lunedì 10 dicembre 2018

#PLPL18 - Una festa dell'Immacolata all'insegna della cultura

Il sole che attraversa le vetrate della struttura rende l'atmosfera quasi onirica - Foto di @darvax
Un sole bellissimo illumina Roma in questo giorno dell'Immacolata. La coda davanti alla Nuvola è lunghissima, e fra i partecipanti alla terza e penultima giornata di Più libri più liberi possiamo ritrovare persone di ogni età: bambini accompagnati dai genitori, studenti alla ricerca di qualche nuovo libro, professionisti a caccia di interviste, adulti e anziani intenzionati a trascorrere questa festività in un modo alternativo, lontani dal caos di centri commerciali e al riparo dai venti gelidi dell'autunno.
Gli spazi espositivi sono colmi di curiosi e appassionati eppure, tranne in alcuni punti nodali (come davanti allo stand Bao, dove i fan si accalcano per ottenere la firma dell'onnipresente Zerocalcare) non si percepisce la sensazione d'ingombro tipica di queste grandi fiere. La logistica è stata ben organizzata e il flusso di persone viene ben regolato. Dieci punti agli organizzatori!

LA GIORNATA DI DAVID VALENTINI A PLPL18

L'evento sui bookblogger nella sala Aldus - foto di @darvax
Alle 14.30 nella sala Aldus, accanto all'arena Robinson e sotto l'evocativa struttura della Nuvola di Fuksas, troviamo una delle conferenze più strettamente connesse con il lavoro che noi tutti portiamo avanti qui a CriticaLetteraria. L'evento si intitola infatti I bookblogger letterari e gli editori come punti di riferimento di una community e vede protagonisti Paolo Armelli (Wired), Diego Guida (presidente Gruppo Piccoli editori dell'AIE) e le bookblogger Laura Ganzetti (Il tè tostato) e Giulia Telli (Mamma che libro!). Interessanti sono i dati che vengono subito forniti: da una ricerca condotta su un campione di circa 4000 persone, risulta che il 18% degli intervistati predilige social e community come "luogo" per la ricerca di informazioni e consigli sull'acquisto dei libri, contro il 10% che invece si affida prevalentemente all'uso di media tradizionali come tv e giornali. I blog, nella fattispecie, nascono dalla volontà dei lettori di comunicare con altri lettori; il loro punto di forza, afferma Laura Ganzetti, sta nella forte componente di socializzazione e spontaneità di cui sono connotati. A differenza di giornalisti e critici letterari, infatti, i blogger offrono un approccio orizzontale, e così facendo tagliano qualsiasi intermediario ponendosi sullo stesso livello del fruitore, dal lettore al lettore. Molte volte, poi, proprio dai blog nascono iniziative spontanee come i gruppi di lettura, iniziative che il più delle volte sbarcano su altri canali come Facebook, Instagram e Twitter. È, dunque, il senso di comunità e di vicinanza che rende i blog letterari terreno fertile per l'interazione fra persone, la quale hanno successivamente modo di incontrarsi dal vivo ponendo la base per collaborazioni e, perché no, anche amicizie durature.
La rivista RVM curata da Francesca Pignataro
Sempre nella sala Aldus, tre ore dopo, sotto la direzione di Francesca Chiappa (Hacca edizioni), prende avvio la conferenza Quando la copertina aiuta a vendere e a dare valore al progetto dell'editore. Le due grafiche Agnese Pagliarini (che ha rivoluzionato lo stile di minimum fax) e Francesca Pignataro (al cui nome sono collegate la rivista di fotografia RVM e quella erotica Ossì) concordano sull'idea che, quando si tratta di ristrutturare la veste grafica di un marchio già avviato, è necessario conoscerne la storia, così da raccoglierne l'eredità senza creare fratture col passato. Ci parlano poi dei rapporti con gli editori e gli autori, di quanto complesso sia costruire una copertina che sintetizzi, con un solo colpo d'occhio, il contenuto del volume, e che si armonizzi al contempo con tutti gli elementi che necessariamente devono essere presenti (autore, titolo, marchio, eventuale sottotitolo e nome del traduttore eccetera). A tutto questo si deve aggiungere la sostanziale difficoltà di catturare l'occhio del lettore anche sui piccoli dispositivi come gli smartphone, sui quali le copertine sono spesso ridotte a un rettangolo di 2x1 cm.


GLI APPUNTAMENTI SEGUITI DA FEDERICA PRIVITERA

La fiera della piccola e media editoria italiana offre sempre numerosi spunti di approfondimento, non limitandosi esclusivamente a incontri letterari nel senso più stretto del termine. Ecco quindi che due incontri sul tema del fumetto hanno animato la giornata della redazione. Il primo, dal titolo Il fumetto in prima persona: Guido Buzzelli, padre del graphic novel italiano, ha offerto un inedito punto di vista sulla vita e le opere del fumettista italiano. Buzzelli viene raccontato a partire dalle sue immagini e insieme alla moglie Grazia, compagna di molte avventure letterarie, è stato possibile scoprire quanto amasse, nei finali, spostare lo sguardo dei lettori rispetto al tema principale, offrendo una nuova prospettiva sulla storia. Inoltre, a partire dall’affermazione di Emanuele Trevi e Marco Taddei, relatori dell’incontro, secondo la quale «i romanzi grafici sono una scuola che insegna libertà e autenticità perché dietro a ogni stile si nasconde, in realtà, un modello mentale», vengono letti passi di Annalisa e il diavolo e viene tirato in ballo il mondo contemporaneo, così veloce e fulmineo da ostacolare la riflessione e il cammino dei pensieri, l’esperienza che la sig.ra Buzzelli ha assicurato di aver vissuto più frequentemente durante la genesi delle opere del marito.
Michele Foschini, Leo Ortolani e Licia Troisi. Foto di @la_effesenza

Il secondo incontro “disegnato” ci ha fatto compiere un bel salto generazionale: nella sala Polaris del Roma Convention Centre La Nuvola è stata messa in scene la pièce teatrale con protagonista Cinzia, la lucciola della Quinta Strada protagonista dell’acclamato (anche da noi) graphic novel di Leo Ortolani. Insieme all’editore Michele Foschini e a Licia Troisi, vera artefice della nascita di questa storia, l’autore ha dialogato con la sua tipica ironia e franchezza su cosa abbia significato accogliere sulle proprie spalle il peso della storia di un transessuale, che da protagonista di gag e battutacce (su Rat-man) si è trasformato nel baluardo della libertà e del diritto di essere se stessi, anche se disagiati outsiders. Snocciolando le fasi della vita di Cinzia in tutto il suo trentennale arco narrativo, scendendo nel particolare della fase di documentazione precedente al fumetto (con film, documentari e libri), l’intero incontro è trascorso in un clima di tale convivialità da aver spinto Leo Ortolani a… cantare (sì, avete letto bene).

Michele Serra. Foto di @la_effesenza
Beppe Grillo e Petra Reski. Foto di @la_effesenza
Dopo aver assistito alla lettura di Michele Serra del suo ultimo libro Sull’acqua, è stato il turno di Petra Reski e del suo Palermo Connection. L’autrice tedesca non ha perso tempo ed è entrata immediatamente nel merito della storia della procuratrice Serena Vitali, impegnata a combattere la mafia a Palermo. Vista l’importanza del tema, l’incontro sarebbe potuto essere un’occasione imperdibile di riflessione e approfondimento, coadiuvati dall’immensa esperienza della Reski, da molti anni impegnata con saggi e articoli giornalistici dal tema mafioso. Se non fosse che a svolgere il ruolo del relatore è stato chiamato (dalla stessa autrice, di cui è intima amica, tocca comunque specificarlo) Beppe Grillo. Il comico genovese ha oscurato, con i suoi usuali monologhi, la portata dell’evento (nonostante avesse premurosamente dichiarato all’inizio di non voler far passare in secondo piano la coraggiosa operazione letteraria della sua amica Reski). Pertanto, non è stato possibile sapere di più sulle differenze tra l’Italia e la Germania nei rapporti con la criminalità organizzata, sull’opinione pubblica dei due Paesi nei confronti dei processi per mafia, sul rapporto dei media tedeschi con gli affari della ‘ndrangheta in Germania e sui due tabù che l’autrice ha provato a rompere: l’indottrinamento dei tedeschi sulla mafia e la trattativa Stato-mafia in Italia. Fortunatamente noi abbiamo avuto il privilegio di un’intervista esclusiva con la Reski; alla maggior parte degli altri spettatori sono toccate, invece, le parole del frontman del Movimento 5 Stelle.

Come essere all’altezza della propria contemporaneità. Foto di @la_effesenza
Tra gli incontri più intensi della giornata va sicuramente indicato quello intitolato Come essere all’altezza della propria contemporaneità. Grazie agli illuminanti interventi di Marcello Fois, Valeria Parrella, Evelina Santangelo e Hamid Ziarati, moderati da Michela Murgia nonostante «nessuno di noi è moderabile», si è a lungo riflettuto sul ruolo degli intellettuali di fronte alla compagine di decisioni infelici «ed eticamente inaccettabili» prese da chi oggi ci governa. Non è stato un incontro di resistenza politica (sebbene la Parrella abbia detto più volte di essere alla ricerca di un partito che la rappresenti). È stato un momento di profonda presa di coscienza da parte di chi ama la cultura di dover sempre parlare quando qualcosa non risponde all’etica e al rispetto dell’umanità. Tutti concordano su un fatto: checché se ne dica, gli intellettuali hanno sempre detto la loro contro chi non sentivano li rappresentasse. Per questo, la lotta all’attuale Ministro degli Interni non ha nulla di speciale o unico se non nella misura in cui ha spinto tutti loro a fare rete e a non limitarsi a parlare in quanto singoli. Ecco perché dal 24 al 30 ottobre più di cento uomini e donne, cittadini, artisti, scrittori (inclusi i nomi presenti all’incontro), musicisti, studenti, professionisti, rappresentanti di enti e associazioni sono saliti sui palcoscenici di 9 città italiane per raccogliere fondi a sostegno della rete civica Mediterranea Saving Humans nata per garantire la presenza nel Mediterraneo di una nave di monitoraggio e denuncia battente bandiera italiana. Con l’#abbiamounanave hanno voluto neutralizzare il #chiudiamoiponti salviniano. In difesa dell’umanità.

Luigi Lo Cascio legge Gracq. Foto di @la_effesenza
Un’altra lettura, questa volta spiccatamente teatrale, ci ha poi permesso di scoprire un caposaldo della letteratura francese passato sotto silenzio in Italia. Luigi Lo Cascio (che da poco ha pubblicato il suo primo romanzo ha letto Acque strette di Julien Gracq pubblicato da L’orma nella traduzione di Lorenzo Flabbi. Proprio Flabbi prima della performance di Lo Cascio ha introdotto quello che viene considerato uno dei tre grandi scrittori del Novecento insieme a Proust e Camus, colpevole (a suo dire) di non avere mai voluto prendere pubblicamente una posizione politica, sebbene nel privato fosse un attivo militante del Partito Comunista Francese. E dal momento che negli anni Cinquanta si chiedeva quasi obbligatoriamente agli autori di schierarsi, ecco spiegata la sua sfortuna in Italia: Einaudi non l’ha mai voluto pubblicare. Un’occasione davvero unica, questa, di scoprire un maestro dimenticato e di godere dell’intensa lettura di un brano del suo romanzo più autobiografico, quello che racconta i raccordi stratificati del fiume frequentato nell’infanzia.