lunedì 2 aprile 2018

#CritiCOMICS - Ritratto ad olio di un fumettista in crisi: "Un romantico a Milano"

Un romantico a Milano
di Sergio Gerasi
Milano, Bao publishing, 2018

pp. 176
€ 20,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)



Dino Buzzati, Alda Merini, Bruno Munari, Lucio Fontana, Piero Manzoni. Sono questi i nomi dei personaggi che abitano nella testa di Drogo Colombo, personaggio complesso ed enigmatico, protagonista dell'ultima graphic novel di Sergio Gerasi, Un romantico a Milano.
L'autore, già noto al pubblico della casa editrice milanese (In inverno le mie mani sapevano di mandarino, Bao publishing, 2014) e ai lettori di Dylan Dog, ci porta in una Milano oscura e malinconica, in cui si riflettono i pensieri vorticosi e del protagonista.
Drogo, fumettista in crisi, con all'attivo un solo libro, pubblicato molti anni prima, fa del capoluogo lombardo lo scenario in cui proiettare i suoi incontri fantasiosi e una tavola dopo l'altra scambia colloqui sulla propria vita con i più importanti personaggi della scena artistica e letteraria del passato: la poetessa dei navigli è solo una delle fantasie che popolano la mente di Drogo e da un cambio veloce di prospettiva, possiamo scoprire che la sedia sulla quale siede Piero Manzoni è in realtà vuota.
La vicenda principale si fonde con quella di Fermo, un altro personaggio che fa da contraltare alla storia di Drogo, con il quale condivide un legame strano.
Il tutto si mescola ad una buona dose di fantasia e surrealismo, fino a quando anche l'anatomia umana viene riscritta e una spugna diventa il simbolo del logorio e della pressione che Drogo non è più in grado di sopportare: il suo corpo si fa albero, crescono radici dalle sue membra, e l'oscurità cala nel suo appartamento. Realtà e fantasia si mischiano, fino a minare le certezze del lettore.

Questa graphic novel di Geravi ci consegna il ritratto di un fumettista in crisi, spossato e vinto da una vita nella quale si ritrova perso. Il fantasma paterno, la ricerca spasmodica del mare, quale luogo simbolico dell'infanzia, i ricordi di una vita tormentata annebbiano il suo spirito, fino a quando le sue incertezze diventano anche quelle del lettore, il quale scopre che anche il gatto che accompagna il protagonista durante lo svolgimento della storia alla fine non è quello che sembra. Un racconto quasi paradossale, in cui niente è ciò che sembra. Tuttavia, il ritratto del protagonista risulta particolarmente vivido, come certi dipinti ad olio, in cui le zone d'ombra mettono in risalto quelle più luminose. Ed è qui che l'opera di Gerasi diventa compiuta: il racconto delle parti irrisolte di Drogo è indispensabile per la rinascita del protagonista, pronto, in sede finale, ad evolversi ed uscire da quella forma di stasi perenne che l'aveva afflitto fino a quel momento.
Un nuovo viaggio all'interno del mondo Bao, alla scoperta di un animo fuori tempo, un romantico, in una Milano lontana dalle rappresentazioni solite.
Valentina Zinnà

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