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Dire senza spiegarlo ad alta voce: la delicatezza di Ame e la sua voglia di non innamorarsi nel manga di Izumi Okaya

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Quello che la pioggia non dice
di Izumi Okaya
Bao Publishing, febbraio 2026

Traduzione di Christine Minutoli

pp. 192
€ 8.90 (cartaceo)

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Primo volume di una serie di due, Quello che la pioggia non dice di Izumi Okaya, è un delicato manga che pone l'accento sull'amore o la sua assenza. Una delle protagoniste, Ame, pare essere - come dice il fumetto - a-romantica, ovvero poco interessata alle questioni amorose.
Ame non capisce assolutamente cosa porti le persone a imbarcarsi in relazioni dolorose, come nel caso della sua collega Miyako, né pensa mai a come sarebbe stare con qualcuno. Semplicemente non le interessa. Ha inoltre un rapporto freddo con i genitori, i quali non comprendono fino in fondo il carattere schivo e solitario della figlia.

Ame, che in giapponese vuol dire pioggia (da qui il titolo del manga), riversa i suoi interessi nella cucina: invita a casa sua gli amici, o tutti quelli che sembrano aver bisogno di sfogarsi con qualcuno. Sia Miyako che Yuto, il suo ex fidanzato, si auto inviteranno a casa di Ame per parlarle dei propri problemi, ma invece di trovare una spalla su cui piangere, capiranno che la ragazza ascolta senza giudicare e senza fare commenti "da consolazione". Il suo atteggiamento, che percepiamo come maturo - o distaccato - disorienta le persone più espansive, che da una parte apprezzano, ma dall'altra non vedono soddisfatta la sensazione di alleggerirsi.
 
Come se Ame avesse un solo compito: quello di alleviare le sofferenze altrui. Ma chi allevia le sue? Il titolo potrebbe appunto fare riferimento al suo essere taciturna, chiusa, restia a esprimere i sentimenti. Eppure lo dice chiaramente: non vuole innamorarsi, non le importa.


Il fatto di essere circondata da persone che soffrono per amore quasi giustifica il suo rifiuto. Sembra imperturbabile, composta, tutta d'un pezzo, ma sappiamo bene che anche i personaggi in apparenza più forti e solidi hanno le loro fragilità. Il manga suggerisce senza essere esplicito, ed è il suo maggior pregio: la delicatezza

Non cerchiamo di modificare il personaggio, ma lo accettiamo, anzi persino empatizziamo con l'ingannevole freddezza di Ame. A fronte della delusione amorosa quasi la invidiamo, sempre così risoluta nei suoi propositi. Ma al tempo stesso non possiamo fare a meno di compatire tutti gli altri personaggi collaterali: i genitori di Ame, che le vogliono bene ma si preoccupano per lei; gli amici che la cercano solo quando soffrono. Lei è sempre lì, ma senza intenzione: la sua non è una missione da crocerossina, lei semplicemente vive la propria vita senza dare fastidio a nessuno. 

Semmai sono gli altri che le invidiano la calma.


Il manga unisce sentimenti delicati a un leitmotiv: la cucina. Ogni volta che qualcuno ha bisogno di Ame, lei cucina qualcosa di buono. Pare che le ricette siano il veicolo attraverso cui lei esprime la sua vicinanza agli altri; anche quando va a trovare i genitori, porta un dolce, perché non sa dire ad alta voce quello che prova. O forse nemmeno ci tiene.

Si empatizza facilmente con lei, perché tutti - in un certo momento della vita - ci siamo trovati nella condizione di non saper manifestare quello che abbiamo dentro.
L'ho trovato un manga delizioso, sia nelle tematiche che nei tratti fini e gentili.
Piacerà molto a chi ama le storie accennate, dove non c'è bisogno di spiegare ogni cosa.

Deborah D'Addetta