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Continua il viaggio meraviglioso nell'izakaya di Yaro Abe: "La taverna di mezzanotte" volume 6 di Bao Publishing

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La taverna di mezzanotte - Tokyo Stories - volume 6
di Yaro Abe
Bao Publishing, ottobre 2022

Traduzione di Prisco Oliva

pp. 304 
€ 17 (cartaceo)



Manga best seller. Una taverna giapponese. Piatti che fanno venire l'acquolina in bocca. Personaggi peculiari.
C'è qui tutto ciò che mi piace.
Pubblicato da Bao Publishing in Italia, il sesto volume de "La taverna di mezzanotte", famosissimo fumetto divenuto quasi oggetto di culto per i fan, riprende le storie, i drammi, le allegrie, dei cinque volumi precedenti. Ci troviamo in una classica izakaya, una di quelle taverne defilate a cui non si darebbero due lire, situata nel quartiere Shinjuku a Tokyo, e aperta solamente da mezzanotte alle sette del mattino. 
Il menù fisso è ristretto - solo zuppa di maiale, birra, sakè - ma se l'oste, un tipo un po' burbero ma dal cuore tenero, con una vistosa cicatrice sull'occhio sinistro, ha gli ingredienti necessari, può accontentare qualsiasi richiesta.
Così, sfilano nottambuli dalle professioni più disparate - spogliarelliste, detective, fumettisti, maestri, pornoattori, venditori ambulanti, gestori di club - tutti desiderosi di questo o quel piatto, la maggior parte delle volte legati a ricordi d'infanzia o d'amore. 


Davanti a una ciotola di ramen, a del pesce grigliato o del maiale allo zenzero, i tantissimi clienti del nostro oste aprono il proprio cuore: c'è chi ha problemi d'amore, chi economici, chi non riesce a sfondare nel mondo del lavoro. Tematica ricorrente, la perdita di persone care, perse di vista oppure allontanate per un litigio (o in casi estremi anche andate all'altro mondo) che grazie alla taverna di mezzanotte vengono ritrovate.
Una piccola metafora della vita quotidiana allora e del potere salvifico del cibo, che permette ai clienti disegnati da Yaro Abe di ricordare, di innamorarsi, di piangere, di commuoversi. Quante volte abbiamo mangiato un piatto e ci è venuto in mente un particolare importate del nostro passato o legato a una persona cara? Magari la cucina della nonna o della mamma. Oppure un luogo speciale, una città che abbiamo amato o un legame nato proprio grazie a una pietanza. 
Nella taverna di mezzanotte i protagonisti sono il cibo e la narrazione agrodolce: non vi lasciate ingannare, pur essendo un manga all'apparenza frivolo, le tematiche trattate, con un tono spiccio ma che va dritto al punto, sono di grande spessore. 
I volumi sono organizzati per brevi episodi, ognuno dedicato a una notte, a un piatto e a qualche personaggio. Ritroviamo in questo sesto fumetti, alcuni clienti già incontrati: Jun la transessuale, Ryu lo yakuza appassionato di wurstel rossi tagliati a forma di polpo, Erect Oki il pornoattore, Kozusu il gay boy, Hitomi la ragazza freddolosa e un po' svampita, Madame Kayoko l'amante portafortuna, le tre zitelle Ochazuke sisters, Marylin la spogliarellista e molti altri. Li incontriamo in modo casuale, senz'ordine, cosicché ci viene da pensare "Oh! Mi ricordo di te! Eccoti di nuovo!".
Il lettore stesso diventa un personaggio, sia davanti che dietro al bancone, ascolta le conversazioni, vorrebbe dare dei consigli, o partecipare a un banchetto, a un matrimonio, a una festa di Capodanno, eppure rimane a osservare come il nostro oste, che annuisce e fuma la sua immancabile sigaretta.
Non lo negherò, "La taverna di mezzanotte" fa venire fame: ramen, riso, pollo fritto, napolitan (un divertente piatto di spaghetti d'ispirazione italiana), zuppa di maiale, takoyaki, il volume è un grande ricettario condito da ingredienti, lacrime e risate. Le storie sono brevi ma ricche d'emozione. Più volte mi sono commossa, ho riso, ho quasi pianto, mi sono arrabbiata insieme ai clienti della taverna. Ci si affeziona a ognuno di loro, si aspetta con trepidazione di incontrarli di nuovo tra le pagine.
Non si disdegna alcuna tematica: la morte, l'amore, l'omosessualità, il sesso, l'amicizia, l'invidia. Uno specchio sfaccettato della vita, senza inganni, senza inutili abbellimenti della realtà. 
Un manga davvero profondo, proprio perché in apparenza disimpegnato. 
Questo sesto volume in particolare (sarà perché ho letto i precedenti cinque tutti di fila e ho avuto il tempo di affezionarmi a ogni personaggio) è ancora più nostalgico, profondo e divertente: alcune notti sono davvero memorabili, le apparizioni diventano più significative, poiché abbiamo imparato a conoscere il carattere di ogni cliente, ciò che ama, ciò che odia, il piatto che lo fa intenerire. Ho avuto modo di confermare i miei personaggi preferiti, uno su tutti Oki, il pornoattore serioso, e Mayumi, la ragazza mangiona, regina dell'effetto yo-yo. E forse è banale, anche l'oste, sempre paziente, sempre disponibile ad accontentare tutti.
Un plauso a Bao Publishing anche per la qualità eccelsa dei volumiprimo sedicesimo a colori, pagina d’apertura in pergamena serigrafata in bianco e sovraccoperta in carta naturale, per rispettare al massimo il design dell’edizione originale. Dei gioielli da collezionare, anche perché la serie è ancora in corso di stampa quindi ci saranno altri volumi in uscita nei prossimi anni (e non vedo l'ora).
Si fa fatica a staccarsi dalle pagine e quando il fumetto termina si prova tanta nostalgia, come quando si lascia un amico che parte per un viaggio. 
Una nota: dal manga è stata tratta una serie Netflix che prende il nome di "Midnight Diner - Tokyo Stories". Preferisco di gran lunga il fumetto, ma la serie è piuttosto fedele e molto piacevole da guardare, permeata da quella tipica lentezza nipponica, precisa, ordinata, riflessiva.
Consiglio entrambi a tutti, senza distinzione d'età, di sesso o di gusto in fatto di fumetti. E di piatti.

Deborah D'Addetta