venerdì 14 settembre 2018

"Quando mi sei accanto": un romanzo rosa con poco rosa

Quando mi sei accanto
di Olivia Crosio
DeA Planeta, 2018

pp. 318
€ 15,00



Tre ragazzi, tre vite, tre caratteri agli antipodi: Chiara è luminosa, vivace, in continua ricerca; Chicco è serio, composto, con obiettivi ben chiari e testa sulle spalle; Alex invece è scuro, tormentato, tenebroso, e per questo affascinante, soprattutto per le ragazze. Li incontriamo giovani, nel 1973, impegnati in una faticosa passeggiata alle pendici del Monte Bianco, che intraprendono ognuno per motivi diversi (dei tre, solo Alex è realmente appassionato di montagna, e in questo caso comunque le sue ambizioni sono assai meno nobili). In quell’occasione si instaura tra loro un triangolo amicale/amoroso abbastanza prevedibile, che si svilupperà, con continui stravolgimenti e cambiamenti di direzione, nei successivi trentaquattro anni (l’ultima indicazione cronologica che viene fornita al lettore è il 2007) e che viene esplorato dalla narrazione assumendo di volta in volta la prospettiva dei singoli personaggi.
Chiara si trova, nel difficile passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta, divisa tra due uomini e due opposti modi di concepire l’amore: quello più quieto, domestico, che le viene offerto da Chicco (“Non sono un poeta, non sono un filosofo, non sono né magnetico né misterioso, ma ho un cuore onesto dove custodirla, un petto solido sul quale farla dormire, una mente concreta per darle sicurezza e occhi solo per lei”, p. 99) e che viene incoraggiato dalla sua ordinaria famiglia borghese, e quello selvaggio, famelico e pericoloso che può avere da Alex (“Ho ripreso a divorare la vita carne compresa e guardarmi attorno […]. Anche se nulla mi sazia. Lo stimolo della fame assomiglia sempre di più a un senso di corrosione irreversibile all’interno dello stomaco”, p. 107). La lacerazione interiore della protagonista riporta istintivamente la mente del lettore a uno dei romanzi più celebri della letteratura ottocentesca:
Il mio amore per Linton è come il fogliame nei boschi: il tempo lo cambierà, ne sono consapevole, come l'inverno cambia gli alberi. Il mio amore per Heathcliff somiglia alle rocce eterne che stanno sotto quegli alberi: una fonte di piacere ben poco visibile, ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff! Lui è sempre sempre, sempre nella mia mente: non come una gioia, non più di quanto io lo sia per me stessa, ma come il mio stesso essere.
Così confessava alla governante Catherine Earnshaw in Cime tempestose. Più prosaicamente, Chiara confessa alla sua saggia, concreta amica Gitte: 
Con Chicco è l’amore tranquillo che dura nel tempo, con l’altro è una passione devastante, un incendio a intermittenza. Quando gli sono accanto perdo la testa, esiste solo lui, mi fa sentire viva, bella, speciale. Non gli resisto. (p. 233) 
Nulla di nuovo sul fronte narrativo, quindi. C’è da dire però che, anche se tutto nella trama e nei protagonisti sembrerebbe ricondurre al luogo comune, Quando mi sei accanto è un romanzo molto più coraggioso di quanto non possa sembrare all’inizio. L’autrice, infatti, sceglie di non aderire totalmente alle aspettative del pubblico (probabilmente femminile e di giovane età, attirato anche da una copertina luminosa e romantica). I suoi personaggi sono volutamente imperfetti: sono caratterizzati in maniera complessa, spiati nei loro sentimenti conflittuali e non sempre nobili, seguiti nelle loro scelte spesso sbagliate, descritti in difetti che li rendono a tratti fastidiosi. Sono spesso egoisti e poco lungimiranti, riluttanti a diventare realmente adulti. Nel tratteggiare il rapporto intermittente che lega Chiara ad Alex, Olivia Crosio è abile nel far emergere le dinamiche di una relazione disfunzionale, che solo il lettore ingenuo potrebbe scambiare per semplicemente passionale. Soprattutto, l’autrice riesce a descrivere in modo convincente una donna nelle sue fragilità, nel conflitto tra aspettative del mondo e desiderio, tra illusioni infantili e realtà (così, per esempio, anche l’esperienza della maternità diventa qualcosa di tutt’altro che idilliaco). Chiara viene colta e accompagnata nel percorso arduo e in salita (che ammicca malinconicamente alla ben più spensierata passeggiata iniziale) che la porta a diventare la persona che sente di essere.

Ci vuole coraggio per fare, in un’opera che ha l’apparenza e il target di riferimento del romanzo “rosa”, delle scelte narrative che cozzano profondamente con le convenzioni del genere, per andare in una direzione che spiazza tutte le aspettative, ma che pare in fondo l’unica possibile, aderente alla vita. È chiaro che questo, mentre riscatta il testo dal rischio della banalità, lo espone anche alle potenziali critiche del pubblico specifico a cui si rivolge. 

Carolina Pernigo



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