sabato 16 marzo 2019

Quanto può essere vera e crudele una risata sull'amore?

La casa di cartone
di Roberto Moliterni
Quodlibet, 2018

pp. 168
€ 14 (cartaceo)

Ogni nostra preferenza viene infilata in un algoritmo: l'attrazione è una questione di chimica e la chimica è matematica. (p. 11)
Dunque, è davvero possibile prevedere tutte le tappe di una parabola amorosa? Sembrerebbe di sì, a leggere La casa di cartone: una sorta di saggio sociale, satirico e divertente, ma anche drammaticamente realistico. 
Se avete tra i trenta e i quarant'anni, avete qualche volta flirtato su Facebook, incontrato il vostro lui / la vostra lei pensando a una serata diversa e poi le cose hanno preso una piega inattesa (amore - relazione seria - convivenza), ecco che all'inizio di questo librino riderete di gusto. Penserete qualche volta "è successo anche a noi!" e vi divertirete a rileggere in chiave satirica il primo appuntamento, le prime notti insieme, la prima obbligatoria gita all'Ikea (per comprare una tazza per lo spazzolino, certo, ma indovinate con quanti oggetti apparentemente fondamentali si arriva alla cassa?), gli incontri con gli amici di lui e di lei,...
Insomma, riderete perché tante volte quel "noi", scelto da Moliterni per coinvolgerci, effettivamente ci fa sentire parte integrante della storia. Una storia come tante, un po' anche nostra. E qui resterete fregati: perché la capacità di Moliterni di trascinarvi da una pagina all'altra, fa sì che percorrerete a spron battuto le tappe di questa coppia - così simile alla vostra di oggi o a quella di ieri - e scenderete lungo il crinale della convivenza, fino ad arrivare al progressivo cambiamento: l'innamoramento e la passione si fanno tenerezza, le serate fuori diventano serate davanti a Netflix con una birra sul mitico tavolino Lack, poi si affaccia l'idea di un animale domestico e poi... e poi...
Poi riderete un po' meno: o meglio, non smetterete di riconoscervi (anche se vi auguro di sì), scivolerete verso la deriva di coppia sperando fino all'ultimo in una ripresa improvvisa. Che sembra non esserci, nell'ottica di Moliterni: spietata, o forse semplicemente realistica. Ecco che le storie sembrano ripetersi in un ciclo di tappe simili, segnate solo da dettagli diversi, ma identiche nell'essenza: da consumisti, si consuma tutto, comprese le storie d'amore, in cui si investe poco, proprio come si va a risparmiare sui mobili Ikea. Ma i mobili, a un certo punto, scricchiolano, quasi avessero una data di scadenza; e le storie anche. 
Ma non lasciatevi sconfortare: La casa di cartone resta sempre e comunque piacevole, anche quando racconta di derive e nuovi inizi; molto apprezzabile l'omogeneità del testo, che riesce a mantenere alta la curiosità del lettore e il sorriso sempre tanto impietoso quanto ammiccante.

GMGhioni



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