lunedì 10 agosto 2020

Un canto che uccide o forse salva: la sirena di Mathias Malzieu


Una sirena a Parigi
di Mathias Malzieu
Feltrinelli, 2020
pp. 191  

€ 16,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook) 

Titolo originale: Une sirène à Paris
Traduzione di Cinzia Poli

È un personaggio strano, parzialmente contraddittorio, il protagonista del nuovo romanzo di Mathias Malzieu. Cinico e tendenzialmente malinconico, Gaspard è però un Sorprenditore di professione: nella stiva del Flowerburger, chiatta ormeggiata sulla Senna nonché grande sogno romantico della defunta nonna Sylvia, in un’atmosfera di altri tempi popolata da strani figuri in costume in cerca di evasione e di poesia, oltre che di ottimi hamburger a base di fiori, Gaspard, armato di chitarra, come suo padre prima di lui celebra la vita attraverso parole e musica:
Gaspard aveva promesso alla nonna di tramandare quell’arte di vivere. Da quando lei era morta, Gaspard si definiva esclusivamente per la capacità di stupire. Essere un sognatore da combattimento, vivere a pieno ritmo per non sprecare nemmeno un briciolo di secondo. Smania da stella cadente. Aveva una sensibilità più spiccata degli altri. Poteva essere al tempo stesso l’uomo più felice e più triste del mondo. (pp. 24-25)
Disilluso dopo l’abbandono di Carolina, la donna che credeva essere quella della vita, pur rifiutando di abbandonarsi davvero alla vita e al sentimento, riserva però ogni sua energia a un posto che consacrato proprio all’amore, per volontà esplicita della sua creatrice. Non percepisce la discrasia che si annida in questa lotta disperata, che lo oppone alle ragioni del denaro e anche al padre, che vorrebbe vendere la chiatta per vederlo liberarsi dei fantasmi e andare avanti, intraprendere una nuova avventura.
Il cambiamento assume, nella prosa ondivaga di Malzieu, la forma di un incontro imprevedibile in una Parigi dai tratti apocalittici: mentre una tempesta senza precedenti gonfia la Senna che tutto trascina con sé, oggetti sogni e anime disperate, mentre la città sprofonda in un buio assoluto che rende ancora più profonda la notte, Gaspard viene attirato dal suono di un canto, da un tintinnio di cristallo che lo riporta a un tempo passato e perduto. Quello che l’uomo trova sotto al ponte, inseguendo il richiamo irresistibile che ne proviene, è però al di là di ogni immaginazione:
Le domande sfrecciavano così numerose e veloci che non riusciva rispondere a nessuna. Era una creatura di cristallo? Di cosa erano fatte le sue corde vocali per produrre un suono simile? [...] Era l’opera di un soffiatore di vetro? Di un truccatore di stelle? Una criniera d’oro incipriata ricadeva a cascata sulle sue minuscole spalle. Lei tremava. Gaspard era pietrificato dallo stupore. Il cervello lottava ma era incapace di elaborare l’immagine che si proiettava sulle retine. Gambe incastonate di scaglie-diamante che ne formavano una. Niente ginocchia, bensì una pinna in fondo. Quasi trasparente tanto era sottile. Gaspard aveva paura di romperla solo a guardarla. (p. 47)
In preda all’incredulità, l’uomo non capisce subito che si tratta di una sirena, e la narrazione procede tra momenti lirici e altri più ironici e lievi, in un continuo ricorso allo stile onirico, visionario, analogico che abbiamo imparato a conoscere con La meccanica del cuore (trovate qui la recensione) e che qui troviamo ulteriormente esacerbato. Si guardino bene dal leggere questo libro gli amanti del realismo e delle storie convenzionali, perché fin dai presupposti qui si va oltre, alla ricerca di un continuo stravolgimento delle aspettative del pubblico. La sirena, infatti, come da tradizione ha un canto mortale, e Gaspard deve lottare non solo contro il tempo per poterla liberare e quindi salvare, ma anche contro la sete di vendetta di una donna innamorata e ferita, a cui la creatura degli oceani ha involontariamente strappato la felicità. Nella corsa che si scatena, e che travolge il romanzo imponendogli un ritmo rapidissimo, si sviluppa il tema della salvezza legata all’amore: salvando Lola, aprendosi e poi rinunciando volontariamente, per il bene di lei, alla gioia appena ritrovata, Gaspard compromette la salute del proprio cuore fragile, ma al tempo stesso finisce per salvare se stesso dall’apatia, dalla non-vita in cui era precipitato. Nella girandola che riesce a creare grazie a un turbinio di parole e idee stravaganti, l’autore mette in scena una storia per veri romantici, per eterni fanciulli in cerca non tanto di spensieratezza, ma di sogni di rinascita e compimento, offrendo una lettura perfetta per un’estate che ha forse bisogno di qualche consolazione.

Carolina Pernigo







Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da CriticaLetteraria.org (@criticaletteraria) in data: