giovedì 10 gennaio 2019

Un libro indispensabile per cinefili appassionati: «Guida tascabile per maniaci di film»

Guida tascabile per maniaci dei film
di The 88 fools
Firenze, Clichy, 2018

pp. 694
€ 15 (cartaceo)

Ma voi lo sapevate che per la famosa «crema di crema alla Edgar» per cui gli Aristogatti si leccavano (letteralmente) i baffi, servono 250 ml di latte uniti a farina, zucchero, uova e limone? E che per la ratatouille cucinata dal famoso topolino di casa Disney non bisogna assolutamente gettare gli scarti delle verdure? Queste e altre curiosità (gastronomiche e non) sono contenute in Guida tascabile per maniaci dei film, uscito il 4 dicembre per i tipi Clichy.
Se Guida tascabile per maniaci di libri era un libro sui libri, questo si presenta come il suo degno fratello: un'opera, quella redatta dal collettivo The 88 fools, che racchiude il meglio della produzione cinematografica mondiale di tutti i tempi.
Esattamente come il precedente, il libro qui esaminato prende le mosse da un capitolo in cui viene proposta una lista di titoli imperdibili – tutti ordinati secondo un rigoroso ordine cronologico –, raggruppati secondo diversi criteri: Il Valhalla (i dieci film più grandi di sempre), L'Olimpo (I cento film più grandi di sempre), I film più belli (I 1500 film che tutti dovrebbero vedere). Segue, subito dopo, una sezione sulle vite, in cui vengono riassunte in brevi e agili paragrafi le biografie dei più importanti registi e attori, con annessa serie di pellicole imperdibili. È questa, certamente, una delle parti più interessanti, poiché esso non è solo un catalogo compilativo, ma uno spazio in cui emerge una visione un po' più ampia dell'attività degli artisti trattati, dando luogo anche, talvolta, a delle parentesi circa la bontà del lavoro svolto dagli stessi:
«Meryl Streep (Summit, 1949)
Da almeno quarant'anni è la migliore attrice del mondo. Mai diva, mai sopra le righe, mai eccessiva in niente. Semplicemente la più brava, qualsiasi cosa faccia. Lo dice un numero: unica nella storia, è stata candidata all'Oscar ventuno volte e ne ha vinti tre. Ai Golden Globe le candidature sono invece trentuno, con nove vittorie. E un premio a Cannes e a Berlino. Chiunque abbia visto un suo film, e non è difficile vista la quantità, può intuire e vivere il perché di tutto questo. È semplicemente la migliore, non ce n'è per nessuno. Della sua filmografia chilometrica possiamo ricordare: Il cacciatore, Manhattan, Kramer contro Kramer, La donna del tenente francese, La scelta di Sophie, Innamorarsi, La mia Africa, I ponti di Madison County, La stanza di Marvin, Il ladro di orchidee, The Hours, The Manchurian Candidate, Prime, Radio America, Leoni per agnelli, Mamma mia!, Il dubbio, The Iron Lady, The Post.» (p. 303)

«Leonardo DiCaprio (Los Angeles, 1974)
Vederlo sullo schermo può rivelarsi un'esperienza mistica. Si stenta a credere che un attore possa riuscire a mettere insieme tutta la roba che lui riesce a mettere in una qualunque scena che interpreta. Non è nemmeno questione di talento, è una roba molto più vicina alla magia. Possiamo solo dire una cosa: se riuscirà a non perdere la strada e si affiderà come per adesso sta facendo ai registi giusti, il posto che ancora rimane strettamente saldo in mano a Marlon Brando potrebbe un giorno diventare suo. Ha vinto un Oscar. Da ricordare: Buon compleanno Mr. Grape, Poeti dall'inferno, Romeo + Giulietta, La stanza di Marvin, Titanic, Celebrity, The beach, Gangs of New York, Prova a prendermi, The Aviator, The Departed, Blood Diamond, Nessuna verità, Revolutionary Road, Shutter Island, Django unchained, Il grande Gatsby,  The wolf of Wall Street, Revenant.» (p. 357)
Ma attenzione, il collettivo non tesse solo le lodi dei più grandi nomi dello schermo, ma riserva ad alcuni personaggi didascalie un po' più pepate:
«Raul Bova (Roma, 1971)
Bello come il sole ha avuto una carriera cinematografica ovviamente spianata e semplice, ma finora senza lasciare tracce indelebili. La sua totale assenza di talento è del resto talmente evidente che finisce per fare simpatia e diventare quasi familiare. Da ricordare: La lupa, La finestra di fronte, Baarìa, La nostra vita.» (p. 352)

«Kevin Costner (Lynwood, 1955)
La sua ci sembra una storia emblematica delle perversioni di Hollywood. Lanciato come il nuovo divo dopo aver esordito da morto in Il grande freddo, arriva ai piani più alti del cinema dimostrando però qualcosa di stranamente vicino a un disagio che però non può essere dovuto all'apparente mancanza di qualunque talento. Quando finalmente può fare quello che davvero vuole, il regista, si capisce che la sua strada è quella. Dirigendo Balla coi lupi vince un Oscar e crea uno dei più bei film western di sempre, e anche i successivi non sono da meno. L'attore, che comunque continua a fare, non è il suo vero percorso. Da ricordare, comunque: Fandango, Silverado, The Untouchables, Robin Hood – Principe dei ladri, JFK – un caso ancora aperto, Guardia del corpo, Un mondo perfetto, Wyatt Earp.» (p. 314)
I nomi sono ordinati secondo il consueto ordine cronologico e ciò certamente non facilita la consultazione immediata, la quale sarebbe stata agevolata anche semplicemente da un indice dei nomi da porre in coda al volume, semplificando un'ipotetica ricerca.
Poteva poi mancare la sezione dedicata ai premi? Ovviamente no, ed è particolarmente encomiabile la scelta di ampliare gli orizzonti dei lettori, fornendo non solo l'elenco dei premi Oscar e dei Golden Globe, ma anche quello di altri premi: Palma d'oro, Leone d'oro, Orso d'oro, David di Donatello, César, Goya, Toronto Film Festival, Sundance Film Festival, Étoile d'or, Pardo d'oro, Razzie Award.
Il libro si compone poi di altre rubriche, tutte estremamente interessanti, da scoprire una dopo l'altra. Citiamo, in ordine sparso, Le accoppiate vincenti, Le ricette e I cocktails dei film, I baci più belli del cinema, I remake, prequel e sequel, le sceneggiature (ovvero, «Un'arbitraria classifica dei 50 migliori sceneggiatori del cinema, con qualche esempio del loro lavoro», p. 379), le colonne sonore più belle e così via. Presenti anche i film incorsi nella censura italiana, per i quali si presenta la seguente didascalia: «i film censurati in Italia, ovvero film in qualunque misura toccati dalla censura: dai “consigli” e interventi in fase di sceneggiatura o di doppiaggio, al blocco dell'uscita nelle sala – per periodi di tempo che vanno da qualche settimana a diversi decenni – al taglio di sequenze, al divieto ai minori – impedimento per la trasmissione in tv – al divieto di esportazione, fino al blocco totale e addirittura al sequestro e alla distruzione delle copie esistenti, con conseguenze penali.» (p. 637)
Una lista corposa e importante, tuttavia, data la varietà delle casistiche raggruppate in essa, comunque opportunamente dichiarate nella nota sopra riportata, sarebbe stato interessante qualche specificazione ulteriore sul tipo di censura in cui sono incorsi i singoli film.
Ogni sezione è estremamente accurata e ogni pagina del volume dimostra tutto l'entusiasmo e la preparazione che il collettivo possiede. Le loro identità sono misteriose e, come nel caso di The book fools bunch (autori di Guida tascabile per maniaci di libri, già recensito), gli autori hanno scelto degli pseudonimi, in questo caso di ambito cinematografico: da quello che apprendiamo dal retro di copertina, si tratta di un gruppo di ventenni romani, i quali «attraverso azioni culturali non autorizzate e flash-mob sempre molto rumorosi e colorati si propongono di promuovere il cinema e l'amore per il cinema senza snobismi né preclusioni verso i film non d'autore. Stanno lavorando alla creazione di un archivio di pellicole e alla loro trasformazione in formato digitale per salvarli dall'oblio.»
E se è vero che, come riportato nell'ultima sezione dedicata alle «frasi sul cinema», secondo François Truffaut, «fare un film […] significa prolungare i giochi dell'infanzia», questo libro è una pubblicazione indispensabile per tutti coloro i quali non hanno mai smesso di vedere nel cinema un'arte divertente e giocosa, caleidoscopica e potenzialmente infinita, una magia in grado di commuovere, far ridere, impressionare lo spettatore. Un libro sia per chi sa già tutto di cinema e non vuole perdersi quest'opera enciclopedica sia per i neofiti della settima arte, i quali potranno trovare ottime suggestioni per iniziare ad approfondire questo fantastico e immaginifico mondo, a partire da un epocale e intramontabile… Viaggio nella luna (Georges Méliès, 1902).
Valentina Zinnà