martedì 16 luglio 2013

E l'eco rispose: il tanto atteso ritorno di Hosseini

E l'eco rispose
di Khaled Hosseini
Piemme, 2013


pp. 456
cartaceo € 19,90
ebook €  9,99


Da meno di un mese è uscito E l'eco rispose, romanzo che dopo Il cacciatore di aquiloni e Mille splendidi soli torna a far commuovere lettori di tutte le età (Hosseini è un autore consigliato in molte scuole). I temi-chiave che erano presenti con tanta forza negli altri romanzi, ovvero l'amicizia e la ricerca di identità, nonché l'amore, si intrecciano in questo romanzo densissimo, che attraversa stati, generazioni e classi sociali
Il testo si apre nel 1952 a Shadbagh, paese immaginario a poca distanza da Kabul, dove il piccolo Abdullah e la sorellina Pari vivono con il padre Sabur, la matrigna Parwana e il fratellastro neonato Iqbal. Una famiglia afgana numerosa come tante, con un capofamiglia disposto a camminare per chilometri nel deserto, pur di sbarcare il lunario. L'affetto tra i due fratellini, Abdullah e Pari, non è invece comune: è un rapporto in parte simbiotico, perché il ragazzino ha cresciuto lui Pari fin dalla sua nascita, visto che la madre era morta di parto. Un idillio nella miseria, potremmo dire, e come tale destinato a rompersi, quando la piccola Pari viene venduta a una famiglia ricca di Kabul, i Wahdati. L'idea era stata dello zio Nabi, governante presso la casa dei Wahdati: pensava di migliorare la situazione economica della famiglia, garantendo a Pari la possibilità di crescere nel lusso. Ma come spiegare ad Abdullah che anche il padre piange la mancanza di Pari? E come colmare il senso di assenza? 

Hosseini non è scrittore del patetico, ma grande affabulatore di storie: come tale, fugge il rischio di concentrarsi solo su questo filone, e subito si dedica ad altro, tenendo il lettore con il fiato sospeso. Si scopre così la storia di Parwana, ma anche la vicenda della giovanissima e bizzosa signora Wahdati e del marito, poi si passa allo zio Nabi,... L'idea vincente di questo romanzo è di scrivere il tempo attraverso il punto di vista dei vari personaggi. La grande Storia prosegue nelle singole microstorie, seguendo i personaggi da un continente all'altro, fino ai nostri giorni. L'attenzione è sempre mantenuta vigile dal fatto che Hosseini interrompe e cambia scena proprio quando la suspense è alta: il lettore resta deluso solo un istante, perché qualche pagina dopo s'è già affezionato al nuovo personaggio. 

Nell'ultimo centinaio di pagine, dopo personaggi abbandonati al loro destino e alcune accelerazioni temporali che spostano in Francia e in America la vicenda, si ha la sensazione di conoscere tutti i personaggi di persona, di prevedere le loro azioni e parole come se fossero amici intimi. Ognuno con il proprio carattere, ben s'intende: non ci sono accavallamenti né forzature per quasi cinquecento pagine, in cui il macrotema della famiglia torna a farla da padrone, declinato secondo il modello afgano e poi occidentale.

Il romanzo, che è già un bestseller, oltre a suscitare piacevoli chiacchierate sulla trama, avrà anche il merito di riportare il dibattito sui valori familiari, come già sta avvenendo sulla frequentatissima pagina ufficiale italiana di Hosseini su Facebook.

Gloria M. Ghioni

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