mercoledì 11 settembre 2019

Il "Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana": le parole del cuore di chi, proprio con le parole, confeziona opere d'arte

Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana
a cura di Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta
Fandango Libri, 2019

pp. 320
€18,00 


Coraggio: Per studenti, giornalisti, scrittori, sceneggiatori, drammaturghi, registi, uffici stampa, correttori di bozze, scenografi… Insomma, tutti gli intellettuali del Paese. E non nel senso che ci vuole coraggio a vivere d’ingegno nell’Italia di oggi ma per dire che […] è spesso proprio il coraggio che manca. E dal momento che tirare la cinghia in nome del quieto vivere è solo un po’ più triste che pasteggiare a uova di storione dopo un grande tradimento, tanto vale chiedere a se stessi il massimo facendo di necessità virtù: correre nudi verso la meta dei propri desideri e della propria vocazione più autentica. (Nicola Lagioia)

A dieci anni dalla sua prima edizione e per celebrare i suoi venti anni Fandango pubblica il Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana. Nel 2008 centinaia di autori e autrici furono invitati a partecipare a un lavoro collettivo basato su un’idea azzardata: quella di individuare una singola parola del cuore, da qui appunto l’affettivo presente nel titolo. L’edizione del 2019 si è aperta all’ultima generazione di scrittori del secondo decennio degli anni 2000 per arricchire questa collezione unica di parole più disparate, dalle più semplici al dialetto, dai neologismi a frasi intere per indicare concetti insostituibili.

Pensando al Nuovo dizionario affettivo mi viene in mente che questo volume è in grado di soddisfare il bisogno, che – ammettiamolo, tutti noi abbiamo - di curiosare e di scoprire di più sulle persone che ammiriamo. Perché quando parliamo di scrittori, cosa c’è di meglio che sapere quali siano le parole a cui sono più legati, proprio loro che come artigiani lavorano i lemmi per trasformarli in opere d’arte? È vero, quest’aspetto triviale e nient'affatto nobile è legato agli istinti primordiali di noi lettori e chiusa questa parentesi, comunque, preciso subito che l’intento originale dei curatori, Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta, sia più elevato. Eppure nonostante susciti qualche senso di colpa in me l’aver pensato, in prima battuta, all’intento voyeuristico (quale sarà mai la parola del cuore di Michele Mari o Alberto Arbasino o Rosella Postorino?), in un certo senso, tale curiosità ha comunque a che vedere con la vera idea alla base dell’opera: c’è un rapporto, quello tra uno scrittore e le parole (leggi “con le sue opere” visto che di parole sono fatte), e di conseguenza ce n’è un altro, quello di uno scrittore con i suoi lettori, che delle sue parole si cibano. 

Prima dell’inizio del dizionario vero e proprio, l’introduzione di Matteo B. Bianchi vale da sola la lettura del volume. Lo scrittore e curatore racconta con schiettezza, lucidità e chiarezza non solo la genesi originale del libro, ma tutte le vicissitudini successive che al libro sono legate, come le tipologie di scuse addotte per la non partecipazione (alcune delle quali rasentano il ridicolo) o la necessità di imporre, alla seconda edizione, una metodologia operativa che la prima edizione (e ancor prima l’esperimento condotto sempre da B. Bianchi sulla sua rivista ‘tina) non possedeva.

Questa nuova edizione offre un ventaglio di lemmi incredibilmente variegato, con chicche e sorprese nascoste in ogni pagina. Per dare un assaggio della diversità di approccio alle definizioni, oltre alla citazione in apertura con la parola scelta da Nicola Lagioia, presento come esempio l’«orfano» di Daria Bignardi e il «cane» di Linda Ferri
Orfano: gli orfani sono affamati che non si saziano mai.
Cane: preferita? Non per il suono, ma per la morbidezza che mi fa venire in mente, per il calore e quella parte fragile di sé che l’animale custodisce. Per la presenza silenziosa del mio cane, che se n’è andato lunedì, e ora per sua assordante assenza. La preferisco e la detesto, per la nostra stupidità quando diciamo: “Quell’attore è un cane”, “Quella donna è una cagna”, “Un lavoro fatto da cane”.
Tre esempi così diversi l’uno dall’altro e sono solo una millesima parte del tesoro custodito all’interno del Nuovo dizionario affettivo. Come leggerlo? Ce lo suggerisce Matteo B. Bianchi nell’introduzione: si può seguire l’ordine alfabetico dei lemmi e leggere d’un fiato il dizionario dall’inizio alla fine, si può aprire una pagina a caso e scoprire le parole contenute, si può scoprire una parola al giorno o, ancora, cercare solo le definizioni delle nostre parole del cuore; io aggiungo che il volume si presta anche a far giocare i suoi lettori al toto scrittore: che piacere scoprire di aver indovinato l’autore dalla parola o dallo stile della definizione!

Qualunque sia la modalità scelta quel che è certo è che, grazie al Nuovo dizionario affettivo, a partire da un elenco di lessemi si avrà la possibilità di ampliare i propri interessi letterari. Da un assaggio di scrittura si vorrà conoscere di più su uno scrittore sconosciuto, ci si potrà ricredere sul giudizio espresso in passato su di un altro o, più probabilmente, ci si innamorerà ancora più intensamente di chi già occupa un posto speciale nel nostro cuore. Che si voglia leggerlo tutto d’un fiato, tenerlo sul comodino per centellinarlo giornalmente o gustarlo durante una serata tra amici, il Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana non può mancare nella libreria di chi ama la lettura.


Federica Privitera






«Coraggio: Per studenti, giornalisti, scrittori, sceneggiatori, drammaturghi, registi, uffici stampa, correttori di bozze, scenografi… Insomma, tutti gli intellettuali del Paese. E non nel senso che ci vuole coraggio a vivere d’ingegno nell’Italia di oggi ma per dire che […] è spesso proprio il coraggio che manca. E dal momento che tirare la cinghia in nome del quieto vivere è solo un po’ più triste che pasteggiare a uova di storione dopo un grande tradimento, tanto vale chiedere a se stessi il massimo facendo di necessità virtù: correre nudi verso la meta dei propri desideri e della propria vocazione più autentica». (@lagioia.nicola) . . . A dieci anni dalla sua prima edizione e per celebrare i suoi venti anni @fandangolibri pubblica il “Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana”. Nel 2008 centinaia di autori e autrici furono invitati a partecipare a un lavoro collettivo basato su un’idea azzardata: quella di individuare una singola parola del cuore, da qui appunto l’affettivo presente nel titolo. L’edizione del 2019 si è aperta all’ultima generazione di scrittori del secondo decennio degli anni 2000 per arricchire questa collezione unica di parole più disparate, dalle più semplici al dialetto, dai neologismi a frasi intere per indicare concetti insostituibili. . . . Qual è la parola a cui siete più affezionati? #ticonsigliounlibro #libriconsigliati #criticaletteraria #leggerefabene #consiglidilettura #booktube #bookish #bookworm #bookporn #librichepassione #libridaleggere #libricheamo #instabook #books #libri #igreaders #igread #ilovebooks #ilovereading
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