domenica 15 gennaio 2017

Criticaletteraria va in televisione! Le nostre redattrici a "Mille e un libro" su Rai1

Criticaletteraria va in televisione! Le nostre redattrici Claudia Consoli e Serena Alessi hanno registrato alcune puntate della trasmissione Mille e un libro, condotta da Gigi Marzullo e in onda il sabato notte su Raiuno. Il format è semplice: ci sono tre o quattro autori che parlano dei loro ultimi libri con Marzullo e per ognuno di loro alcuni/e critici e critiche in collegamento da tutta Italia, tra cui le nostre Claudia e Serena, danno la loro opinione sui libri. Nella puntata della scorsa notte le nostre redattrici hanno parlato di Smeraldi a colazione. Le mie sette vite di Marta Marzotto e Laura Laurenzi (Cairo Editore, 2016), di Dialogo con mia madre di Giovanni Caccamo (Rizzoli, 2016) e di La cultura è come la marmellata di Marina Valensise (Marsilio Editori, 2016). Se il nottambulismo non fa per voi, potete comodamente rivedere la puntata qui. Ecco cosa Claudia e Serena pensano dei libri che hanno letto per Mille e un libro:


Smeraldi a colazione. Le mie sette vite 
di Marta Marzotto e Laura Laurenzi 



L'opinione di Claudia“Raccontare Marta è quasi un’impresa assoluta”, si dice all'interno di questo libro. E il lettore entra subito in contatto con la difficoltà di contenere e circoscrivere in forma di memoir una vita che in realtà contiene tante vite diverse. Le vite di una donna priva di età e di regole, che ha vissuto con coraggio e ottimismo, anche quando il mondo sembrava crollarle addosso. Indipendentemente dalla condivisione delle sue scelte personali, chi legge questo volume scopre il profilo di una salottiera unica, non convenzionale, mondana di una mondanità intellettuale e non legata al possesso. Lo dichiara lei stessa che il vero privilegio della sua esistenza sono stati gli incontri e mai la ricchezza in sé. Un limite (di natura probabilmente editoriale): nel complesso emerge con forza la già accennata difficoltà di contenere una vita elevata a potenza. In certi passi il rischio è che l’intero libro possa essere letto come uno sforzo accumulatorio di materiali e nomi che potevano essere mediati e filtrati da un diverso racconto.


L'opinione di SerenaSmeraldi a colazione è un libro che si legge velocemente. Segue il corso della straordinaria vita di Marzotto, e con lei anche gli ultimi sessant’anni di storia italiana, ma si procede anche per nuclei tematici: il matrimonio, l’amore per Guttuso, quello per Lucio Magri considerato un errore, eccetera. Leggendo il libro si ha l’impressione che Marzotto voglia togliersi tanti sassolini dalle scarpe, questo sembrerebbe lo scopo delle numerose liste di nomi un tempo a lei amici e che poi le hanno voltato le spalle. Autoreferenziale fin dalla dedica, il libro è infatti dedicato a se stessa, è interessante notare però che nelle prime pagine Marta Marzotto dice di non piacersi. Difficile crederle. Ma di tanta vulcanicità e contraddizioni, Laura Laurenzi è una mediatrice molto abile.


Dialogo con mia madre 
di Giovanni Caccamo

L'opinione di Claudia: Un cantautore, qui scrittore, al centro di questo libro: ci troviamo di fronte a una doppia dimensione della scrittura che riflette su se stessa e colma le distanze. Dialogo con mia madre è come una scatola dei ricordi che un figlio e una madre aprono insieme. Ma il bello è che non si limitano ad aprirla e a trascrivere i ricordi: li ricreano insieme, danno forma al proprio passato attraverso una doppia prospettiva e a due sguardi: quello di lui più emozionale e viscerale, quello di lei più nitido e cristallino. Ho trovato molto intenso il concetto della scoperta: ci sono tantissime cose che non conosciamo della vita delle persone a noi più vicine come i nostri genitori. E molto spesso le vite che ci sembrano più ordinarie sono in realtà le più straordinarie.

L'opinione di Serena: Caccamo ha abilmente notato un fenomeno che è sempre più comune nella cultura giovanile italiana: le conversazioni con i nostri genitori e con la nostra famiglia sono cambiate, sono più veloci, più schiette e passano attraverso email, Facebook e Whatsapp (non è un caso che i social network stessi abbiano già registrato questa tendenza e la usino per fare dell’ironia). Ma quello che Caccamo dice ai lettori va oltre, perché col suo libro ci dimostra che non per questo le nostre conversazioni famigliari perdono di intensità e di intimità, tutt’altro. Una scelta un po’ infelice? La copertina del libro. L’autore probabilmente non ne ha nessuna colpa, e non ho nulla contro la foto in sé. L’immagine di Caccamo, però, non rispecchia e anzi tradisce quello che il libro stesso si propone di fare fin dal titolo: un dialogo. Al posto di questa foto così maschile, con l’autore che guarda dritto negli occhi il suo lettore, avrei visto meglio un’immagine più astratta.

Serena con Giovanni Caccamo

La cultura è come la marmellata di Marina Valensise
L'opinione di Claudia: "La cultura è come la marmellata: meno ne hai, più la spalmi", recitava uno slogan apparso sui muri della Sorbona nel maggio 1968. La giornalista e studiosa Marina Valensise è partita da queste parole per raccontare il proprio lavoro alla guida dell'Istituto italiano di cultura a Parigi (incarico svolto a partire dall'estate 2012). Raccontare la sua esperienza significa raccontare il paradosso dell'Italia, il paese che vanta il patrimonio più ricco del mondo ed è tuttavia incapace di valorizzarlo. Promuovere il patrimonio italiano con le imprese, recita il sottotitolo del libro che traduce tutto il senso di un’impresa raccontata come un viaggio, una scoperta entusiasmante portata avanti con la febbrile voglia di fare, "a partire dalla carenza dell'avere". Il volume è costruito come un decalogo, scelta strutturale senz'altro interessante e di facile diffusione, ma che non deve far pensare a un insieme di regole da applicare rigidamente.  (Scopri di più su questo libro nella recensione di Claudia).

L'opinione di Serena: Tra le tante cose che il libro di Valensise è contemporaneamente (vademecum, decalogo, …) è interessante che sia anche il racconto della migliore Italia, che passa dall’estero e che molto spesso all’estero vive e lavora, di cui Valensise non solo è parte – quantomeno lo è stata durante gli anni del suo direttorio all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi – ma è anche abile osservatrice e promotrice. E chi ha vissuto oltralpe sa quale grande polo di aggregazione e risorsa siano gli IIC. Valensise è anche abilissima nel promuovere la sua di storia: il libro infatti si legge agevolmente, lo stile è brillante senza essere pedante e la sua formazione di francesista è spesso, positivamente, rintracciabile tra le pagine. Peccato che manchino delle foto: avrebbero reso il libro ancora più godibile.


Claudia con Marina Valensise


Alla prossima puntata!