domenica 30 giugno 2019

Tante piccole Itaca: "C'è di mezzo il mare" di Riccardo Finelli

C'è di mezzo il mare
Viaggio nelle micro-isole italiane
di Riccardo Finelli
Incontri Editrice, 2008

pp. 239
€ 15,00


Il concetto di isola ha del mistico. Poche cose come le isole evocano l'idea di viaggio, emigrazione, ritorno e nostalgia. Dalla petrosa Itaca di Odisseo all'arcipelago delle Faroe di Siri Ranva Hjelm Jacobsen, le isole sono un punto di arrivo e di partenza, hanno una capacità attrattiva da canto delle sirene
In aggiunta, l'isola porta che sé un'idea mitizzata del vivere in armonia con la natura che fa sospirare chi è costretto alla terraferma e chi, alzando lo sguardo dal proprio pc, non può spaziare sull'orizzonte azzurro.
In C'è di mezzo il mare di Riccardo Finelli si prendono in esame le micro-isole italiane: isole lontane dalla terraferma, isole poco collegate, isole con una forte connotazione culturale, isole che non si sono mai sentite nominare, cercando di rispondere alla domanda: come si vive al di là dell'acqua?
Il viaggio di un'ora (ammesso che non ci sia mare) ti porta lontano. Lontanissimo. (p.151)
L'itinerario di viaggio previsto da questo volume pubblicato da Incontri Editrice è vario. Si passa da isole di laguna, come San Lazzaro degli Armeni, a isole lacustri, come Isola Maggiore sul Trasimeno, per poi avventurarsi in mare, più o meno aperto. Come ricordato dall'autore nell'introduzione, «la distanza è in primo luogo un fatto mentale» ed è su questo criterio che le isole qui descritte sono state selezionate. Lampedusa è più lontana, in termini di miglia, rispetto a Linosa, ma quest'ultima non gode della fama e dei servizi della sorella maggiore. San Lazzaro degli Armeni, con la sua impronta culturale così marcata, anche se distante pochi minuti di vaporetto da Venezia è un mondo a parte.

Il rischio, con un catalogo di questo tipo, è di scrivere sempre la stessa storia, ovvero quella del mondo isolato, magico e in armonia con la natura, popolato da poche persone che si conoscono tutte tra di loro e che fanno comunità. Piccole utopie che, pur con i problemi di ogni giorno, vivono nel migliore dei mondi possibili. Ma l'autore riesce ad evitare questo problema con due espedienti. 
Il primo è quello di togliere un po' di patina dorata dall'immaginario. «Vivere in un'isola è complicato, tutti i problemi domestici si moltiplicato», sospira Vera Claythorne in Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Tra queste pagine non vengono risparmiate le visioni di quanto una vita su un'isola sia complicata. Leggiamo allora di Teresa, la maestra di Alicudi, che racconta della mancanza di prospettive delle famiglie nei confronti dei figli e della sottesa e strisciante violenza domestica. Scopriamo che a Isola Maggiore sul lago Trasimeno, le signore del paese creano splendidi centrini che restano lì a prendere la polvere perché i turisti non riconoscono la maestria di questa forma di artigianato. E ancora, dei tour operator che non inseriscono Linosa nel loro catalogo perché i collegamenti sono così a singhiozzo da non renderla meta appetibile, nonostante l'impegno alla valorizzazione degli abitanti. Per non parlare della difficoltà a trovare lavoro, ricevere cure mediche adeguate e anche, banalmente, la posta in tempi ragionevoli!
Il secondo espediente è aver scelto realtà ciascuna con una propria vocazione e una propria impronta che è unica nel panorama. Nessuna di queste isole somiglia ad un'altra: non sono semplici luoghi dal mare cristallino e dai collegamenti difficili. Sono isole con il loro carattere. Giriamo per Gorgona che ha solo nove abitanti fissi e il resto sono i detenuti della casa circondariale e il personale di polizia penitenziaria. Scopriamo di avere uno dei regni più piccoli del mondo al largo di Olbia: l'isola di Tavolara ha infatti la sua brava famiglia regnante, i Bertoleoni, che pur con la corona gestiscono il ristorante dell'isola. Restiamo stupiti nel sapere che Ginostra vanta un melting pot nei suoi trenta abitanti da far invidia a New York.

Tutti i capitoli iniziano con delle piccole mappe disegnate che indicano i punti di visita dell'autore: non c'è nessun intento nel realizzare una guida turistica e, anzi, se qualcosa sembra dare quest'idea, nell'introduzione ci si scusa. Ma nel vedere le foto a compendio con quell'azzurro così intenso, a leggere di queste persone coraggiose che, anche con tutte le difficoltà e gli impedimenti, scelgono di vivere a animare questi mondi, prende un forte desiderio di attraccare su queste spiagge per andare a bere un caffè da zia Sarina o per vedere le piastrelle autografate di Marettimo.
Ah, e come chicca finale sappiate che Itaca potrebbe essere Marettimo. Samuel Butler, scrittore di epoca vittoriana, avrebbe ipotizzato questa ubicazione per l'isola di Odisseo. Petrosa, difficile da coltivare, ma bella e con un richiamo irresistibile: proprio come tutte le micro isole che compongono questa raccolta.

Giulia Pretta





Giulia purtroppo deve rassegnarsi: quest'anno il mare lo vedrà solo in questa forma, tramite gli sfondi del deskop 😅 per fortuna che ha qualche lettura pronta a rinfrescarla e a trasportarla in luoghi evocativi. Grazie a "C'è di mezzo il mare" di Riccardo Finelli edito da @incontrieditrice sta viaggiando da Capraia a Linosa, da San Lazzaro degli Armeni ad Alicudi alla scoperta delle micro isole che punteggiano il nostro mare. Alcune di queste non le aveva mai nemmeno sentite nominare! Se anche voi siete bloccati allo schermo del vostro pc e avete bisogno di un po' di azzurro, state con noi così tra qualche giorno potrete conoscere questi piccole chicche che punteggiano il nostro mare #inlettura #recensioni #incontrieditrice #riccardofinelli #mare #cèdimezzoilmare #isole #italia #viaggipermare #criticaletteraria #travel #bookworm
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