venerdì 22 giugno 2018

Invidie e vecchi rancori travestiti di formalità e di folklore: un nuovo caso per Penelope Poirot

Penelope Poirot e l'ora blu
di Becky Sharp
Marcos y Marcos, 2018

pp. 304
€ 18 (cartaceo)

«Mi creda, miss Poirot: il colpevole non resterà impunito! Mio marito era un individuo ripugnante, ma era mio!» (p. 156). 
Non c'è estate senza Penelope Poirot: potrebbe diventare un simpatico vizio, quello di salutare il solstizio con un nuovo caso per l'estrosa, permalosa e snob parente di quel Poirot. Proprio ieri infatti è uscito il terzo romanzo di Becky Sharp, pari in acume e divertimento al primo Penelope Poirot fa la cosa giusta e al secondo Penelope Poirot e il male inglese
L'idea di Becky Sharp è decisamente efficace e, al tempo stesso, rassicurante perché gioca con la tradizione del giallo: un'investigatrice improvvisata, che si trova coinvolta suo malgrado in un omicidio perché conosce la vittima; un luogo chiuso, di solito una villa lussuosa ma al tempo stesso decadente, dove i sospetti rimbalzano tra le pareti di un passato torbido; una segretaria un po' goffa e smagata che in realtà spesso fa il Watson della situazione. A questi elementi, bisogna sempre aggiungere però la marca fondamentale dei romanzi di Becky Sharp: l'ironia, graffiante, acuta, divertita, travestita da humour inglese, coerente con le origini dell'ipercritica e irresistibile Penelope, che non lesina perle di saggezza tutte sue («Una riflessione astemia partorisce aforismi esangui! Prenda nota», p. 51):
«Io voglio attraversare la vita e da essa farmi attraversare: sarò un buon setaccio, ne sono certa. Ma ho bisogno di stimoli: gocce di rugiada capaci di ridestare le mie esangui sinapsi» (p. 15).  

Sono i dialoghi brillanti, con ardite metafore e divertenti similitudini, a rendere riconoscibilissima la scrittura di Becky Sharp: le parole connotano i personaggi, insieme a descrizioni graffianti che colgono gli aspetti più caricaturali dei sospettati. Non è il bello ad attirare particolarmente la scrittrice: tanti suoi personaggi sono brutti rispetto ai canoni estetici, hanno qualche caratteristica fisica che però li rende unici.

In questo nuovo Penelope Poirot e l'ora blu, la padrona di casa è la temutissima Edelweiss Gastaldi, dal corpo pachidermico e dalla lingua tagliente, in grado di far tremare e al tempo stesso sfilare come soldatini i suoi assistenti. Edelweiss, studiosa di folklore e fiabe ormai alle soglie della pensione, intende organizzare nella sua casa - o meglio, "regno" - di Corterossa un convegno dedicato al mondo delle fiabe. Lì, si riuniscono i maggiori studiosi del genere, tra cui il filologo Francis Travers, il caro "amico sentimentale" di Penelope Poirot; Ireneo Mestre, figlio di Edelweiss, da tempo in Francia per sfuggire dai tentacoli materni; vari accademici, più o meno legati a Edelweiss: il pupillo Dario Guerra, la dottoranda bistrattata Chiara Gennai, il ricercatore Alvise Cavallero. Penelope Poirot capita lì come ospite su invito di Francis Travers, e Miss Velma Hamilton, da brava segretaria, la segue, anche se a Corterossa ci sono antichi ricordi... Infatti Velma ha trascorso lì la sua infanzia, con un nonno anarchico ben conosciuto in paese. E lì ha lasciato un'amica: Sveva Delfino, adesso governante di Edelweiss, insieme alla sua bella ma silenziosissima figlia Viviana. 
Tanti sono gli intrighi presenti nel convegno e, più in generale, a casa Gastaldi: Becky Sharp confeziona un godibilissimo e ripetuto scambio di angherie e di frecciate tra i vari accademici, che fomentano gli odi e i favoritismi. 
Ma qualcosa rompe l'atmosfera che si pregustavano gli ospiti, di noia accademica e formalità: all'ora blu, quell'ora che segna il passaggio dal tramonto alla sera, il pic nic di apertura del convegno viene segnato da una disgrazia. Bebe Massone, l'orribile e viscido marito di Edelweiss, cade con la testa sul tavolo: avvelenamento? 
Ecco che il giorno successivo con estrema freddezza Edelweiss incarica Penelope Poirot di indagare: non perché stia realmente soffrendo per il marito defunto, ma perché qualcuno ha osato uccidere suo marito che, per quanto detestabile, era suo
“Certo, un'indagine; cos'altro dovrei affidarle? Non è il suo mestiere?”
“Uno tra gli altri”.
“Spero sia quello che le riesce meglio. Si guardi intorno, faccia domande: si muova! Ricorra pure ai mezzi che ritiene opportuni, ma mi porti quel che voglio”.
Portarle quel che voleva: come se Penelope Poirot fosse un volgare fattorino di criminali a domicilio! (p. 155)
Così la nostra protagonista si trova a cercare di fare chiarezza in un'intricata catena di rapporti, che deve provare a sciogliere, un po' come in una fiaba in cui, raggiunto il punto di massima tensione, i fili si devono districare verso lo scioglimento finale. Niente è come sembra, anche la fidata Velma Hamilton ha degli scheletri nell'armadio a Corterossa: Penelope deve addirittura sospettare di lei! 
Ma dove sta la verità? Come in un giallo tradizionale, Becky Sharp non lascia scontenti i suoi lettori; e tuttavia riserva delle sorprese anche nelle ultime pagine. E come le scritture più moderne, il punto di vista e l'io narrante cambiano nel corso del romanzo: prima è Velma a condurre la narrazione; poi Penelope e infine Edelweiss. Pronti a scoprire chi ha ucciso Bebe Massone? La risposta, tutt'altro che prevedibile, è in libreria! 

GMGhioni

È tempo di grandi ritorni in libreria: da domani potete ritrovare #BeckySharp con la sua #PenelopePoirot (sì, avete capito bene, nelle sue vene scorrono proprio i geni di quel Poirot): c'è un nuovo caso da risolvere per la stravagante, permalosa, estrosa e intuitiva Penelope Poirot e la sua goffa eppure indispensabile segretaria Hamilton. Nel paesino tra Liguria e Piemonte dove Hamilton ha trascorso la sua infanzia, un improbabile convegno di accademici sul folkore e le fiabe si trasforma in uno scenario da presunto omicidio. Chi voleva morto il marito della padrona di casa, la temuta (e odiata) studiosa Edelweiss? Ancora una volta, il sorriso sulle labbra è una costante mentre questa volta i sospettati sono davvero tanti... Presto la recensione di @gloriaghioni sul sito! #MarcosYMarcos #giallo #criticaletteraria #inlettura #bookstagram #stoleggendo #anteprima #preview #libri #instalibri #instabook #book #books #candles #buonalettura
Un post condiviso da CriticaLetteraria.org (@criticaletteraria) in data: