in

#CriticARTe - J.R.R. Tolkien oltre "Il Signore degli Anelli" e "Silmarillion": le avventure automobilistiche di "Mr. Bliss"

- -
Tolkien Mr Bliss


Mr. Bliss
di J.R.R. Tolkien
Bompiani, ottobre 2022

Traduzione di Francesco Saba Sardi

pp. 112
€ 15,00 (cartaceo) 
€ 9,99 (ebook)


Mr. Bliss è un eccentrico signore che porta cappelli a cilindro altissimi, ha una bicicletta senza pedali perché tanto la usa per andare solo in discesa, convive con un curioso animale chiamato Giraniglio e, un bel giorno, decide di comprarsi una macchina gialla con le ruote rosse. Solo che, non appena sale su questa macchina incominciano i guai: incidenti, orsi ghiottoni, creditori sono tutti alle calcagna del povero Mr. Bliss che è un galantuomo, ma decisamente poco portato per la guida. Sarebbe molto meglio, per lui, un normale carretto tirato da un asinello. 

La Terra di Mezzo occupa uno spazio considerevole nella produzione e nella fama di J.R.R. Tolkien. Il Signore degli Anelli, il Silmarillion e i vari racconti (potete trovare qui la recensione ai Racconti Perduti) sono così onnipresenti da mettere in ombra un altro aspetto della produzione tolkieniana: quello delle favole e illustrazioni per bambini. Padre sempre presente nella vita dei figli, Tolkien scrisse e illustrò per loro le Lettere a Babbo Natale (trovate qui la recensione), il racconto Roverandom, la storia di un cagnolino di nome Rover trasformato in un cane di porcellana, e Mr. Bliss, di recentissima pubblicazione. Recentissima non solo per la nuova edizione Bompiani, ma perché il testo vide la luce nel 1982. Scritto all'inizio degli anni Trenta non venne infatti pubblicato dalla Allen&Unwin a causa dei costi troppo alti per la realizzazione dei disegni. All'autore venne chiesta una riduzione della scala di colori necessaria, ma, come si legge nella lettera del 17 febbraio 1938, Tolkien si tirò indietro dal progetto.
Gentilissimo sig. Furth, 
"Mr. Bliss" è tornato sano e salvo. Mi dispiace che vi abbia causato tanti problemi. Spero possiate trovare qualcuno che sia in grado di ridisegnare come si deve le illustrazioni. Io non credo di esserne capace. In ogni caso non ho tempo al momento: nei ritagli di tempo è più facile scrivere una storia che illustrarla. (Lettere 1914-1973, p. 48)

Il simpatico Mr. Bliss restò quindi inedito fino al 1982, ma godette di buona fortuna con la realizzazione, nel 2004, del fan-film animato diretto dal regista russo Gennadij Tiščenko (potete recuperare qui il trailer). La lunga storia editoriale di questo personaggio minore culmina oggi con la nuova edizione Bompiani che propone, come testo a fronte, le riproduzioni delle pagine vergate da Tolkien.
Da Mr. Bliss allo Hobbit

Mr. Bliss salì sull'auto e partì. Dopo un istante si chiese:
"Dove sta andando, Mr. Bliss?"
"Non lo so, Mr. Bliss," rispose a se stesso.
"Perché non andiamo a trovare i Dorkins, così facciamo loro una sorpresa?"
"Buona idea," disse Mr. Bliss a se stesso. "Ottima idea!" (p. 9)
L'origine della storia va ricercata nella biografia di Tolkien. Nonostante le opinioni divergano, le disavventure al volante di Mr. Bliss sono un calco della scarsa dimestichezza di Tolkien alla guida. Pare che, durante un viaggio per andare a trovare il fratello Hilary, riuscì a forare due volte e ad andare contro un muretto: ecco che Mr. Bliss aveva sufficiente materiale per incominciare le sue avventure. Dopo aver tamponato Mr. Day e avergli mandato a gambe per aria la carriola colma di cavoli e dopo aver urtato il carretto di Mrs. Knight carico di banane, si ritrova a subire l'attacco di tre orsi che vogliono rubare loro tutto il cibo. Per poi andare a trovare i Dorkins, ghiottone figure boteriane, ed essere inseguito da Mr. Binks a cui non è ancora riuscito a pagare la macchina e che ha la sua bicicletta
Il Giraniglio

d'argento in pegno.
La favola è vivace, ricca di personaggi che virano dal divertente al leggermente spaventoso, giusto per far trattenere il fiato ai figli durante la favola della buonanotte, ma Mr. Bliss si distingue per due elementi degni di nota: la stretta connessione tra testo e immagine e l'invenzione del Giraniglio. 
Nel testo, che nell'edizione Bompiani si è graficamente mantenuto come negli autografi di Tolkien rendendo l'esperienza molto immersiva, si fanno continui rimandi alle immagini che completano quanto espresso e stimolano l'attenzione e la visualizzazione. Il paesaggio è quello della campagna inglese con colline e villaggi; le immagini hanno un fortissimo dinamismo come nel caso dell'incidente; ci sono rimandi e germogli delle illustrazioni dello Hobbit come si vede tra la sala degli orsi e quella che poi sarebbe stata la Beorn's Hall. 

Merita, tra le tante e straordinarie invenzioni di Tolkien, l'invenzione del Giraniglio, metà giraffa e metà coniglio, e che viene così descritto.
Per lui, tutte le giornate erano belle perché aveva la pelle di stoffa impermeabile e aveva scavato un buco fondo fondo nel terreno ed era cieco, sicché non sapeva mai se il sole brillava o no. E a dire il vero, di solito si metteva a dormire dopo colazione e si svegliava per la cena, e del tempo ne sapeva dunque ben poco. (p. 6)
Una creatura con un bioritmo da far invidia a uno hobbit e che, come i Mezzuomini, vive in una buca nel terreno.
Una favola divertente e un'occasione per osservare da vicino lo stile di illustrazione di Tolkien che, tempo dopo, avrebbe preso le distanze dal suo modo di esprimersi e dai meccanismi narrativi di queste sue opere per bambini. Soprattutto, un'occasione per gli appassionati di guardare altro rispetto alla Terra di Mezzo: per quanto opera immensa e dal fascino inestinguibile non è la sola cosa, per fortuna, che ci ha lasciato il Professore. Di certo, le favole per i suoi figli non sono da classificare come opere minori.

Giulia Pretta