti hanno sotterrato sotto la sabbia, silenziandone la voce. Quello di Grandis è un libro che, una volta letto, spinge ognuno di noi a farsi delle domande, anzi, la domanda, quella che lui si è sentito rivolgere in un tempio thailandese. È un libro, insomma, che scardina le certezze, mettendo in dubbio quelle «istruzioni generiche» che sono state consegnate all'autore, come a tutti noi, dalla società, la quale ci spinge in un'unica direzione:
«Studia, trova un buon lavoro, creati una posizione, fatti una famiglia, metti via dei soldi e poi vai in pensione».
Ma è davvero questa la «strada giusta» da seguire per la realizzazione personale? Oppure esiste un altro percorso, meno battuto, che però può regalarci una felicità più profonda e duratura?
È il 9 agosto 2009, un giorno come tanti, e Francesco Grandis, in arte Wandering Wil, sta guidando su una strada qualunque, non importa la direzione. Ad un certo punto qualcosa in lui si rompe, lo costringe ad accostare e a scoppiare in lacrime. Le mani aggrappate al volante, la testa chinata, e le lacrime che scorrono a fiumi. Era da tempo, ci racconta Grandis, che il suo lavoro non lo soddisfaceva più, che la vita attorno gli stava stretta, che in lui covava un'inquietudine profonda e sconosciuta. Questo sentimento macina dentro di lui, fino al giorno in cui capisce che non è quella la vita che vuole.