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#CriticARTe - Desmond Morris svela il linguaggio del corpo nell'arte con "In posa"

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In posa Desmond Morris




IN POSA. L’ARTE E IL LINGUAGGIO DEL CORPO
di Desmond Morris
Johan & Levi, 2020

Formato: 16,5 x 24 cm
Illustrazioni: 231 colore

pp. 320
€ 32,00 (cartaceo)


Se Viceversa di Eleonora Marangoni indaga la raffigurazione dei corpi ritratti di spalle attraverso la storia dell’arte (leggi qui la recensione), in questa nuova pubblicazione della casa editrice Johan & Levi l’attenzione è dedicata a tutto il linguaggio del corpo, osservato, studiato e quindi argomentato da Desmond Morris (1928), lo zoologo ed etologo britannico, celebre protagonista e volto amato della tv inglese. 
Non è la prima volta che Morris si cimenta con l’indagine sulla gestualità dell’uomo: nel 1977 ha pubblicato il saggio, L’uomo e i suoi gesti, e la sua ricerca antropologica si è spesso intrecciata con il mondo dell’arte, ad esempio nei due volumi Le vite dei surrealisti (2018) e I gatti nell’arte (2018), entrambi editi da Johan & Levi. Chiudendo gli occhi per un istante, cercando di richiamare alla memoria alcuni dei gesti più noti, raffigurati nell’arte e nelle sue sottoculture, si affacciano immediatamente al ricordo la mano nel panciotto di Napoleone, le dita che tendono l’una verso l’altra nel tentativo estremo di sfiorarsi nel Giudizio universale di Michelangelo, l’indice all’insù di San Giovanni Battista nel dipinto di Leonardo, il saluto vulcaniano di Spok in Star Trek, L.O.V.E. il dito medio della scultura di Cattelan, posizionata di fronte alla sede della Borsa di Milano, e molti altri, dal corpo reclinato della Maja desnuda di Francisco Goya, alla benedizione buddista, la posa di rito nel ritratto della stirpe reale europea, fino allo sbadiglio ed alle opere in cui la struttura umana si deforma, si disperde per ricomporsi in visioni dell’inconscio ed immaginario. 
Desmond Morris ci trasporta in un viaggio di scoperte e illuminazioni, attraverso 320 pagine illustrate, che analizzano per tematiche la storia dell’arte, filtrata attraverso la lente della posa e del linguaggio del corpo. Il libro è rilegato, con copertina rigida e sovracopertina, ben curato e particolarmente elegante. Curiosa la scelta dell’argomento iniziale, ossia “il braccio alzato”, che sembra distaccarsi dal mondo della cultura meramente artistica, per collegarsi al ricordo di ostensioni culturali più recenti, che necessitano di essere assorbite e comprese, ma anche sdrammatizzate. Il gesto, come spiega Morris, si ricollega all’antico saluto romano “Ave Caesar”, è uno dei gesti metropolitani più comuni oggigiorno, totalmente privato dell’elemento di timorosa riverenza, serve a chiamare un taxi! Ma è anche una piacevole introduzione, un saluto seppur militare, al pubblico di lettori. 
 
Il saggio, che nella versione inglese è pubblicato da Thames & Hudson, si consulta come una guida pratica e può essere un valido supplemento alla didattica, per il suo approccio fresco e diretto alla materia trattata e per l'accurata ricerca del materiale, nonché per la selezione delle fonti e  la documentazione fotografica. I capitoli passano in rassegna ogni aspetto della complessa simbologia corporea, provocando non poco stupore nel lettore, che può così scoprire l'origine e la diffusione di gesti spesso compiuti in modo inconscio e spontaneo. Non mancano le sezioni dedicate all’eros, alla suadente trama di pose e inquadrature, che nel tempo hanno creato un vero e proprio alfabeto della seduzione. Un capitolo dedicato al bondage tratta la tematica cara al fotografo Araki, approfondendone le radici, che, come sarà possibile notare, affondano la propria essenza in tutt’altra storia culturale. Il seno, che ancora oggi è oggetto di censura, risplende nell’opera pittorica attraverso i secoli. Il bacio, l’abbraccio, ma anche l’opposto, il dolore, la smorfia, sono elementi del corpo che Morris indaga e documenta con un nutrito compendio d’immagini, scavando nelle viscere dell’arte antica, attraverso culture diverse, secoli di storia dell’arte, abbracciando l’arte sacra, popolare, le opere dei Maestri classici e moderni, fino al contemporaneo. 
 
Da dove vengono i nostri usi e costumi, come si sono creati gli stereotipi e perché, ancora oggi, le celebrità assumono la stessa posa del Re Sole, quando sono fotografate sul tappeto rosso dei grandi eventi mondani? Morris interroga il passato per sgretolare secoli di congetture, portando luce su quel linguaggio del corpo, la cui conoscenza è sempre più importante. Si pensi, ad esempio, a tutti quei contesti moderni, dai discorsi pubblici, ai colloqui di lavoro, in cui una consapevolezza di ciò che il proprio corpo inconsapevolmente comunica, può incidere sul risultato della performance. Un libro ben congegnato, adatto a un pubblico eterogeneo di lettori, con la passione per l’arte e una vivace curiosità culturale.

Elena Arzani
@arzanicurates