venerdì 12 agosto 2016

#CriticaNera. Il ritorno di Bacci Pagano: "Fragili verità" di Bruno Morchio

Fragili verità
di Bruno Morchio
Garzanti, 2016


pp. 208
€ 16,90 cartaceo

Dopo due anni da Un conto aperto con la morte (Garzanti, 2014), torna in libreria Bruno Morchio con una nuova avventura di Bacci Pagano, il detective ratto dei carruggi e analfabeta dei sentimenti protagonista della quasi totalità dell'opera narrativa morchiana. E torna con una storia che in parte rinnova la serie Pagano dandole uno slancio vitale rispetto agli ultimi due romanzi (oltre a quello appena citato, si veda Lo spaventapasseri), strettamente connessi l'uno all'altro, che avevano fatto temere molti lettori che la saga fosse giunta al termine, complice anche l'uscita de Il testamento del greco per i tipi di Rizzoli nel 2015.

Bacci Pagano è alle prese con un caso che affonda le radici nella professione svolta dallo stesso Morchio, quella di psicologo che si occupa di casi di adozione di bambini provenienti dall'America Latina. Storie di piccoli uomini e donne sradicati dal loro ambiente nativo e inseriti in un contesto completamente diverso, che un bel giorno, raggiunta la maturità e in piena fase di passaggio all'età adulta, esplodono in una vera e propria crisi di identità. Non a caso l'autore dedica il romanzo ai molti Giovanni che ha incontrato nel suo lavoro. E Giovanni è appunto il nome italiano che i genitori adottivi di Bernardo hanno scelto di dargli una volta che il bambino atterra in Italia dalla Colombia. A dieci anni dal suo arrivo Giovanni/Bernardo scopre il senso più profondo del suo desarraigo e con impeto inizia la sua personale rivoluzione, alla ricerca e riaffermazione di quell'identità ormai perduta tra le strade di Cali e tra i guerriglieri delle FARC, di cui il padre biologico faceva parte. In questo modo Morchio mescola e intreccia la storia di un ragazzo e del suo Paese di origine, dando vita a un crescendo narrativo che si interrompe con l'intervento risolutorio del detective psicologo che riporta la pace nella vita del giovane Giovanni/Bernardo. Sullo sfondo della vicenda lo scenario tipico delle storie di Bacci Pagano: Genova, con la sua natura bipolare, tra i quartieri benestanti come Albaro e la città vecchia, luogo in cui Giovanni inizia il viaggio che lo riavvicinerà a Bernardo, disvelando tutte le fragili verità su cui si reggeva la sua identità italiana.
Il lavoro più intenso, però, Morchio sembra realizzarlo sui due personaggi più importanti della saga: Bacci Pagano e Salvatore Pertusiello. Al lettore affezionato, infatti, non può non sfuggire che il detective sembra aver raggiunto uno status di calma apparente, una maturità forse stimolata dall'aver visto la morte in faccia e dal constatare con i propri occhi che la figlia Aglaja è ormai una donna fatta. In maniera del tutto speculare, il verace e vulcanico Totò Pertusiello, ideale contrappunto dell'investigatore dentro le istituzioni dello Stato, è ormai fuori servizio avendo raggiunto l'età della pensione. Ciononostante, resta un punto di riferimento tanto per la squadra di poliziotti che aveva coordinato come per Bacci Pagano, che non può rinunciare alla sua preziosa consulenza. 
Fragili verità rappresenta un giro di boa nella serie Pagano: un giro di boa quanto mai necessario che apre scenari inaspettati e batte la strada per i prossimi capitoli della saga. Una saga che, nonostante le ultime claudicanti uscite, ha di colpo riacquistato vigore e freschezza.

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