sabato 21 novembre 2015

Elizabeth Gaskell: tra romanzi e adattamenti televisivi

Un'autrice vittoriana ingiustamente ignota in Italia

L’epoca vittoriana è stata forse una delle più prolifere nel Regno Unito per la produzione letteraria che, con la sempre maggior evidente affermazione del romanzo, ha visto nascere autori ed opere diventati presto capisaldi della storia culturale occidentale. Alcuni di questi sono sopravvissuti al tempo e compongono oggi la mappa letteraria ideale di un’epoca contraddittoria e in pieno fermento culturale e sociale, che per tutta la durata del lungo regno della regina Vittoria ha testimoniato le trasformazioni – non soltanto letterarie – del Paese, l’egemonia del novel come genere dominante insieme al consolidamento del sistema editoriale ben rappresentato dal three decker e dalle biblioteche circolanti, la straordinaria fioritura della variegata produzione narrativa inaugurata già dalla stagione romantica per poi affermarsi a partire dagli anni Trenta del secolo mediante l’opera di Dickens, Thackeray, Trollope, Bronte, fino a Hardy, Wilde, George Eliot e la New Woman Fiction di fin de siècle, solo per citare una manciata di nomi di un momento letterario ricchissimo di opere ed autori.

E tra gli interpreti della stagione vittoriana, acuta osservatrice dei meccanismi e delle contraddizioni dell’epoca, è necessario ricordare Elizabeth Gaskell, a pochi giorni dal ricorrere del centocinquantesimo anniversario della sua morte. Autrice che forse non gode in Italia dello stesso interesse da parte di critica e pubblico che invece, meritatamente, non sembra essere oggi troppo diminuito nel Paese d’origine, ma che vale davvero la pena riscoprire o rileggere. In realtà, grazie anche alle nuove o in alcuni casi inedite traduzioni di alcuni dei suoi romanzi più noti, tutte ad opera della casa editrice umbra Jo March, e a produzioni televisive di valore come quelle della BBC, negli ultimi anni anche in Italia un rinnovato interesse – accademico e non – sta fortunatamente riportando l’attenzione sull’opera della Gaskell.


Attenta osservatrice del proprio tempo, nei suoi romanzi maggiori ha saputo magistralmente raccontare la società e i suoi individui, un mondo in trasformazione spesso problematico, fuso con le dinamiche del cuore, tra pubblico e privato. è storia di un mondo industriale con proprie regole e problematiche contrapposto al mondo rurale, dell'infanzia e dell'innocenza, che mette in discussione le certezze di una giovane donna che si muove tra le strade dell'immaginaria cittadina di Milton (modellata sulla Manchester conosciuta dall'autrice), in un romanzo capace di coniugare spinte individualistiche e riflessione sociale; è la chiusura ideale di un cerchio con il ritorno a quel mondo rurale amatissimo, ad una natura pacifica, serena, per una "storia di tutti i giorni" capace comunque di raccontare le complessità del cuore e dei legami famigliari rifiutando luoghi comuni e schemi prestabiliti.

Leggere North and South o Wives and Daughters (solo per citare due tra le opere tradotte ad oggi in italiano), appassionarsi agli adattamenti televisivi, permette di osservare da vicino una società contraddittoria, in pieno fermento e, dal punto di vista strettamente letterario, aggiungere un fondamentale tassello nella ricostruzione di una stagione culturale vivace, eterogenea e ricchissima come l’epoca vittoriana. (D.L.)

I romanzi della Gaskell in TV: gli adattamenti televisivi

L’obiettivo della BBC è adattare grandi capolavori della letteratura inglese per il grande pubblico. Nel 2004, la rete britannica adatta in quattro episodi il capolavoro della Gaskell, North and South. Nei ruoli di John Thornton e Margaret Hale vengono scritturati un trentatreenne Richard Armitage e Daniela Denby-Ashe. La serie riscuote un gran successo; Richard Armitage è finalmente noto al grande pubblico e ottiene i riconoscimenti della critica inglese. La scelta di un attore di bell’aspetto – oltre che dalle indubbie doti artistiche – chiarisce l’obiettivo della BBC: riconfermare il successo riscosso nel 1995 con il Mr. Darcy di Colin Firth e indirizzarsi prevalentemente ad un pubblico femminile.


Il punto di forza dell’adattamento di Brian Percival è la straordinaria rappresentazione del divario tra nord e sud nell’Inghilterra vittoriana. Differenza geografica che emerge anche dall’accento ben curato ed enfatizzato degli attori: l’uno più musicale e pertanto prettamente meridionale (Miss Hale); l’altro più nasale, tratto distintivo dell’accento nordico (mister Thornton). Il regista lavora soprattutto per associazioni (e contrasti) di immagini, di colori e di soundtrack, oltre che con i dialoghi.  La campagna inglese del XIX secolo viene rappresentata come un idilliaco e romantico locus amoenus dalle tinte pastello, lontano dalle intemperie, dove la gente dedica il tempo libero al tè e alle carte, alla lettura e alle buone maniere con i vicini. Il nord industrializzato viene dipinto in toni grigi: macchine che lavorano incessantemente, montoni di cotone fioccanti dalle fabbriche, gli sbuffi delle moderne ferrovie, violenza fisica e verbale tra capitalisti e operai, mancanza di tempo libero, malattie incurabili e morti giovanili. Particolarmente interessante è la messa a fuoco del movimento sindacalista dell’epoca, sebbene si risolva in un “vissero felici e contenti” molto poco vittoriano.

La BBC fa del capolavoro di Elizabeth Gaskell un quadro visivo della contraddittoria società vittoriana. Dall’eccessivo fasto dell’esposizione universale londinese alla fame e alla disperazione della working class, oltre che allo sfruttamento del nascente impero coloniale (basti prestare attenzione ai discorsi di Thornton proprio all’esposizione). La donna, che sia del nord o del sud, è relegata al suo lavoro di madre e moglie, proprietà indiscussa del marito. 

Essendo indirizzato al grande pubblico (femminile), tutto ciò che è stato appena esposto costituisce semplicemente il background delle vicende. Il protagonista indiscusso di North and South firmato BBC è l’amore. Nello specifico, un amore stereotipato. Due caratteri forti, John e Margaret, due personalità che rappresentano l’essenza del nord e del sud inglese. Miss Hale, meridionale convinta, disprezza il materialismo e si prende cura dei genitori e della casa. Sognatrice per natura, stringe amicizia con gli operai del luogo e spera di creare un dialogo tra Thornton e i suoi subordinati; sicura di sé e relativamente indipendente, accetta la morte dei genitori con calibrata emotività – secondo l’etichetta dell’epoca. Mister Thornton rappresenta invece la concretezza e il materialismo della società industriale. Ragiona in termini economici, gestisce la propria famiglia e il proprio business. 

Il regista riassume più volte il materialismo nordico di Thornton nella stretta di mano, contatto tanto disprezzato dall’altruista Miss Hale. Opposti che si attraggono, tuttavia, in quanto la passione emerge tra giochi di sguardi e sorrisetti ammiccanti più che dalle proposte d’amore prontamente rifiutate. Niente camicie bagnate, in quest’adattamento, perché la BBC regala ben altro: un bacio appassionato in piena stazione; apparentemente casto eppure ricco di una carica erotica intensificata dall’attesa. Scelta surreale, questo bacio, eppure giustificabile se si pensa alla lunga lista delle contraddizioni vittoriane: un secolo bigotto che tuttavia vede nascere il primo vibratore. In più, non si può demonizzare di certo la BBC se fa del motivo amoroso il punto focale dell’azione. La stessa Elizabeth Gaskell, ironizzando, sosteneva che il suo romanzo poteva essere considerato una riscrittura vittoriana del ben più noto – almeno in Italia – Orgoglio e Pregiudizio. Probabilmente, è proprio a queste parole dell’autrice che il regista vuole rendere omaggio quando in una delle scene finali, fa leggere a un piccolo orfano della working class – in maniera stentata – un passaggio del romanzo in questione. Una piccola citazione d’autore che rende omaggio a due importanti scrittrici anglosassoni e a due grandi successi televisivi della rete britannica.

L’adattamento della BBC rispetta anche lo stile narrativo della Gaskell. La trama è lineare, semplice, precisa, come già detto inizialmente si lavora per motivi ed immagini. Di tanto in tanto, il regista inserisce delle voci fuori campo per rendere noto allo spettatore il contenuto delle lettere di Miss Hale. Pertanto, il tutto è filtrato – in parte – attraverso l’occhio della protagonista femminile.In definitiva, l’adattamento della BBC di North and South costituisce un buon compromesso per accostarsi o immergersi nuovamente nel capolavoro di Elizabeth Gaskell. Il compromesso diventa ottimo soprattutto se utilizzato come sussidio negli studi di letteratura inglese al liceo. Per noi donne, poi, è un’ottima scusa per innamorarci per l’ennesima volta del bellissimo e tenebroso Thornton-Armitage. (A.D.F.)


Arianna Di Fratta / Debora Lambruschini

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