lunedì 15 luglio 2019

Attaccarsi al mondo: "L'imprevedibile movimento dei sogni" di Sangalli e Bozzetti

L’imprevedibile movimento dei sogni
di Francesca Sangalli e Fabrizio Bozzetti
DeA Planeta, 2019

pp. 288
€ 17,00 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook) 


Isabella perde i sensi sul campo da tennis, nel vivo di un incontro importante. Quando viene ricoverata nel reparto di pediatria di un ospedale ormai in via di dismissione, isolato tra le montagne, la ragazza è un grumo irrisolto di rabbia e sentimenti contrastanti: non accetta in primis il fallimento, il cedimento imperdonabile di un corpo giovane, allenato, orientato alla vittoria. Non tollera di essere imprigionata in un ambiente claustrofobico, di doversi sottomettere a regole e direttive che non riconosce. Non ammette di non essere trattata come un'adulta benché manchino solo quattro mesi al compimento del suo diciottesimo anno. Detesta, dell'odio viscerale e immediato riservato al nemico durante il match, la dottoressa Villa, primaria del reparto. 
Rigida, inflessibile, abituata alla tensione di un agonismo inesausto, Isabella si ribella alle costrizioni – senza mai indugiare troppo col pensiero sui continui svenimenti, sulle palpitazioni, sulla debolezza che spesso l'hanno afflitta nell'ultimo periodo. Anche la sua compagna di stanza le è di disturbo: una ragazzina "pallida e minuta, liscia, mora, con grandi occhi neri e labbra blu" (p. 21), con "qualcosa di simile a un disegno, un essere animato, ma che appartiene a un mondo di favola, come un fumetto" (p. 28).
Eleonora, in breve ribattezzata "Schele" per la sua magrezza preoccupante, non potrebbe essere più diversa da Isa: abituata alla reclusione e alla malattia, vive arresa, prigioniera di una routine ospedaliera da cui non ha il coraggio di liberarsi e in cui trova rifugio soltanto nelle sue letture, unico varco su un'esistenza che le è preclusa. Mentre Isabella rifugge ogni sentimento, avanzando nel mondo con l'impeto implacabile del carro armato, Ele è dotata (e spesso succube) di una spiccata sensibilità, che le permette di percepire ciò che agli altri sfugge. Forse per questo tiene traccia, annotando i loro nomi sul muro, di tutti i bambini morti, e sembra conoscere molto meglio della sua compagna la verità del reparto. Isabella, nonostante la sua scarsa confidenza con le relazioni interpersonali di carattere non competitivo, poco alla volta si lascia toccare dal carattere schivo, dalla fragilità dell'altra, e prova per la prima volta un’empatia del tutto nuova:
C'è una dimensione sacra che ci racchiude, qualcosa che va molto oltre la vita, il tempo, il giorno e la notte. È il contatto umano, credo, penetrante come non l'ho mai sentito. (p. 122)
Il ricovero è dunque spiazzante sotto molti aspetti per la ragazza, normalmente capace di un totale autocontrollo: da un lato implica infatti una progressiva perdita di adesione al reale, nella forma di incubi e momenti di straniamento:
Come sono andate questa volta le cose? Il mio corpo è rimasto qui, un involucro, mentre io venivo risucchiata da un buco nero? [...] Ho paura. E se mi stessi a poco a poco separando da me stessa? Da ciò che ero prima di venire qui? Come posso esistere senza corpo? È come immaginare di morire. (p. 165)
Dall'altro richiede un drastico rovesciamento delle prospettive, dato da un improvviso e inaspettato cambiamento di condizione (da sana a malata), che obbliga la ragazzina a guardare l'intera realtà in un'ottica nuova: 
L'orizzonte è sparito, il mio corpo sembra quasi essere un contenitore vuoto, mentre io posso scivolare oltre i luoghi e le faccende del mondo. Siamo sotto la volta del cielo. Lassù c'è un moto irrefrenabile, tutto si sposta, noi ci spostiamo, cambiamo la prospettiva da cui osservare l'universo, le stelle gravitano, esplodono, rinascono. Vorrei divorare l'intero sistema solare. La verità che sto sperimentando è che non esiste nulla di stabile, nessun punto fermo, ogni punto è in movimento e anche noi lo siamo. L'armonia delle cose. Per questo dovremmo accordarci all'universo. Non siamo immutabili, invulnerabili, come credevo. La strada spianata e noi che andiamo dritti e ostinati a realizzare i nostri obiettivi. E siccome tutto scorre lento e inesorabile, esplode o si spegne in modo repentino senza la nostra approvazione, anche i nostri desideri possono cambiare. La rivoluzione terrestre, il moto dei pianeti, l'imprevedibile movimento dei sogni. (p. 122-123)
Il romanzo si qualifica fin da subito come sentimentale, nel senso originario del termine: non si parla infatti d'amore, ma di amicizia, di paura, di coraggio. All'interno della trama, però, gli autori scelgono acutamente di evitare il sentimentalismo stucchevole che il binomio adolescenti-malattie sembrerebbe destinato a portare con sé, per inserire elementi di mistero e avventura – catalizzati dalle esplorazioni notturne dell'ospedale da parte di Isabella ed Eleonora, e dal loro interrogarsi continuo sulla labilità dei confini tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Chi è infatti Daniela, la ragazza selvaggia che fa loro visita nei momenti più impensati e racconta su di sé storie inverosimili? Cosa succede nel reparto di terapia intensiva pediatrica, solo apparentemente abbandonato? La vicenda si svolge in una dimensione onirica che stravolge le aspettative, allontanandosi dalla consueta linea di sviluppo del romanzo young adult, per assumere sfumature agrodolci e inattese. Mai come in questo caso si può dire che l'apparenza inganna: la copertina non rende giustizia a una storia che di rosa ha davvero poco, e che quasi disturba per la vividezza delle visioni e degli incubi che affliggono le protagoniste e le spingono a interrogarsi su temi profondi, come le scelte o i rapporti familiari, ma anche ad attaccarsi con ogni fibra del loro essere a una vita che sembra labile e sfuggente:
Ogni scelta, ogni parola, ogni insignificante graffio sul muro potrebbe essere l'ultimo segno della sua esistenza sulla terra… E allora non dovrebbe essere di importanza capitale? [...] ogni singola mossa sulla scacchiera distorta di questo mondo in cui sono conficcata mi scatena nuove ondate di pensiero, idee di rivolta, voglia di fuggire, strategie per sopravvivere. Ci provo con tutte le mie risorse. (p. 155)
L’imprevedibile movimento dei sogni racconta una storia di formazione e di resilienza, veicolata da dialoghi ben costruiti e un linguaggio mimetico, che restituisce adeguatamente la psicologia della narratrice. Sangalli e Bozzetti riescono felicemente nell'intento di creare un testo dal ritmo trascinante e un finale forte, che sarebbe riduttivo considerare destinato esclusivamente al pubblico giovane e femminile, nonostante il progetto grafico e il titolo sembrino rimandare a quella direzione. 

Carolina Pernigo








Un ricovero inaspettato nel reparto di pediatria a pochi mesi dal compimento del suo diciottesimo anno è quanto di meno opportuno potrebbe capitare a Isabella, tennista di alto livello alle soglie di una competizione importante. La malattia implica debolezza e una totale revisione del proprio punto di vista, due cose che la giovane sportiva non è disposta ad accettare. Soprattutto non è pronta ad accogliere la fragilità di Eleonora, la sua compagna di stanza, che in ospedale trascorre invece fin troppo tempo. Una storia di amicizia e sentimenti che non prende i binari più prevedibili e spiazza il lettore sprofondando presto in un mistero da risolvere. Una lettura adatta alle giovanissime, ma non solo, che spiazza le aspettative e tiene avvinti fino all'ultima pagina. L'avete già letto? #deaplaneta #deaplanetalibri #youngadult #yabookstagram #yabooks #francescasangalli #fabriziobozzetti #instabook #instalibro #bookstagram #bookoftheday #bookish #igreads #igbooks #malattia #merenda #igcoffeebreak #readingnow #newbook #bookaddict #booklover #cover #bookcover #coffeebreak #criticaletteraria #inlettura #cosebelle @deaplanetalibri
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