in

Riprendiamo Ame e la sua voglia di non innamorarsi nel manga di Izumi Okaya: il volume conclusivo

- -

 


Quello che la pioggia non dice 2
di Izumi Okaya
Bao Publishing, aprile 2026

Traduzione di Christine Minutoli

pp. 192
€ 8.90 (cartaceo)

Vedi il libro su Amazon


Avevamo lasciato Ame, la protagonista del manga di Izumi Okaya, col compito di alleviare le sofferenze altrui: in questo secondo e conclusivo volume della serie di manga Quello che la pioggia non dice la ritroviamo ancora più empatica, se possibile, ancora più attenta nei confronti dei bisogni degli altri.

Nel primo volume sottolineavo che "ame" in giapponese vuol dire pioggia: spesso nel fumetto piove, oppure i personaggi sono circondati dall'acqua (come il caso di Ame e Saiki quando visitano l'acquario) e mi pare che il titolo sia una metafora per farci scoprire qualcosa in più sulla nostra protagonista: in effetti, come ammetteranno i suoi amici Saiki e Toyo alla fine, nessuno sembra conoscerla davvero; alcuni pensano sia sofisticata - come Kenbishi, la sua collega di lavoro, la ricorderete nel volume precedente grazie alla sua relazione col suo capo, e capo di Ame - altri pensano sia strana, altri ancora che non abbia sensibilità o sensualità.

Non è difficile scambiare la timidezza o la sicurezza di sé per insensibilità: è l'errore che fa Doigaki, il suo responsabile e amante di Kenbishi. In una scena in cui vediamo lui e Ame passeggiare per caso insieme, l'uomo non solo comincia a indugiare su strani pensieri - il lupo perde il pelo ma non il vizio - ma poi li giustifica e li scusa affermando a se stesso che Ame, tutto sommato, non gli interessa perché non è abbastanza sexy.

Ecco, se nel primo volume la psicologia del personaggio era superficiale, qui nel secondo volume c'è tutta una sezione dedicata a lui: al suo rapporto con Kenbishi, con la moglie, con i suoi sentimenti. Questa parentesi forse risolleva un po' la sua immagine di "classico" responsabile che se ne approfitta per portarsi a letto l'amante che in ufficio è la sua segretaria.

Certo, non che basti, ma quantomeno l'autrice lo tira giù allo stesso livello di Kensbishi, che continua ad affermare la sua voglia di sposarsi, anche senza sentimenti, per mettere a tacere le aspettative sociali, famigliari e per coprire con una bella pietra la sua storia con Doigaki.

Quella che sembra la meno sensibile di tutti, e cioè proprio Ame, si farà carico di prendersi cura di Kenbishi e anche di tutti gli altri personaggi del manga: continuerà a telefonare, cucinare, essere presente, anche semplicemente senza dire niente.

Adorabile la sua aria svampita, da persona candida, senza doppi fini: le persone che la circondano fraintendono il suo carattere perché è talmente trasparente da non sembrare reale. Così Saiki: quando accetterà il suo invito per andare all'acquario cadrà dalle nuvole perché, soprattutto in Giappone, accettare un invito informale è come accettare di andare a un appuntamento romantico.
Ame invece lo invita solo perché le fa piacere stare con lui.

Allo stesso modo non capisce perché la gente giudichi le persone in base all'aspetto fisico: lei che veste sempre con pantaloni e ha i capelli corti viene spesso scambiata per un ragazzo. Non si arrabbia, ma si fa domande, riflette, e così fa riflettere anche chi la accompagna. 

Molto bello il capitolo 11, che mi dà l'impressione di essere il perfetto riassunto del carattere di Ame: una ragazza spensierata ma profonda, allegra quando è con se stessa, attenta quanto è con gli altri, perfettamente a suo agio con la sua solitudine e però anche tanto intelligente da capire quanto può sacrificare del suo tempo per coltivare qualche amicizia "scelta". Molto buffa e molto dolce.

In definitiva, come ho detto in occasione della recensione del primo volume, è un manga delizioso, e piacerà tantissimo ai più giovani.

Deborah D'Addetta