sabato 8 dicembre 2018

#LibriSottoLAlbero - Primo appuntamento coi libri-regalo


Buoni regali di Natale!
Il tempo corre, oggi è già l'8 dicembre e molti di noi saranno impegnati a preparare l'albero di Natale, ma non dimentichiamoci che i giorni da qui a Natale sono sempre mano e dobbiamo correre al riparo con i regali. Soprattutto, dobbiamo trovare quelli giusti... Se anche voi amate mettere libri sotto l'albero (magari anche sotto al vostro), ecco la nostra rubrica settimanale #LibriSottoLAlbero: tre appuntamenti per scegliere il libro migliore per voi, per gli amici e i parenti.
Per ogni consiglio, il link alla nostra recensione per scoprire il libro! 

Prossimo appuntamento sabato 15 dicembre! 
Intanto, buona lettura,
La Redazione

***

Alessandra consiglia:
"Meglio essere felici" di Zygmunt Bauman (Castelvecchi)
Perché: per citare Bauman stesso "A proposito della felicità, esiste soltanto una frase che possiamo pronunciare con la massima certezza e che di solito ci vede universalmente d'accordo. La frase suona: “Meglio essere felici che infelici”. Tutto il resto è controverso". Per ricordarci quanto sia importante ritagliarci un nostro giardino sempreverde di gioia. E perché, in fondo, aveva ragione Lorenzo de' Medici quando asseriva che "chi vuol esser lieto sia: di doman non c'è certezza".
A chi regalarlo: a chiunque abbia bisogno di una strigliata pre natalizia sul perché sia fondamentale essere felici e come, analizzando un'emozione importante e spesso trascurata per inezie quotidiane.


Barbara consiglia: 
"Lettera al figlio che non avrò" di Linda Lê (Clichy)

Perché: l'autrice offre una visione vicina a quella di Oriana Fallaci in "Lettera a un bambino mai nato", ma con una prospettiva che va oltre: la non maternità diventa autopunizione. Quante mancate felicità ci infliggiamo consapevolmente (o quasi) perché convinti di non meritarle, di non esserne all'altezza? Questo libro è un'occasione per riflettere.
A chi (o a chi regalarlo): alle persone che amano confrontarsi con temi importanti, scomodi ed emotivamente coinvolgenti. A chi non ama il Natale e la sua atmosfera di "felicità a tutti i costi".

Carolina consiglia: 
"Le ragazze non hanno paura" di Alessandro Q. Ferrari (DeA Planeta)
Perché è un romanzo intenso, con personaggi incredibili, la storia di una formazione che passa attraverso l'amicizia, l'amore, il dolore. Perché l'autore riesce a costruire, con una prosa nitida e ritmata, dialoghi serrati e una trama credibile che ci mostra come, a volte, sia necessario scendere agli inferi per riportare a casa chi si ama... o semplicemente per diventare grandi. 
A chi regalarlo: ai ragazzi delle scuole superiori in cerca di un romanzo YA diverso dai soliti; a chi apprezza la trasparenza e l'onestà nelle opere letterarie; a chi, anche se diventato grande, ama le storie belle sull'adolescenza e a chi non ha paura di commuoversi.


Carolina consiglia 
"I kill giants" di Kelly & Niimura (Bao Publishing)
Perché: da tempo - forse da sempre - i graphic novels hanno smesso di essere cose da ragazzini. I kill giants è una commovente storia di formazione, in cui l'elemento grafico riesce a rendere con straordinaria precisione l'intensità dei sentimenti (il dolore, la paura, il coraggio) della giovane protagonista, trascinandoci a viva forza dentro una storia sul cui successo, molto più della semplice successione dei fatti, pesa il lavoro di scavo psicologico fatto sui personaggi.
A chi regalarlo: a chi ama i romanzi a fumetti o le storie di crescita, a chi sta già combattendo i giganti o li ha sconfitti. A chi conosce qualcuno che ha perso la battaglia. Ai giovanissimi, ma anche - e senza alcuna remora - agli adulti. A chi ama i racconti toccanti e a lieto fine prima di Natale. 

Cecilia consiglia:

"Imagine John Yoko" di Yoko Ono Lennon (L'Ippocampo)
Perché: perché è senza dubbio uno dei più bei libri pubblicati nel 2018, prezioso nei contenuti e curatissimo nella forma, dedicato a uno di capolavori musicali di tutti tempi; perché a leggere le testimonianze di chi c'era e a guardare le foto inedite di quel periodo si percepisce (con non poca nostalgia) tutto il piacere di stare insieme da parte di una grande famiglia di artisti; perché l'immaginazione e il suo potere non passeranno mai di moda.
A chi  (o a chi regalarlo): ai fan di John Lennon e Yoko Ono, ovviamente, e a chi ogni anno, in questo periodo, sceglie Happy Christmas (War Is Over) come suoneria per il proprio telefono: di questa canzone il libro non parla, ma nel ripercorrere la storia del sodalizio amoroso e artistico della coppia che ha consegnato Imagine alla storia della musica mondiale c'è il vero senso di pace e rispetto che dovrebbe animare nel profondo le festività natalizie.


Debora consiglia: 
"Tutto è possibile" di Elizabeth Strout (Einaudi)
A chi regalarlo: a chi coltiva il sogno di scrivere, perché ogni pagina di questo libro è praticamente una lezione di scrittura creativa. A chi ama le forme ibride, fra romanzo e racconto, i lampi di luce abbaglianti, la grazia di un momento perfetto 
Perché: Elizabeth Strout è una fuoriclasse della letteratura contemporanea e ogni libro un piccolo miracolo di vita e scrittura.

Federica consiglia:
"Volo di paglia" di Laura Fusconi (Fazi)
Leggi la recensione
Perché è raro trovare un romanzo in grado di unire la tematica storica (il secondo conflitto mondiale in Italia) a quella intima senza dimenticare il peso della memoria; perché Laura è un’esordiente che dimostra una maturità narrativa e una profondità psicologica che spesso mancano persino agli autori più affermati.
A chi (o a chi regalarlo): vuole leggere di amore e amicizia in un modo non banale, a chi ama le storie che scorrono con naturalezza pagina dopo pagina e lasciano un ricordo piacevole su cui riflettere.

Giulia consiglia: 
"La gente per bene" della Marchesa Colombi (Flower-ed)
Leggi la recensione
Perché: perché, con l'arrivo delle feste, ci si imbarca in visite, pranzi e cene familiari, riunioni e party per celebrare il Natale. Diventa importante sapersi comportare in ogni occasione e la Marchesa Colombi, con delizioso garbo, ci guida attraverso i meandri delle buone maniere in modo da uscire sempre al meglio in ogni situazione, mondana o privata che sia.
A chi regalarlo: alle appassionate di bon ton e buone maniere che non perdono mai nemmeno una puntata di "Cortesie per gli ospiti".

Gloria consiglia:
"Perché scrivere?" di Philip Roth (Einaudi)
Perché: avete un amico che ama la letteratura, che ha letto le opere di Roth e che non riesce a rassegnarsi all'idea di non leggere più niente del grande autore americano. La soluzione è in questa magnifica raccolta di saggi, approfondimenti e interviste, uscita da pochissimo per Einaudi, che raccoglie però materiale a partire dal 1960. Si può sfogliare per cercare il pezzo più nelle nostre corde o si può leggere tutto d'un fiato, meglio ancora se in queste vacanze natalizie, con il perfetto sfondo di un caminetto acceso.
A chi regalarlo: anche a chi non conosce Roth ma si interessa di letteratura e di scrittura, vedrete che non ve ne pentirete! 


Sabrina consiglia:
"Il bambino di carta" di Marina Migliavacca Marazza (Libromania)
Perché: perché l'orsetto Winnie the Pooh piace. E con lui tutta la banda del Bosco dei 100 acri, Tigro, Gufo, Kanga, Ro, Tappo. Fanno tanto ricordi d'infanzia. E a Natale, complice l'atmosfera, si torna tutti un po' bambini. Ma se tutti conoscono Pooh pochissimi sanno la storia del vero Christopher Robin, il bambino che nel cartone animato fa vivere i suoi peluche. Christopher Robin è esistito davvero, era il figlio dello scrittore che ha inventato l'orsetto, A.A. Milne. Un bambino privilegiato? Tutt'altro, si può dire che Pooh cambiò per sempre la vita del piccolo Christopher, ma non in meglio... anche se la colpa non fu certo del povero orso.
A chi regalarlo: A chi da piccolo ha amato i peluche, a chi è un fan dell'orsetto "sciocco e un po' goloso", come recitava la canzone. E a chi desidera avere uno spaccato di vita e lanciare uno sguardo un po' "indiscreto" nella famiglia di uno degli scrittori più noti del Novecento inglese. 

Samantha consiglia:
"Lettere di una viaggiatrice" di Matilde Serao (Elliot)
Perché: perché sorprende scoprire la modernità di uno spirito di inizio Novecento e quanto le riflessioni di grandi scrittrici e scrittori possano restare eterne e immutate, come tutti i luoghi del cuore, e confluire insieme in un unico panorama culturale, che è all’origine di ciò che siamo e di come vediamo il mondo.
A chi regalarlo: a tutti coloro che vivrebbero una vita in viaggio, che quando possono partire si gustano i luoghi e le persone e assaporano la dimensione del viaggio. Viaggiatori, e non turisti, dei luoghi dell’anima.

Valentina consiglia: 
"Sotto i tetti di Parigi" di Ines de la Fressange e Marin Montagut (L'ippocampo) 
Perché: è una piccola meraviglia: il libro passa in rassegna gli interni di diverse case parigine, ognuna appartenente ad una proprietario diverso e ognuna diversa dall'altra, per scelte e stile. Si va dalle abitazioni dei protagonisti a quelle di altri personaggi, sempre tenendo il focus sulle scelte di design e sui dettagli, che, si sa, fanno la differenza . Le foto, sempre molto curate, e le didascalie rendono questo un libro imperdibile, un vero e proprio catalogo da cui pescare a piene mani se si è in cerca di ispirazione. 
A chi regalarlo: all'amica appassionata di design o in cerca di ispirazione per la ristrutturazione oppure anche a chi semplicemente, vuole farsi un tuffo nello stile e nel gusto parigino, scoprendo un vero e proprio universo di idee.


Valentina consiglia:
"Le avventure tragicomiche di una supplente" di Beatrice Viola (Harper Collins)
Perché: il libro è un vero e proprio spasso perché l'autrice racconta in forma ironica le tipiche disavventure di un insegnante precaria: i contratti di poche settimane (se non pochi giorni), quelli "fino ad avente diritto", che pendono sulla testa del malcapitato come una spada di Damocle, le classi improvvisate, i repentini cambi di graduatorie. Il tutto con uno stile leggero e divertente.
A chi regalarlo: all'amica precaria, per farla sorridere delle sue peripezie, a chi vorrebbe intraprendere questa strada, per prepararla alle difficoltà del percorso, e infine anche, perché no, a qualche alunno, perché si renda conto delle fatiche quotidiane dei propri insegnanti!