in

Attraverso la Roma neroniana con due guide d'eccezione nel nuovo libro di Alberto Angela

- -

L'ultimo giorno di Roma. Viaggio nella città di Nerone poco prima del grande incendio
di Alberto Angela
HarperCollins, 2020

pp. 352
€ 18,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
Audiolibro disponibile


La Roma della dinastia giulio-claudia non smette mai di affascinare, un po' perché è lì che si gettano le basi per un enorme impero, un po' perché le ombre di Augusto, Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone non smettono di incuriosire più dei loro meriti. In particolare, Nerone, benché amato dal popolo per varie ragioni (prima su tutte l'attenzione alle frumentationes e, più in generale, ai rifornimenti di grano su Roma), è ricordato soprattutto come un tiranno violento e sanguinario. Il nuovo libro di Alberto Angela, primo di una trilogia dedicato alla Roma di Nerone, non vuole però soffermarsi sulla figura imperiale, ma raccontarci e addirittura farci vedere e sentire com'era la Roma dell'epoca. 
Per divulgare al meglio questo squarcio di vita quotidiana dei Romani, l'autore sceglie di seguire il cammino di Plinio, di Tito (futuro imperatore), ma soprattutto quello di due vigiles, Saturninus e Vindex, che si immagina siano appartenuti alla VII coorte. Insieme a loro e dal loro punto di vista attraversiamo una Roma che è molto diversa da quella imperiale a cui siamo soliti pensare: il terribile incendio che distruggerà gran parte della città da lì a poche ore (la vicenda si ambienta, infatti, sabato 18 luglio 64 d.C.) cambierà per sempre il volto dell'Urbe. Moriranno molte persone, tanti perderanno la casa, ma solo dopo il 18 luglio sarà possibile pensare a un piano di costruzione che, oltre a prevedere la costruzione della magnifica Domus Aurea, riveda parte dell'impianto urbanistico di Roma, rendendola tutto sommato più ordinata e meno claustrofobica. La città in cui passiamo con Vindex e Saturnino è invece costituita da strade anguste e tortuose, perlopiù assiepate di gente, dove è difficile farsi strada per via delle tante botteghe e della ressa. Una città in cui basta pochissimo perché si inneschi un incendio. 
Ecco perché i vigiles hanno un ruolo centrale nella vita di Roma e sono organizzati in coorti e in caserme per coprire al meglio i diversi quartieri. Nel corso della lettura di L'ultimo giorno di Roma impariamo moltissimo su questo lavoro tanto rischioso eppure poco remunerato: spesso sono i liberti a intraprendere la carriera, per assicurarsi un giorno (dopo sei anni di servizio) la cittadinanza romana e, dunque, l'accesso alle distribuzioni di grano. Il reclutamento, che avviene di solito tra giovani di 19 e 27 anni, prevede un  addestramento particolarmente difficile, almeno quanto la specializzazione (c'è una minuziosa suddivisione dei compiti in una caserma). Inoltre, i compiti dei vigiles comprendono anche funzioni di polizia, come lunghe ronde in gruppo per sedare le risse notturne tra ubriachi o fare incursione in luoghi potenzialmente a rischio. La tempestività è tutto, ed ecco perché sono molte le zone di Roma in cui sono disponibili fonti, fontane, sorte di idranti,... Come impariamo passando attraverso le diverse botteghe (dalle concerie alle lavanderie, ai postriboli), frequentando il Circo Massimo o passando dai templi e dalle insulae (i caratteristici palazzi dove abitavano i plebei), basta pochissimo per far scoppiare un incendio. Il fuoco è una costante: lo troviamo come elemento sacro, tanto quanto fondamentale mezzo per scaldarsi o per cucinare, e molto spesso l'autore ci racconta di lanterne a olio pericolosissime, specialmente se avvicinate ai giacigli di paglia. Per non parlare delle polveri altamente infiammabili presenti nei magazzini di cereali! 
Benché a intrigarci siano le tantissime informazioni che Alberto Angela divulga, come sempre, con grande piacevolezza, spesso nel libro percepiamo un'attesa crescente, come in una sorta di climax proprio di un romanzo: sapendo già quale terribile incendio divamperà da lì a poche ore, scoviamo tra le pagine molteplici indizi. Non sappiamo esattamente che cosa abbia scatenato l'incendio, ma dopo aver letto il libro non ci meraviglieremo più per la potenza rovinosa delle fiamme. Anzi, semmai ci meravigliamo che gli incendi precedenti non siano stati altrettanto devastanti! 
E, dunque, aspettiamo con ansia il secondo capitolo della trilogia, quello che si concentrerà sull'incendio e che certamente sarà ricco di pathos, e il terzo capitolo, che analizzerà le conseguenze di quella terribile notte. 

GMGhioni