mercoledì 2 dicembre 2009

Un romanzo che colpisce, stordisce, rapisce e...


Quando verrai
di Laura Pugno
Roma, Minimum fax, 2009

€ 12.00
ISBN: 978-88-7521-223-0

Disamore, la decadenza di una roulotte, la sporcizia esteriore e interiore di un patrigno, la felicità-chimera di un vestitino nuovo e sandali in plastica rosa, calzati da mani ingorde. Poi un rapimento, insolita fuga da una realtà scomoda e poverissima, in cui gli accostamenti dei vestiti sono strampalati quanto i rapporti sociali, retti su basi di provvisorietà e di opportunismo.
Eva ha undici anni, una madre egoista che non la capisce, una madre che chiude gli occhi davanti alle attenzioni del compagno per la bambina, una madre che non tocca sua figlia, perché schifata e impaurita dalla strana psoriasi delle sue braccia. Se già a undici anni è difficile accettare malattie e difetti, per Eva è un tormento che porta all’autoemarginazione, piena di sofferenza e masochismo, in cui l’autrice scava con grande verosimiglianza. Anzi, credo di non esagerare a dire che scava con dolore nel dolore, fino a sperimentare l’irriverenza della totale condivisione emozionale con il suo personaggio. Allo stesso modo, il lettore non può non rabbrividire per la cieca sorte che sembra abbattersi su Eva, senza vie d’uscita: abusi fisici e prigionie mentali, mai un affetto sincero, il desiderio di sfidare la propria resistenza, di affliggersi e di infliggersi dolore. Almeno fino al suo rapimento.
Ma attenzione: non siamo in presenza di un romanzucolo rosa travestito, tutt’altro!

Questa trama è incisa a fuoco, resta con tutto il suo profilo stridente, acuminato di spigoli che paradossalmente lo stile, spigliato ma estremamente sorvegliato, rileva ancor di più. Sembra impossibile, infatti, che in queste frasi disinvolte passi l’acredine di rapporti falsi, di maschere strappate come vestiti prima di uno stupro, di illusioni continuamente spezzate dalla realtà tagliente. E invece è proprio così: la narratrice, tanto essenziale quanto precisa, nemica degli orpelli, conduce senza paura per strade crudeli, fino a evadere in imprevedibili risvolti fantastici. Ma non è fiaba, non lo è mai: ancora ci sono sensazioni brucianti, altre braccia macchiate di psoriasi, altri rischi e…
Sulla scia delle belle emozioni lasciate dal libro, non posso che fare una predizione: Laura Pugno, già autrice dell’einaudiano Sirene (2007), di racconti (1), di raccolte poetiche (2) e di testi teatrali, sì, farà ancora parlare di sé. Questo, il mio augurio, la mia sensazione e la mia speranza. Per quanto sia un’affermazione grave (e greve), lasciatemelo dire: abbiamo bisogno di narratori così, in Italia.

GMG

(1) Sleepwalking (2002)
(2) Il colore oro e Tennis, rispettivamente nel 2007 e nel 2002