domenica 27 gennaio 2008

Un codice da "ridecodificare"...


Il codice di Newton
di Rebecca Stott
Tit.orig.: "Ghostwalk"
traduzione italiana: Maria Clara Pasetti
Edizioni: Piemme
Anno: 2007 - Pag.: 349 - Eur.: 17,90



Siamo a Cambridge, nel XXI° secolo.
Una studiosa, Elisabeth Vogelsang, viene ritrovata riversa sulle rive del fiume vicino alla propria abitazione in una giornata di fine settembre del 2002.
La sua fine è racchiusa nell'ultimo capitolo del libro che stava scrivendo e che mai ha terminato: L'alchimista.
Ad una sua cara amica, Lydia, viene chiesto dal figlio della vittima - nonchè suo amante - di completare come ghostwriter quel lavoro inconcluso.
Un libro che avvolge il XVII° secolo intorno alla figura del grande Isaac Newton e ad un suo misterioso codice che entra prepontentemente sul presente di Cambridge e di cui ne rimane vittima la stessa Elisabeth.
Cinque morti sospette in quella seconda metà del seicento legate alla cattedra lucasiana del Trinity College che Newton "fece sua".
E un Mr.F - Deus ex machina - che ancora viaggia tra i due secoli per porre fine ad un enigma...

Trama potenzialmente molto intrigante costruita su reale documentazione esistente sulla vita di Newton e sulla Cambridge del XVII° secolo.
Idea interessante quella di proporre il mistero e il fascino dell'alchimia associandola alla figura del grande scienziato inglese.
Pare troppo azzardato lo stile narrativo, però.
Si cerca di amalgamare la parte "storica" del thriller alla parte "privata" della protagonista non riuscendovi pienamente, anche per il continuo riproporre, durante la narrazione, considerazioni personali di tipo psicologico che Lydia esprime prima, durante e dopo i dialoghi.
Il codice, che da il titolo al libro, risulta invece poco analizzato nella sua valenza simbolica tra passato e presente.
Positive, anche se un po' prevedibili, soprattutto le ultime 80 pagine circa del libro, dove si dipana in maniera piu' fluida il racconto.
Interessante la sovrapposizione finale che l'autrice compie col misterioso passeggiero del taxi e la figura di Mr.F. che aleggia lungo le righe del thriller (dal quale prese lo spunto originario per l'opera - si veda a tal proposito il sito http://www.codicedinewton.it/, alla pagina sull'autrice).
In definitiva, non pienamente convincente alla prima lettura.
Forse, "ridecodificandola"...