sabato 22 giugno 2019

L'epoca degli dèi e quella dei miti nei racconti di Alessandro Mauro



Basilio
di Alessandro Mauro
Augh!, 2019

pp. 140 
€ 13 (cartaceo)

«Certi ragazzini se ne stanno dietro perché la linea di fondo li fa sentire protetti. Non sai bene dove ti trovi né come ci sei finito, e almeno hai voglia di startene con le spalle al muro, e ti sembra che da dietro nessuno possa attaccarti. Dietro, a parte la porta, ci sono meno pericoli» (p. 59).
Se dovessi ricorrere a un’immagine per descrivere il periodo dell’infanzia e della prima adolescenza userei uno dei quadri di Caspar David Friedrich, nello specifico Landscape with Mountain Lake, Morning. In quest'opera un pastore e il suo bastone sono raffigurati minuscoli nell’angolo in basso a sinistra, a poca distanza da tre animali da pascolo. Dietro di loro un lago e sullo sfondo le montagne enormi, che occupano circa metà quadro, rivelano un cielo dalle tinte cerulee. Come nella maggior parte delle opere dell’artista, la bellezza nasce dalla contrapposizione fra la piccolezza e la caducità degli esseri umani e la vastità eterna di una natura incontaminata e terribile.
Così è in effetti la fanciullezza, quel primo periodo delle nostre vite in cui ogni cosa è scoperta e mistero, le giornate appaiono infinite e tutto sa di assoluto. L’adolescenza, poi, porta nuove sfide, come la scoperta dei corpi, il rapporto conflittuale con le figure genitoriali prima considerate divine, il bisogno di trovare un posto nei gruppi sociali che nascono e muoiono in pochi mesi. In questo travolgente periodo tutto si fa furore e impeto e il mondo, meno temibile rispetto a prima ma ancora colossale, è qualcosa che necessita di essere esplorato. Prima che la giovinezza arrivi a sciogliere ogni mistero e l’età adulta renda la realtà in forme geometriche, la fanciullezza è l'età degli dèi, l'adolescenza il periodo dei miti.
Ed è proprio questo modo di vedere il mondo che Alessandro Mauro rappresenta alla perfezione nel suo libro – che più che una raccolta è un romanzo di racconti – riuscendo a sviscerare la terrificante, ma al contempo edificante, dicotomia fra interno ed esterno, fra io e mondo, fra umano e divino. Oltre a quanto detto Basilio, che troviamo bambino alle prese con l’apprendimento della lettera F e lasciamo ragazzo di ritorno da una festa a base di alcol e ragazze da rimorchiare, è quel tipo di persona per la quale il mondo intero appare un posto ancora più complesso, fatto di pericoli che non vengono dall’esterno bensì dall’incapacità di saper reagire correttamente agli stimoli. In altre parole, Basilio è un ragazzo timido e introverso, che con fatica comprende e accetta i meccanismi sociali che altri coetanei invece sanno interpretare alla perfezione. È questo aspetto del suo carattere a generare ansie e aspettative fuori dal comune e spesso a paralizzarlo nel momento in cui bisogna compiere scelte importanti, come dire a una ragazza la cosa giusta per conquistarla.
Lo stile di Mauro è semplice ma non ingenuo e riesce a cogliere i dubbi e le sfumature tipiche dell’età, compito non semplice perché poche cose sono più difficili del raccontare con vivacità i timori e i tremori di un’epoca che per tutti è lontana e spesso dimenticata senza cadere nella trappola della banalità. Il suo è dunque un lavoro interessante, e questa considerazione conduce all’unico neo di questo testo: poiché come anticipato non si tratta solo di “racconti di gioventù assoluta” – così recita il sottotitolo – bensì di un romanzo di racconti di formazione, ci si aspetterebbe di arrivare a un momento di svolta e conclusione. Basilio bambino diventa davanti ai nostri occhi Basilio ragazzo, però lasciato l’ultimo racconto si ha come la percezione che mancasse un tassello per arrivare alle soglie della giovinezza. Come se, in altre parole, mancasse un racconto a completamento del libro, qualcosa che ci indicasse dove sta andando la vita di questo nostro protagonista.
Il libro di Mauro è in ogni caso un bel testo, mai pedante e mai banale pur raccontando storie comuni in cui la suspense è generata non tanto dagli eventi quanto dalla ricerca di un minuscolo sé all’interno di questo sconfinato universo chiamato esistenza.

David Valentini