«Qui, chi un giorno sbarca al porto è per forza di cosa a casa sua. Da qualsiasi luogo arrivi, a Marsiglia sei a casa tua. Nelle strade incontri visi famigliari, odori famigliari, Marsiglia è famigliare. Fin dal primo sguardo.» (p. 43)
Niente stimola di più che trovarsi a leggere un autore nella sua città natale, niente è più coinvolgente di assaporare il suo romanzo nel posto in cui è stato ideato e scritto. Possedere il tempo per leggerlo tutto d'un fiato, in una calda e soleggiata giornata estiva di vacanza a Marsiglia, gustare le parole e viverle in pieno coinvolgimento con i colori, gli odori e i sapori, è una gran fortuna, ma la particolarità di questo profondo autore è la vividezza scenica, e allo stesso tempo poetica, della sua cifra stilistica che permette ad ogni lettore di vivere un'esperienza vitale e dinamica.
Jean-Claude Izzo, di madre sivigliana e padre napoletano, nasce a Marsiglia nel 1945 e muore prematuramente nel 2000. Se ci si trova in questo porto affacciato sul Mediterraneo, uno dei più grandi di Europa, e a qualsiasi persona, da un edicolante, a un ristoratore, a un capitano di peschereccio o a un ragazzino che ciondola distrattamente, a chiunque, si domanda chi era Izzo, state pure certi che tutti vi risponderanno con fare sicuro e pronto. Quando morì, la città ne fu sconvolta.
Izzo non creò solo un genere letterario, un tipo di noir con ambientazioni calde e allo stesso tempo cupe a Marsiglia, ma era una voce saggia sulla vita politica ed economica della sua città, un protettore di questo energico porto con più di duemila anni di storia alle spalle. Lo scrittore, prima di essere tale, era un cittadino che amava la sua gente, le sue tradizioni e le sue contraddizioni:
«Izzo si considera un uomo mediterraneo, profondamente inserito nella storia di quel mare che ama osservare dal faro di Sainte-Marie ma è soprattutto un marsigliese. Dice spesso che Marsiglia è il suo destino e cita i versi di Louis Brauquier.» (p. 11)
Izzo è conosciuto per svariati romanzi, ma senza dubbio per la sua raccolta più famosa e riuscita, la trilogia di Fabio Montale: Casino totale, Chourmo e Solea. Per chi fosse intimorito ad approcciarsi a questi volumi il mio consiglio è di leggere Aglio, menta e basilico, nelle cui sue semplici e potenti pagine vi è racchiusa tutta la visione letteraria, la poetica e la prosa appagante dello scrittore.
Il volume è un affresco di Marsiglia che non si riduce a essere una guida, ma è un omaggio e una vista romantica e suggestiva della cittadina. Il libro è strutturato in una prima parte generica, poi racconta della sua criminalità organizzata derivante dallo snodo portuale, ma anche della storia millenaria e delle visioni di altri scrittori e artisti una volta scoperta la metropoli marittima.
«Allora capirete perché Cezanne si è consumato gli occhi a dipingere l'Estaque. Perché Rimbaud è venuto a morire qui, alla fine del viaggio, di ritorno dalla poesia e dagli uomini.» (p. 74)
Vi sono anche tre capitoli dedicati alle erbe aromatiche profumate e alla pianta bulbosa, espediente narrativo per raccontare un'esplosione di sensazioni legate ai cinque sensi che esprimono, come se fosse un inno, la semplicità alla vita marsigliese.
«La menta agisce così. Come un filtro d'amore. Direi perfino che apre le porte di quell'immaginario orientale in cui, come cantava Baudelaire, tutto è lusso, calma e voluttà.» (p. 53)
Vi è poi in fine un breve racconto inedito del 1996 uscito sulla rivista Regards, con Fabio Montale. Inutile dire la potenza narrativa espressa dall'autore in sole sei pagine.
Per chi fosse amante del suo personaggio, imperdibili le ultime pagine del volume, elenchi separati delle musiche, dei posti preferiti, e dei libri nella trilogia a lui dedicata. Quindi, lista imprescindibile per chi si trovasse a Marsiglia.
Un romanziere non sempre è un poeta, ma Jean-Claude Izzo lo è stato; il suo amore viscerale intenso, a volte grave e cupo per il mare, la passione per i paesaggi a lui cari e primari, formano una lirica poetica spessa e impattante che ricorda le visioni di Francesco Biamonti nei suoi romanzi. Non solo, echi e risonanze si abbattono come tempeste nei suoi versi come in quelli di Louis Brauquier ed Émile Sicard, entrambi marsigliesi. Lontano da ogni riva, edito da Ensemble, è la sua antologia per poter apprezzare lo scrittore anche nella veste di poeta.
La voce di Izzo è una voce mediterranea, la sua Marsiglia e il mare, suo reagente naturale, ha stimolato e influenzato incessantemente la sua vita e la sua letteratura.
«Mi piace credere - visto che sono stato cresciuto così - che Marsiglia, la mia città, non sia una metà in sé. Ma soltanto una porta aperta. Sul mondo, sugli altri. Una porta che rimanga aperta, sempre.» (p. 45)
Caterina Incerti
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