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Dalle ricette mesopotamiche alla prima stella Michelin vegana: "Guida tascabile per maniaci del cibo" di The 88 fools

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Guida tascabile maniaci del cibo

 
Guida tascabile per maniaci del cibo
di The 88 fools
Edizioni Clichy, gennaio 2022

pp. 452
€ 17,00 (cartaceo)

 
Iniziamo con qualche curiosità. La pizza più costosa si chiama Luigi XIII e può arrivare a costare 11.000 €. La più grande porzione di purè è stata servita nel 2012, in Francia, e pesava 1042 chili. La Sardegna può vantare l'acqua più buona del mondo: la Smeraldina.
Non ci troviamo di fronte a un volume del Guinnes dei Primati, ma alla nuova guida tascabile realizzata dal collettivo The 88 fools, già autore di altre guide tascabili nella collana Beaubourg di edizioni Clichy, che si incentra su uno dei nostri argomenti preferiti di conversazione: il cibo.
Questo non è un libro di cucina, né una guida ai migliori ristoranti, osterie, enoteche, locali slow food.
Questo non è un libro di ricette.
Questo non è un libro di food art.
Questo non è un libro sugli chef.
Questo non è niente di ciò che sicuramente avrete già visto, letto, amato, consultato, divorato. (p. 7)
Il collettivo sembra rifarsi a una celebre citazione cinematografica per aprire questo nuovo volume: Guida tascabile per maniaci del cibo riprende e amplia Balto (e qui trovate la recensione a Guida tascabile per maniaci dei film) per dirci ciò che questo volume non è. Resta al lettore il compito di scoprire cosa questo volume in effetti sia. 
 
Tolte le categorie sopra citate, sembra difficile immaginarsi da quale angolazione affrontare un argomento così ampiamente trattato. Il sommario ci mostra come questa guida prenda un po' di tutti gli aspetti tangenti al cibo – storia del cibo, piatti mitici, ricette dal mondo, record, ristoranti stellati, applicazione del cibo in campo cinematografico, televisivo e musicale – e che il risultato è molto più della somma delle singole parti; ci troviamo infatti in mano una guida che tratta aspetti storici, che affonda nella mitologia, che ci suggerisce come cucinare ricette del periodo mesopotamico e romano, che ci indica ristoranti stellati, fornisce una miniera di curiosità con cui stupire gli amici e indica nuovi oggetti del desiderio di cui le nostre cucine non potranno più fare a meno.
ARANCINOTTO. Strumento che permette di preparare degli arancini (o arancine, che dir si voglia) perfetti, in poco tempo e facilmente. (p. 325)
SUSHI BAZOOKA. Per chi vuole cimentarsi nella preparazione del sushi fatto in casa, creando dei rolls perfetti in modo pratico e senza utilizzare la tovaglietta in bambù. (p. 328)
TUFFATORE. Che fastidio bagnarsi la punta delle dita quando si inzuppano i biscotti nel latte. Ci pensa il tuffatore, un comodo stecco che permette di immergerli nel liquido senza bisogno di sporcarsi le mani. (p. 328) 
Oltre alle parti di curiosità e record che presentano contaminazioni anche con il mondo letterario con i cibi più celebri della letteratura dalla madeleine di Proust fino alla Inconfondibile tristezza della torta al limone, due sono gli aspetti che corrono sottotesto in maniera preponderante: la consapevolezza etica e il percorso storico
La consapevolezza etica viene affidata al capitolo L'ambiente (save the world) in cui si analizza l'impatto dell'industria alimentare sull'ambiente. Nessuna sorpresa sulle percentuali, su quanto gli allevamenti intensivi siano distruttivi e su quanto cibo venga sprecato nei paesi del cosiddetto primo mondo. Numeri che si ricollegano e si completano con la presentazione di alcuni movimenti filosofici che sin dagli albori seguivano la scelta vegetariana e con le grandi carestie che hanno funestato la nostra vita sul pianeta, sia per motivi ambientali – come quella delle piogge ininterrotte tra il 1315 e il 1317 – che politici – come nel caso della collettivizzazione della terra operata da Stalin tra i 1932 e il 1933 e che portò alla morte per fame, si stima, circa dieci milioni di persone.
Il percorso storico è quello più evidente oltre che innegabile: l'evoluzione di una civiltà si riflette anche nel suo modo di mangiare e stare a tavola. 
Se oggi l'uomo non mangia più l'uomo, è unicamente perché la cucina ha fatto progressi! (p. 382),
come ci dice Daniel Pennac nella sezione dedicata alle frasi celebri sul cibo.
Il volume parte infatti con una linea del tempo tutta dedicata al cibo dove si ripercorrono le tappe principali della storia dell'umanità a tavola: le grandi scoperte – come l'agricoltura, l'apicoltura, la scoperta di pomodori e patate – e le innovazioni come la nascita dei primi ricettari, l'assegnazione della prima stella Michelin a un ristorante interamente vegano e, all'altro capo della linea del tempo, la scoperta delle più antiche ricette del mondo. Una di queste viene dalla Mesopotamia.
THU'S. Tra le ricette più antiche del mondo troviamo questo stufato di agnello, procedimento riportato alla luce grazia alla decodifica della scrittura cuneiforme [...] Adagiare il grasso in una casseruola capiente e lasciarlo sciogliere, quindi unire la carne di agnello disposta su un unico strato. Rosolare bene la carne rigirandola su ogni lato. Aggiungere la cipolla e cuocere fino a che non è appassita. Unire il sale, le rape rosse, la rucola, il coriandolo, lo scalogno e cumino. (pp. 235-236)
Sorprendente come questa ricetta si adatti piuttosto bene anche ai gusti odierni. Abituati a pensare a intrugli poco piacevoli come il garum, salsa a base di interiora di pesce, possiamo pensare di mangiare come migliaia di anni fa nella Mezzaluna fertile. Per chi non si sente di sperimentare, il percorso storico-alimentare arriva fino ai giorni nostri con la proposta di piatti deliziosamente kitsch come le penne alla vodka che tanto andavano di moda nei pranzi di festa degli anni Ottanta.
Per tornare alla domanda di apertura cos'è questo volume? Potremmo definirlo un excursus antropologico. Prende elementi storici, mitologici, curiosità e applicazione del cibo in ogni sua forma artistica e riesce a farci venire fame – e anche consapevolezza – senza nemmeno mostrarci la foto di un succulento piatto. E se prima di questo volume 
tra gli argomenti trattati in qualsiasi pasto in compagnia che si svolge nel nostro Paese, il primo posto è stabilmente occupato dal cibo, con il 77% (p. 7)
dopo la lettura di questa guida tascabile la percentuale di conversazione salirà a ritmo vertiginoso.

Giulia Pretta