martedì 3 novembre 2020

#CriticaNera - Tre cadaveri, un mistero e la ricerca di una rivelazione: l'indagine del commissario Colasette ne "Il terzo giorno" di Paolo Nelli

Il terzo giorno. La prima indagine del commissario Colasette
di Paolo Nelli
La Nave di Teseo, Luglio 2020

pp. 401
€ 20,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Venerdì Santo, una donna che trascina faticosamente un enorme crocifisso lungo la scala di un condominio, il corpo nudo e privo di vita di un ragazzino che porta ali da angelo disegnate sulla schiena, una pioggia sferzante che da giorni respinge la primavera e fa di aprile un mese ancora «più crudele». Si apre così Il terzo giorno, nuovo romanzo di Paolo Nelli, edito da poco per La Nave di Teseo (per la stessa casa editrice lo scrittore brianzolo aveva già pubblicato nel 2018 Trattato di economia affettiva). Secondo la copertina del libro, si tratterebbe della prima indagine del commissario Colasette – lasciando quindi presagire la possibilità di una serie – mentre il testo sembrerebbe puntare verso tutt’altra direzione. In ogni caso, abbiamo di fronte un romanzo giallo che a un certo punto assume forti connotazioni noir. Generi in cui l’autore si cimenta per la prima volta, e lo fa con la maestria di un esperto.
Il condominio della prima scena si risveglia con tre cadaveri distesi su uno dei suoi tanti pianerottoli – due e mezzo in realtà perché uno è ancora in fin di vita. Tre come i giorni lungo cui si dipana la storia. Tre come i personaggi principali. Tre come gli assistenti del commissario Colasette. Ed è a lui, a questo personaggio complesso e affascinante, che viene assegnato il caso: un presunto triplice omicidio i cui indizi conducono lungo piste diverse, distanti e apparentemente scollegate tra loro. Sarà compito di Colasette e dell’assistente Maddalena Bercalli trovare i giusti collegamenti. In questo i due saranno aiutati da Irene Iannone, un’assistente sociale dal passato tumultuoso, che da ragazzina viveva nel condominio e che lì aveva lasciato la sua fanciullezza e la sua innocenza. Spinta anche dal fatto che una delle vittime – Salvatore Cantoni detto Tore – è stato il suo primo e unico fidanzatino, Irene inizia a compiere le sue indagini personali, in questo incoraggiata anche dal commissario. 
Il romanzo risulterebbe molto bello anche a una lettura orizzontale, che si limita a seguire i tanti e intricanti risvolti della trama, ripercorrendo il filo che conduce verso una possibile risoluzione. Eppure, siamo di fronte a un romanzo che rende al meglio se letto verticalmente, nella sua profondità. Perché il libro è in fondo una sfaccettata serie di vertiginose discese. 
In primo luogo, una discesa verso il fondo della psicologia dei suoi personaggi (non dimentichiamo che Paolo Nelli è laureato in psicologia). Partendo dal suo protagonista Colasette: dall’ossimoro del suo essere divenuto poliziotto per aver letto una poesia di Pasolini; dal suo distacco verso il genere umano e femminile, contraddetto dal morboso attaccamento per Luna, la giovane compagna con cui ha probabilmente già rotto; dal complesso equilibrio tra fede e razionalità, cercato per anni e infine trovato a un caro prezzo; dalla suo estenuante sforzo per tutelare un ordine in cui non crede e che per certi versi detesta. Ma anche all’interno di Irene, sottratta in tenera età alle molestie dei genitori e finita adesso ad accudire la madre paralizzata, incapace di accudire se stessa e finita a prendersi cura degli altri per professione, rimasta legata a un passato ormai dismesso. Ma anche all’interno dell’arguta e passionale detective Bercalli; del prete-psichiatra don Carmelo; dell’indagato Davide Torti.
Il libro è poi un lento inabissamento tra i difetti e le ipocrisie di un’Italietta superficiale e distratta. Attraverso il caso di Colasette e grazie alle sfaccettature noir, Nelli ci offre uno spaccato sociale del Nord Italia e di quei bravi cristiani che vanno a messa tutte le domeniche nei loro macchinoni importanti, per poi scaricare le frustrazioni sui diversi e sugli immigrati, votare Lega ed evadere il fisco. Un’Italia che indugia nel vizio e nel rancore mentre predica virtù.
Ma, più significativamente, questo è un romanzo che lavora sottopelle e che costruisce i suoi significati più reconditi attraverso metafore tutto sommato volutamente malcelate. Non a caso il libro si svolge durante i giorni della pasqua, in un aprile grigio e scontroso; non a caso si apre con una finta via crucis e si chiude con una impropria resurrezione e dissepoltura. Il terzo giorno è quello del sacrificio redendo e della rivelazione, le stesse che Paolo Nelli ricerca attraverso il proprio personaggio Colasette e che saranno possibili solo a patto di ricoprire il sacro nella sua temporalità, e allo stesso tempo di squarciare la normalità e banalità delle nostre vite alla costante ricerca del miracolo. Questo mi sembra il tentativo più affascinante del libro: affermare che l’incredibile e l’inconcepibile esistono e modellano la pasta di cui sono fatti i nostri giorni. Se solo noi uomini imperfetti fossimo in grado di guardarci dentro e prestare attenzione («Not invisible, but unnoticed», sono le parole che Colasette aveva sottolineato sul suo Sherlock Holmes).
Infine, l’ultima discesa che merita la nostra attenzione, quella all’interno di una lingua frizzantissima e mai piatta, piena di virtuosismi semplici e di guizzi fulminei. Una lingua che ammalia il lettore dalle prime battute, che piega la sintassi al suo bisogno e che ogni tanto spinge la prosa ben oltre la prosa stessa, su quel terreno sempre fecondo della poesia vera 
Rimangono in silenzio. La notte è nei parcheggi vuoti dei supermercati. Nelle vetrine spente dei bar. Nei ristoranti chiusi. Nelle luci delle case. Nei riflessi sulle finestre delle televisioni accese. Poche le auto che incontrano […] «il senso di una recita è nell’accettazione di chi guarda».
Emiliano Zappalà


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Venerdì santo, tre cadaveri in un condominio, tre piste diverse, un grande mistero, una squadra di investigatori. In questo scenario si muove il commissario Colasette, nel tentativo di scovare l'omicida che si nasconde in un piccolo paesino della Brianza. Tra preti psichiatri, piccoli usurai, giri di droga, gioco d'azzardo e prostituzione, nell'apparente normalità dei tre giorni della passione, in un aprile battuto da una pioggia incessante. Con questo giallo che sa di noir, #PaoloNelli ci conduce dentro il cuore del Nord Italia, in un mondo fatto di vizi e piccole ipocrisie, di violenza e sofferenza, che incrinano quella patina di tranquillità fittizia. Un viaggio che scende negli angoli più reconditi dell'animo umano, nel nostro estremo bisogno di sofferenza, affetto, riscatto e rivelazione. Presto sul sito la recensione di @emizappa! #LaNaveDiTeseo #Criticaletteraria #instalibri #instabook #bookish #Bookstagram #books #Inlibreria #ebook #inlettura

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