venerdì 6 novembre 2020

I penny dreadful e l'horror vintage dei "Racconti del vampiro"

horror, vampiro
Racconti del vampiro
AA.VV.
Elliot, 2020

Traduzione di Alessandro Ciamberlano, Maria Gallone, Rosa Spaini
 
pp. 128
€ 15,00 (cartaceo) 

«Se vi amate, dovete morire insieme» replicò molto lentamente. «Perché dovreste vivere, se è vero? Io ho cento anni. Cosa mi ha dato la vita? L'inizio è il fuoco, la fine è un cumulo di cenere. E tra la fine e l'inizio c'è tutto il dolore del mondo. Mi lasci dormire, dato che non posso morire». (p. 64)
I penny dreadful, prima di essere una serie di successo, erano, letteralmente, gli "spaventi da un penny". Racconti horror con uscita periodica che raccontavano di sovrannaturale, macabri misteri e orrorifiche situazioni. Non erano sempre considerati pezzi di alta letteratura, erano più per l'intrattenimento nazionalpopolare: nella serie BBC The Paradise, le commesse del grande magazzino si dilettano con le letture di questo genere, spesso corredate da illustrazioni per meglio rendere la lugubre atmosfera raccontata. Nonostante il severo giudizio di critica, i penny dreadful furono di base e di ispirazione per il genere del romanzo gotico e ancora adesso si può vedere la loro influenza strisciare in varie opere di narrativa.
 
La raccolta I racconti del vampiro, composta da sette novelle di sette autori diversi, ben si inserisce nella tradizione. Non che questi racconti, in buona parte ancora inediti in Italia, siano tutti usciti nelle pubblicazioni periodiche, ma raccolgono gli elementi del genere. E hanno un gusto sufficientemente vintage per ammaliare anche il lettore contemporaneo.
 
Certo, con l'occhio odierno, non ci sono veri e propri colpi di scena o situazioni realmente raccapriccianti: ormai siamo abituati a ben altro nel campo dell'horror e dell'inquietante. Nel momento in cui una vecchia signora continua a cambiare la propria dama di compagnia perché tutte le ragazze giovani e in salute che la servono muoiono di un male misterioso, le possibili soluzioni vengono subito alla mente. Se due giovani innamorati vengono descritti come "curiosamente simile nel pallore, nella bellezza angelica, con gli stessi capelli biondo scuro, gli stessi occhi violetti tristi e lo stesso viso pallido e luminoso" come avviene nel caso dei protagonisti del racconto Il ghigno mortale di Francis Marion Crawford, non sarà difficile immaginare quale tipo di relazione li leghi. 
Ma non è per provare terrore che si leggono questi racconti: si leggono per andare alla ricerca di ambientazioni archetipali e di elementi che hanno infiltrato le narrative contemporanee. 
 
In L'albero mangia uomini di Phil Robinson, si racconta di un gigantesco albero carnivoro, dagli splendidi frutti dorati, che vive nelle foreste nubiane e che tritura e divora ogni forma di vita che gli capiti tra le foglie; uomo incluso, come da titolo. Figlio delle sedicenti scoperte e dei resoconti esplorativi della metà del Diciannovesimo secolo, questo albero è il possibile padre letterario del Tranello del Diavolo che, in almeno due occasioni, occupa la scena nei romanzi di Harry Potter.
In La buona lady Ducayne di Mary Elizabeth Braddon – più nota per i romanzi gialli, ma con un passato da scrittrice anche di penny dreadful – con la giovane Bella Rolleston in viaggio come dama di compagnia nelle località di villeggiatura più decorose e rinomate del continente, si può vedere uno scorcio di quella che sarà l'ambientazione iniziale di Rebecca di Daphne Du Maurier.
Nel dichiarativo titolo La donna vampiro di E.T.A. Hoffman assistiamo al percorso di caduta dalla grazia di Aurelia, giovane angelica e pura, che finirà vittima di influenze demoniache fino a diventare un demonio essa stessa. Né più né meno di quanto accaduto alla gentile Lucy Westenra nel Dracula di Bram Stoker.
Impianto classico negli incipit e nella struttura, situazioni e figure dell'horror ormai consolidate nell'immaginario, questi racconti si leggono con la curiosità e il piacere con cui si osserverebbe il primo esempio di un nuovo manufatto: ancora non perfetto, ma con così tanta potenzialità da ispirare per generazioni a venire.
Ultima nota a parte per il racconto di chiusura della raccolta: La Morte Rossa di Edgar Allan Poe. 
Da tempo la "Morte rossa" devastava il paese. Mai epidemia era stata più fatale, o più spaventosa. (p. 113)
Se è vero – come dichiara Andrés Neuman nei suoi dodecaloghi per scrittori di racconti – che ogni racconto, anche se parla del passato, avviene sempre nell'adesso, allora forse è meglio rimandare la lettura del racconto di Poe a momenti più sereni. Un Poe che, a sua volta, ha pescato da Boccaccio. E che chissà per chi continuerà a essere di ispirazione per i decenni a venire.

Giulia Pretta
 
 
 
 
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Novembre ispira le letture gotiche e del sovrannaturale. Dopo Halloween, aleggia ancora nella nebbia la lugubre atmosfera che è lo sfondo per i racconti del mistero. La raccolta "Racconti del vampiro" di @elliotedizioni si sposa alla perfezione con il periodo. Sette autori per sette racconti che spaziano dall'atmofera tensiva di Mary Elizabeth Braddon che potrebbe essere stata d'ispirazione per gli scenari di Daphne du Maurier, all'antropologia dell'orrore di Phil Robinson fino alla pestilenza raccontata da Edgar Allan Poe. Testi dal sapore un po' vintage e che si inseriscono bene nella tradizione del penny dreadful britannico e che garantiscono agli appassionati del genere nuovi testi finora inediti in Italia. Giulia, sulla scia di Halloween (e poco prima di buttare il su Jack O'Lantern), si è fatta irretire da questi racconti e dall'atmosfera soffocante e densa di orrendi segreti che li pervade. A breve ve ne parla: mantenete intanto lo spirito di Halloween ancora ben desto dentro di voi. #inlettura #raccoltadiracconti #raccontigotici #pennydreadful #halloween #horror #raccontidelvampiro #edgarallanpoe #elliotedizioni #criticaletteraria #recensionidilibri #jackolantern

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