La donna muore
di Matsuda Aoko
Edizioni e/o, febbraio 2026
Traduzione di Anna Specchio
pp. 192
€ 19 (cartaceo)
€ 11,99 (e-book)
La donna muore. Muore per creare un colpo di scena. Muore per far evolvere la storia. Muore per generare catarsi. Muore perché non si trovano altre soluzioni. Muore perché non sono venute in mente altre idee. O, meglio, la donna muore perché è l'idea migliore tra quelle possibili.
«Lampo di genio! Basta uccidere lei!».
«Ma certo, se muore lei, tutto si risolve!».
«Grandissimo, andiamo a bere!».
La donna muore. Muore affinché lui si rattristi. Muore affinché lui soffra. Muore affinché lui porti il peso del destino. Muore affinché lui precipiti nel lato oscuro. Muore affinché lui pianga dal dolore. Straziato e sopraffatto, lui resta lì, mentre lei gli giace accanto in silenzio. Lei muore per lui. Noi lo guardiamo. Noi lo leggiamo. Noi lo sappiamo. (p. 54)
Già autrice molto amata per il libro Nel paese delle donne selvagge (2022) vincitore di numerosi premi letterari, Matsuda Aoko - autrice e traduttrice giapponese - torna pubblicata da Edizioni e/o con un'altra raccolta di racconti.
Per la precisione cinquantatré brevi racconti, a volte brevissimi - anche di una sola frase. La donna muore, il racconto che dà il titolo alla raccolta, nel 2019 è arrivato finalista allo Shirley Jackson Award ed è uno dei più riusciti di tutto il testo, a mio avviso.
Non c'è un vero filo conduttore che leghi i racconti, ad esempio, attraverso un tema unico o istanze ben definite. Vero è che alcuni racconti sono uniti da personaggi in comune, con una struttura narrativa a matrioska - il racconto Il segreto di Victoria (che è uno sfottò parodico al brand di intimo femminile Victoria's Secret) è legato a Caro dottor Spencer Reid che è a sua volta legato a Flora - ma tendenzialmente i racconti presenti sono autonomi.
I racconti di Aoko pongono l'accento sulla contemporaneità: la condizione delle donne in Giappone, in società e sul posto di lavoro (ricordiamo che, nonostante il Paese sia uno dei più sviluppati e moderni, le donne sono ancora estremamente sessualizzate e marginalizzate, quindi la strada da fare è parecchio lunga nel senso della parità di diritti), lo stato della letteratura, degli animali, dei fiori (intesi come essere viventi al pari degli umani, argomento che sembra interessare parecchio all'autrice), spaziando in una molteplicità di ambiti, generi e discipline - la botanica, l'arte pittorica, il genere comedy, il realismo magico, la sociologia, il cinema, le lingue, la cultura pop.
Si percepisce che sono racconti scritti in periodi diversi e per finalità diverse e qui raccolti in un unico testo. Tra l'altro lo spiega l'autrice stessa nella postfazione.
Il tono è sempre molto ironico, divertito, come se l'autrice ci stesse prendendo tutti un po' in giro: il racconto La donna muore, menzionato poc'anzi, è drammatico ma al tempo stesso comico e grottesco; il racconto Una sensibilità tipicamente maschile è esilarante e capovolge quella sciocchezza che ogni tanto viene detta sulla "letteratura femminile/con sguardo tipicamente femminile" (che cosa vorrà dire?) inventando di sana pianta una società in cui gli uomini combattono le stesse battaglie delle femministe oggi: parità salariale, de-sessualizzazione dei genitali e del corpo, presenza di quote azzurre sui posti di lavoro, insomma il femminismo come se lo avessero vissuto gli uomini. Divertentissimo.
Era arrivata l'era degli uomini. Le battaglie degli uomini per ottenere il diritto di voto erano ormai un lontano ricordo. Adesso il governo sosteneva con forza l'avanzata degli uomini nella società, la prima ministra proclamava con orgoglio il valore degli uomini e si impegnò in prima persona a dare il buon esempio, includendo nel proprio governo il maggior numero di candidati uomini mai visto. Stabili un nuovo proclama: un terzo delle leader doveva essere uomo. Che traguardo!
Ma l'evento storico di maggiore portata fu l'istituzione del ministro delle Attività maschili. Appena nominato, il nuovo ministro dichiarò di voler costruire un Paese in cui ogni uomo potesse vivere con fiducia e fierezza, realizzando appieno il proprio potenziale. Annunciò inoltre l'intenzione di introdurre una nuova Legge per la promozione della partecipazione attiva degli uomini. Ogni cosa era pensata per gli uomini, per creare una società in cui loro potessero brillare. (p. 119)
Molti racconti sono inoltre accomunati da voci narranti e personaggi che non sono umani: oggetti, nello specifico, come armi, denaro, indumenti abbandonati e dimenticati, e persino inni nazionali (sì, inni nazionali che parlano e provano sentimenti).
Poi c'è anche una certa attenzione alla condizione delle donne: donne lavoratrici, attrici gregarie della star di turno (nel racconto Bond si riuniscono tutte le Bond Girl del cinema), donne molestate a lavoro, donne sezionate come carne da macelleria, Campanellino se fosse vissuta al giorno d'oggi. Ma questa attenzione al versante femminile non impedisce all'autrice anche di dedicarsi al sesso opposto, con la stessa voce ironica, dissacrante e parodica.
Una raccolta di racconti che piacerà molto a chi ha letto autrici come Fumio Yamamoto (I dilemmi delle donne che lavorano, Neri Pozza, 2025) o Murata Sayaka (Vanishing World, Edizioni e/o) o ancora a chi ha apprezzato Rifiuto di Tony Talathimutte (Edizioni e/o, 2025).
Deborah D'Addetta

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