martedì 6 agosto 2019

A lezione di fisica... con un gatto quantico!

Il gatto quantico – racconti umoristici di fisica, scienza e universo.
di Fiorenzo Foglia e Luca Montemagno
Salerno, Virgilio Mago, 2018

pp. 122
€ 9,99 (cartaceo)
€ 1,99 (ebook)



Il gatto quantico è una breve raccolta di racconti che, come suggerisce il sottotitolo, hanno come focus narrativo nozioni riguardanti la scienza, la fisica e l'universo. La matematica ne è esclusa per ora, ma chissà che non possa esserci un seguito dedicato a questa disciplina, simile per impostazione a questo libro.
Quello che state per leggere è un libro di scienza e non lo è: è contemporaneamente un testo di racconti umoristici e un piacevole spunto per comprendere i misteri della fisica moderna. (dalla Prefazione, p. 3)

L'opera è strutturata in maniera tale da presentare al lettore prima un veloce raccontino ispirato al concetto scientifico che si vuole proporre di volta in volta, a cui fa seguito una piccola appendice intitolata Il racconto è uno spunto per discutere di… in cui vengono esposte le teorie scientifiche contenute nella storia, per sommi capi, lasciando poi al lettore la volontà di approfondire il tema.
Il primo punto a favore di questo libro è certamente il linguaggio semplice con cui vengono esposte teorie scientifiche anche piuttosto ardue, facendo sì che esse risultino comprensibili anche ai non esperti. L'opera, infatti, ha chiaramente un taglio divulgativo, poiché punta prima ad un'esposizione novellistica del concetto, con la conseguente possibilità di capire l'applicazione concreta di quella teoria, e poi passa alla spiegazione teorica, risalendo così, ai principi e talvolta addirittura alle formule che governano quella norma.
Ad esempio, è il caso di Heisenberg, che viene chiamato in causa per spiegare che l'osservatore è sempre parte dell'esperimento e non può non essere così. L'occasione è un dialogo tra un professore e due suoi conoscenti, un netturbino e un bidello, ai quali vien spiegato questo principio:
« “Parecchio tempo fa c’è stato uno scienziato, Heisenberg, che ha capito una cosa fondamentale: che il mondo intorno a noi non è quasi mai perfettamente conoscibile. Per esempio, se prendete una particella...”
“Uno di quei cosarielli di cui è fatto tutto?”
“Esatto Pasquale, uno di quelli. Se prendete uno di questi cosarielli, ehm, una di queste particelle, è così piccola, ma così piccola che alla fine solo due cose puoi sapere su di lei: o dove sta, oppure a che velocità si sta spostando. Ma Heisenberg ci ha detto che se sappiamo una delle due cose bene, l’altra non la possiamo sapere altrettanto bene, e viceversa.”
“Insomma questo scienziato Isembergo diceva che bisogna sapersi accontentare” disse Raffaele, che mostrava di capire commentando quello che diceva il professore.
“Eh, ma non è una questione di accontentarsi, è che non si può proprio farlo” rispose il professore.
“Professo’ e io che ho detto? Uguale!” disse Raffaele. “Uno non può pretendere di sapere tutto. Io per esempio, quando mia figlia esce, se esce di corsa cercando di non farsi vedere, secondo voi poi lo so dove sta con il ragazzo? No. Ma mi accontento di sapere che sta con un bravo uaglione. E quindi so che corre da qualche parte ma non so dove sta. Non si può sapere, è impossibile!”
“E pure tieni ragione Raffaele” disse il professore, che continuò: “e come mai non possiamo saperlo? Beh, Heisenberg aveva capito che se provate a osservare qualcosa, qualsiasi cosa, la modificate. L’osservatore non è mai separato, l’osservatore è sempre parte dell’esperimento.”
[…]
“Raffaele vedi, tu per guardare una cosa la devi illuminare giusto? Non vedi niente al buio. Ecco, se vuoi vedere una particella la devi illuminare.
Ma pensa, queste particelle sono così piccole e leggere che persino la luce le fa spostare. Perché la luce è leggerissima, ma pure queste particelle lo sono. Quindi, appena la luce le tocca e tu sai dove stanno, hai variato la loro velocità.” »
(pp. 35-36; p. 37)
E per rendere il tutto più efficace e immediatamente comprensibile, l'autore ricorre ad un paragone col reale, ovvero fa un confronto con un episodio avente come protagonisti il netturbino e la sua gatta. Successivamente, il paragrafo teorico ci illustra le nozioni scientifiche su cui si è basata la narrazione.
I racconti hanno un taglio ironico, con un linguaggio talvolta piuttosto irriverente, e a volte surreale, mettendo in campo anche alieni e ufo.
Un'opera così può avere diversi utilizzi: per prima cosa può essere letta dagli appassionati della materia, dopodiché anche – e soprattutto! – coloro i quali non hanno alcuna competenza in materia possono leggerla con interesse, sfruttando l'occasione per acquisire un po' di cultura scientifica.

Valentina Zinnà


Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da CriticaLetteraria.org (@criticaletteraria) in data: