mercoledì 7 agosto 2019

L'estate fortunata delle donne di Miriam Toews

La mia estate fortunata
di Miriam Toews
Marcos y Marcos, 2019

Traduzione di Claudia Tarolo

pp. 302
€ 18,00 (cartaceo)
€ 11,99 (ebook)


Torna in libreria Miriam Toews, in veste d'esordiente.
Marcos y Marcos, che ne è diventato negli anni editore italiano d'elezione, pubblica La mia estate fortunata, il primo romanzo della scrittrice canadese, uscito nel 1996 per l'editore Turnstone Press, inedito in Italia e tradotto ora da Claudia Tarolo.
Una storia che letta, per così dire, retrospettivamente, ha già in nuce tutta la miglior Miriam Toews.
E chi ha letto anche solo uno degli altri suoi libri, da I miei piccoli dispiaceri, caso editoriale che l'ha fatta definitivamente conoscere in Italia, al coraggioso Donne che parlano, fino ad arrivare al suo best seller internazionale Un complicato atto d'amore sa quanto la narratrice canadese sia brava nel raccontare le donne e il loro mix di contraddizioni e umoralità. Senza eccessivi sentimentalismi e sempre con uno sguardo ironico. Anche, e nel suo caso direi soprattutto, nei momenti peggiori.

Questo racconto parte dall'arrivo di Lucy, diciottenne ragazza madre povera, all'Have-a-Life (per tutti,  Half-a-Life), complesso di case popolari per donne con figli a carico e sussidio statale, un po' Città delle donne, un po' refugium peccatorum in cui si intrecciano esistenze, drammi, diversità.
«Ve lo dico subito come sono arrivata al punto in cui sono: ragazza madre con il sussidio, case popolari e via dicendo. Non era il mio scopo nella vita, ovvio. Non è che da bambina sognassi 'Da grande voglio fare la madre povera". Avevo deciso di fare la guardia forestale. Ora mi rendo conto che è un settore un po' carente di rapporti umani, per i miei gusti. Sì, ma guarda dove mi hanno portato, i rapporti umani.»
L'incontro fondamentale per Lucy e il suo piccolo Dill (chiamato Dillinger in onore del celebre criminale) è quello con un'amica geniale, Lish, madre di quattro figlie, di cui due, gemelle, avute da un fascinoso mangiafuoco che in una sola notte di passione l'ha messa incinta ed è scappato rubandole il portafoglio. Una "matta gentile e spiritosa", così la considerano nel caseggiato. E anche una donna che non si arrende mai, neanche di fronte alle disillusioni più amare.
«Lei era divertente. Lei era fatta per essere divertente. Anche se non ti faceva proprio ridere, ti sollevava il morale, ti scaldava il cuore. Mi sarebbe tanto piaciuto prendere la vita come lei. Faceva quello che le saltava per la testa senza badare se qualcuno fissava il suo stupido cappello con il ragno o le lunghe scarpe con la punta quadrata. Le piaceva starsene con le sue figlie, ma se loro volevano fare cose assurde tipo andare a scuola o iscriversi ai boy scout, per lei andava bene. Le lasciava libere di fare quello che volevano perché sapeva quanto fosse importante anche per lei. Era riuscita benissimo a separare la sua identità da quella delle sue figlie e in questo modo poteva godersele davvero. Non aveva paura di stare sola, a differenza di molte di noi all'Half-a-Life, mi sa.»
In un giugno afoso di pioggia e zanzare Lish si vede recapitare una lettera del mangiafuoco redivivo e decide di partire, insieme a Lucy e i figli di entrambe, alla ricerca del suo amore perduto.
Ma come in ogni racconto di viaggio che si rispetti, l'importante non è la meta, quanto il viaggio stesso.

Scritta da una penna diversa, questa vicenda di madri sole, padri assenti o "buoni a nulla" e vite vissute alla giornata, affidandosi al caso, al welfare, alle piccole astuzie, tra cibi scadenti, furgoni scassati, vestiti nelle buste di plastica, case che si allagano e visite degli assistenti sociali, avrebbe potuto avere un afflato patetico di cui, per nostra grande fortuna, la Toews è totalmente sprovvista.
Al contrario, vediamo la prima prova di quella che è diventata poi la sua cifra: una leggerezza, una delicatezza priva di retorica e languore sentimentale, una comicità che nasce dalle tristezze. Insomma, il sorriso dell'autrice più sorridente che mi sia mai capitato d'incontrare, sembra sempre aleggiare anche su quello che scrive.

Un romanzo che trabocca vitalità, un vero e proprio inno alla vita, all'amore, all'amicizia e a quelle goffaggini, quelle piegoline, che rendono ogni storia - di vita, amore, amicizia - più stropicciata, più vissuta, più vera.

Giulia Marziali





Visualizza questo post su Instagram

Un romanzo traboccante di vitalità, il primo in ordine di tempo scritto dalla penna (sempre felice) di Miriam Toews e pubblicato soltanto ora da @marcosymarcos, nella traduzione di @claudiatarolo. Una storia in cui si preannuncia già la straordinaria capacità della scrittrice canadese di raccontare vite di donne un po' matte, molto buffe, sicuramente indimenticabili. Come Lish, teatrante nata e la sua amica Lucy, che farebbe di tutto per vederle mantenere il suo entusiasmo contagioso. Anche accompagnarla in un viaggio in cerca di un vecchio amore perduto. Lo ha letto per noi @lamiadrogasichiamaciocio. A breve la recensione su #criticaletteraria #lamiaestatefortunata #miriamtoews #marcosymarcos #letteraturacanadese #romanzi #libri #libribelli #instalibri #igbooks #booksofinstagram #books #booklover #welovebooks
Un post condiviso da CriticaLetteraria.org (@criticaletteraria) in data: