in

Fra pirateria informatica e paesaggi immacolati: "Notturno elettronico", l'esordio di Hugo Bertello

- -

Notturno elettronico
di Hugo Bertello
TerraRossa, febbraio 2026

pp. 186
€ 16 (cartaceo) 

Vedi il libro su Amazon

«Tutte le civiltà evolute arrivano alla stessa conclusione: che le distanze fra le stelle sono invalicabili. Di conseguenza, abbandonano l’idea di espandersi nello spazio fisico, concentrandosi invece in un’espansione in uno spazio virtuale.» (p. 37)

Il nuovo TerraRossa, pubblicato nella collana Sperimentali – che, ricordiamo, ha come obiettivo “coniugare solidità narrativa e originalità stilistica”: così leggiamo all’inizio di ogni libro appartenente a questa collana –, è un romanzo d’incontri, di quegli incontri che cambiano non solo la vita delle persone ma anche il loro modo di vedere il mondo, la loro prospettiva.

Ricardo, il protagonista di questa storia, è infatti un ex ricercatore di matematica emigrato a Helsinki, dove conduce un’esistenza grigia, composta di piccoli rituali quotidiani insieme ad altre conoscenze altrettanto grigie. Si è interessato alla programmazione due anni prima, a seguito della risoluzione del contratto di ricerca, e da allora sembra vagare in un limbo pallido come il sole del nord.

L’incontro che gli cambia la vita e la prospettiva avviene in una lavanderia a gettoni, dove incontra Yana, una ragazza fortemente spirituale e dai tratti evanescenti. Da questo primo incontro in Ricardo nasce un interesse che a tratti sfocia nello stalking: vuole ritrovarla, conoscerla, sapere qualcosa di lei. L’interesse si fa ossessione, l’ossessione si fa infatuazione e così, in poco tempo, la vita di Ricardo prende a ruotare intorno alla ragazza misteriosa.

Ma quello che sembra essere un romanzo incentrato su una possibile storia d’amore che, in ogni caso, non raggiunge mai il momento della realizzazione, si trasforma ben presto in qualcos’altro. Yana fa parte di un gruppo rivoluzionario, il cui scopo è abbattere la civiltà occidentale attraverso la creazione e la diffusione di un virus informatico in grado di cancellare conti correnti, svuotare le riserve delle banche ed eliminare crediti e debiti in tutto il pianeta.

Da lettori non ci accorgiamo subito del cambiamento. Hugo Bertello, pur al suo romanzo d’esordio, è bravo nel far scivolare un tema dentro l’altro, proprio come le notti scivolano nel giorno quando nei lontani paesi nordici. Seguendo Ricardo nella cotta per Yana, ci ritroviamo d’un tratto in un appartamento sgangherato insieme a Roberto, a Noona e a Hamid, a complottare per sovvertire le leggi del mondo. È una lotta persa in partenza, lo si capisce dalle prime pagine: l’idealismo di cinque giovani (sebbene Ricardo e il suo amico Hamid si siano fatti coinvolgere per motivi decisamente meno virtuosi) poco può, quando viene a contatto con ciò che nel mondo accade. E quindi, così come lentamente quella sembra una storia d’amore scivola verso una storia di complotti e rivoluzione, allo stesso modo quest’ultima si scioglie in un finale waldeniano, in un certo modo coerente con lo sviluppo del personaggio di Ricardo che troviamo sin dalle prime pagine.

La narrazione è fitta e non contrassegnata da grandi colpi di scena. Ciò intorno a cui si concentra è il modo in cui Ricardo si abbandona a questa o quella decisione senza crederci veramente. Le sue passioni sono meri hobby, i suoi interessi sembrano più strumenti atti a superare le giornate senza scadere nella solitudine di un’esistenza vuota. Per questo non possiamo che essere dalla sua parte quando, finalmente, compie una scelta di propria iniziativa e lo fa per un preciso desiderio di cambiamento. Bertello tratteggia un’esistenza da expat che si coniuga alla perfezione con quel limbo esistenziale che a volte travolge chi è fermo in un momento imprecisato della propria età quasi adulta. È facile ritrovarsi in Ricardo, ed è facile perciò porsi le sue stesse domande: cosa voglio? Quale futuro mi appartiene? E, per estensione ovvia: quale futuro appartiene alla specie umana?

Notturno elettronico è un romanzo d’esordio pacato, con una copertina dai colori sobri e morbidi che richiama alla perfezione – come spesso fanno le copertine di TerraRossa – i toni della storia e lo stile narrativo di Bertello. Un autore da seguire di certo nel suo prossimo romanzo.

David Valentini