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«Nessuno ti amerà di più e ti farà più male di una sorella»: "Sorelle d'ombra", l'esordio di Betsy Lerner

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Sorelle d'ombra
di Betsy Lerner
Astoria, 20 febbraio 2026

Traduzione di Chiara Libero

pp. 288
€ 19 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

Quello che tutti noi sapevamo, ma non potevamo assolutamente ammettere, era che avevamo paura di lei, e a ragione. Se non otteneva ciò che voleva, Ollie poteva reagire in due modi: con rabbia o con apatia. (p. 43)

Quanto è difficile essere una secondogenita, quando la propria sorella maggiore è bellissima, imprevedibile, audace e polarizza qualsiasi attenzione! Fin dalla sua nascita, Amy, detta "Bunny" in famiglia, si è abituata a vivere nell'ombra di Ollie: un po' perché le sue trovate erano geniali e divertenti, ma soprattutto perché Ollie non aveva senso del limite, né del pericolo. E, non a caso, nelle primissime pagine Ollie rompe un vetro giocando e si ferisce gravemente e Amy la soccorre.

Per anni tutti in famiglia hanno provato a prevenire o a far fronte ai colpi di testa di Ollie, senza ammettere che qualcosa non andava. E quando lei è stata ricoverata in una clinica, tutta la famiglia si è come fermata col respiro sospeso. La casa era sorprendentemente vuota. Amy, in particolare, avvertiva un vuoto clamoroso: da un lato, è stato doloroso non vedersi attorno Ollie, dall'altro per la prima volta  le si è aperto lo spazio per essere libera di esprimersi, di pensare solo a sé stessa, senza avvertire responsabilità più grandi di lei. Pur volendole bene a suo modo e definendola "affidabile", Ollie non ha mai smesso di mettere in crisi Amy, coi gesti e con le parole: 

Forse Ollie aveva ragione. Non ero altro che un granello di materia priva di luce propria, priva di originalità. "Sei così prevedibile", mi ripeteva, spietata. Ero in tutto e per tutto il suo opposto, mi attenevo alle regole, rispettavo o superavo le aspettative. (p. 114) 

Nonostante la prima degenza, Ollie spesso scappa, appare e si volatilizza: ora si ripresenta a casa con chissà quali piani per cambiare la sua vita, ora scompare portandosi via soldi, speranze, vestiti, e lasciando in casa preoccupazione e ansia. Di lei non si sa quasi mai nulla, se non che è come una bussola impazzita: è il suo disturbo (che nessuno riesce per anni a diagnosticare con certezza, visto che lei si sottrae alle cure prima di aver compiuto un percorso soddisfacente) o è un misto di egoismo ed egocentrismo? 

Difficile capire dove cominci uno e finisca l'altro; di certo però Amy viene scombussolata a ogni ritorno di Ollie, ma non le nega mai aiuto o sostegno. Intanto, Amy cerca di coltivare il suo sogno di proseguire gli studi nel campo della ricerca scientifica, ma cerca anche di costruire relazioni, infilandosi in storie deludenti, dall'amore per Josh (aspirante attore autodistruttivo, ora tanto entusiasta da cambiare la vita degli altri, ora in grado di prosciugare qualsiasi energia, una sorta di Ollie al maschile) alla relazione più duratura con un avvocato (anche lui non privo di ombre). Intanto Amy cerca di scoprire il suo corpo in un mondo che sembra quasi non vederla. Benché si capisca qui e là che Amy piace agli altri, come può osare mettersi in luce, se è sempre Ollie (o il suo ricordo) a riempire la scena? 

Nel suo romanzo d'esordio, Betsy Lerner mette in scena un romanzo familiare e di formazione complesso, dotato però di una freschezza narrativa che ricorda la penna di Alison Espach. La scorrevolezza delle scene libera spazio per le emozioni che anche noi lettori e lettrici sentiamo: l'angoscia di chi attende da un momento all'altro una telefonata della polizia, la speranza un po' infantile forse che Ollie trovi un suo equilibrio, l'abitudine a farsi piccoli e a dare poche preoccupazioni agli altri perché tutto lo spazio è occupato dal disturbo mentale della primogenita. Non sembra, insomma, che Amy possa percorrere le normali tappe dall'infanzia all'età adulta, perché è sempre proiettata sulla vita di sua sorella, e a lei non resta che un cantuccio. Conquistarsi il diritto di essere, di diventare a prescindere dagli altri è allora il grande passo avanti che l'io narrante deve compiere in questo romanzo toccante. 

Anche strutturalmente viene più volte la tentazione di indicare Ollie come protagonista e Amy come semplice voce narrante, testimone della vita di sua sorella. Non è un caso: Betsy Lerner, che da anni lavora nell'editoria, nel suo primo romanzo ha voluto evidentemente distribuire e montare con grande consapevolezza le scene. La presenza di Ollie si manifesta in modo soverchiante: quando arriva, diventa immediatamente protagonista, eroina tragica, imprevedibile fool che vuole svelare le insensatezze della sua famiglia e ribaltare la vita di tutti quelli che incontra. Quando lei è altrove, invece, Amy e gli altri personaggi possono vivere anche sulla pagina, trovare modo di esprimersi appieno senza giudizi, paure, infinite cautele. 

Insomma, la pagina di Betsy Lerner respira e trattiene il fiato esattamente come i suoi personaggi, lasciandoci dedurre quanto sia arduo vivere ogni giorno accanto a persone che risucchiano tutta la nostra energia e abbattono il nostro equilibrio, perché prima viene il loro annaspante tentativo di vivere. 

GMGhioni