giovedì 18 ottobre 2018

Le donne come termometro della società: "Figlie di una nuova era" di Carmen Korn

Figlie di una nuova era
di Carmen Korn
Fazi Editore, 2018

Traduzione di Manuela Francescon e Stefano Jorio

pp. 500
€ 17,50 (cartaceo)

Avevano accompagnato al treno figli, mariti e fratelli, dopo averli provvisti di uova sode, pane imburrato e ravanelli per il viaggio, il viaggio che li avrebbe portati al fronte.Potevano solo sperare di vederli tornare sani almeno nel corpo, perché per lo spirito non c'erano speranze. Appartenevano a una generazione dannata, che aveva sopportato ben due guerre mondiali. Dopo la prima si erano riempiti di buoni propositi, ma non erano riusciti a evitarne una seconda.
I nati del 1900, quelli che hanno compiuto gli anni di pari passo al secolo che avanzava, hanno vissuto l'orrore di due conflitti mondiali. Le donne, in particolar modo, si sono viste sottrarre padri, mariti, figli. Se anche sono state fortunate durante la prima carneficina, la seconda non ha risparmiato loro sofferenze. Le donne tedesche hanno poi dovuto patire le umilianti condizioni dopo la prima sconfitta, la nascita di un regime che suscita ancora orrore, e una seconda guerra che ha raso al suolo città, appartenenza e orgoglio nazionale. Figlie di una nuova, primo romanzo di una trilogia a firma della giornalista Carmen Korn, osserva nel dettaglio le vite di una manciata di uomini e donne di Amburgo nell'arco temporale tra la fine della Prima Guerra Mondiale e il 1948. Dalla miseria del post conflitto, alla repubblica di Weimar, l'inflazione, il sorgere e il culmine del terzo Reich, ogni evento della storia tedesca viene osservato da diversi punti di vista, umani e socio culturali, a comporre il quadro di un cinquantennio che ha distrutto e plasmato l'interno continente.
«Conosco una dottoressa che ha appena avuto il secondo figlio e continua  a lavorare alla clinica universitaria. Io dico sempre alle mie allieve che non devono rinunciare al lavoro per i figli. Noi donne dobbiamo avere scelta, ma dobbiamo anche avere la possibilità di fare tutte e due le cose».
Le donne sono il termometro dei tempi che cambiano. A seguito di millenni di cultura patriarcale, quando la società subisce scosse e modifiche, sono le donne la prima cartina di tornasole. Nel bene e nel male. Figlie di una era, pur aprendo lo sguardo sull'umanità più varia sia per origine che per estrazione sociale, si focalizza sulla vita di alcune donne, nate quasi tutte all'alba del nuovo secolo e che hanno affrontato le due guerre mondiali. Tutto il romanzo, oltre a mettere in luce i cambi sociali, è giocato sull'alternanza morte/vita, incarnata dai conflitti mondiali e dal tema della natalità.
Le due figure più rappresentative in tal senso sono Henny e Käthe. Amiche sin dall'infanzia sono entrambe ostetriche in una delle migliori cliniche di Amburgo. Hanno un diverso rapporto con la maternità. Käthe non ha interesse nell'avere figli: dopo un errore di percorso che l'ha portata da una mammana e che l'ha probabilmente resa sterile, è forte sostenitrice della contraccezione e consumata dalla febbre politica. Comunista convinta, insieme al marito Rudi, si oppone alla nascita del regime nazista e lo combatte sin dalle prime avvisaglie. Henny, figlia unica di madre vedova, Else, si trova quasi costretta dai casi della vita alla sua prima gravidanza che, pur essendo ostetrica, non è riuscita a evitare. Proprio il rapporto con la madre che viene definita "spietata nella sua generosità" le fa comprendere che non vuole altri figli e si rende conto che le donne non dovrebbero rinunciare al lavoro a causa e per via della maternità.
Lina è l'incarnazione della donna ariana: bionda e con gli occhi violetti, sarebbe considerata una fattrice di razza pura per dare figli degni al Reich. Ma, spaventata dagli uomini, trova la sua felicità e realizzazione nel rapporto con Louise, artista e attrice energica figlia di una coppia mista ebreo-tedesca.
Ida è figlia dell'ottima borghesia di Amburgo. Incapace a rinunciare ai propri vizi e al lusso e per aiutare il padre con i debiti, si rinchiude in un matrimonio senza amore e senza nemmeno la speranza di un figlio visto che il marito le ha taciuto la sua sterilità. Innamorata di Tian, di origine cinese, cresce fino a sfidare le leggi sulla purezza della razza per avere una figlia dal suo grande amore.
Tutte le altre figure, che pur se minori ravvivano e arricchiscono il quadro, hanno a che fare con la maternità. Elizabeth, giornalista ebrea, vorrebbe figli, ma non può averne; Mia, domestica di Ida, partorisce un figlio di padre molto ignoto (sono ben quattro i candidati) che non vorrebbe e che scarica dalla sorella; Anna, la madre di Käthe, perde i due figli maschi per un'epidemia di difterite. Un continuo bilanciarsi di morte e natalità, espressa dalla storia intorno a loro, con le leggi sulla purezza della razza, la segnalazione dei bambini con deformità, la donna con il fine ultimo della procreazione.
Non assistiamo mai in presa diretta ai grandi rivolgimenti storici e politici, ma per l'effetto che hanno sui personaggi. Henny inizia a comprare il pane con grosse mazzette di banconote, segno dell'iperinflazione del 1923. Nessuno assiste al putsch di  Monaco, ma tutti iniziano a parlare di Hitler, chi nel bene e chi nel male. La morte di Hitler viene comunicata nel corso di una normale telefonata alcuni giorni dopo il fatto. Perché la storia è fatta sì di momenti, quelli che poi si trovano sulle pagine dei libri, ma si svolge nella concretezza e la quotidianità. 
Lo stile di Carmen Korn è asciutto, fatto di periodi mai troppo fronzuti e ripulito di ogni eccesso o patetismo. Compatto e dignitoso anche nelle situazioni più tragiche, nella sua essenzialità taglia più di un rasoio. E ti porta a comprendere come tra buoni e cattivi, sommersi e salvati, non ci sia nessuno, nemmeno Henny con cui si è portati a simpatizzare di più, di completamente innocente. Né dal punto di vista del giudizio storico, né dal punto di vista morale sulla gestione della natalità.
Resta da aspettare da Fazi Editore i prossimi due volumi con cui il secolo andrà avanti. Oltre alla speranza in chiusa del romanzo per la sorte di uno dei personaggi, siamo alle soglie della guerra fredda e del muro e di come questo andrà a influire la vita e la morte dei personaggi di questi nuovi tempi.
Giulia Pretta

Le donne nate a inizio secolo hanno affrontato due guerre mondiali: come foglie, sorelle, mogli e madri si sono viste strappare via i propri cari. In particolare in Germania hanno patito le umilianti condizioni dopo la sconfitta, l’iperinflazione e la nascita del regime nazista. “Figlie di una nuova era” il primo romanzo della trilogia a firma di Carmen Korn ci accompagna in questa prima metà del Novecento seguendo la vita di una manciata di uomini e donne di Amburgo. Con una scrittura mai eccessiva, ma tagliente come un rasoio, ci mostra come la Storia abbia martoriato una nazione e una generazione: perché le donne sono un ottimo termometro per misurare i cambi della società. Il romanzo esce proprio oggi per @fazieditore e Giulia l’ha letto in anteprima. Su Critica lo trovate già e ora aspettiamo con ansia i prossimi capitoli #nuoveuscite #anteprime #recensioni #figliediunanuovaera #women #fazieditori #criticaletteraria #germania #guerramondiale #nazismo #libribelli #leggere #leggerefabene #trilogia #carmenkorn #bookgram #instabook #reading

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