«E... i libri sugli scaffali...»«Sono ricordi. Furono i primi guardiani dell'antica Roma ad archiviarli in questo modo e, negli anni, il posto è diventato quello che vedi oggi. Una biblioteca della memoria collettiva dell'umanità» (p. 59)
È la terribile notte dei cristalli e i nazisti stanno per abbattere la porta della casa di Ezekiel Levy e della sua famiglia: il figlio, Klaus, è lontano, e l'undicenne Lisavet si sta facendo raccontare per l'ennesima volta la storia dell'orologio magico. Ciò che la ragazzina non sa è che c'è più di un fondo di verità in quella che le è sempre sembrata una favola. Tra i tanti orologi creati, alcuni sono «in grado di parlare col tempo» (p. 11) e chi ne porta uno diventa un guardiano del tempo, in grado di spostarsi attraverso dislocazioni temporali. Quando i nazisti stanno ormai arrivando, tutto ciò che Ezekiel può fare per salvare almeno Lisavet è aprire un varco temporale e buttarla dentro. Senza spiegazioni, solo con la promessa di tornare a prenderla.
Lisavet si trova così, salva pur non sapendo da cosa, in un luogo mai visto prima, cupo e pieno di libri; presto, la ragazzina viene raggiunta da quello che è stato il primo guardiano del tempo, risalente a tempi antichissimi. L'uomo – soprannominato Azrael, diventa per lei una sorta di punto di riferimento in questo spazio-tempo sconosciuto, anche se Lisavet dovrà imparare tanto da sola. Se il tempo sulla Terra passa, lei cresce e intanto impara a muoversi lungo le diverse linee temporali, a entrare nei ricordi conservati nella Biblioteca e addirittura a spostare gli oggetti o a prenderli in prestito. Si tratta, tuttavia, di un'alterazione della Storia, per quanto minima, e questo non è mai indolore («“Devi smetterla, Lisavet. Non puoi riscrivere il passato ogni volta che non sei contenta di come vanno le cose”, le disse Azrael», p. 230).
Eppure lei non è l'unica a voler sottrarre ricordi o alternarne lo svolgimento: come avrà presto modo di scoprire con i rischi del caso, i guardiani che entrano ed escono dalla biblioteca sono spesso assoldati dalle diverse agenzie per la sicurezza nazionale. Un po' come Ernest, che rimane attratto e al tempo stesso sconvolto dalla giovane Lisavet, diventata coltissima per via degli anni trascorsi nella biblioteca, ma all'insaputa di cosa stia accadendo nel presente, sulla Terra. Se Ernest è fin da subito amichevole, ci sono però spie russe che minacciano la salute di entrambi. E non ci vuole molto perché il romanzo, già intriso di romanzo storico, fantastico e sentimentale, prenda le pieghe di una spy-story.
Tanto più che alla storia principale di Lisavet si intreccia una seconda, che muove dal 1965 e riguarda la nipote di Ernest, la giovane e decisa Amelia, che riceve in dono alla morte dello zio un orologio singolare. Non conosce il suo funzionamento, ma la sua curiosità la porta a provare a ricaricarlo e in men che non si dica si trova catapultata altrove. Nella biblioteca del tempo, per l'appunto. A quel tempo non si sa più niente di Lisavet, la sua scomparsa ha però animato molti ribelli che desiderano in suo nome portare avanti la sua missione – che si delinea strada facendo, meglio non anticipare troppo –, e Amelia sarà chiamata a prendere una posizione. Ad aiutarla, un'altra agente della CIA, Moira, una donna elegantissima e determinata, in grado di rispondere alle tante domande di Amelia.
Muovendosi avanti e indietro nella cronologia, esplorando le molteplici vie narrative aperte dalle due storie principali, Hayley Gelfuso con il romanzo d'esordio Il libro delle ore perdute mette in moto un intreccio che va ben oltre il gusto per i viaggi nel tempo. Incalzante e appassionante, il romanzo ha al centro la memoria: quella storica, certo, messa perennemente in dubbio dalle agenzie di spionaggio che vogliono oscurare episodi e figure di rilievo, ma anche quella familiare e personale. Lisavet e Amelia, in tempi e in contesti diversi, avvertono la pulsione di fare chiarezza, non si arrendono alla realtà che hanno davanti agli occhi. Vanno oltre. Oltre i confini del tempo, oltre i confini dello scibile, consapevoli solo in parte dei pericoli che correranno.
GMGhioni
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