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#LibriSottoLOmbrellone - Quali libri portare in ferie? I consigli di luglio

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Foto di ©Debora Lambruschini

Buon 1° luglio, lettori! 
Come ogni primo giorno del mese, arrivano i nostri consigli di lettura, che nel periodo estivo trasformano la rubrica del "Rileggiamo con voi" nel "Libri sotto l'ombrellone": pensiamo a quali libri mettere in valigia o leggere mentre restiamo in città e abbiamo bisogno di un po' di evasione. 
Come sempre, oltre alle motivazioni e ai lettori adatti a un determinato libro, trovate sempre il link al nostro articolo e il link per l'acquisto veloce del testo. 

Buone letture! 
La Redazione


Carolina consiglia: 
"Il taccuino delle cose non dette" di Clare Pooley (Mondadori)
Perché un romanzo ironico e divertente riesce ad affrontare con intelligenza il tema delle maschere che tutti noi indossiamo, tangendo temi importanti come la depressione post-partum, le dipendenze e la solitudine, inserendoli però in un contesto di grande levità ed equilibrio narrativo. E perché la scrittura è gradevole, la storia trascinante, e il romanzo ti obbliga a pensare alle tue verità non dette, ma anche a riflettere su come spesso l’immagine che ognuno ha di se stesso non coincida con quella che hanno gli altri. 
A chi cerca una lettura leggera ma non banale, a chi ama le storie d’amore, a chi preferisce rilassarsi in estate e cerca il libro perfetto da portare in piscina o sotto l’ombrellone. A chi ha una vita che gli va stretta, a chi si sente oppresso dai giudizi altrui (o dai propri), a chi legge volentieri di vite rovesciate da incontri inaspettati.

Cecilia consiglia: 
"Atlante delle fortune di mare" di Cyril Hofstein (L'ippocampo)
 Perché: perché al netto delle norme relative agli spostamenti, ai rincari dei trasporti e alle difficoltà che in molti avranno nell'andare in vacanza questa estate, la tanto ambita meta balneare potrebbe essere davvero solo un miraggio: molto meglio, allora, ripensare al mare da un altro punto di vista, con un libro che ricorda quante avventure, nel corso dei secoli, si sono consumate tragicamente tra i suoi flutti e quante sono diventate narrazione popolare prima e leggenda poi; perché le storie raccontate da Cyril Hofstein sono il perfetto antidoto all'impossibilità delle ferie, un modo un po' ironico e un po' macabro per trarre consolazione dalla "terra ferma" obbligata dei prossimi mesi A chi: a chi nell'infanzia amava mascherarsi da navigatore o da pirata e ha sempre subito il fascino delle vicende riguardanti battaglie navali, trasporti eccezionali e tesori inestimabili precipitati sui fondali; a chi soffre da sempre di mal di mare, perché si consolerà pensando che tra le onde può capitare molto peggio di una brutta nausea (per esempio si può finire cannibalizzati dal proprio equipaggio o sparire tra le nebbie); a chi preferisce la montagna e considera l'eventualità della navigazione "un accidente" di per sé. 

Debora consiglia: 
"Il vento selvaggio che passa" di Richard Yates (Minimum Fax) 
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Perché: Yates è un fuoriclasse del realismo americano, un artigiano della parola. Approfittando del tempo dilatato dell'estate ci si immerge totalmente nelle storie e nelle atmosfere magistralmente create sulla pagina. Il vento selvaggio che passa è la gioventù che sfuma, è la vita di una coppia come tante altre le cui aspirazioni si scontrano - sconfitte - con la quotidianità, lo spettro della mediocrità, la solitudine. A chi: ama la prosa autentica di Yates, a chi si appassiona alle storie di umanissima fragilità e frustrazione, il crollo del mito borghese, la fine dell'amore. Eppure, in quella miseria quotidiana, risplende magnifica la scrittura, la voce spietata e attenta. la luce che entra dalle crepe. 

Giulia consiglia: 
"C'è di mezzo il mare" di Riccardo Finelli (Incontri)
Perché: il destino di molti di noi, per quest'anno che così bene sostiene il pregiudizio che gira intorno all'aggettivo "bisesto", è quello di non riuscire ad andare in ferie. Per avere quindi una finestra su isole lontane e mari azzurri, la lettura del reportage di viaggio di Riccardo Finelli è quanto di più indicato. Da isole lacustre, a piccoli lembi di terra persi al largo delle nostre coste, il viaggio porta in parti d'Italia sconosciute ai più, ma mira anche a non dipingerli solo come luoghi idiallici: ogni isola ha il suo carattere e le sue peculiarità, lotta con le difficoltà date dall'isolamento e cerca di mantenere in vita le proprie tradizioni. 
A chi: a chi non avrà la possibilità di fare ferie degne di tale nome e dovrà accontentarsi di cambiare lo sfondo del desktop per far finta di affacciarsi su uno specchio d'acqua.  

Gloria consiglia: 
"Giura" di Stefano Benni (Feltrinelli)
Perché: si può raccontare in tanti modi un amore che dura per tutta la vita, e Stefano Benni lo fa senza patetismi, cercando invece di stupire i lettori con la sua consueta fantasia, infilando nel suo romanzo incontri imprevisti per due protagonisti che sono assolutamente memorabili: Febo e Lunaria non seguono le convenzioni e per tutta la vita si presenteranno semplicemente come sono. Anche i personaggi minori sono tratteggiati con vivacità e con la grande ironia a cui ci ha abituati l'autore, per cui il libro è un romanzo che si può gustare in qualsiasi situazione, in vacanza tanto quanto in città, per chi resterà al lavoro nel mese di luglio.
A chi: ai lettori che vogliono ritrovare il Benni-romanziere, imprevedibile dalla prima all'ultima pagina; e a chi vuole farsi strappare un sorriso, sapendo che non sarà mai un sorriso fine a sé stesso, ma che conterrà anche un momento di riflessione qui e là. 

Isabella consiglia:  
"Breve storia del mio silenzio" di Giuseppe Lupo (Marsilio)
Perché è una storia che riporta alle origini senza perdere mai di vista il presente; una biografia letteraria, narrata dalla penna di uno scrittore che nel suo libro lascia tracce di valore ovunque. 
A chi: agli amanti della vera Letteratura, che necessitano di un po’ di silenzio e vogliano trovarlo in un racconto di un pezzo d'Italia e di Uomo (che da bambini muti si ritrovano ad essere ‘al centro’). A chi è amante di un narrare delicato, che trasporti in piacevole viaggio. 

Marta consiglia: 
"A sangue freddo" di Truman Capote (Garzanti)
Perché: la storia tragica di una famiglia che riesce a conservare tutto il sapore di un fatto di cronaca realmente accaduto in una piccolissima cittadina degli Stati Uniti degli anni '60 dà vita a un romanzo unico nel suo genere, a metà tra il reportage giornalistico e il poliziesco. Tra descrizioni dell'America rurale e ritratti psicologici struggenti, sarete tenuti sapientemente col fiato sospeso fino all'ultima pagina, dove starà solo a voi giudicare se giustizia è stata fatta o meno. 
A chi: chi cerca sempre una scintilla di pura verità in ciò che legge, che sia nelle storie vere che hanno ispirato le parole, o nella trasparenza assoluta dei personaggi, qui così cristallini da apparire reali, in carne e ossa, tali e quali apparivano a Capote quando li intervistava. 

Sabrina consiglia: 
"L'estate dell'incanto" di Francesco Carofiglio (Piemme)
Perché: dopo un periodo nero come i mesi che ci siamo lasciati alle spalle, lasciarsi incantare da una stagione come l'estate, è il meglio che possiamo augurarci. In questo libro di Carofiglio lo possiamo fare grazie alla gioia pura e serena di una bambina che si affaccia alla stagione più bella con la spensieratezza e la magica innocenza tipiche della sua età. Miranda, questo il nome della bimba, non sa che quella estate del 1939 sarà l'ultima prima che il mondo vada in frantumi e per questo il ricordo del sapore di quell'estate è ancora inciso nella sua pelle. Anche adesso che è così anziana. 
A chi: a chi vuole portarsi in vacanza un po' di spensieratezza, a chi vuole vedere il mondo con gli occhi dei bambini per lasciarsi trasportare nel regno dell'innocenza, a chi vuole una lettura non troppo impegnata, ma comunque profonda e delicata.