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Un weekend, un'estate e una manciata di personaggi alle prese con amore, sparizioni e misteri da svelare

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Marea
di Laura Nicchiarelli
66thand2nd, febbraio 2026

pp. 216
€ 17 (cartaceo)

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Per quel poco che aveva vissuto, Nico aveva sempre fatto in modo di non esserci, o di esserci a metà, o di trovarsi in un luogo che fosse reale solo per lui. Attraversava gli eventi protetto da uno scudo di leggerezza, un manto di indifferenza che lo schermava dal presente. Inaccessibile. Aveva avuto l'impressione, seduto sulla poltrona dello studio dello psicologo a via Oslavia, che quel «percorso terapeutico» non fosse altro che una spirale tortuosa e controproducente, avviluppata su un solo concetto: Dove sono io? E più Nico snocciolava aneddoti d'infanzia, cercando di scavare nel proprio inconscio - ma per trovare cosa? - e consegnando la sua privacy al dottore, più quello cercava di riportare il discorso a una data sepolta. Il giorno in cui per sette ore era stato perso di vista da sua madre. L'avevano ritrovato in un piccolo fosso disseminato di aghi di pino, di quelli che corrono lungo la pista ciclabile, in un tratto di pineta in semiabbandono. (p. 25)

Laura Nicchiarelli, al suo esordio con un romanzo, scrive un intreccio di storie contemporanee che girano intorno a una scomparsa, o meglio, al ricordo di una scomparsa: quella di Nico, uno dei protagonisti.

Ambientata ai giorni nostri, tra Londra e Punta Ala, una frazione del comune di Castiglione della Pescaia in provincia di Grosseto - meta turistica molto conosciuta dai toscani, con bella vista sull'Elba - la storia intreccia molti personaggi, legati da parentele, amore e amicizia. Tutto si svolge nel giro di un weekend, dove Livia e Claudio, gli zii di Nico, invitano alcuni amici e parenti a trascorrere qualche giorno al mare. Così nel gruppetto fanno la loro comparsa Nico e Daphne, un'amica di Londra; Leo e Michela, coppia che si ritrova lì all'insaputa l'uno dell'altra; Bianca, la figlia di Livia e Claudio e cugina di Nico; e Camilla con Annika, duo staccato dal nucleo principale, le quali hanno il compito di chiarire, raccontando, alcuni punti del rapporto bellissimo ma ormai sfumato tra la stessa Camilla e Bianca.

Come si può notare, tutti i personaggi sono legati tra loro, chi da rapporti di tipo famigliare, chi da amori che stanno per crollare, chi da neonati sentimenti giovani e acerbi, chi da presunti tradimenti. E chi, ancora, come Camilla e Bianca, che non riescono a smettere di pensarsi a vicenda ma che, a causa di evento traumatico del loro passato, non trovano più le fila per riappacificarsi.

Di amore si parla in tutto il romanzo, infatti: Nico e Daphne con il loro affetto che forse può diventare qualcosa di più; Leo e Michela, che si ritrovano a Punta Ala per uno scherzo del destino - entrambi hanno mentito e si incontrano lì trovandosi faccia a faccia a sorpresa - Camilla e Bianca, unite da un sentimento all'epoca indicibile; e infine, l'amore misterioso e forse fedifrago di Rosa, la madre di Livia, testimoniato da una cartolina su cui si firma un certo A.

Il mistero della natura di questa cartolina si unisce al mistero per la scomparsa, tanti anni prima, di Nico dalla spiaggia di Punta Ala: sette ore di angoscia che non vengono mai chiarite del tutto se non alla fine, una sparizione che si allaccia a una seconda proprio nel finale.

E guardalo adesso, il nichilista pentito, i sensi risvegliati da una compagnia finalmente degna del suo interesse, o forse solo degna in quanto diversa dalla sua presenza quotidiana.

Michela vorrebbe fare ammenda per la disonestà di quel weekend, ma guardandosi alle spalle ora non saprebbe a chi chiedere perdono, se a sé stessa o a Leo. Non si piace più accanto a lui, non se non può far parte di un progetto, non come complice di un pessimismo opposto alla sua natura. La domanda è già cambiata, non è più «vuoi stare con lui?» ma «vuoi stare con questa versione di te?».

La vertigine che ha provato nell'accettare l'invito di Livia altro non era che questo: la possibilità di una svolta. (pg. 119)

Leo è uno sceneggiatore e accetta di trascorrere il weekend da Livia e Claudio per scrivere il suo romanzo. Non lo dice a Michela, inventa una scusa, un impegno di lavoro. Perché? Forse perché le aspettative della compagna sono troppo alte. Michela, dal canto suo, inventa una seconda scusa: andare a trovare la sorella. Invece, colpo di scena, si ritrovano entrambi nella macchina di Claudio senza avere il coraggio di svelare l'inganno ai propri amici e passando così quattro giorni tra bugie, ansie, gelosie e frecciatine velenose. 

Nel frattempo, Livia affida proprio a Leo - che d'altra parte conosce a malapena - quel segreto di famiglia che tanto la cruccia, legato alla madre Rosa e alla misteriosa cartolina firmata da A. Chi sarà mai questo A.? Perché Livia ci tiene tanto che Leo ne scriva?

Nico e Daphne, ragazzi giovani poco più che ventenni, ne approfittano per avvicinarsi, tra droghe, alcol, installazioni site specific, dissertazioni filosofiche e amore per la musica e l'arte. Il loro è un rapporto tenero, confortante, il classico amore della gioventù. Il contraltare è proprio il rapporto tra Leo e Michela, che tanto si amavano (o si amano ancora?) e che, ora, si trovano a dover fare i conti con le bugie, una fine forse annunciata e il peso delle speranze. Il loro è un gioco contrario a quello innocente di Nico e Daphne: si evitano, ingannano, girano intorno alla questione, mentono e non rivelano agli altri chi davvero sono.

E poi c'è Bianca, che pensa a Camilla, e Camilla che pensa a Bianca. Il filo che le lega a Nico è proprio la sua sparizione: durante le ricerche disperate per ritrovarlo Bianca ha assistito a qualcosa di traumatico - traumatico anche per Camilla, in fondo - che le ha costrette e separarsi. Se quindi Nico e Daphne rappresentano la speranza, e Leo e Michela l'imminente rovina, Camilla e Bianca rappresentano il rimpianto.

Se esistesse una bilancia su cui pesare il bene e il male, un'unità di misura per saggiare la portata morale di ogni azione, cos'è che conterebbe di più, alla fine dei giochi? Un evento fortuito, relegato in un punto nel tempo e nello spazio, o una vita intera, quella successiva all'accaduto, trascorsa a negarlo a parole e a fatti, a creare significati opposti, ad accumulare alibi? Che valore hanno rimpianto e rimorso rispetto al presente di chi sceglie l'uno o l'altro? La differenza è enorme quando il rimorso si materializza in un figlio.

Una cartolina si infila in un libro e diventa storia, la si può dimenticare. Un figlio no [...] (pg. 108)

Il breve ma intenso weekend che tutti i personaggi condividono fa emergere i problemi, le ansie, gli irrisolti di ognuno. Sullo sfondo, un'estate all'italiana. 

Il mistero della cartolina verrà risolto? Leo tornerà a scrivere e a riappacificarsi a Michela? E Nico sarà riuscito a dimenticare quelle sette ore in cui era sparito dal mondo e a tuffarsi nella sua relazione con Daphne? E Camilla e Bianca, alla fine, riusciranno a rivedersi e a far pace con quello strappo doloroso?

Gli interrogativi sono molti, ma il romanzo ha la lunghezza giusta per rispondere a tutti. La narrazione, un po' confusa a mio avviso, passa dalla terza alla prima persona, alternando voce narrante (avrei preferito meno personaggi e meno spostamento di punto di vista, sarebbe stato più omogeneo e fluido).
La scrittura è precisa, anche se a volte si perde in passaggi di tono leggermente più alto, quando indugia su domande di tipo filosofico. Molto piacevole da seguire, la lettura va spedita, è un romanzo che si legge in pochi pomeriggi. 

Marea piacerà molto a chi ama gli intrecci e le relazioni contemporanee, personaggi che si legano tra loro e le ambientazioni familiari delle nostre coste. Quasi confortante.

Deborah D'Addetta