martedì 3 dicembre 2013

Ode alla lentezza in un presente troppo veloce - Il ritorno di Sepúlveda

Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza
di Luis Sepúlveda
Milano, Guanda, 2013

pp. 95
€ 10


Dopo l'amicizia improbabile ma possibile tra una gabbianella e un gatto, o tra un topo e un gatto, torna uno dei più stimati affabulatori di fiabe che appassionano anche gli adulti. Questa volta, nella storia di Luis Sepúlveda non troviamo al centro una coppia di protagonisti (per quanto l'amicizia sia una tema presente), ma una sola lumaca. Una lumaca uguale a tante altre, che però vorrebbe rimarcare la propria individualità con un nome e sapendo di più sul mondo che la circonda:
La lumaca che voleva conoscere i motivi della lentezza non aveva un nome, come del resto non lo avevano le altre lumache, e questo la preoccupava molto. (p. 17)
Questo bisogno, incomprensibile per le altre lumache, porterà la protagonista a distaccarsi dal gruppo e a intraprendere una sua avventura. Come inevitabile, un'avventura al rallentatore, che altera le prospettive e i punti di vista: anche il lettore scende in mezzo all'erba, e osserva da lì il passaggio sempre lento ma meticoloso e imperterrito della lumaca. 

Come sempre, i viaggi e le scoperte in Sepúlveda non si fanno da soli: e così la lumaca incontra un'anziana tartaruga, ovvero una compagna di lentezza, disponibile a spiegare alla lumaca curiosa la minaccia dell'uomo, che si fa sempre più vicino alla radura. Riuscirà la protagonista a tornare in tempo e ad avvisare le compagne? Le crederanno? 

Il punto di osservazione ribassato e ingrandito e la curiosità insopprimibile fanno della lumaca un alter-ego in cui i bambini si immedesimeranno subito. Intanto, le costruzioni di case, le infrastrutture e le macchine, apparentemente innocue a nostro vedere, sono mostri minacciosi e trappole mortali per le lumache. In questo, la fiaba insegna a non dare nulla per scontato, e a come l'esigenza di conoscere sia una fonte di vita e, a volte, di salvezza. 
Stilisticamente, la fiaba ha tutte le caratteristiche di semplicità e ritmo della tradizione, con la ripetizione di passaggi e formule che rassicurano il piccolo lettore. Guanda abbina al testo una serie di disegni in bianco e nero che ripercorrono le tappe della lumaca protagonista. Il risultato è un messaggio gradevole, che rimette in discussione il rapporto tra uomo e natura: non particolarmente innovativo ma rassicurante, sarà apprezzato dai bambini per il suo immaginario, e farà piacere ai genitori per il messaggio positivo ma non falsamente ovattato. 

Gloria M. Ghioni 




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