in

#RileggiamoConVoi – Pagine di lavoro artistico – maggio 2026

- -



Buongiorno a chi ci legge,
«Oh fai l'attore/l'attrice, lo scrittore/la scrittrice, il pittore/la pittrice che bello! Ma di lavoro vero cosa fai?»
Modificate con qualunque altra disciplina artistica e vedrete che il risultato non cambierà. Perché lavorare nel mondo dell'arte è ancora visto come un hobby appassionante, come qualcosa che si persegue per la pura necessità di obbedire alla Musa. Ma il lavoro artistico, proprio come ogni altro tipo di lavoro, è fatto di studio, impegno, necessità continua di formarsi e, come ogni altro lavoro, merita il giusto riconoscimento anche in termini economici. Per questo 1 maggio la redazione ha pensato a un po' di titoli che portano dietro le quinte del lavoro artistico e dove la realtà non è sempre così meravigliosa.
Buon 1 maggio e buone letture,
la Redazione

***

Camilla consiglia
Artemisia di Alexandra Lapierre (edizioni e/o)
Perché: La vera storia di Artemisia Gentileschi descritta da Lapierre è una tragedia a tutti gli effetti, alta e sublime, dai tratti lirici e grandiosi. Lo sguardo della scrittrice indaga la psicologia della protagonista,  restituendole una voce autorevole.
A chi: a chi ama le biografie particolareggiate e pregne di dettagli, vivide e che non si limitano a narrare fatti e date storiche. Per chi conosce già la storia di Artemisia e vuole approfondirlo, ma anche per chi approccia per la prima volta a questa magnifica pittrice. 

Carlotta consiglia 
Le storie veneziane di Neri Pozza (Neri Pozza)
Perché: perché offre un modo originale e coinvolgente di entrare nella storia dell’arte: offre infatti una serie di racconti vivi, teatrali e ricchi di atmosfera, in cui i grandi artisti veneziani diventano personaggi umani, pieni di contraddizioni e di passioni. Il mix tra ricostruzione storica e invenzione narrativa rende la lettura immersiva e stimolante, e il tema della libertà artistica lo rende ancora oggi più che mai attuale.
A chi: si rivolge a lettori curiosi e sensibili, non solo appassionati d’arte e storia, ma anche a chi ama la narrativa di qualità, i contesti storici ben costruiti e le storie che fanno riflettere sul rapporto tra creatività, potere e libertà individuale.

Claudia consiglia 
Statue viventi di Günter Grass (La Nave di Teseo)
Perché: Alla fine degli anni Ottanta, in una Germania ancora divisa, davanti alla visione delle dodici statue della Cattedrale di Naumburg, qualcosa di potente si scatenò nell'animo di Günter Grass, che fu scrittore, scultore e grafico. A partire da questo aneddoto, il lettore è trascinato nella storia del Maestro anonimo che scolpì le statue della Cattedrale, in particolare quella che più attirò l'attenzione dell'autore: Uta degli Askani di Ballenstedt, di cui in tanti nei secoli si sono innamorati.
In questo libro si viene rapiti dalla magia dell'arte come ossessione e sogno di rifugio; preparatevi a una storia di seduzione artistica e desiderio. 
A chi: a chi, almeno una volta nella vita, davanti a una statua ha avuto la Sindrome di Stendhal. 

Debora Lambruschini consiglia
Uno studio tutto per sè. Dove lavorano i grandi artisti. di Alex Johnson (testi) e James Oses (illustrazioni) (Ippocampo)
Perché: un volume composto di storie e disegni per entrare idealmente nei luoghi della creatività artistica, tra stanze, atelier, giardini, diversamente attrezzati. Spazi di varia natura che prendono forma per legarsi al personale processo artistico e rivelano molto delle opere, della creazione, degli artisti e delle artiste. 
A chi: a chi immagina i luoghi dove prendono forma le storie, di ogni forma, a chi è curioso di scoprire artisti e artiste che non conosce, a chi si interroga sui processi artistici e sui mestieri creativi in generale.

Debora Lambruschini consiglia anche
Vita tra i selvaggi di Shirley Jackson (Adelphi)
Perché: serve una ragione per leggere Shirley Jackson?! Nel caso ve ne do una per leggere questo: è un testo ibrido, un memoir di fictionalized stories, che potremmo definire una commedia domestica incentrata sulle idiosincrasie di due ruoli: moglie/madre e scrittrice e la fatica di conciliarsi. Con arguzia e ironia Jackson fa a pezzi stereotipi e narrazioni di vite idealizzate
A chi: ai lettori e alle lettrici di Shirley Jackson, a coloro che credevano fosse "solo" la signora del perturbante, a chi apprezza la sagacia di certa prosa. E a chi, alla fine, non potrà fare a meno di chiedersi come in tutto quel caos Shirley Jackson sia effettivamente riuscita a diventare Shirley Jackson.

Giulia consiglia
La passione di Artemisia di Susan Vreeland (Neri Pozza)
Perché: una delle grandi scrittrici che indagano, metaforicamente, sul retro delle tele restituisce il ritratto di Artemisia Gentileschi, pittrice romana che è riuscita a far sì che il suo nome trovasse posto nell'Olimpo dell'arte in un'epoca in cui essere donna era il più grande ostacolo possibile al riconoscimento del talento. Una biografia romanzata che, attraverso la voce della stessa Gentileschi, ci porta attraverso la storia dell'arte barocca.
A chi: a chi vuole conoscere le storie degli e delle artiste che hanno dato vita ai capolavori che ancora oggi ci lasciano a bocca aperta e vuole vedere questi personaggi uscire dalle pagine dei manuali di storia dell'arte e acquisire carne ed emozioni.

Gloria consiglia 
Le disavvventure di Pat Hobby di Francis Scott Fitzgerald (Mondadori)
Perché: nello short story cycle di FItzgerald si entra negli studios di Hollywood, si osserva più da vicino quel crinale sottile tra creatività e mercato. Il tutto dal punto di vista di Pat Hobby, uno sceneggiatore che è stato molto famoso e altrettanto ben retribuito, ma che ora è solo "una vecchia gloria", ha sperperato tutto in donne, alcol e scommesse. Pat si trascina per gli studios alla ricerca di nuovi ingaggi, che non sa se poi troverà la forza di portare a termine; eppure c'è del genio in lui, certamente un genio stanco, ma forse sopito e non del tutto esaurito.
A chi: a chi ama quell'umorismo che lascia pensare, che si fa riflessione su un'epoca passata, e a chi vuole scoprire quanta finzione ci sia anche dietro le quinte. 

Leonardo consiglia 
Operaprima di Simone Salomoni (Alter Ego Edizioni)
Perché: gioca in modo intelligente con l'inaffidabilità del narratore. Non sai mai quanto fidarti di ciò che ti viene raccontato, e questo crea una tensione costante che tiene incollati alle pagine. Il rapporto tra i due protagonisti è ambiguo, sensuale, irrisolto, e l'autore non cede mai alla tentazione di spiegare troppo. 
A chi: a chi ama le storie in cui l'atmosfera conta quanto la trama, e non ha paura di finire un libro con più domande di quante ne aveva all'inizio. È perfetto per lettori attratti dai temi dell'arte e dell'identità, che apprezzano una prosa curata e una struttura narrativa non convenzionale.

Marianna consiglia 
L'opera perfetta di Alessandro Masi (Neri Pozza) 
Perché: un libro godibile e magnetico che non è la solita biografia di Masaccio! Alessandro Masi fa un interessante lavoro di intreccio che unisce le notizie biografiche del giovane artista desunte dalle fonti dell’epoca a uno stile narrativo condotto con l’incanto di chi analizza l’opera d’arte in fieri. L’autore immagina il giovane Masaccio mentre lavora ai suoi capolavori, quasi intercettandone i pensieri e le intuizioni. Questa dimensione narrativa è condotta con un’analisi particolareggiata delle opere. 
A chi: a chi ama l'arte figurativa e vuole conoscere uno degli artisti più importanti che, nel poco tempo che gli è stato dato di vivere, ha inciso profondamente il destino dell'arte italiana. 

Marianna consiglia anche
Tre donne nella vita di Van Gogh di Mika Biermann (L'Orma editore) 
Perché: Tre donne nella vita di Vincent Van Gogh è centrata sull’idea originale di tratteggiare una biografia per momenti cruciali attraverso lo sguardo di tre donne: Saskia che lo avvicina al mondo dei colori al di fuori del bianco e nero del bigottismo che il pittore da bambino viveva in casa; Agostina che lo accompagna nelle grandi opere della maturità; e Gabrielle, l’ultima persona che Van Gogh vede prima di chiudere gli occhi per sempre. 
A chi: a chi desidera leggere una biografia sui generis del grande pittore olandese, che sia un racconto coinvolgente e non convenzionale.