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Signori, in carrozza. Con Sophie Dubois-Collet e il suo saggio "La Storia prende il treno", partiamo per un lungo viaggio. Lungo i binari del tempo

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La Storia prende il treno
di Sophie Dubois-Collet
add Editore, 2021

Traduzione di Enrico Pandiani

pp. 232
€ 16,00 (cartaceo)
€ 2,99 (e-book) - gratuito su Kindle Unlimited


Sapevate che la prima notte di nozze di Wallis Simpson e del duca di Windsor, l'Edoardo VIII che, per amor suo, abdicò dalla Corona d'Inghilterra, si svolse sul Simplon-Orient Express? O che il lussuosissimo treno di Adolf Hitler, ribattezzato Amerika, disponeva di una vasca da bagno in marmo con rubinetti in oro, così pesante che si dovette rinforzare il pianale del vagone con cemento armato? O ancora che l'armistizio tra Francia e Germania che, nel 1918, pose fine alla Prima guerra mondiale fu firmato nella carrozza ristorante di un treno fermo nella foresta nei pressi di Compiègne? Oppure, per venire a qualcosa che ci riguarda, che la prima "papamobile" era proprio un treno? Quello consegnato a Papa Pio IX nel 1858, dotato di una vettura aperta, a terrazza, dalla quale il papa poteva benedire la folla? Tra parentesi, questo il libro non lo dice, ma se aveste la curiosità di vederlo, potreste recarvi alla Centrale Montemartini, nel quartiere Ostiense di Roma, splendido esempio di riconversione e di archeologia industriale (una ex centrale termoelettrica trasformata in museo archeologico).
Sono solo alcuni esempi della miriade di notizie che potrete ritrovare in questo agile e curiosissimo libro di Sophie Dubois-Collet, "La Storia prende il treno", una vera miniera di informazioni, dati, elementi, curiosità che riguardano il treno come mezzo di locomozione. E non solo. Come fonte di immaginario, come unione tra mondi lontani, come come microcosmo di umanità, come sorgente d'ispirazione letteraria e cinematografica. Provate a pensare a quante volte la Storia si è compiuta sulle rotaie o a quanto cinema e letteratura si sono intrecciati con binari e vagoni. Chi di noi, leggendo "Assassinio sull'Orient Express, non ha desiderato di compiere, una volta nella vita, un viaggio sul "re dei treni o il treno dei re"? O chi non ha mai fantasticato sui treni protagonisti dei film di Alfred Hitchcock da "I 39 scalini" fino a "La signora scompare"? Nell'immaginario cinematografico, d'altra parte, il treno ha sempre avuto un ruolo da protagonista, dagli albori (ricordate la scena dei fratelli Lumiére in cui l'immagine di una locomotiva che arriva in stazione provoca il fuggi fuggi in sala?) fino all'epoca più moderna: mi viene in mente, per esempio, Harry Potter che parte dal binario 9 e 3/4 con l'Hogwarts Express o il bellissimo treno natalizio protagonista di "Polar Express" o ancora "Treno di notte per Lisbona" o "La ragazza del treno". Ecco, come in un gioco caleidoscopico, leggere questo libro accende tante altre luci e ingenera il desiderio di saperne ancora e di più. Sempre a patto che si sia, come la sottoscritta, appassionati di treni, trenini, binari, carrozze, viaggi su rotaie e chi più ne ha più ne metta.
Sophie Dubois-Collet ha cercato di raccontare, in un unico saggio, le tante volte in cui la Storia ha preso il treno: un compito immane che, per forza di cose, risulta incompiuto. Tante e tante altre sarebbero le storie da narrare, oltre alle 43 individuate. La giornalista francese ha scelto numerosi episodi e, utilizzando una forma molto agile e un linguaggio evocativo, ma giornalistico, quasi cronachistico, in due-tre pagine per ognuno, ha cercato di ricostruire date, nomi e soprattutto atmosfere di avvenimenti che hanno visto locomotive e carrozze nel ruolo di protagoniste o comprimarie (talmente curiosi alcuni racconti che ci si ritrova a "googlare" per saperne di più perché si vorrebbe che ogni storia fosse ancora più dettagliata, più raccontata, si starebbe ore ad ascoltare)
Certo, il binocolo dell'autrice, per sua stessa formazione, è puntato più sulla Francia che su altri Paesi e questo crea un po' di sbilanciamento sul punto di vista e sulla quantità di storie raccontate. Un'incompiutezza che, chissà, potrebbe dare l'input a libri e saggi sullo stesso argomento più ampi o, al contrario, incentrati sulla Storia dei diversi Paesi. Si tratta chiaramente di una scelta, quella operata dall'autrice, molto personale, una lista che ognuno di noi potrebbe stilare in modo diverso, traendo spunti da viaggi, letture, film, interessi.
Ne esce un libro godibilissimo, regalo natalizio perfetto per chi ama viaggiare in treno o ha la passione del modellismo ferroviario, gli appassionati dei trenini Lima, Rivarossi o Mӓrklin. Una lettura curiosa che porterà ogni lettore a ripercorrere, nel ricordo, i propri memorabili viaggi in treno (ognuno di noi ne ha uno, no?) oppure condurrà i fanatici delle quattro ruote o dei voli aerei, a chiedersi: "che cosa mi sono perso"? Diciamoci la verità...né l'aereo, usurpatore di passeggeri, né tantomeno l'automobile potranno mai competere per fascino con i grandi treni della storia.
Un esempio?
Nell'inverno tra il 1928 e il 1929 l'Europa è stretta in una morsa di ghiaccio (...). A Parigi la temperatura era sopra lo zero, ma durante la notte è scesa a due gradi sotto zero. Non c'è alcun motivo per impedire all'Orient-Express di partire. Il 29 gennaio, quindi, il treno lascia la capitale sul fare della sera, con arrivo previsto a Costantinopoli nel pomeriggio del 1° febbraio. Neve e vento bloccano il treno nei pressi di un villaggio della Tracia orientale, a circa 90 chilometri da Costantinopoli, ma la stampa lancia l'allarme solo il 4 febbraio, visto che l'Orient-Express non ha ancora raggiunto la sua destinazione. (p. 73)

Chi non ha il desiderio di sapere com'è andata a finire? 

Sabrina Miglio