venerdì 8 novembre 2013

Narrativa come gioco e memoria: Rien ne va plus di Angelo Ricci

Rien ne va plus
di Angelo Ricci
Errant Editions, 2013
Collana Inaspettati/ Unexpected

"Lo sai che io sono stato Dio?"
Inizia in una sala da gioco televisiva, nell'atmosfera artefatta di sfavillante nulla, questo racconto di Angelo Ricci che fa parte della collana Inaspettati/ Unexpected di Errant Editions. Ebook brevi che propongono racconti da leggere nello spazio di un viaggio in metropolitana, nella pausa pranzo, in un intervallo di tempo breve in cui non si vuole rinunciare ad un buon testo compiuto.
Partendo dal casinò virtuale, si intrecciano la vicenda dell'anonima conduttrice dall'avvenenza evanescente quanto una giocata on line, e quella del deejay Lawrence Sheik, famoso per le sue originali performance chiamate "barricate sonore", di cui resta un sospetto fino al termine del racconto: forma di protesta estrema attraverso la musica, o spudorata operazione di marketing mascherata con finalità ideologiche?

Citazioni tra le righe trasformano il gioco narrativo in caccia al tesoro letterario; sono accompagnate dall'uso disinvolto di un lessico ricercato che diviene esso stesso divertissement come gli infiniti rimandi a persone e luoghi icone di un'epoca, gli anni '70 e '80. Un caleidoscopio vorticoso e colorato che rende perfettamente la frenesia creativa e allucinata, la sete di sensazioni che appaghino tutti i sensi, ma soprattutto la mente e, per alcuni protagonisti di quei decenni, ancora di più il conto in banca.
Ne risulta un racconto visionario e assai criptico che di queste caratteristiche fa un punto di forza. Una sorta di ballata psichedelica evocativa e coinvolgente.

"Faites vos jeux.
Les jeux sont faits.
Rien ne va plus"
---------------
Recensione di Carla Casazza

0 commenti: